Esame Istologico Post-Gastroscopia: Tempi e Referto

Bruciore di stomaco, nausea e stitichezza sono solo alcuni dei sintomi che possono portare alla diagnosi delle più diffuse patologie dell'apparato gastroenterico. In questi casi, il medico potrebbe prescrivere una gastroscopia con biopsia per un esame istologico.

Cos'è la Gastroscopia?

La gastroscopia è un esame più accurato e attendibile della radiografia, rispetto alla quale dà molte più informazioni. Consente di valutare le lesioni/infiammazioni di esofago, stomaco e duodeno, e la presenza di Helicobacter pylori, causa di infezione dello stomaco associata o meno a gastrite.

Preparazione alla Gastroscopia

L’esame va eseguito a digiuno dalla mezzanotte precedente se programmato al mattino; per gli esami programmati dalle ore 14:00 in poi è necessario il digiuno da almeno 8 ore. Eventuali farmaci possono essere assunti sino a 2 ore prima dell’esame con un po’ d’acqua.

In sala endoscopica, dopo aver parlato con il Medico, le verrà chiesto di firmare il modulo di consenso all’esame. La gastroscopia è una procedura endoscopica invasiva in genere ben tollerata e di breve durata che, in base alle preferenze del paziente, può essere eseguita senza sedazione oppure in sedo-analgesia (sedazione cosciente) oppure in sedazione profonda con assistenza anestesiologica.

Le verrà chiesto di stendersi sul fianco sinistro e di trattenere tra i denti un particolare boccaglio, attraverso il quale verrà introdotto l’endoscopio. Una modesta sensazione di fastidio in gola e di gonfiore allo stomaco possono essere gli unici disturbi residui alla fine della gastroscopia, ma in genere passano velocemente; dopo una decina di minuti sparisce la sensazione dell’anestesia in faringe, e Lei potrà mangiare (salvo diverse indicazioni per situazioni particolari).

Il referto dell’esame Le sarà consegnato poco dopo la fine dell’indagine. Possibili, anche se rare, sono le complicanze cardiache (tipo aritmie) o polmonari (da inalazione di materiale rigurgitato), sempre in soggetti predisposti. L’eventuale sedazione cosciente o profonda comporta qualche rischio aggiuntivo (esempio modesta depressione respiratoria…).

Cos'è l'Esame Istologico?

L’istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie. L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia. Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle.

L’esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia. L’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura.

Chiaramente ogni referto istologico è diverso perché dipende qual è la condizione che si esamina. Le tecniche molecolari usate per analizzare la struttura molecolare dei tessuti. La diagnosi, cioè il tipo di tumore (maligno/benigno) e la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.

Come si Esegue l'Esame Istologico?

L'esame istologico prevede diverse fasi:

  • Inclusione: Il campione, precedentemente privato della componente acquosa, viene incorporato in paraffina liquida.
  • Sezionamento: Il materiale biologico viene sezionato in "fette" sottilissime per essere osservato al microscopio.
  • Colorazione: Vengono utilizzati coloranti per evidenziare tessuti che, per natura, sono trasparenti.

La Biopsia: Prelievo del Campione

La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico. Esistono diverse tipologie di biopsia:

  • Biopsia punch: Eseguita sulla cute tramite piccoli bisturi.
  • Biopsia con ago aspirato: Ago introdotto nella zona da prelevare sotto controllo di ecografia, TAC o raggi X.
  • Biopsia di escissione (asportazione): Intervento chirurgico per prelevare una porzione più consistente.

Preparazione del Paziente per la Biopsia

La preparazione del paziente per il prelievo di un campione tissutale varia in base alla sede e alla tecnica utilizzata per la biopsia. In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare di sospendere temporaneamente l'assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, previo consulto con il medico curante, per ridurre il rischio di sanguinamento. Per biopsie eseguite in anestesia locale, generalmente non è necessaria una preparazione specifica, mentre per procedure più invasive, come una biopsia epatica o polmonare, potrebbe essere richiesto il digiuno nelle ore precedenti l'esame.

Possibili Complicanze della Biopsia

Come ogni procedura medica, la biopsia può comportare alcune complicanze, ma è rarissimo che siano gravi. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono il dolore locale e la formazione di ematomi nella zona del prelievo. In alcuni casi, possono verificarsi infezioni, che richiedono trattamento antibiotico. Per biopsie che interessano organi interni, come polmoni o fegato, esiste un piccolissimo rischio di complicanze più gravi, come il pneumotorace (presenza di aria nella cavità pleurica) o emorragie interne.

Biopsia Perioperatoria (Esame Istologico Estemporaneo)

Infine, un ultimo tipo di biopsia è la biopsia perioperatoria, che viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo. In genere si richiede questa urgenza in caso di sospetto tumore rilevato in sede di intervento chirurgico oppure per stabilire l’estensione delle massa e stabilire fino a dopo andare ad incidere e rimuovere. L’esame istologico estemporaneo è un test rapido, dove il campione viene sottoposto a congelamento, sezionato e subito analizzato per definire la tipologia di lesione. Non ha dunque la stessa attendibilità dell’istologico standard, eseguito con le tecniche e i tempi che abbiamo visto, ma consente una prima valutazione che permette all’equipe di decidere seduta stante come procedere con l’intervento che stanno eseguendo.

Differenze tra Esame Istologico e Citologico

L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso. Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.

Tempi di Refertazione dell'Esame Istologico

Il referto macroscopico viene consegnato al termine dell'indagine endoscopica. Per la biopsia ed esame istologico, la consegna del referto avviene presso la portineria secondo i tempi di refertazione indicati dall'anatomia patologica. È indispensabile esibire il foglio di ritiro referto.

Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.

Esempio di Referto Istologico

Un esempio di referto potrebbe essere: "Gastrite cronica di grado lieve in fase quiescente, con metaplasia intestinale di tipo completo e incompleto e discreta atrofia ghiandolare. No presenza HP metodica Giemsa."

In questo caso, il commento dovrebbe riferirsi a un insieme di informazioni che mancano; intendo dire il motivo per cui ha effettuato la gastroscopia, il reperto endoscopico, la presenza di eventuali malattie e/o terapie effettuate che aumentano potenzialmente il rischio oncologico. Ovviamente un'indicazione di controllo endoscopico è il risultato dell'analisi di tutti questi elementi.

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