Eparina: Effetti Collaterali e Implicazioni sull'Emoglobina

L’emocromo, noto anche come conteggio completo del sangue (CBC), è un esame di laboratorio fondamentale nel monitoraggio clinico di un paziente. Questo test fornisce informazioni preziose sullo stato di salute generale, consentendo di identificare anomalie ematiche, infezioni, malattie e molto altro. L’uso dell’eparina come anticoagulante nella preparazione del campione per l’emocromo ha mostrato numerosi vantaggi, migliorando l’accuratezza e l’affidabilità dei risultati. L’emocromo con eparina è cruciale nel monitoraggio clinico per diverse ragioni.

Eparina nell'Emocromo: Vantaggi e Metodologia

L'eparina è un anticoagulante naturale che previene la coagulazione del sangue, rendendola ideale per la preparazione dei campioni ematici destinati all’emocromo. Primo, permette una valutazione accurata dei parametri ematici, inclusi il numero di globuli rossi, bianchi, la concentrazione di emoglobina, l’ematocrito, e altri indici importanti. Questi dati sono essenziali per diagnosticare condizioni come anemia, infezioni, e disturbi della coagulazione. Secondo, l’emocromo con eparina è particolarmente utile in situazioni di urgenza, dove la rapidità e l’accuratezza dei risultati possono essere determinanti per l’esito del paziente.

La metodologia di utilizzo dell’eparina nell’emocromo include la raccolta del sangue direttamente in provette contenenti eparina, evitando così la coagulazione e la formazione di fibrina che potrebbero alterare i risultati. Questo approccio migliora significativamente l’affidabilità e l’accuratezza dell’analisi, poiché i campioni rimangono più fedeli al loro stato originale. I vantaggi dell’uso dell’eparina nell’emocromo non si limitano alla sua capacità anticoagulante. L’eparina ha anche effetti minimi sulla morfologia delle cellule ematiche, preservando l’integrità dei globuli rossi e bianchi e consentendo una valutazione morfologica più accurata. Questo è particolarmente importante nella diagnosi di malattie ematologiche, dove la morfologia cellulare può fornire indizi cruciali.

Clexane®: Enoxaparina e le sue Applicazioni

Clexane® è il nome commerciale dell’enoxaparina, una diffusa eparina a basso peso molecolare (EBPM). Clexane® è disponibile in siringhe pre-riempite, per la somministrazione sottocutanea. Clexane contiene come principio attivo il sale di sodio dell’enoxaparina, una parte della molecola dell’eparina a basso peso molecolare. Clexane inibisce la formazione dei coaguli di sangue ma è anche in grado di bloccare la crescita dei coaguli che si sono già formati. Inoltre, la dose di Enoxaparina viene spesso indicata anche come Unità Internazionali (UI). 100 UI corrispondono a 1 mg di enoxaparina sodica.

Le eparine a basso peso molecolare, come l’enoxaparina, non vengono assorbite dalla mucosa intestinale e per questo devono essere somministrate per via parenterale (una via diversa da quella orale) e quindi tramite iniezione per via sottocutanea (SC) o endovenosa (EV). La via EV permette una comparsa immediata dell’effetto anticoagulante, mentre dopo somministrazione SC la comparsa dell’effetto si ha dopo 1-2 ore. Le EBPM non hanno una azione anticoagulante intrinseca, ma si legano ad una proteina plasmatica chiamata antitrombina accelerando di circa 1000 volte la sua azione che è quella di bloccare i cofattori della coagulazione (come trombina (IIa), IXa e Xa che sono delle proteasi presenti nel plasma). L’antitrombina inibisce i fattori della coagulazione attivati, e in particolare la trombina e il fattore Xa, agendo come un substrato “suicida” dato che rimane legata ai fattori bloccandoli.

Indicazioni Terapeutiche di Clexane®

  • Profilassi del TEV in pazienti non chirurgici, ma con patologia acuta (es. Sanguinamento importante o rischio emorragico elevato
  • Per l’infarto NSTEMI la dose raccomandata è 100UI/kg 2 volte al giorno.
  • Per l’infarto STEMI la dose raccomandata è 100UI/kg ogni 12 ore.
  • Per persone sottoposte ad emodialisi, per prevenire la formazione di coaguli nel circuito della dialisi, sono raccomandate 100 UI/kg.

