Fibrinogeno: Dosaggio Immunologico e Interpretazione Clinica

Il fibrinogeno, o fattore I della coagulazione, è una glicoproteina prodotta dal fegato, fondamentale nel processo di coagulazione del sangue. Il fibrinogeno è una proteina del sangue contenuta nel plasma, che viene prodotta dal fegato.

Misurare i livelli di fibrinogeno nel plasma è essenziale per valutare la funzione coagulativa del corpo. Il fibrinogeno immunologico si riferisce alla quantificazione del fibrinogeno nel sangue mediante tecniche immunologiche. Nel dettaglio, queste tecniche utilizzano anticorpi specifici per riconoscere e legare il fibrinogeno, consentendo una misurazione accurata dei suoi livelli plasmatici.

Il Ruolo del Fibrinogeno nella Coagulazione

Quando c’è un sanguinamento il nostro organismo mette in atto un meccanismo chiamato cascata della coagulazione. Il fibrinogeno è un fattore essenziale per la coagulazione del sangue. Quando un tessuto o un vaso vengono danneggiati, inizia un processo chiamato emostasi che serve a riparare il danno e si attua in tre fasi che si susseguono in rapida sequenza: spasmo vascolare, formazione del tappo piastrinico e coagulazione.

Quando inizia la cascata della coagulazione i fattori che intervengono si attivano uno dopo l'altro. Il fibrinogeno costituisce il substrato su cui agisce la trombina, un enzima proteolitico che determina la conversione del fibrinogeno in fibrina. Quando si verifica una lesione ai vasi sanguigni, il fibrinogeno viene convertito in fibrina da parte dell'enzima trombina.

Quando la cascata è vicino alla fine, il fibrinogeno si attiva e viene trasformato in fibrina che stabilizza il tappo emostatico formando una rete in grado di conferire la necessaria stabilità al coagulo. La fibrina forma una rete di fili che, insieme alle piastrine, crea un coagulo per fermare l'emorragia. Filamenti di fibrina e piastrine, infine, formeranno un coagulo stabile. La barriera previene la perdita ulteriore di sangue e rimane sul luogo finché il danno non è risolto.

Il fibrinogeno da origine alla fibrina che non si trova disponibile nel sangue. Solitamente ciò avviene in presenza di un danno ai tessuti dell’organismo che innesca il processo di coagulazione. Il fibrinogeno entra in gioco verso la fine della cascata coagulativa, quando viene convertito in fibrina, la quale intrecciandosi con altri filamenti di fibrina costituirà una rete.

Quando c’è un deficit di uno o più fattori della coagulazione, e fra questi il fibrinogeno, la cascata non si attiva correttamente, non si formano i coaguli e si rischia di avere un sanguinamento eccessivo.

Metodi di Misurazione del Fibrinogeno

Il test di Fibrinogeno Clauss è un metodo di laboratorio che misura la concentrazione funzionale del fibrinogeno nel plasma. Il tempo di coagulazione è inversamente proporzionale alla concentrazione di fibrinogeno nel plasma. Grazie alla sua precisione ed affidabilità, è ampiamente utilizzato nella diagnosi e monitoraggio di diverse condizioni cliniche. Le analisi di questa glicoproteina possono essere sia qualitative che quantitative.

Tecniche Immunologiche

Gli immunoassay, come ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay), sono comunemente utilizzati per misurare i livelli di fibrinogeno. In queste tecniche, l'aggiunta di anticorpi specifici per il fibrinogeno al campione di plasma causa una formazione di complessi antigene-anticorpo che provocano un aumento della torbidità.

Il test qualitativo viene condotto su un campione di plasma al quale viene aggiunta una quantità standard di trombina, un enzima che favorisce la coagulazione del sangue. Test di attività: determina la funzionalità del fibrinogeno durante la formazione del coagulo, ossia la sua capacità di essere convertito in fibrina. Il tempo che il coagulo impiega a formarsi è direttamente proporzionale all'attività della glicoproteina presente.

Quando e Perché Viene Prescritto l'Esame del Fibrinogeno?

