Farfallina Prelievo Sangue Bambini: Come Affrontare l'Esame con Serenità

Il prelievo di sangue può essere un'esperienza stressante per molti bambini, ma anche per gli adulti. Tuttavia, esistono diversi modi per aiutare sia loro che i genitori a vivere questo momento con la maggiore serenità possibile. Quando un bambino sta male, la prima cosa che viene naturale fare è correre in ospedale o affidarsi al pediatra di fiducia. Gli esami del sangue sono molto importanti per assicurarsi che il tuo bambino sia sano e servono ai medici per controllare il funzionamento di organi vitali come reni, fegato, cuore e di assicurarsi che il corpo disponga di alcuni nutrienti importanti, come ferro, vitamine e calcio.

Preparazione e Approccio

Perché i bambini possano affrontare questo esame nel migliore dei modi è importante innanzitutto prepararli in modo adeguato alla loro età. Nel decidere cosa dire e che parole utilizzare, si dovrà naturalmente tenere conto dell’età del piccolo. Evitate perciò frasi come “non sentirai niente” o “sarà velocissimo”, per non “giocarvi” la fiducia del bambino. Se lo ritenete opportuno, al bambino più grandicello potete anche spiegare più nel dettaglio come si svolge la procedura del prelievo. Nel caso di bambini molto piccoli l’elemento più rassicurante è il contatto fisico con la mamma o il papà.

La collaborazione dei genitori è fondamentale: i bambini sono spesso lo specchio dei genitori e del loro atteggiamento verso la procedura. È bene che i genitori informino e prepararino all'esame il proprio figlio con semplicità. La mamma è la prima persona che tende subito ad agitarsi, senza sapere che spesso i bambini intuiscono preventivamente lo stato dei genitori, avvertendolo quasi come un trauma più che suggestione.

Tecniche di Distrazione e Rilassamento

Le tecniche di distrazione e rilassamento sono molto importanti perché permettono al bambino di distaccarsi mentalmente non solo dal dolore fisico, che è comunque minimo, ma soprattutto dall'ansia e dalla paura della procedura. Prima del prelievo, preparate qualche strategia per distrarre l’attenzione del bambino. Chiedetegli se vuole contare fino a 10 prima che l’infermiere inserisca l’ago o se preferisce distrarsi e/o distogliere lo sguardo. Anche in questa fase è bene mantenere un linguaggio onesto e realistico, coinvolgendo il bambino nella procedura e invitandolo a collaborare (ad esempio stando fermo per favorire il deflusso del sangue nella siringa). Aiutatelo invece, parlandogli con calma, a rivivere l’accaduto in modo realistico e sereno.

L’elemento fondamentale per ridurre la paura del dolore che il bambino può avvertire prima della procedura è l’essere sinceri. Bisogna informare il bambino in cosa consiste la procedura e perché è importante fare l’esame. Nel neonato e nel lattante, la principale distrazione è data dal contatto fisico e dall'allattamento o dalla somministrazione di una soluzione zuccherata.

Se un bambino si divincola e piange, significa che ha troppa paura di essere sottoposto alla procedura. È necessario quindi distrarlo in vari modi, ma se non c'è verso di calmarlo, è opportuno effettuare il prelievo in un secondo momento. I più piccoli possono aver bisogno di essere subito consolati. Ascoltare il bambino dopo la procedura è importante, al fine di attenuare l’ansia accumulata prima e durante la procedura.

L'Importanza dell'Empatia e della Professionalità

Eseguire un prelievo del sangue ai bambini non è una cosa facile, serve infatti che l’infermiere possieda non solo esperienza e manualità, ma soprattutto molta pazienza ed empatia. Bisogna saper infondere tranquillità per evitare il rischio che l’esame possa rivelarsi un trauma. Durante il prelievo del sangue, è molto importante che si instauri un rapporto di fiducia tra infermiere e paziente. I nostri infermieri sono preparati ad accogliere ogni paura o timore da parte del paziente.

Vediamo insieme alla dottoressa Elisabetta Corsi, coordinatrice dei centri prelievi Humanitas Medical Care e operativa in Humanitas Medical Care Fiordaliso a Rozzano, quali sono le modalità di approccio e di preparazione del bambino quando deve sottoporsi a un prelievo di sangue. “Successivamente passo a una spiegazione dettagliata di ciò che sto per fargli, il motivo per cui lo faccio, e lo tranquillizzo sul fatto che non gli sentirà dolore. Gli indico poi dove effettuerò il prelievo, facendogli toccare la vena con l’altra mano, come forma di conoscenza del proprio corpo. Infine, gli mostro le provette che devo riempire, spiegandogli perché i tappi che le chiudono sono di diversi colori”.