Pazienti a rischio tromboembolico moderato, la dose raccomandata di enoxaparina sodica è di 2.000 UI (20 mg) in un’unica somministrazione giornaliera per iniezione SC. Pazienti ad alto rischio tromboembolico, la dose raccomandata di enoxaparina sodica è di 4.000 UI (40 mg) in un’unica somministrazione giornaliera per iniezione SC da iniziare preferibilmente 12 ore prima dell’intervento chirurgico. La dose raccomandata di enoxaparina sodica è di 4.000 UI (40 mg) in un’unica somministrazione giornaliera per iniezione SC. Il trattamento con enoxaparina sodica è raccomandato per almeno 6-14 giorni, indipendentemente dallo stato di recupero (ad esempio relativamente alla mobilità). Enoxaparina sodica può essere somministrata sia in un’unica somministrazione giornaliera SC di 150 UI/kg (1,5 mg/kg) sia in due somministrazioni SC al giorno di 100 UI/kg (1 mg/kg) ciascuna. Il trattamento con enoxaparina sodica è raccomandato per un periodo medio di 10 giorni.

La dose raccomandata di enoxaparina sodica è di 100 UI/kg (1 mg/kg). Nei pazienti ad alto rischio emorragico, la dose deve essere ridotta a 50 UI/kg (0,5 mg/kg) per accesso vascolare doppio o a 75 UI/kg (0,75 mg/kg) per accesso vascolare semplice. Durante l’emodialisi, enoxaparina sodica deve essere introdotta nella linea arteriosa del circuito, all’inizio della seduta di dialisi. L’effetto di questa dose è solitamente sufficiente per una seduta della durata di 4 ore. Tuttavia, qualora dovessero comparire filamenti di fibrina entro il circuito (ad esempio nel corso di una seduta più lunga rispetto al normale) si potrà ricorrere alla somministrazione di una ulteriore dose di 50-100 UI/kg (0,5-1 mg/kg). Angina instabile e dell’infarto del miocardio NSTEMI: la dose raccomandata di enoxaparina sodica è 100 UI/kg (1 mg/kg) ogni 12 ore per iniezione SC, somministrata in associazione alla terapia antiaggregante piastrinica. Generalmente, la durata del trattamento è da 2 a 8 giorni. Infarto miocardico acuto STEMI: la dose raccomandata di enoxaparina sodica è un singolo bolo EV di 3.000 UI (30 mg) più una dose di 100 UI/kg (1 mg/kg) per iniezione SC, seguiti da una dose di 100 UI/kg (1 mg/kg) per iniezione SC ogni 12 ore (massimo 10.000 UI (100 mg) per ciascuna delle prime due dosi SC). La durata raccomandata del trattamento è di 8 giorni o fino alla dimissione dall’ospedale, a seconda di quale dei due eventi si verifichi prima.

Somministrazione di Clexane®

Clexane® è un farmaco che deve essere somministrato sottocute. Se la quantità di farmaco da iniettare richiede un adeguamento rispetto alla quantità presente nella siringa, il quantitativo in eccesso deve essere scartato prima dell’iniezione.

Per tutte le indicazioni ad eccezione dell’infarto miocardico STEMI, non è necessaria alcuna riduzione del dosaggio nei pazienti anziani, a meno che la funzione renale non sia compromessa. Nell’infarto miocardico acuto STEMI in pazienti anziani di età ≥75, non deve essere utilizzato il bolo EV iniziale. Enoxaparina sodica non è raccomandata in pazienti con compromissione renale allo stato terminale (clearance della creatinina < 15 ml/min) a causa di mancanza di dati in questa popolazione al di fuori della prevenzione della formazione di trombi nella circolazione extracorporea in corso di emodialisi.

Nel caso di infarto acuto del miocardio con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), il trattamento prevede una iniezione EV in bolo, seguita immediatamente da una iniezione SC. Il paziente si deve mettere preferibilmente in posizione supina (pancia in su) e l’iniezione sottocutanea deve essere fatta alternativamente sul lato destro e sinistro della parte antero-laterale o postero laterale dell’addome. Tenersi ad almeno 5 cm di distanza dall’ombelico o da una qualsiasi cicatrice. Se si dimentica di usare Clexane T, assumerlo non appena possibile. Non prendere una dose doppia lo stesso giorno per compensare la dose dimenticata. Non interrompere il trattamento con Clexane T, senza aver consultato il medico.

Calciparina: Usi e Monitoraggio

Quando si somministra Eparina Calcica a dose anticoagulante, il dosaggio deve essere determinato sulla base di test della coagulazione. Il test più comunemente usato è il tempo di tromboplastina parziale attivato (aPTT). L'aPTT dei pazienti in trattamento deve essere mantenuto ad un valore pari a 1.5-2.5 volte i valori normali.

