Il prelievo ematico consiste nell’acquisizione di un campione di sangue venoso e/o arterioso per indagare lo stato di salute del paziente.
Preparazione al Prelievo Ematico
Il digiuno è assolutamente necessario per alcuni esami di laboratorio, per cui si deve presentarsi a digiuno dalla sera precedente. É possibile solo bere acqua (fino ad 1 bicchiere).
Prima di effettuare il prelievo ematico posso bere caffè o tè non zuccherato. È un falso mito.
Alcuni esami non possono essere eseguiti il Sabato.
Procedura di Prelievo
Detergere e disinfettare la cute della zona di prelievo scelta con disinfettante cutaneo. Eseguire l’antisepsi cutanea prima del prelievo. Gli antisettici utilizzabili sono l’alcool al 70%, la clorexidina >0.5% in soluzione alcolica o betadine.
Limitare l’uso di lacci emostatici o del bracciale dello sfigmomanometro, se possibile. Se il laccio è necessario, tenerlo stretto meno di 1 minuto così da ridurre il rischio di emolisi. Per gli esami della coagulazione, non scartare la prima parte del campione, a meno che non si utilizza un butterfly collegato senza una prolunga.
Indossare i guanti, disinfettare la zona interessata ed entrare con l’apposita siringa sul punto precedentemente individuato. Fare molta attenzione a riporre il batuffolo di garza sul punto di ingresso contestualmente alla rimozione dell’ago dalla cute in quanto potrebbe schizzare del sangue.
Prelievo Ematico nei Pazienti Critici
Per i pazienti critici ricoverati in unità di terapie intensive e subintensive, si preferisce incannulare una arteria (soprattutto radiale) in modo da avere un monitoraggio più accurato della pressione arteriosa e di facilitare la procedura di prelievo di sangue.
Connettere ad un rubinetto a 3 vie la siringa da 5 mL, aprire la via corrispondente e la via arteriosa, escludendo la via di lavaggio ed aspirare un campione da scartare in quanto contaminato dalla soluzione di lavaggio (circa 2-3 ml).
Il livello flebostatico viene definito dalla linea immaginaria orizzontale che attraversa l’asse flebostatico.
L'Uso della Farfallina (Butterfly)
R: Sì, ma l’uso della farfallina non è incoraggiato, poiché il dolore provocate dal prelievo dipende dal diametro dell’ago, non dalla sua forma, e i diametri sono gli stessi.
Ogni operatore ha una propria esperienza e manualità di prelievo ed è consigliabile affidarsi alle sue preferenze, per ottenere il miglior risultato.
Dott. "Gli aghi a farfalla sono più sottili e più sicuri degli aghi retti. È un falso mito. Inoltre, è il calibro (Gauge) a determinare il diametro dell’ago. Oltre al Gauge, bisogna poi considerare la lunghezza. Il butterfly è più corto. L’utilizzo di questo ago, tuttavia, viene riservato ai pazienti con patrimonio venoso scarso, fragili o con belonefobia (paura dell’ago e degli oggetti taglienti)."
Prelievo da Catetere Venoso Periferico (CVP)
La pratica più comune, che non è basata sull’evidenza, è quella di ottenere questi campioni di sangue mediante prelievo venoso, anche se i pazienti hanno già un catetere venoso periferico posto per l’infusione di farmaci e fluidi.
Sono stati esclusi dallo studio i pazienti immunocompromessi, con anemia (emoglobina <9 g / dL), malattia vascolare, coagulopatia, in trattamento anticoagulante, ed i pazienti con cui si è avuto difficoltà nell’incannulamento.
Per raccogliere i 2 campioni di sangue, si è proceduto a fermare qualsiasi infusione in corso e lavare il CVP con 1 ml di soluzione salina allo 0,9%. Una volta collegato l’adattatore Vacutainer al connettore sono state inserite le provette e riempite per l’analisi. Successivamente, un prelievo venoso tramite venipuntura è stata eseguita sul braccio opposto del paziente utilizzando un ago a farfalla (butterfly) 21 G.
I campioni di sangue estratti da un catetere periferico con o senza infusioni farmacologiche sono validi per l’analisi di parametri ematologici, biochimici, e della coagulazione, ma non per i gas di sangue venoso. Sulla base dei risultati di questo studio e della letteratura analizzata, è sufficiente eliminare 2 mL di sangue (doppio dello spazio morto del catetere e il set di estensione), che è una piccola quantità, ma un aspetto importante da considerare nei pazienti fragili o anemici. Il tempo in cui l’infusione deve essere interrotta è breve (2 minuti).
Applicando la teoria della pratica basata sulle evidenze, gli infermieri dovrebbero conoscere i vantaggi nell’utilizzare un catetere periferico in situ per il prelievo di campioni di sangue per analisi di laboratorio, anche quando vi è in corso un infusione con farmaci comunemente usati.
Anche in questa occasione, fare di più non significa fare meglio. Questa tecnica, sicura, semplice e veloce, riduce il disagio del paziente e il rischio di complicazioni legate alla venipuntura. Non dimentichiamo che verrebbe verosimilmente ridotta l’esposizione a punture accidentali degli operatori sanitari durante prelievo venoso.
Dopo il Prelievo
Dopo il prelievo, è raccomandato tenere il batuffolo di cotone fornito dall’infermiere premuto sulla zona della puntura, mantenendo il braccio teso. Ciò permette ai tessuti un rapido ritorno all’integrità, evitando la formazione dell’ematoma. Si consiglia anche, per almeno 30 minuti, di non compiere sforzi e non sollevare pesi con il braccio che ha subito la puntura.
Esami del Sangue nei Bambini
Quando un bambino sta male, la prima cosa che viene naturale fare, è quella di correre in ospedale o affidarsi al pediatra di fiducia. Gli esami del sangue sono molto importanti per assicurarsi che il tuo bambino sia sano e servono ai medici per controllare il funzionamento di organi vitali come: reni, fegato, cuore e di assicurarsi che il corpo disponga di alcuni nutrienti importanti, come: ferro, vitamine e calcio.La mamma è la prima persona che tende subito ad agitarsi, senza sapere che spesso i bambini intuiscono preventivamente lo stato dei genitori, avvertendolo quasi come un trauma più che suggestione.
Nel caso del prelievo, non è detto però che il bambino debba necessariamente recarsi in laboratorio o ospedale ma può richiedere l’intervento di un infermiere che esegua il prelievo del sangue a domicilio.
Eseguire un prelievo del sangue ai bambini non è una cosa facile, serve infatti che l’infermiere possieda non solo esperienza e manualità, ma soprattutto molta pazienza ed empatia. Bisogna saper infondere tranquillità per evitare il rischio che l’esame possa rivelarsi un trauma. Nei neonati, il prelievo del sangue viene eseguito in qualche minuto con il supporto di entrambi i genitori, utilizzando un butterfly sottile pediatrico.
Costi degli Esami
Gli esami hanno un costo diverso per ogni test, da pochi euro fino ad alcune decine. Con le impegnative del sistema Regionale, gli esami previsti nel tariffario regionale si pagano a tariffa intera per singolo esame, fino ad un massimo di € 36,15 per impegnativa. Su ogni impegnativa possono essere riportati al massimo 8 esami.
Esenzioni
Dipende dall’esenzione. Ci sono esenzioni totali, per cui non si paga nulla, ed esenzioni per patologia, per le quali solamente alcuni esami sono esenti.
Sì, tutti gli esami prescritti da un medico, anche su ricettario personale (non regionale), sono accettati ed eseguiti.
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