NSTEMI: Caratteristiche ECG e Immagini

L'infarto miocardico non-ST-elevato (NSTEMI) è una condizione cardiaca seria, spesso sottovalutata rispetto al più noto infarto miocardico ST-elevato (STEMI). Per i professionisti sanitari, comprendere a fondo l’NSTEMI è essenziale per garantire una diagnosi tempestiva, un trattamento adeguato e una prevenzione efficace delle complicanze.

Cos'è un Infarto Miocardico?

Ma cosa si intende precisamente per infarto del miocardio? Quali sono le sue cause ed esiste un modo efficace per prevenirne un attacco? L’infarto del miocardio è una condizione clinica determinata da una occlusione/subocclusione di una delle coronarie con conseguente assenza di flusso sanguigno in uno dei segmenti cardiaci. Il trattamento è rappresentato dalla terapia medica più rivascolarizzazione in tempi brevi.

Con sindrome coronarica acuta, si intende l’insieme dei sintomi e dei segni causati da un restringimento delle arterie coronariche. Caratterizzate principalmente da dolore toracico, i sintomi possono variare e comprendere persino nausea, vomito e dispnea. Se l’occlusione delle coronarie è modesto è possibile il riscontro di un’angina, al contrario, in caso di aterosclerosi, una malattia degenerativa a carico delle arterie, l’apporto di sangue è tanto deficitario da comportare una necrosi irreversibile del miocardio, ovvero un infarto miocardico acuto.

Cause dell'Infarto Miocardico

Esse sono determinate da una riduzione o interruzione improvvisa dell’afflusso di sangue in una zona specifica del cuore. La normale circolazione cardiaca è garantita nella maggior parte dei soggetti da 3 coronarie principali: arteria discendente anteriore (arteria interventricolare anteriore, IVA), arteria circonflessa e arteria coronaria destra. A determinare l’infarto miocardico è nella maggior parte dei casi una placca aterosclerotica (vedi aterosclerosi). La rottura di una di queste placche o la sua crescita eccessiva determinano una occlusione acuta parziale o totale del lume della coronaria, determinando appunto una ischemia acuta (sofferenza per mancanza di ossigeno e sostanze nutritive) a livello del territorio miocardico irrorato da quel vaso.

Comprensione dell'NSTEMI

A differenza dello STEMI, in cui si verifica un’ostruzione completa di un’arteria coronarica con sopraslivellamento del tratto ST all’elettrocardiogramma (ECG), l’NSTEMI si caratterizza per un’ostruzione parziale o temporanea. Per comprendere l’NSTEMI, è fondamentale analizzare cosa accade a livello delle arterie coronariche e del muscolo cardiaco. Questo evento scatena la formazione di un trombo che ostruisce parzialmente il vaso, riducendo il flusso sanguigno al miocardio. Questo è il caso dell’NSTEMI di tipo 2, che può derivare da uno squilibrio tra domanda e offerta di ossigeno al cuore.

Dal punto di vista clinico l’infarto miocardico può avere svariate presentazioni. La più frequente è sicuramente il dolore toracico, classicamente retrosternale (al centro del petto), oppressivo, mal delimitabile, che si irradia al braccio sinistro o al giugulo (gola). Tuttavia, il sintomo più comune è il dolore toracico. A differenza dell'angina stabile, il dolore nell'NSTEMI tende a essere più prolungato (oltre 20 minuti) e non si risolve completamente con il riposo o la nitroglicerina sublinguale. Non tutti i pazienti manifestano sintomi classici. Gli anziani, le donne e i diabetici possono presentare sintomi atipici come affaticamento inspiegabile o dolore epigastrico.

La normale circolazione cardiaca è garantita nella maggior parte dei soggetti da 3 coronarie principali: arteria discendente anteriore (arteria interventricolare anteriore, IVA), arteria circonflessa e arteria coronaria destra.

Diagnosi di NSTEMI

La diagnosi dell'NSTEMI richiede un approccio sistematico che combini anamnesi dettagliata, esame obiettivo ed esami strumentali/laboratoristici. L'ECG è lo strumento diagnostico iniziale nei pazienti con sospetta sindrome coronarica acuta.

ECG e NSTEMI

L’elettrocardiogramma è un esame di prima linea per la diagnosi e il monitoraggio di questa patologia. I segni suggestivi di sindrome coronarica acuta all’ECG non sono difficili da individuare e con un po’ di studio e allenamento chiunque sarà in grado di intercettarli in tempo utile, spesso salvando la vita del paziente.

Nel caso di NSTEMI è necessario confermare la diagnosi con enzimi cardiaci ed eventualmente ecocolordoppler cardiaco. Gli enzimi cardiaci sono dei marcatori di danno miocardico, proteine che provengono dalla morte delle cellule miocardiche conseguente all’ischemia prolungata e sono la troponina e CK - MB massa. Tuttavia il riscontro di tali marcatori elevati può anche dipendere da altre cause che andrebbero escluse ove possibile come aritmie, manovre interventistiche, problemi renali e respiratori.

La misurazione della troponina sierica (TnT o TnI) è essenziale per confermare la diagnosi di NSTEMI.