Precauzioni e Avvertenze

L'eparina sodica deve essere usata con estrema cautela in patologie nelle quali vi sia rischio di emorragie. Fattori di rischio sono rappresentati dal diabete mellito, dall'insufficienza renale cronica, da una preesistente acidosi metabolica, da elevati livelli di potassio prima del trattamento, da una terapia concomitante con farmaci che aumentano i livelli plasmatici di potassio e dall'uso di eparina a lungo termine. Quando si somministra eparina a dosi anticoagulanti, il dosaggio deve essere regolato effettuando frequenti test di coagulazione. La trombocitopenia è una complicazione nota della terapia con Eparina Calcica e puo' comparire da 4 a 10 giorni dopo l'inizio del trattamento, ma anche prima in caso di precedente HIT.

Trombocitopenia Indotta da Eparina (HIT)

In alcuni casi invece (dallo 0,3 al 3% dei casi) si puo' determinare una forma più grave (trombocitopenia da eparina di II tipo), immunomediata, caratterizzata dalla formazione di anticorpi contro il complesso eparina-fattore piastrinico 4. In questi pazienti si possono sviluppare nuovi trombi associati con trombocitopenia (HITT), derivanti dall'irreversibile aggregazione di piastrine indotta dall'eparina, la cosiddetta "sindrome del trombo bianco". Tale processo puo' portare a gravi complicazioni tromboemboliche come necrosi cutanea, cancrena delle estremità che puo' rendere in alcuni casi necessaria l'amputazione, infarto miocardico, embolia polmonare, ictus e a volte morte. Percio', la somministrazione di eparina calcica deve essere interrotta oltre che per comparsa di piastrinopenia, anche se il paziente sviluppa una nuova trombosi o un peggioramento di una trombosi precedente. Quindi una trombocitopenia di qualunque natura deve essere attentamente monitorata. Nel caso in cui queste condizioni siano sospette o confermate interrompere la terapia ed utilizzare un trattamento anticoagulante alternativo.

Anestesia Spinale/Epidurale e Rischio di Ematomi

Nei pazienti sottoposti ad anestesia spinale o peridurale, ad analgesia epidurale o a puntura lombare, la profilassi con eparina non frazionata puo' essere molto raramente associata con ematomi spinali o epidurali che possono portare a paralisi di durata prolungata o permanente. Qualora si decida di somministrare eparina non frazionata prima o dopo di un'anestesia peridurale o spinale, si deve prestare estrema attenzione e praticare un frequente monitoraggio per individuare segni e sintomi di alterazioni neurologiche come: dolore lombare, deficit sensoriale e motorio (intorpidimento e debolezza degli arti inferiori), alterazioni della funzione vescicale o intestinale. Il personale infermieristico deve essere istruito ad individuare questi segni e sintomi.

Interferenze con Test di Funzionalità Tiroidea

Dati limitati riferiti a singoli casi clinici hanno evidenziato una possibile associazione tra l'utilizzo di eparina e l'alterazione dei test di funzionalità tiroidea. Durante la terapia con eparina, i test di funzionalità tiroidea possono risultare alterati (ad es. falsi livelli elevati di T3 e T4).

Interazioni Farmacologiche

La somministrazione endovenosa di nitroglicerina può provocare un'attenuazione significativa dell'effetto dell'eparina (riduzione del tempo di tromboplastina parziale aPTT). In seguito alla sospensione della somministrazione di nitroglicerina, può verificarsi un aumento improvviso dell'aPTT.

Prima di prendere "Calciparina" insieme ad altri farmaci come “Arixtra - Soluzione (uso Interno)”, “Bivalirudina Accord”, “Dabigatran Etexilato Doc - Capsula”, “Dabigatran Pensa - Capsula”, “Eliquis - Compresse Rivestite”, “Lixiana”, “Mirebax - Compresse Rivestite”, “Novastan”, “Pradaxa - Capsula”, “Pradaxa - Granulato”, “Rivaroxaban Abdi”, “Rivaroxaban Doc - Compresse Rivestite”, “Rivaroxaban EG - Compresse Rivestite”, “Rivaroxaban Sandoz - Compresse Rivestite”, “Rivaroxaban Teva - Compresse Rivestite”, “Rivaroxaban Viatris - Compressa”, “Tookad”, “Xarelto - Compresse Rivestite”, “Xarelto - Granuli”, etc.., chiedi al tuo al tuo medico o farmacista di fiducia di verificare che sia sicuro e non dannoso per la tua salute.

Eparina e Gravidanza

L'eparina non attraversa la barriera placentare. Non vi sono state segnalazioni che colleghino la somministrazione di eparina durante la gravidanza a malformazioni. Ciononostante, l'innocuità di impiego in gravidanza non è stata completamente stabilita.

