Esame Istologico della Biopsia Gastrica: Interpretazione e Importanza

La gastrite è un processo infiammatorio, acuto o cronico, della mucosa gastrica, accertato tramite gastroscopia ed esame istologico. Spesso il termine è utilizzato impropriamente per indicare dolore epigastrico, sintomi di reflusso gastro-esofageo o dispepsia.

Gastrite Acuta

La gastrite acuta è un insieme di condizioni clinicamente definite, caratterizzate da lesioni endoscopiche. Le gastriti acute possono essere causate da farmaci e da stress.

La gastrite “endoscopica”, ovvero l’infiammazione della mucosa gastrica visibile macroscopicamente durante la gastroscopia, è una condizione clinica che ha una corrispondenza nel dolore o fastidio che il Paziente avverte: dolore allo stomaco, gonfiore, senso di peso.

Gastrite da farmaci

È la gastrite caratterizzata da lesioni emorragico-erosive dello stomaco che si riscontrano alla gastroscopia e può verificarsi dopo assunzione di farmaci anti-infiammatori e antidolorifici.

Gastrite acuta da stress

Soggetti con gravi patologie presentano spesso endoscopicamente lesioni gastriche erosivo-emorragiche, anche se non sono sintomatici.

Gastrite Cronica

La gastrite cronica, diagnosticata sulla biopsia dello stomaco, è un reperto istologico effettuato durante la gastroscopia (esofago-gastro-duodeno-scopia). Quello di gastrite cronica è un reperto istopatologico, avulso dalla sintomatologia clinica. Nessun sintomo o segno clinico consente di sospettare la gastrite cronica.

L’estendersi in profondità determina il grado della gastrite cronica, che può distinguersi in:

  • Gastrite cronica superficiale: l’infiammazione resta confinata in superficie.
  • Gastrite cronica atrofica: l’infiammazione è più estesa in profondità nella mucosa (atrofia ghiandolare).
  • Atrofia gastrica: c’è assenza di ghiandole nell’epitelio gastrico: è lo stato finale, il più avanzato.

Il processo di distruzione ghiandolare è associato a trasformazione (metaplasia) dell’epitelio superficiale e/o ghiandolare. La trasformazione della mucosa gastrica in mucosa intestinale (metaplasia intestinale) interessa le ghiandole dello stomaco.

La metaplasia non è una vera e propria lesione precancerosa, però le linee guida delle Società Scientifiche consigliano un controllo endoscopico con biopsia ed esame istologico ogni 24 mesi.

La gastrite atrofica e l’atrofia gastrica sono lesioni predisponenti, così come l’infezione da Helicobacter Pylori, il fumo di sigaretta, l’AIDS, l’ulcera peptica, la poliposi, l’anemia perniciosa, l’alimentazione ecc.

L'Esame Istopatologico dell'Apparato Digerente

L'esame istopatologico dell'apparato digerente è una procedura diagnostica cruciale che permette di ottenere un'analisi microscopica dei tessuti prelevati dal tratto gastrointestinale. L'esame istopatologico è uno studio dettagliato dei tessuti, mirato a identificare le caratteristiche cellulari che possono indicare malattie o alterazioni.

La Biopsia Endoscopica

La biopsia endoscopica è una procedura in cui viene utilizzato un endoscopio, un tubo flessibile con una telecamera e strumenti per il prelievo di tessuti. L'obiettivo principale della biopsia endoscopica nello studio della gastrite cronica è capire l'estensione e la gravità dell'infiammazione. Dopo la raccolta dei campioni tramite biopsia, questi vengono fissati in formalina, inclusi in paraffina, sezionati molto sottilmente, e colorati per la visualizzazione al microscopio.

Come si esegue l’esame istologico?

L’istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie. L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia.

Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle .

L’esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia. L’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura.

Chiaramente ogni referto istologico è diverso perché dipende qual è la condizione che si esamina. Le tecniche molecolari usate per analizzare la struttura molecolare dei tessuti.

La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico. Esistono diverse tipologie di biopsia:

  • La biopsia punch, che si esegue sulla cute tramite piccoli bisturi, per esempio nel caso di nei o macchie sospette della pelle.
  • La biopsia con ago aspirato, che viene introdotto nella zona da prelevare sotto controllo di ecografia, o TAC o raggi X. Si usa normalmente per prelevare dei noduli al seno o per asportare del tessuto dal midollo osseo.
  • La biopsia di escissione (asportazione), è invece un intervento chirurgico, necessario quando serve prelevare una porzione più consistente per la quale non è possibile usare un’altra tecnica.

Preparazione del Paziente

La preparazione del paziente per il prelievo di un campione tissutale varia in base alla sede e alla tecnica utilizzata per la biopsia. In alcuni casi, il medico potrebbe consigliare di sospendere temporaneamente l'assunzione di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti, previo consulto con il medico curante, per ridurre il rischio di sanguinamento.

Per biopsie eseguite in anestesia locale, generalmente non è necessaria una preparazione specifica, mentre per procedure più invasive, come una biopsia epatica o polmonare, potrebbe essere richiesto il digiuno nelle ore precedenti l'esame.

Potenziali Complicazioni

Come ogni procedura medica, la biopsia può comportare alcune complicanze, ma è rarissimo che siano gravi. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono il dolore locale e la formazione di ematomi nella zona del prelievo. In alcuni casi, possono verificarsi infezioni, che richiedono trattamento antibiotico. Per biopsie che interessano organi interni, come polmoni o fegato, esiste un piccolissimo rischio di complicanze più gravi, come il pneumotorace (presenza di aria nella cavità pleurica) o emorragie interne.

Esame Istologico Estemporaneo

Infine, un ultimo tipo di biopsia è la biopsia perioperatoria, che viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo. In genere si richiede questa urgenza in caso di sospetto tumore rilevato in sede di intervento chirurgico oppure per stabilire l’estensione delle massa e stabilire fino a dopo andare ad incidere e rimuovere.

L’esame istologico estemporaneo è un test rapido, dove il campione viene sottoposto a congelamento, sezionato e subito analizzato per definire la tipologia di lesione. Non ha dunque la stessa attendibilità dell’istologico standard, eseguito con le tecniche e i tempi che abbiamo visto, ma consente una prima valutazione che permette all’equipe di decidere seduta stante come procedere con l’intervento che stanno eseguendo.

Differenza tra Esame Istologico e Citologico

L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico. L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso. Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.

Fasi dell'Esame Istologico

L'esame istologico prevede diverse fasi cruciali:

  1. Inclusione: il campione viene privato della componente acquosa e incorporato in un materiale solido e inerte, come la paraffina liquida.
  2. Sezionamento: il materiale biologico viene sezionato in "fette" sottilissime (nell'ordine di micron-μm) per permettere la visione dettagliata della struttura cellulare al microscopio.
  3. Colorazione: i tessuti, che sono trasparenti, vengono colorati per evidenziarne le strutture.

Altri Esami Utili

Oltre alla biopsia e all'esame istologico, possono essere utili:

  • Esami del sangue, sia quelli “standard” che per individuare i “biomarcatori” cioè la presenza di una serie di proteine o DNA che indica la presenza di una certa malattia.
  • I test di imaging, tramite i quali si può avere l’immagine del tumore. Si tratta di strumenti dal funzionamento diverso ma che permettono di individuare una massa, stabilirne le dimensioni e che legami ci sono con gli organi e le strutture vicine.

Referto dell'Esame Istologico

L’esame istologico permette di descrivere colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato; se si tratta di tumore, in tal caso la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.

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