Farmaci che Aumentano le Transaminasi: Un Elenco Dettagliato

Le transaminasi sono enzimi presenti principalmente nelle cellule del fegato e sono indispensabili per il metabolismo delle proteine. Tra gli esami più frequentemente richiesti dai medici, sia ospedalieri che di famiglia, vi è senz'altro la determinazione delle transaminasi, e non di rado vengono riscontrati valori al di sopra dei limiti di norma. I due tipi principali sono l'AST (aspartato aminotransferasi) e l'ALT (alanina aminotransferasi). Quando questi valori superano i livelli normali (fino a 40 U/L per l'ALT e fino a 45 U/L per l'AST), si parla di transaminasi alte. Le transaminasi sono rilasciate in caso di necrosi o di danno cellulare con aumento di permeabilità di membrana ed una minima quantità è costantemente e fisiologicamente presente nel siero.

Il fegato è un organo fondamentale che svolge numerose funzioni vitali, tra cui la detossificazione dell'organismo, la produzione di proteine e la regolazione del metabolismo. Le transaminasi sono considerate dei "marcatori" della salute epatica e il loro aumento può essere temporaneo o persistente. L'interpretazione dei valori delle transaminasi deve sempre considerare il quadro clinico completo del paziente.

È importante valutare non solo l'entità dell'aumento, ma anche la sua durata e il rapporto tra AST e ALT. Alcuni fattori come l'attività fisica intensa, l'assunzione di alcuni farmaci o una dieta molto ricca di proteine possono influenzare temporaneamente questi valori.

Cause di Ipertransaminasemia

A fronte di una ipertransaminasemia di recente scoperta occorre innanzitutto procedere ad una corretta anamnesi e ad uno scrupoloso esame obiettivo, poi, in assenza di elementi che possono fare sospettare la presenza di una epatopatia cronica, dovrà essere programmato un nuovo controllo enzimatico a distanza di 2-3 mesi, eventualmente esteso ad altri esami di funzionalità epatica (fosfatasi alcalina, gamma GT, bilirubinemia, emocromo, elettroforesi proteica). Le cause più comuni dell'aumento delle transaminasi sono legate a condizioni che colpiscono direttamente il fegato.

Ecco alcune delle cause principali:

  • Epatite virale: Sia acuta che cronica, è una delle cause principali.
  • Consumo eccessivo di alcol: L'alcol è una sostanza tossica per il fegato.
  • Fegato grasso (steatosi epatica): La prevalenza nella popolazione occidentale di steatosi epatica non correlata ad assunzione significativa di alcool è di circa il 20%.
  • Uso di farmaci epatotossici: Occorre eseguire una accurata anamnesi farmacologica, con particolare attenzione verso farmaci utilizzati con continuità, magari in assenza di prescrizione medica, come ad esempio gli antiinfiammatori non steroidei; altri farmaci che frequentemente possono dare ipertransaminasemia sono gli antibiotici, gli antitubercolari, gli antiepilettici, le statine e gli ipoglicemizzanti orali.
  • Epatite croniche virali: I dati epidemiologci mostrano come la prevalenza di malattie epatiche nella popolazione generale italiana sia del 3-5%, di cui il 70% causate da virus.
  • Emocromatosi ereditaria: La emocromatosi ereditaria è caratterizzata, come è noto, da un alterato metabolismo del ferro, con conseguente accumulo del minerale in alcuni organi, tra cui fegato, pancreas, testicoli, cuore e articolazioni.
  • Epatite autoimmune: E' una malattia relativamente rara, con una prevalenza nel nord Europa di circa 170 casi per milione, che interessa soprattutto il sesso femminile (rapporto di 4:1) ed è frequentemente associata all'aplotipo HLA A1 B8 DR3 e HLA DR4.
  • Malattia di Wilson: E' una malattia ereditaria caratterizzata da accumulo di rame a livello di alcuni organi, tra cui fegato e cervello, per un difetto nella sua escrezione.
  • Deficit di alfa-1-antitripsina: E' una causa rara di malattia epatica cronica dell'adulto, mentre è relativamente più frequente nei bambini, nei quali rappresenta la principale causa di epatopatia a trasmissione genetica.