Effetti Collaterali Comuni

L'emorragia è la principale complicanza che si può verificare durante il trattamento con eparina , in particolar modo alle dosi anticoagulanti. Irritazione in sede di iniezione, eritema, lieve dolore, ematoma o ulcera possono seguire ad una somministrazione sottocutanea di eparina. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

Gestione delle Emorragie

Sanguinamento, principalmente dalla cute e dalle mucose, dalle ferite, dal tratto gastrointestinale o genitourinario (epistassi, ematuria, melena, ematomi, petecchie). La protamina serve per la rapida neutralizzazione dell'attività dell'eparina, in caso di sanguinamento significativo. La quantità richiesta dipende dal tasso ematico di eparina somministrata e dal tempo intercorso dall'iniezione. 1 mg e.v. neutralizza 100 U.I di eparina presenti nel paziente.

Controindicazioni all'Uso di Enoxaparina Sodica

  • Anamnesi positiva per trombocitopenia immuno-mediata indotta da eparina negli ultimi 100 giorni o in presenza di anticorpi circolanti.
  • Ipersensibilità all’alcool benzilico; a causa del contenuto di alcool benzilico, enoxaparina sodica in flaconcino multidose non deve essere somministrata a neonati o neonati prematuri.

Precauzioni Speciali

  • Anamnesi di trombocitopenia indotta da eparina (> 100 giorni) senza anticorpi circolanti: L’enoxaparina sodica deve essere somministrata con estrema cautela.
  • Monitoraggio della conta piastrinica: il rischio di trombocitopenia immuno-mediata indotta da eparina sussiste anche con le EBPM.
  • Emorragia: come con altri anticoagulanti, si può verificare sanguinamento in qualsiasi sito. In caso di sanguinamento, è necessario localizzare l’origine dell’emorragia ed istituire un trattamento adeguato.

Considerazioni Specifiche

Dopo PCI è importante ottenere l’emostasi nella sede di accesso della strumentazione. Se viene utilizzato un dispositivo di chiusura, l’introduttore può essere rimosso immediatamente. Se viene utilizzato un metodo a compressione manuale, l’introduttore deve essere rimosso 6 ore dopo l’ultima iniezione EV/SC di enoxaparina sodica.

L’uso di enoxaparina sodica non è stato adeguatamente studiato per la tromboprofilassi in pazienti con protesi valvolari cardiache meccaniche. Sono stati riportati casi isolati di trombosi della protesi valvolare cardiaca in pazienti portatori di protesi valvolari cardiache meccaniche a cui è stata somministrata enoxaparina sodica per la tromboprofilassi.

Nei pazienti con compromissione renale, vi è un incremento di esposizione ad enoxaparina sodica che aumenta il rischio di sanguinamento. In questi pazienti, è consigliato un attento monitoraggio clinico e può essere considerato un monitoraggio biologico tramite la misurazione dell’attività anti-Xa.

Pazienti Obesi

I pazienti obesi sono a più alto rischio di tromboembolismo. La sicurezza e l’efficacia delle dosi profilattiche nei pazienti obesi (BMI > 30 kg/m2) non sono state pienamente stabilite e non c’è consenso per un aggiustamento della dose.

Interazioni con Aldosterone e Potassio

Le eparine possono sopprimere la secrezione surrenalica di aldosterone, portando a iperkaliemia, in particolare in pazienti affetti da diabete mellito, insufficienza renale cronica e acidosi metabolica preesistente o in pazienti che assumono farmaci che possono aumentare le concentrazioni di potassio.

Eparina e COVID-19

Una recente nota AIFA riporta alcune indicazioni per aiutare a definire il rapporto rischio/beneficio dell’uso dell’eparina nei pazienti con COVID-19 ed evidenzia ancora una volta l’importanza di una attenta valutazione delle condizioni cliniche del paziente prima di iniziare un qualsiasi trattamento farmacologico. “L’uso delle eparine a basso peso molecolare nella profilassi degli eventi tromboembolici nel paziente medico con infezione respiratoria acuta allettato o con ridotta mobilità è raccomandato dalle principali Linee Guida, in assenza di controindicazioni.

Condizione Dose Raccomandata di Enoxaparina Sodica
Rischio tromboembolico moderato 2.000 UI (20 mg) in un’unica somministrazione giornaliera SC
Rischio tromboembolico alto 4.000 UI (40 mg) in un’unica somministrazione giornaliera SC
Angina instabile e infarto miocardico NSTEMI 100 UI/kg (1 mg/kg) ogni 12 ore per iniezione SC
Infarto miocardico acuto STEMI 3.000 UI (30 mg) bolo EV + 100 UI/kg (1 mg/kg) per iniezione SC ogni 12 ore
Prevenzione coaguli in emodialisi 100 UI/kg (1 mg/kg) nella linea arteriosa delcircuito all'inizio della dialisi

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