L'emoglobina è una proteina presente sulla superficie dei globuli rossi, nello specifico, oltre il 90% è rappresentata dall’emoglobina A (HbA), formata da due catene di amminoacidi: alfa e beta. Il glucosio presente nel sangue è in grado di legarsi in modo irreversibile a una parte della catena beta, formando l’emoglobina glicata o glicosilata (HbA1c). Questa molecola fornisce un'indicazione della quantità di glucosio presente nel sangue negli ultimi mesi ed è un valido test per la diagnosi e il monitoraggio del diabete.
Dato che il legame tra glucosio e emoglobina A risulta irreversibile, l’emoglobina glicata (HbA1c) tende a rimanere in circolo per tutta la durata di vita del globulo rosso, pari a circa 90-120 giorni. L'emoglobina glicata si forma dalla reazione del glucosio con l’emoglobina (la proteina che nei globuli rossi trasporta l’ossigeno). Quanto più zucchero c’è nel sangue tanta più Emoglobina glicata si forma. Ne esistono due forme: l’HbA1 e HbA1c. Per l’uso clinico si utilizza quest’ultima, perché è più stabile.
Importanza dell'HbA1c nella Diagnosi e nel Monitoraggio del Diabete
Il test dell’emoglobina glicata (o glicosilata) è un esame di laboratorio che consente di verificare la media dei valori di glicemia degli ultimi 90 giorni. Quando il glucosio nel sangue si lega all’emoglobina A1 (la quasi totalità dell’emoglobina) dà vita a una frazione denominata emoglobina glicata. Le variazioni quotidiane di glicemia non hanno alcuna influenza sulla concentrazione di emoglobina glicata e, conseguentemente, questo esame risulta molto utile per monitorare l’andamento della glicemia nel corso del tempo.
Questo tipo di esame risulta più utile rispetto al comune test della glicemia per diagnosticare e monitorare il diabete. Grazie al test dell’emoglobina glicosilata si può misurare il valore medio della glicemia negli ultimi tre o quattro mesi ed è un esame che risulta soprattutto utile sia nel caso in cui si stia monitorando il diabete sia nel caso in cui si debba diagnosticare questo disturbo.
Il Comitato di Esperti ADA/EASD/IDF ha identificato il valore di HbA1c 6,5 % come livello decisionale per la diagnosi di diabete. Al di sotto di tale livello la retinopatia diabetica, utilizzata come marcatore della presenza di malattia, è virtualmente assente.
Valori Ottimali di HbA1c
Nelle persone con diabete, valori di HbA1c che si mantengono inferiori o uguali al 7 % vengono considerati indice di un buon controllo della glicemia nel tempo, mentre valori superiori a 8-9 % rappresentano un segnale di rischio elevato. Nel paziente diabetico non dovrebbero superare il 7%; valori poi uguali o superiori all’8% ci indicano che il paziente è fuori controllo e che il suo rischio di sviluppare le complicanze del diabete (cardiovascolari, renali, oculari) è elevato.
Gli studi più recenti hanno documentato che i soggetti con diabete che riescono a mantenere i loro livelli di HbA1c entro il 7% hanno molte possibilità in più di ritardare o prevenire le complicanze diabetiche rispetto ai soggetti con un valore pari o superiore all’8%. Di qualsiasi quantità si riesca a ridurre il livello di emoglobina glicata, si aumentano le probabilità di rimanere in buona salute. Se i tuoi valori di emoglobina glicata si mantengono costantemente uguali o meglio ancora inferiori al 7%, il tuo diabete è ben controllato, salvo diversa indicazione del tuo medico.
Quando Fare il Test dell'Emoglobina Glicosilata?
- Quando viene prescritto l’esame dell’emoglobina glicosilata?
- È opportuno fare l’esame dell’emoglobina glicosilata di prima mattina?
- In cosa consiste l’esame dell’emoglobina glicosilata?
- Cosa sappiamo con questo esame?
Standardizzazione Internazionale dell'HbA1c
Nel corso del 2010 è cambiato in tutto il mondo il modo di refertare la concentrazione dell'emoglobina glicata. Recentemente, è stato preparato un nuovo standard specifico per l’HbA1c dall’International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine (IFCC). In futuro tutti i produttori daranno ai calibratori dei loro strumenti valori standardizzati secondo l’IFCC e valori allineati al DCCT.