Oltre ai problemi epatici, le transaminasi alte possono derivare da cause extraepatiche, come infarto miocardico, distrofie muscolari o pancreatiti. Anche alcune patologie metaboliche, come il diabete o l’insulino-resistenza, possono contribuire all’aumento dei valori. In alcuni casi, l’origine del problema può essere genetica, come nel caso dell’emocromatosi, una malattia che causa un accumulo eccessivo di ferro nel fegato.

Sono da approfondire i seguenti aspetti: familiarità per epatopatia; tossicodipendenza; trasfusioni di sangue o emoderivati; ospedalizzazioni ed interventi chirurgici anche minori; analisi delle abitudini dietetiche con particolare riferimento alla assunzione di bevande alcoliche; presenza di malattie endocrinometaboliche (diabete, ipoipertiroidismo, etc); presenza di malattie neuromuscolari, quali miopatie tipo Duchenne e polimiositi; uso di farmaci, tra cui i contraccettivi orali; recenti stress fisici; recenti traumi muscolari, quali ad es. una iniezione intramuscolare; presenza di scompenso cardiaco; storia di malassorbimento.

Una scrupolosa visita del paziente permetterà di evidenziare segni di epatopatia cronica (epatomegalia, spider nevi, eritema palmare, ipertrofia delle parotidi etc), di accertare la conformazione fisica e lo stato nutrizionale (Body Mass lndex), di valutare il colore della cute (emocromatosi), di evidenziare eventuali patologie extraepatiche.

La diagnosi può essere difficile in quanto molti pazienti rimuovono il problema o sottostimano la quantità di bevande alcoliche consumate.

Farmaci Epatotossici

L'epatotossicità è definita come la capacità posseduta da una sostanza di esercitare un effetto dannoso sul fegato. Il fegato è un organo fondamentale, che svolge moltissime attività all'interno del nostro organismo, fra cui ritroviamo il metabolismo dei farmaci. I farmaci epatotossici possono provocare danni al fegato di diverso tipo.

  • Reazioni di tipo A: sono reazioni cosiddette prevedibili e dose-dipendenti. Queste reazioni sono caratterizzate da un'elevata incidenza e, solitamente, sono rappresentate da necrosi epatocellulare, che può essere causata direttamente da un farmaco, oppure da un suo metabolita.
  • Reazioni di tipo B: queste reazioni sono imprevedibili, dose-indipendenti e caratterizzate da una bassa incidenza.

Un'ulteriore suddivisione può essere effettuata in funzione della tipologia dei danni provocati dai farmaci epatotossici. I meccanismi d'azione attraverso i quali i farmaci epatotossici possono indurre danni al fegato sono molteplici.

Tra i farmaci che possono causare un aumento delle transaminasi, si includono:

  • Antiinfiammatori non steroidei (FANS)
  • Antibiotici
  • Antitubercolari
  • Antiepilettici
  • Statine
  • Ipoglicemizzanti orali
  • Antidepressivi triciclici e mirtazapina

Sintomi e Diagnosi

Le transaminasi alte spesso non causano sintomi evidenti nelle fasi iniziali, e per questo motivo vengono frequentemente scoperte durante esami del sangue di routine. Tuttavia, quando l'aumento è significativo o legato a una malattia epatica in corso, possono manifestarsi diversi sintomi.

Un lieve aumento (fino a 2-3 volte i valori normali) può essere temporaneo e risolversi spontaneamente. Aumenti di ALT possono invece essere il segno di cirrosi, morte del tessuto epatico, epatite, emocromatosi, fegato grasso, ischemia epatica, tumori epatici, assunzione di farmaci tossici per il fegato, mononucleosi o pancreatite e altre malattie e infezioni, di tipo acuto o cronico, che colpiscono il fegato.

