L’esame parassitologico delle feci viene eseguito per individuare le parassitosi intestinali. L'analisi permette la diagnosi di parassitosi intestinale. In questo caso si riconosce la presenza nel campione di feci di cisti e/o trofozoiti di protozoi, di uova di elminti o delle loro larve mediante esame microscopico dopo concentrazione.
Cos’è e a cosa serve l’esame parassitologico delle feci?
L'esame delle feci comprende una serie di analisi effettuate su un campione di feci per contribuire alla diagnosi di alcuni disturbi che interessano l’apparato gastro-intestinale, come infezioni (che possono essere causate da parassiti, funghi, virus e batteri), infiammazioni, scarso assorbimento dei nutrienti o neoplasie.
Quando viene richiesto l’esame delle feci per i parassiti?
L’esame parassitologico delle feci viene richiesto in genere quando si sospetta un’infezione intestinale da parassiti. Le infezioni parassitarie di solito sono provocate dall’assunzione di cibi o bevande contaminate dalle uova del parassita. Le parassitosi, di solito, si risolvono spontaneamente nell’arco di alcuni giorni, senza che insorgano complicanze.
L’esame delle feci di norma è richiesto dal medico di medicina generale o dallo specialista in gastroenterologia in caso di sintomi persistenti (come diarrea prolungata, eccesso di gas e gonfiore addominale, dolori e crampi addominali, nausea, vomito, perdita di appetito o di peso e febbre) e nel quadro degli accertamenti per diagnosticare una patologia del tratto gastrico, intestinale, del fegato e del pancreas.
L’esame parassitologico delle feci consente di individuare uova e parassiti nelle feci, tra i quali i più comuni sono Giardia o Tenia. Il test si esegue in caso di diarrea prolungata oppure di presenza di sangue o muco nelle feci.
Che cosa rileva l'esame delle feci?
Nell’esame chimico fisico le feci vengono controllate per:
- colore
- consistenza
- pH
- presenza di muco
- prodotti di degradazione
L’esame può comprendere anche la ricerca di sangue occulto, sintomo di molte patologie come:
- ulcere
- polipi
- diverticolosi, malattia infiammatoria intestinale
- emorroidi
- tumori (per esempio il cancro del colon)
Inoltre, sul campione di feci può essere eseguita una coprocoltura, che permette di individuare la presenza di microrganismi patogeni, responsabili di infezioni come la gastroenterite. Generalmente si procede con la ricerca di batteri come Campylobacter, Salmonella, Shigella. Se viene rilevata la presenza di un batterio può essere effettuato anche un antibiogramma, cioè un test di laboratorio che individua l’antibiotico più efficace per combattere l’infezione in corso.
Altri test permettono di individuare e riconoscere eventuali parassiti, come la tenia o la giardia, e la presenza funghi e virus.
Qual è la procedura?
L’esame parassitologico si esegue attraverso la raccolta di tre campioni di feci, in tre giorni differenti: un solo campione non è sufficiente per una diagnosi esauriente. La raccolta deve essere effettuata a domicilio, a casa del paziente, con l’utilizzo di un apposito contenitore sterile, fornito di paletta.
Il risultato positivo indica la presenza di parassiti e uova e la presenza di infezione del tratto digestivo.
Per effettuare l’esame il campione di feci deve essere raccolto in un contenitore apposito e sottoposto ad analisi al microscopio e a test chimici e microbiologici.
Modalità di raccolta
Per raccogliere un campione per l'esame delle feci bisogna utilizzare l'apposito contenitore sterile con tappo dotato di spatola, fornito gratuitamente all’utente da parte del personale del Punto Prelievi di Auxologico o acquistabile in farmacia, con le seguenti modalità:
- defecare in una padella da letto asciutta oppure in un contenitore di plastica pulito - NON nel WC;
- NON urinare sul campione di feci durante la raccolta;
- NON raccogliere le feci direttamente nel contenitore;
- aprire il contenitore, raccogliere con la spatola una quantità di feci delle dimensioni di una noce (o l’equivalente se le feci sono poltacee o liquide);
- chiudere il contenitore e lavarsi accuratamente le mani;
- fare pervenire il contenitore al Laboratorio entro due-tre ore dalla raccolta.
Preparazione all'esame
L’assunzione di alcuni farmaci può influenzare i risultati dell’esame delle feci. Per questo è bene comunicare al medico le terapie in corso per valutare un’eventuale sospensione nelle settimane precedenti alla raccolta del campione.
Inoltre, è bene informare il medico in caso di:
- esame radiografico recente con materiale di contrasto al bario;
- viaggi o soggiorni all’estero, in particolare in Paesi in via di sviluppo, in quanto può facilitare la ricerca di microrganismi infettivi.
Non è necessario seguire diete particolari nei giorni precedenti alla raccolta delle feci.
Altri Esami Utili
Tramite gli esami del sangue abbiamo una prima e immediata indicazione sullo stato della nostra salute. In particolare per quanto riguarda lo stato dell’intestino, i valori a cui prestare attenzione sono l’emocromo e la proteina C reattiva. In caso di dolore addominale (addominalgia), diarrea o gonfiore intestinale (meteorismo) può essere indicato sottoporsi al test per la celiachia mediante un semplice esame del sangue.
L’esame prevede la misurazione del livello di calprotectina in un campione di feci. La calprotectina è una proteina presente nei globuli bianchi, in particolare nei neutrofili. Si eseguono su campioni di feci che sono sottoposti a valutazioni di tipo microscopico, chimico e microbiologico.
Il test del respiro (breath test) è un esame diagnostico non invasivo che analizza campioni di aria espirata dal paziente. Mediante questo tipo di esame è possibile indagare alcune alterazioni del sistema gastroenterico. Queste possono essere provocate da sovracrescita batterica, intolleranze alimentari, in particolare al fruttosio e/o al lattosio, o da alterazioni del transito intestinale.
L’esame ecografico delle anse intestinali è un esame non invasivo di primo livello che tramite l’utilizzo di una sonda specifica per lo studio dell’intestino, permette una valutazione dello spessore della parete sia del colon che dell’intestino tenue.
Se tutti gli esami fin qui descritti sono considerati poco o per nulla invasivi, la colonscopia è un esame che potrebbe arrecare fastidio al paziente, pertanto in alcuni casi si opta per svolgerlo sotto anestesia. È un esame fondamentale, poiché è l’unico in grado di esaminare la parete interna del colon e riconoscere polipi e lesioni della mucosa intestinale.
Uno stile di vita sano e attivo e una dieta equilibrata ricca di fibre e povera di grassi saturi sono la prima ricetta per un intestino in salute.
leggi anche:
- Esenzione C03: Diritto all'Esenzione per Esami del Sangue?
- Esami del Sangue per la Celiachia: Scopri Quali Sono e Come Prepararsi
- Come Interpretare i Tuoi Esami del Sangue: Guida Semplice per Capire i Valori
- Esami del Sangue in Gravidanza: Quali Sono Gratuiti e Come Accedere?
- Biopsia Polmonare: Scopri i Rischi Nascosti e Come Evitarli Subito!
- Scopri il Laboratorio Analisi Di Prima: Eccellenza e Affidabilità per la Tua Salute Garantita!
