Risonanza Magnetica Mammaria: Indicazioni e Controindicazioni

La risonanza magnetica (RM) è un esame diagnostico in grado di fornire immagini accurate di tutto il corpo umano. Oggi è largamente utilizzata per esaminare qualunque distretto corporeo: torace, addome, scheletro, articolazioni, muscoli e organi interni. Si ricorre alla RM per verificare lo stadio e il decorso di patologie tumorali, di malattie infiammatorie e infettive e per problemi di origine traumatica o degenerativa.

La risonanza magnetica mammaria (RMM) è uno strumento diagnostico molto potente, caratterizzato da elevata qualità dell’immagine, che permette di identificare anche noduli molto piccoli, spesso impalpabili ed invisibili con le metodiche tradizionali, studiandone la dinamica di vascolarizzazione.

Il razionale su cui si basa la risonanza magnetica mammaria deriva dalla capacità di questa tecnica, se utilizzata con mezzo di contrasto, di visualizzare lesioni con marcata vascolarizzazione e neo-angiogenesi, tipica espressione delle lesioni maligne.

Indicazioni della Risonanza Magnetica Mammaria

L’esame di Risonanza Magnetica Mammaria, che rientra in un ampio mosaico diagnostico, offre una diagnosi estremamente accurata in pazienti con requisiti ben precisi. Non si può prescindere infatti dalla RMM nello studio delle giovani donne predisposte geneticamente al tumore mammario, o nel sospetto di malattia plurifocale e pluricentrica, o quando esista una forte discrepanza tra indagini diagnostiche tradizionali e valutazione clinica, e nelle donne con protesi nel sospetto di rotture della protesi stessa.

La RMM permette infatti di identificare i noduli tumorali maligni in quanto questi sono diversamente vascolarizzati (perfusi dal sangue) rispetto al normale tessuto mammario ed ai noduli benigni.

Come Viene Eseguita la Risonanza Magnetica Mammaria

L’esecuzione della Risonanza Magnetica Mammaria si avvale dell’utilizzo di una particolare bobina pensata appositamente per il seno, che abbraccia entrambe le mammelle per avere una migliore risoluzione spaziale. L’utilizzo di un campo di vista dedicato per ogni singola mammella permette un’ottima valutazione morfologica delle lesioni fornendo una panoramica completa del seno.

È inoltre necessario l’utilizzo di un magnete con un campo magnetico statico elevato (1,5 T) e di gradienti rapidi ed intensi.

Presso il Centro Radiologia SYNCHRON, si effettua la Risonanza Magnetica Mammaria. L’esame senza mezzo di contrasto è finalizzato allo studio delle protesi mammarie. L’esame con mezzo di contrasto è invece richiesto per le patologie flogistiche/oncologiche. La Risonanza Magnetica Mammaria, con mezzo di contrasto, è uno strumento diagnostico caratterizzato da elevata qualità dell’immagine, che permette di identificare anche noduli molto piccoli, spesso impalpabili ed invisibili con le metodiche tradizionali (ecografia mammaria-mammografia), studiandone la dinamica di vascolarizzazione (curva segnale/tempo) grazie alla somministrazione di MdC paramagnetico per via e.v.

La Risonanza Magnetica Mammaria viene eseguita con l’utilizzo di MdC paramagnetico somministrato per via e.v.

Controindicazioni alla Risonanza Magnetica Mammaria

Le controindicazioni alla risonanza magnetica mammaria sono analoghe a quelle per lo studio con risonanza magnetica di altri distretti corporei per esempio la presenza di pacemaker, punti ferromagnetici vascolari, impianti cocleari fissi ecc., oltre a quelle relative alla somministrazione del mezzo di contrasto endovena come insufficienza renale o reazioni allergiche al mezzo di contrasto.

La RM non è un esame pericoloso perché non si basa su radiazioni ionizzanti. Sia la risonanza magnetica aperta che quella chiusa non richiedono una preparazione specifica, basta essere a digiuno da sei ore e aver limitato l’assunzione d’acqua due ore prima dell’esame. È fatto divieto di indossare orologi, occhiali, gioielli, reggiseno con ferretto e qualsivoglia oggetto metallico.

La risonanza magnetica è una tecnica innocua, eppure alcuni soggetti non possono farla. Le donne incinte e quelle in sospetta gravidanza non dovrebbero essere sottoposte a questo tipo di indagine. La RM è consentita solo in casi estremi e con le dovute precauzioni. Le persone con pacemaker cardiaco o neurostimolatori non possono effettuare una risonanza magnetica perché le onde o il campo magnetico è in grado di interferire con il corretto funzionamento dei loro apparecchi.