Se il piccolo paziente è sufficientemente tranquillo si può procedere al prelievo. Durante l’operazione, alcuni bambini guardano, mentre altri si impressionano e voltano la faccia dall’altra parte. “Mentre si esegue il prelievo, in genere i bambini più grandi si sentono rincuorati nel tenere la mano della mamma e questo spesso è sufficiente. A volte - prosegue - nemmeno tutto questo è sufficiente per riuscire a effettuare il prelievo; infatti, spesso, se il bambino arriva terrorizzato, non c’è nulla che riesca a distrarlo o a consolarlo.

L'Uso dell'Ago a Farfalla

Un altro aspetto importante è l'applicazione di una crema contenente anestetico nel punto dove verrà eseguito il prelievo di sangue. Saranno gli stessi infermieri a decidere dove applicare la crema, dopo aver valutato lo stato delle vene del bambino. Soprattutto per i bambini che possono aver necessità di effettuare più volte gli esami del sangue o in cui si suppone una scarsa collaborazione, la crema deve essere applicata in anticipo.

Nel caso del prelievo, non è detto però che il bambino debba necessariamente recarsi in laboratorio o ospedale ma può richiedere l’intervento di un infermiere che esegua il prelievo del sangue a domicilio. Nei neonati, il prelievo del sangue viene eseguito in qualche minuto con il supporto di entrambi i genitori, utilizzando un butterfly sottile pediatrico. Viene eseguito da un infermiere esperto e ha una durata di pochi minuti. Inserisce un ago, nel caso del bambino solitamente ha due alette laterali (e per questo viene detto “butterfly”, termine inglese che significa “farfalla”).

È così definito perché il sangue viene prelevato dai vasi sanguigni più fini, detti appunto capillari. Gli aghi a farfalla sono, spesso, utilizzati su persone su cui potrebbe essere difficile eseguire iniezioni. L'ago a farfalla richiede un angolo meno profondo rispetto ad un catetere IV. In alternativa, si può usare un catetere intravenoso. Questo dispositivo è un ago retrattile che si trova all'interno di una guaina protettiva. Gli aghi a farfalla sono, spesso, utilizzati per le donazioni del sangue. L’ago a farfalla permette anche al medico di somministrare farmaci per via endovenosa. Questi farmaci possono essere iniettati attraverso una siringa.

Gli aghi a farfalla vengono prodotti in diverse misure e sono misurati in calibri. La maggior parte degli aghi a farfalla vanno da 18 a 27 calibri. La maggior parte degli aghi sono di calibro 21-23. Si usano molto spesso anche per prelievi da mani, polsi e piedi, e per gli individui che hanno le vene superficiali o che tendono a muoversi durante i prelievi a causa dell’ansia o della paura. L’uso degli aghi a farfalla infatti, tranquillizza psicologicamente il paziente visto che sono di dimensione ridotta e più sicuri.

Consigli Utili

  • Evitare di mangiare e fumare.
  • Evitare le situazioni stressanti.

Informazioni aggiuntive per professionisti sanitari

Il prelievo ematico consiste nell’acquisizione di un campione di sangue venoso e/o arterioso per indagare lo stato di salute del paziente. Detergere e disinfettare la cute della zona di prelievo scelta con disinfettante cutaneo. Limitare l’uso di lacci emostatici o del bracciale dello sfigmomanometro, se possibile. Se il laccio è necessario, tenerlo stretto meno di 1 minuto così da ridurre il rischio di emolisi.

Per gli esami della coagulazione, non scartare la prima parte del campione, a meno che non si utilizza un butterfly collegato senza una prolunga. Eseguire l’antisepsi cutanea prima del prelievo. Gli antisettici utilizzabili sono l’alcool al 70%, la clorexidina >0.5% in soluzione alcolica o betadine.

Utilizzare precauzioni aggiuntive quando si effettua un prelievo per emocoltura per scongiurare falsi negativi e falsi positivi che potrebbero influenzare la corretta diagnosi di infezione batteriemica catetere-correlata. Non vi sono evidenze univoche su quanto tempo prima occorra interrompere l’infusione o sul volume del flush con fisiologica. Indossare i guanti, disinfettare la zona interessata ed entrare con l’apposita siringa sul punto precedentemente individuato. Fare molta attenzione a riporre il batuffolo di garza sul punto di ingresso contestualmente alla rimozione dell’ago dalla cute in quanto potrebbe schizzare del sangue.

Per i pazienti critici ricoverati in unità di terapie intensive e subintensive, si preferisce incannulare una arteria (soprattutto radiale) in modo da avere un monitoraggio più accurato della pressione arteriosa e di facilitare la procedura di prelievo di sangue. Connettere ad un rubinetto a 3 vie la siringa da 5 mL, aprire la via corrispondente e la via arteriosa, escludendo la via di lavaggio ed aspirare un campione da scartare in quanto contaminato dalla soluzione di lavaggio (circa 2-3 ml). Il livello flebostatico viene definito dalla linea immaginaria orizzontale che attraversa l’asse flebostatico.

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