Un aumento paragonabile di entrambi gli enzimi è tipico delle epatiti acute virali, tossiche o indotte da sostanze diverse dell'alcol. In condizioni di normalità il rapporto AST/ALT si assesta invece attorno a 0,8. In genere aumenti delle transaminasi pari a 10-20 volte queste concentrazioni sono associati a un danno epatico; tali valori alti si possono associare a diverse condizioni patologiche.

Come Ridurre le Transaminasi Alte

Per ridurre i livelli di transaminasi alte nel sangue, è essenziale intervenire sulla causa che ne ha determinato l’aumento. Se il problema è legato a uno stile di vita poco salutare, è fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata, evitando cibi ricchi di grassi, zuccheri raffinati e alcol. Anche l’attività fisica regolare aiuta a migliorare la funzionalità epatica e a ridurre il grasso accumulato nel fegato.

Ecco alcuni consigli utili:

  • Alimentazione sana: Preferire frutta, verdura e cibi ricchi di fibre, a discapito di alimenti eccessivamente lavorati, aiuta il fegato nella sua azione detossificante dell’organismo. Il risultato finale corrisponde a un miglioramento del profilo enzimatico epatico.
  • Esercizio fisico regolare: 150 minuti di attività fisica a settimana aiutano a mantenere sotto controllo il livello degli enzimi epatici.
  • Non bere alcolici: Una delle principali cause di danno epatico è l’eccessivo consumo di bevande alcoliche.
  • Non fumare: Le sostanze tossiche presenti nelle sigarette recano danno alle cellule epatiche.
  • Bere caffè: Uno studio del 2017 riporta che bere da 1 a 4 tazze di caffè aiuta a ridurre gli enzimi epatici, in particolare le transaminasi ALT.
  • Incrementare il consumo di cibi ricchi di folati: Uno studio del 2023 ha evidenziato che le persone con carenza di folati sono più a rischio di fegato grasso.

Esistono anche integratori e farmaci da banco che potrebbero essere utili per favorire il benessere del fegato. Tra questi, cardo mariano, tarassaco e curcuma sono noti per le loro proprietà epatoprotettive e depurative. Inoltre, gli integratori a base di vitamina E e omega-3 potrebbero contribuire a ridurre l’infiammazione epatica.

Alimentazione Consigliata in caso di Transaminasi Alte

Per i soggetti a cui sono state diagnosticate malattie o disfunzioni del fegato, una corretta alimentazione può contribuire a migliorare le cose. Ecco alcuni consigli:

  • Verdura: Cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per la salute dell’organismo.
  • Frutta: Per l’elevato contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti. È meglio non superare le due porzioni al giorno, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio). Evitare uva, banane, fichi, cachi e mandarini, poiché sono i frutti più zuccherini.
  • Carne: Sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
  • Pesce: Di tutti i tipi, almeno tre volte alla settimana. Privilegiare quello azzurro.
  • Oli vegetali: Polinsaturi o monoinsaturi come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi, etc.
  • Formaggi: Una o due volte alla settimana in sostituzione del secondo piatto. Tra quelli freschi è bene preferire quelli a basso contenuto di grassi, mentre tra i formaggi stagionati quelli prodotti con latte che durante la lavorazione viene parzialmente decremato, come Grana Padano DOP.
  • Affettati: Una o due volte alla settimana purché sgrassati.
  • Prodotti da forno: Preferire quelli integrali.

Monitoraggio Regolare

Monitorare regolarmente i valori epatici è essenziale per mantenere la salute del fegato sotto controllo. Un semplice esame del sangue può fornire informazioni preziose sul suo stato di salute. L’esame delle transaminasi richiede un semplice prelievo di sangue.

Hai dubbi sui risultati delle tue analisi? Su Meafarma trovi guide chiare e pratiche per comprendere i valori delle transaminasi e degli altri enzimi epatici. I nostri esperti hanno creato contenuti semplici e comprensibili per aiutarti a prenderti cura del tuo fegato in modo consapevole.

Tabella: Valori Normali delle Transaminasi

Enzima Valore Normale (U/L)
ALT (Alanina Aminotransferasi) Fino a 40
AST (Aspartato Aminotransferasi) Fino a 45

leggi anche: