La mammografia è lo strumento più efficace per la diagnosi precoce del tumore della mammella. Recentemente, la mammografia è stata integrata con la tomosintesi, che consente di aumentare la riconoscibilità dei tumori e, contemporaneamente, di risolvere parte dei dubbi diagnostici che avrebbero richiesto un successivo richiamo di approfondimento. Le mammografie eseguite a cadenza regolare sono lo strumento migliore che i medici hanno a disposizione per la diagnosi precoce del cancro al seno.
Lo scopo dello screening mammografico è quello di diagnosticare precocemente il tumore, quando ancora è troppo piccolo per essere notato o percepito dalla donna o dal medico. Le mammografie di screening vengono usate per controllare le donne che non presentano né segni né sintomi di tumore al seno. Di solito vengono effettuate due radiografie per ciascun seno (mammografia bilaterale).
È necessario abilitare JavaScript per vederlo. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Nella lettera di invito verranno specificati la data ed il luogo di esecuzione dell’esame. Seguire le indicazioni della lettera che arriverà al proprio domicilio. Per eseguire la mammografia con il programma di screening si attende la lettera di invito che viene spedita a casa e caricata sul Fascicolo Sanitario Elettronico.
Adesione allo Screening Mammografico
Nel 2023 l’adesione grezza ritorna superiore al livello accettabile del 50%. L’adesione corretta, ottenuta escludendo dal denominatore gli inviti inesitati e le donne che si sono sottoposte a una mammografia negli ultimi 12 mesi, si assesta al 55,4%, in aumento rispetto al 2022.
Nel Nord si assiste a circa 101.000 inviti in più nel 2023 rispetto al 2022, con un’adesione grezza stabile intorno al 61%. Nel Centro gli inviti nel 2023 hanno superato quelli del 2019 con un’adesione grezza intorno al 51%. L’adesione grezza al Sud nel 2023 è ritornata ai livelli pre-pandemici. Il numero di inviti ha superato di gran lunga i livelli pre-pandemici anche nel Sud, con oltre 217.000 inviti in più rispetto al 2019 e 121.000 in più rispetto al 2022.
Complessivamente in Italia le donne migranti rappresentano il 9% delle donne invitate. Mentre il 57% delle donne nate in Paesi a sviluppo avanzato, incluso l’Italia, partecipa allo screening della mammella, solo il 45% delle donne provenienti da Paesi ad alta pressione migratoria (Pfpm) aderisce, ovvero il 28% in meno.
Nel 2023 alcune regioni o singoli programmi hanno invitato allo screening anche le donne nelle fasce di età 45-49 (solitamente a intervallo annuale) e 70-74 (con intervallo biennale) con modalità organizzative diverse.
Complessivamente, l’estensione corretta in Italia è del 30%: 47% al Nord, 26% al Centro e solo 7% al Sud-Isole. Il 61% delle donne ha accettato l’invito (363.501 donne). Relativamente alle donne ultrasettantenni è necessario premettere che vi sono modalità di invito differenti tra una regione e l’altra. Nel 2023 sono state invitate circa 410.000 donne, con un’estensione corretta del 48% in Italia; 251,203 hanno risposto all’invito, con un’adesione corretta del 65%.
Tabella 1: Indicatori per Macroaree Geografiche
| Macroarea | Tasso di Richiamo | Tasso di Identificazione dei Carcinomi |
|---|---|---|
| Nord | Sotto gli standard | Circa 5‰ |
| Centro | Superiore al 7% (sopra gli standard) | Circa 5‰ |
| Sud e Isole | Superiore al 7% (sopra gli standard) | Circa 3.5‰ |
Risultati e Diagnosi
Nel 2023, come negli anni precedenti, ogni 100 donne esaminate, 6,2 vengono chiamate a effettuare un supplemento di indagine, solitamente un approfondimento radiologico, un’ecografia, una visita clinica e più raramente un prelievo bioptico. Il numero di carcinomi diagnosticati allo screening è pari a 10.305 unità nel 2023 (contro 1.013 lesioni benigne), con un tasso di identificazione di 5,0 casi ogni 1.000 donne sottoposte a screening.
Rispetto al 2019, anno pre-pandemico, dove si registrano un’adesione grezza lievemente più elevata rispetto al 2023 e un tasso di richiamo per approfondimenti paragonabile, si rileva un aumento del numero di carcinomi diagnosticati che porta il tasso di identificazione dal 4,4‰ nel 2019 al 5,0‰ nel 2023.
Anche altri indicatori che valutano la sensibilità del programma, come il tasso di identificazione dei tumori e quello dei carcinomi invasivi con diametro inferiore ai 10 mm, si dimostrano stabili nel tempo. Il rapporto tra diagnosi istologiche benigne e maligne nelle donne sottoposte a biopsia chirurgica o intervento è pienamente sotto la soglia raccomandata (Primo esame: ≤ 1:1 Esami succ.: ≤ 0.5:1) e tende a rimanere stabile nel tempo.
Le mammografie di screening possono dare dei risultati falsi positivi, ossia una mammografia refertata come dubbia o meritevole di ulteriori accertamenti, alla conclusione degli esami può risultare assolutamente negativa. A volte l’esame evidenzia segni di anomalie, ma ulteriori controlli dimostreranno che non è presente alcun tumore. In altri casi, invece, la mammografia apparirà normale, quando invece è già presente un tumore.
Tempi di Attesa
Il periodo di tempo che intercorre tra la mammografia e il momento in cui è possibile riferire il referto negativo o, per i casi con dubbio diagnostico, il momento in cui si effettua una seduta di approfondimento o l’intervento chirurgico, sono indicatori fondamentali della qualità di un programma di screening. Come mostra la tabella 2, un gran numero di programmi italiani continua ad essere in difficoltà nel garantire nel tempo la buona qualità di questi indicatori e i valori permangono ben al di sotto del livello accettabile.
A seconda della struttura in cui vi recate i tempi per ottenere l’esito della mammografia possono variare. In molte strutture il radiologo impiega da alcuni giorni ad alcune settimane per leggere la mammografia, poi manda gli esiti a voi e al vostro medico.
Informazioni Utili sull'Esame Mammografico
La donna è invitata ad appoggiare le mammelle su un piano ed a seguire le istruzioni che le sono date dal personale tecnico. Durante l’esame la donna viene invitata a stare in piedi davanti alla macchina che esegue la scansione; uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. La pressione dura per pochi secondi e non fa assolutamente male. I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale.
L’apparecchiatura per la mammografia produce un mammogramma, ovvero una radiografia del seno impressa su un foglio di pellicola radiografica. I radiologi sono medici specializzati in grado di diagnosticare le malattie grazie all’esame delle immagini radiografiche ottenute con i raggi X. Il radiologo esaminerà attentamente (o leggerà la mammografia) e la interpreterà, cercando eventuali segnali della presenza di un tumore o di altri problemi.
Raccomandazioni Prima dell'Esame
- Nel giorno dell’esame non usate deodoranti, profumi o polvere di talco.
- Starete più comode se indosserete un top con gonna o pantaloni, anziché un vestito intero.
- Preparatevi a descrivere tutti i sintomi, i cambiamenti o i problemi del vostro seno allo staff medico.
- Se è la prima volta che eseguite una mammografia presso una struttura o presso un medico cercate di inviare o far inviare tutte le mammografie precedenti prima dell’appuntamento.
Domande Frequenti
- La mammografia è dolorosa? La mammografia è un esame rapido e non doloroso.
- Il radiologo è presente durante l'esecuzione della mammografia di screening? No, il radiologo non è presente durante la mammografia.
- Si può effettuare una mammografia durante le mestruazioni? Si, non vi sono controindicazioni durante le mestruazioni. È comunque consigliato evitare il periodo pre-mestruale perché si verifica uno stato di maggiore tensione mammaria, e quindi l’esame potrebbe risultare doloroso.
- Una donna con un seno fibrocistico può effettuare una mammografia? Sì, non vi sono controindicazioni.
Ulteriori Approfondimenti Diagnostici
Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore.
- Mammografia diagnostica di approfondimento: il medico potrebbe evidenziare la necessità di una mammografia diagnostica di approfondimento, per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno.
- Ecografia: l’ecografia è un esame complementare alla mammografia (e non sostitutivo). In quest’esame, si usano le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, questo esame viene usato più di frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso.
- Esami specialistici: il medico può indirizzarvi verso uno specialista, ad esempio un senologo o un chirurgo, per un esame fisico o per altri controlli. Questo non significa necessariamente che abbiate un tumore o dobbiate sottoporvi ad un intervento chirurgico.
- Biopsia: nella biopsia viene asportato un piccolo campione di tessuto del seno, la biopsia può essere eseguita con un ago (si parla allora di ago aspirato) o chirurgicamente.
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