Segni ECG Suggestivi di Ischemia

Ma, in caso di positività, dove cogliere le più comuni alterazioni elettrocardiografiche suggestive di ischemia acuta e in evoluzione? I segni e i criteri suggestivi di un insulto miocardico li troveremo osservando e analizzando principalmente il tratto ST e l’onda T. Il principale segno predittivo per riconoscere un infarto miocardico dall’ECG è la modificazione del tratto ST e dell’onda T, sopra o sotto la linea isoelettrica.

  • Gli NSTEMI possono presentarsi come un sottoslivellamento di più di 1 mm al di sotto della linea isoelettrica e rappresentano di solito un infarto subendocardico, un processo necrotico della parte interna del miocardico. Segni suggestivi di ischemia subendocardica (NSTEMI).
  • Nota bene: come abbiamo potuto constatare, nel paziente con dolore toracico ed ECG negativo non deve mai essere esclusa la possibilità di SCA in atto, e dovranno essere eseguite altre valutazioni come e il rilevamento di biomarcatori di necrosi miocardica (ad esempio le troponine), indagare attraverso altre metodiche come l’ecocardiogramma, eseguire tracciati elettrocardiografici seriati nel tempo, al bisogno, alla prescrizione, e all’evoluzione dei sintomi.

Interpretazione dell'ECG

L'ECG è composto da diverse onde, intervalli e segmenti che rappresentano le diverse fasi del ciclo cardiaco:

  • Onda P: Depolarizzazione atriale.
  • Complesso QRS: Depolarizzazione ventricolare.
  • Onda T: Ripolarizzazione ventricolare.
  • Intervallo PR: Tempo di conduzione atrio-ventricolare.
  • Intervallo QT: Durata totale della depolarizzazione e ripolarizzazione ventricolare.
  • Segmento ST: Periodo tra la fine della depolarizzazione ventricolare (onda S) e l'inizio della ripolarizzazione (onda T).

ECG nell'Infarto Miocardico Acuto (IMA)

L'ECG è cruciale nella diagnosi dell'IMA, in quanto permette di identificare le alterazioni tipiche causate dall'ischemia e dalla necrosi miocardica. L'interpretazione accurata dell'ECG permette di distinguere tra diversi tipi di IMA e di guidare le decisioni terapeutiche.

L'NSTEMI è spesso causato da un'occlusione parziale o da una grave stenosi coronarica. All'ECG, si possono osservare:

  • Sottoslivellamento del tratto ST: Depressione del segmento ST rispetto alla linea isoelettrica.
  • Inversione dell'onda T: Onda T negativa in derivazioni dove normalmente è positiva.
  • Assenza di sopraslivellamento del tratto ST: Questo è il criterio distintivo principale dallo STEMI.

La gestione dell'NSTEMI prevede una stratificazione del rischio e, in base al rischio, una strategia invasiva (angioplastica) o conservativa (terapia medica). Gli esami ematici, in particolare la troponina, sono fondamentali per confermare la diagnosi di NSTEMI.

Trattamento

La strategia riperfusiva invece è affidata nella stragrande maggioranza dei casi ad una coronarografia di urgenza ed all’angioplastica percutanea. Il tessuto miocardico cicatrizzato è ormai perduto e anche successivi trattamenti non possono ripristinarlo. Il grado e la severità della necrosi dipendono dalla rapidità della diagnosi e del trattamento, dall’arteria coinvolta e dalle caratteristiche di base del paziente. In ogni caso anche quando il danno risulterà più rilevante grazie alle attuali terapie mediche e ad un corretto follow up del paziente si riesce nella maggior parte dei casi a garantire una buona qualità della vita.

Altre Considerazioni

  • Il sesso femminile appare proporzionalmente meno coinvolto e ad un’età più avanzata rispetto a quello maschile.
  • L’infarto miocardico giovanile rappresenta un campo ancora poco indagato ma richiede grande attenzione in quanto le cause, le caratteristiche, il risvolto sociale e psicologico dei pazienti giovani con sindrome coronarica acuta è spesso molto differente dai pazienti più anziani.

Limitazioni dell'ECG

Nonostante la sua importanza, l'ECG ha alcune limitazioni:

  • Sensibilità limitata: In alcuni casi, l'ECG può essere normale o non diagnostico, anche in presenza di un IMA (in particolare, nelle prime ore dall'insorgenza dei sintomi).
  • Specificità limitata: Alcune alterazioni ECG possono essere presenti anche in altre condizioni.
  • Difficoltà di interpretazione: L'interpretazione dell'ECG richiede esperienza e competenza, e può essere influenzata da diversi fattori (es. blocco di branca, pregressi infarti).

Per superare queste limitazioni, è fondamentale integrare l'ECG con altri esami diagnostici (esami ematici, ecocardiogramma) e valutare attentamente il contesto clinico del paziente.

Tabella Riassuntiva delle Caratteristiche ECG nell'IMA

Tipo di IMA Caratteristiche ECG Gestione
STEMI Sopraslivellamento del tratto ST, onde Q patologiche, alterazioni dell'onda T Intervento immediato (angioplastica primaria o trombolisi)
NSTEMI Sottoslivellamento del tratto ST, inversione dell'onda T, assenza di sopraslivellamento del tratto ST Stratificazione del rischio, strategia invasiva o conservativa

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