Cambieranno anche le unità di misura in modo che tutti i risultati di HbA1c refertati dai laboratori saranno tracciabili al metodo di riferimento IFCC. E’ ormai documentato che la relazione tra il nuovo metodo di riferimento e gli attuali metodi allineati DCCT sono rimasti stabili per molti anni.
Conversione tra le Unità di Misura
Il modo più semplice per fare la conversione rimane, probabilmente, il “trucco” di Kilpatrick (Kilpatrick's Kludge) che parte dell’assunto che il valore in mmol/mol può essere ottenuto da quello in percentuale con due semplici operazioni: meno due meno due, vale a dire, per esempio, al numero 6 corrisponde un numero a due cifre il primo delle quali è 4 (6-2) ed il secondo è 2 (6-2-2). Quindi 6 % = 42 mmol/mol. I valori intermedi si possono calcolare approssimativamente tenendo conto che due punti percentuali (indipendentemente che siano 5 e 6, o 7 e 8 si differenziano di 11 mmol/mol (che possiamo arrotondare a 10).
A partire da gennaio 2010 i risultati dell'HbA1c saranno espressi dal laboratorio sia in unità allineate al sistema DCCT (%), che in unità standardizzate IFCC (mmol/mol). A partire dal Gennaio 2012 i risultati dell'HbA1c saranno refertati solamente in unità IFCC (mmol/mol).
Obiettivi Generali per una HbA Assegnati Mediante il Metodo di Riferimento IFCC
Definendo il traguardo relativo all'errore totale sulla base di criteri di utilità clinica (discriminare i pazienti in cattivo controllo glicemico, che presentano tipicamente valori di HbA1c >8 %, da quelli in buon controllo glicemico, con valori <7 %) si conclude che il traguardo per l'errore totale della misura dell'HbA1c non deve superare ±0,5% di HbA1c in valore assoluto (pari ad un errore totale relativo del 6,7 %).
Fattori che Influenzano l'Interpretazione dell'HbA1c
Il professionista di laboratorio deve conoscere e tener conto delle condizioni che ostacolano l’interpretazione del valore di HbA1c misurato. Le tecniche HPLC a scambio ionico sono generalmente in grado di verificare la presenza di emoglobine anomale; non è noto se e come la velocità di glicazione della emoglobina sia modificata nelle emoglobine patologiche. La cromatografia di affinità misura la glicazione anche delle emoglobina anomale, mentre i metodi immunologici solo in alcuni casi.
Va sottolineato che in tutte le condizioni in cui la sopravvivenza degli eritrociti è modificata, la determinazione dell'HbA1c può essere usata, al massimo (se il turnover non è troppo alterato), per monitorare le variazioni di glicazione. Inoltre, alcune condizioni cliniche che determinano una riduzione o un aumento del turnover dei globuli rossi - come emorragie, emolisi, anemie, trasfusioni - possono alterare i risultati dell’esame e portare a valori ridotti o elevati di emoglobina glicata pur in assenza o presenza di diabete.
HbA1c e Glicemia Media Stimata (eAG)
La possibilità di convertire il valore di HbA1c in una “glicemia media” (eAG, estimated Average Glucose) è stata suggerita da dati incoraggianti circa la confrontabilità dei valori di HbA1c con la glicemia misurata in continuo.
Integrazione con il Controllo della Glicemia
L'esame dell'HbA1c non può sostituirsi alle glicemie domiciliari che andranno eseguite regolarmente.
Considerazioni Finali
Comunque, per concludere, se vi trovano l’emoglobina glicata alta, con molta probabilità siete diabetici, quindi rivolgetevi al vostro medico, ripetete l’esame e approfondite la situazione. Se siete diabetici il vostro obiettivo è di mantenerla sotto il 7%, se supera l’8% meglio sentire il diabetologo.
Tabella di Riferimento HbA1c
| HbA1c (%) | HbA1c (mmol/mol) | Controllo Glicemico |
|---|---|---|
| < 7% | < 53 mmol/mol | Buono |
| 7-8% | 53-64 mmol/mol | Discreto |
| > 8% | > 64 mmol/mol | Scarso |
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