Il dosaggio del fibrinogeno viene eseguito in maniera routinaria in ambito di ricovero ospedaliero, insieme al calcolo del valore del tempo di protrombina (PT). L’esame inoltre viene effettuato quando la persona ha valori alterati di PT e/o PTT (tempo di tromboplastina parziale) o quando c’è una famigliarità per malattie della coagulazione.

Ci sono poi una serie di condizioni o alterazioni che possono spingere il medico a prescrivere il test del fibrinogeno.

Il test del fibrinogeno viene eseguito per indagare un possibile disordine della coagulazione, che può essere in difetto (episodi emorragici) o in eccesso (episodi trombotici). Altre volte, l'esame viene utilizzato per determinare il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare.

Valori di Riferimento e Loro Interpretazione

Il range di riferimento per il fibrinogeno nel plasma può variare leggermente fra i laboratori, ma generalmente è compreso tra 200-400 mg/dL. L'intervallo di riferimento dei livelli di fibrinogeno nel sangue varia da laboratorio a laboratorio, ma generalmente si situa tra 200 e 400 mg/dL. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Fibrinogeno Alto

Valori cronicamente elevati di fibrinogeno, come anticipato, sono associati a un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris e infarto). I suoi livelli, insieme alle cosiddette proteine di fase acuta (proteina C reattiva, fattori del complemento, protrombina ecc.), aumentano durante processi infiammatori di qualsiasi origine, nella ripresa da un intervento chirurgico e durante la gravidanza.

Il fibrinogeno aumenta velocemente in caso di infiammazione in fase acuta, traumi, interventi chirurgici. La concentrazione plasmatica di fibrinogeno aumenta, in parallelo alla sua velocità di sintesi, nella fase acuta di vari stimoli flogistici (infiammatori). Alte concentrazioni di fibrinogeno sono aspecifiche; per questo motivo, non indicano la causa del temporaneo aumento di fibrinogeno o la sede del disturbo. Il fibrinogeno è anche un marcatore infiammatorio.

Indipendentemente dalle cause, l'aumento dei valori di fibrinogeno è associato a un rialzo del rischio cardiovascolare. Valori di fibrinogeno elevati in corrispondenza di un aumento delle proteine cosiddette di fase acuta quali, ad esempio, Proteina C Reattiva (PCR) o protrombina, sono associati solitamente a processi infiammatori in corso nell’organismo.

Il tabagismo è un altro dei fattori che può provocare un aumento anomalo del fibrinogeno, per cui smettere di fumare è un ottimo modo per normalizzare i livelli ematici di questa glicoproteina.

Fibrinogeno Basso

Una significativa diminuzione dell'attività del fibrinogeno può essere dovuta a decremento o disfunzione della glicoproteina. Una ridotta attività del fibrinogeno e una diminuita concentrazione della proteina possono compromettere la capacità di formare un coagulo stabile. Valori bassi acuti sono spesso in relazione al consumo di fibrinogeno che può essere osservato nella coagulazione intravasale disseminata (CID).

Risultati normali dell'attività del fibrinogeno, di solito, riflettono una buona capacità di coagulare.

Preparazione all'Esame e Tipo di Campione Richiesto

Il prelievo ematico per il dosaggio del fibrinogeno non richiede una preparazione particolare. Non è richiesta alcuna preparazione particolare per effettuare le analisi del fibrinogeno. È però utile, al fine dell’interpretazione del risultato, che il medico sia a conoscenza dell’eventuale assunzione di farmaci che possono alterare la coagulazione. E' necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore,  ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua.

Implicazioni Cliniche del Fibrinogeno Immunologico

Livelli elevati di fibrinogeno sono indipendentemente associati a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari.

Il fibrinogeno immunologico rappresenta uno strumento di grande valore clinico per la misurazione accurata dei livelli di fibrinogeno nel sangue. Dalla gestione dei disordini della coagulazione alle malattie cardiovascolari, il monitoraggio di questa proteina è essenziale in numerose condizioni medicali.

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