Divieto di RM anche per i portatori di protesi del cristallino, di valvole cardiache metalliche, di apparecchi ortodontici fissi e di strutture metalliche, quali chiodi, viti o clips, soprattutto se installate intorno a organi vitali. Il campo magnetico potrebbe spostarle in altra sede provocando seri danni. Tuttavia, oggi, la pratica chirurgica si avvale di nuovi materiali per le protesi, quale ad esempio il titanio assolutamente compatibile con la RM. Pertanto è opportuno che il paziente riferisca ogni tipo di operazione subita e da quanto tempo. Il medico deciderà di volta in volta, caso per caso garantendo sempre l’incolumità del paziente.

Infine, i pazienti che svolgono o hanno svolto lavori usuranti quali carrozziere, tornitore, saldatore e addetto alle vernici metallizzate e quelli che sono rimasti coinvolti in un’esplosione (poliziotti, artificieri, ecc.) o hanno subito un incidente di caccia devono informare gli operatori sanitari.

Risonanza Magnetica e Protesi Mammarie

L’esame senza mezzo di contrasto è finalizzato allo studio delle protesi mammarie.

Per questo rimane importante che in occasione del controllo annuale le pazienti vengano sottoposte anche a un’ecografia o a una risonanza magnetica per verificare le condizioni della protesi. Non appena si osservano segni di usura, la protesi può essere sostituita.

Ricostruzione Mammaria con Espansori e Protesi

La ricostruzione del seno è considerata oggi parte integrante della cura del cancro, tanto che è a carico del Servizio sanitario nazionale. A mano a mano che la malattia diventa sempre più curabile, si fa infatti più pressante l’esigenza che lasci meno conseguenze possibili, anche dal punto di vista estetico.

Prima dell'impianto definitivo della protesi, nei mesi successivi all’intervento e per tutta la durata delle terapie adiuvanti, la normale procedura prevede la collocazione di un dispositivo (espansore), sotto il muscolo pettorale. L’espansore è un palloncino che viene progressivamente gonfiato con soluzione fisiologica allo scopo di distendere i tessuti e facilitare il successivo posizionamento della protesi vera e propria.

La tecnica di ricostruzione con espansori e protesi prevede generalmente due fasi chirurgiche, che possono aver luogo in tempi diversi. Il primo passo consiste nell’inserire sotto al muscolo grande pettorale un “espansore mammario” (dispositivo che, aumentando progressivamente di volume, per effetto del riempimento con soluzione fisiologica, crea lo spazio necessario all’inserimento della protesi mammaria definitiva). L’espansore può essere impiantato anche a distanza dall’intervento oncologico, ma spesso si preferisce posizionarlo al termine di esso, per risparmiare alla paziente un’apposita sessione chirurgica.

L’espansore viene progressivamente dilatato, con cadenza regolare, aggiungendo soluzione fisiologica al suo interno con un ago ipodermico, attraverso la speciale valvola. Si tratta di una procedura che non crea fastidio alla paziente, ma deve essere ripetuta più volte, fintanto che non si crea lo spazio necessario per l’inserimento della protesi in silicone, definitiva.

La superficie esterna dell’ espansore tissutale è, generalmente, ruvida (“testurizzata”); questa caratteristica gli consente di aderire ai tessuti, restando in posizione corretta, e sembra inoltre diminuire l’incidenza della reazione indesiderata di contrattura capsulare. La forma dell’espansore è anatomica, a goccia. In base alla proiezione l’espansore si definisce ad alto o basso profilo. Tenendo conto anche delle preferenze della paziente, il chirurgo plastico sceglierà l’impianto più adatto per forma e dimensioni, in modo da ottenere il miglior effetto estetico possibile.

L’espansore, dopo circa sei mesi dall’ultimo riempimento, quando cioè i tessuti si sono consolidati, deve essere rimosso e sostituito con la protesi definitiva. In alcuni casi si può ricorrere all’utilizzo della cosiddetta protesi espandibile, o protesi di Becker ,un espansore speciale, a camera doppia, dotato di una valvola che può essere rimossa una volta raggiunta l’espansione desiderata.

Oggi le protesi mammarie sono disponibili in un’ampia gamma; si caratterizzano per la loro forma, che può essere rotonda o a goccia (con un profilo anatomico), per il grado di proiezione (basso, medio e alto), che determina la sporgenza del seno, per la loro superficie esterna, che può essere liscia oppure rugosa (testurizzata), e per il loro volume.

Risonanza Magnetica Aperta

«La risonanza magnetica aperta si differenzia da quella risonanza tradizionale chiusa perché non prevede il posizionamento del paziente all’interno di un tubo chiuso, non provoca i tipici rimbombi sonori e quindi è più silenziosa della RM chiusa, e il magnete si posiziona solo in corrispondenza della parte del corpo da valutare. I vantaggi rispetto alla RM chiusa riguardano soprattutto l’aspetto psicologico e il comfort del paziente. Infatti, la stanza dedicata all’esame è più piccola e confortevole, il paziente affronta l’esame con minore disagio dal momento che non c’è la componente “claustrofobica” causata dal tubo. Per questi motivi, la RM aperta è adatta a bambini, o alle persone che soffrono di disturbi di panico o ansia, ma anche a persone sovrappeso, obese e anziani.

leggi anche: