Cos’è l’emoglobina
L’emoglobina è una proteina che si trova nei globuli rossi. Ha un compito importantissimo che è quello di trasportare l’ossigeno in tutto il corpo, attraversando gli organi. L’ossigeno viene “catturato” dall’emoglobina passando attraverso i capillari polmonari. Poi, grazie al pompaggio del cuore e al flusso sanguigno, arriva a tutti i tessuti. Nel percorso inverso, carica l’anidride carbonica che viene depositata nei polmoni per essere eliminata dal corpo attraverso la respirazione. Un ciclo continuo e fondamentale per il corpo umano.
I valori normali di emoglobina dipendono da vari fattori, come ad esempio il peso, l’età e il sesso della persona. Le donne tendenzialmente hanno un’emoglobina più bassa, rispetto agli uomini. Questo avviene a causa delle perdite di sangue che si verificano con le mestruazioni. È importante sapere se si soffre di emoglobina bassa prima della gravidanza, in modo da poter approntare subito con il proprio ginecologo la strategia giusta per evitare che la situazione peggiori.
Cosa Succede al Sangue in Gravidanza
Come per tutti gli organi e gli apparati del nostro corpo, quando aspettiamo un bambino anche il sistema cardiocircolatorio cambia. Il sangue aumenta di volume per far fronte sia alle esigenze della mamma che a quelle del feto. Tenete presente che il piccolo assorbe dall’organismo materno moltissime sostanze, tra cui il ferro. Ed è uno dei motivi per cui l’anemia è così comune, quasi “fisiologica”.
Con l’aumento del volume ematico, progressivo nei trimestri, avviene un fenomeno che si chiama emodiluizione, che è una delle possibili cause di una emoglobina bassa in gravidanza. In parole molto semplici, aumenta il plasma (cioè la parte liquida del sangue) e la parte corpuscolata (i globuli rossi) sono più diluiti. C’è quindi una riduzione della concentrazione ematica dei globuli rossi e l’emoglobina si abbassa.
Quando si ha Emoglobina Bassa in Gravidanza
In linea generale, una donna (incinta o meno) dovrebbe avere un valore di emoglobina da 12,1 a 15,1 g/dl. Al di sotto di 12 g/dl viene considerata anemica. In gravidanza, si fa una diagnosi di anemia quando il livello scende sotto i 10 g/dl. Per valutare l’andamento dell’emoglobina durante i 9 mesi, il ginecologo prescrive con regolarità l’emocromo completo.
È un semplice esame del sangue che dà indicazioni sui valori ematici, ad esempio sulla quantità e sulla grandezza dei globuli rossi, sul numero di quelli bianchi, sulle piastrine e così via per tutte le componenti.
Quando si Esegue l’Emocromo in Gravidanza
Il Servizio sanitario italiano offre alle mamme in attesa alcuni esami per ogni trimestre. Tra questi, c’è anche l’emocromo. È quindi gratuito:
- nel primo trimestre di gravidanza.
- nel terzo trimestre di gravidanza tra le settimane 28+0e 32+6 e tra le settimane 33+0 e 37+6.
Se ci sono condizioni particolari (ad esempio l’emoglobina estremamente bassa o un’anemia che non migliora neanche con gli integratori), il medico potrebbe consigliare di eseguire l’emocromo alcune volte in più.
Fattori di Rischio per Emoglobina Bassa in Gravidanza
L’emodiluizione di cui abbiamo parlato sopra è un fenomeno assolutamente fisiologico che riguarda tutte le donne incinte. Un abbassamento dell’emoglobina quindi può essere causato semplicemente da ciò che avviene naturalmente nel nostro sistema cardiocircolatorio. Alcune condizioni però rappresentano dei fattori che predispongono all’emoglobina bassa in gravidanza.
- Gravidanze gemellari: le riserve di ferro vengono attaccate già da un solo feto. Figuriamoci con due!
- Fibromi uterini: possono provocare frequenti sanguinamenti.
- Emorroidi: esattamente come i miomi, spesso causano perdite ematiche.
- Placenta previa: stessa cosa.
Carenza di Ferro ed Emoglobina Bassa in Gravidanza
Tra i suoi tanti compiti, il ferro è importante per la produzione dell’emoglobina. Quando scarseggia, il midollo osseo produce quantità più basse di emoglobina. Si innesca quindi un circolo vizioso che porta all’anemia, un disturbo che, in gravidanza, può avere delle conseguenze anche serie per mamma e feto.
Il ferro introdotto con il cibo si accumula nel fegato sotto forma di ferritina. Quando si deve valutare un’eventuale carenza di ferro, tra gli esami del sangue viene prescritto il controllo della ferritina, che indica quanto ferro c’è a disposizione. La sideremia è un’altra cosa perché invece indica la quantità di ferro circolante nel sangue.
Cause dell’Anemia in Gravidanza
- Emodiluizione.
- Carenza di ferro.
- Carenza di folati: anche loro svolgono un ruolo importante nella produzione dei globuli rossi. Un altro buon motivo, oltre alla prevenzione dei difetti del tubo neurale come la spina bifida, per assumere regolarmente acido folico almeno per tutto il primo trimestre di gravidanza.
- Carenza di vitamina B12: anche questa vitamina è coinvolta nella produzione dei globuli rossi. Si trova prevalentemente nella carne (rossa e bianca), nelle uova, nel pesce, nei derivati del latte e nei cereali. Il deficit di vitamina B12 è piuttosto frequente nelle persone vegetariane che quindi hanno necessità di integrarlo per bocca.
Sintomi dell’Anemia in Gravidanza
Stanchezza, irritabilità, nervosismo, leggera dispnea (difficoltà respiratoria), sonno disturbato, scarsa lucidità mentale sono i sintomi che spesso si verificano quando c’è una carenza di ferro. Riferiteli sempre al ginecologo, non prendete mai nulla sottogamba.
Nelle sue prime fasi, l’anemia può spesso risultare asintomatica o presentare sintomi così scarsamente evidenti da andare a confondersi con quelli che generalmente accompagnano una normale gravidanza. Per verificare l’insorgenza di una carenza di ferro occorre quindi effettuare le analisi del sangue, che fanno parte, del resto, degli accertamenti prenatali di routine.
Tra i sintomi più comuni dell’anemia abbiamo:
- Mal di testa
- Vertigini
- Pallore della pelle
- Stanchezza e debolezza
- Intorpidimento di mani e piedi
- Mancanza di respiro
- Temperatura corporea bassa
- Battito cardiaco irregolare o rapido
- Irritabilità
- Dolore toracico
- Difficoltà di concentrazione
Rischi dell’Anemia Gravidica
Una eccessiva carenza di ferro non fa bene né alla mamma né al piccolino nel pancione. I rischi sono:
- Parto prematuro.
- Basso peso alla nascita.
- Scarse riserve di ferro alla nascita con più possibilità di sviluppare anemie nel primo anno di vita.
- Disfunzioni tiroidee (in particolare l’ipotiroidismo).
- Maggiore incidenza di depressione post partum.
L’anemia da carenza di ferro grave o non trattata, può aumentare il rischio in gravidanza di:
- Infezioni post-partum
- Depressione post-partum
- Necessità di trasfusioni
- Neonato pretermine o di basso peso al momento della nascita
Inoltre, il bambino potrebbe soffrire di anemia durante l’infanzia che, nei casi più gravi, potrebbe causare un ritardo di crescita cerebrale o di costituzione.
Carenze di folati e di vitamina B12 non trattate possono aumentare il rischio di avere un:
- Neonato pretermine o di basso peso alla nascita;
- Bambino con difetti alla nascita, soprattutto a carico della colonna vertebrale o del cervello (difetti del tubo neurale).
A livello materno i rischi determinati da bassi livelli di emoglobina in gravidanza sono: un aumentato rischio di preeclampsia, di distacco di placenta e di emorragia nel post-parto.
Cosa Fare Contro l’Anemia in Gravidanza
Per cercare di contrastare l’anemia bisogna ovviamente prima risalire alle cause del disturbo. Sull’emodiluizione, che comporta una emoglobina bassa in gravidanza, poco c’è da fare. Le cose cambiano se alla base dell’anemia c’è una carenza di ferro oppure di folati.
L’alimentazione svolge un ruolo importantissimo da questo punto di vista. I cibi di origine animale sono quelli che contengono più ferro nella forma più facilmente assimilabile dall’organismo (“eme”). Tra questi ricordiamo il fegato e le frattaglie in generale, carne (tacchino, pollo, rossa magra), pesce (ad esempio tonno, merluzzo e salmone), tuorlo d’uovo.
I vegetali invece hanno per lo più ferro “non eme” che, al contrario del precedente, è più difficile da assimilare. Per farlo occorre accoppiare particolari sostanze, come ad esempio la vitamina C. Alimenti di origine vegetale con maggiori quantità di ferro sono i legumi, i funghi e la frutta secchi, i cereali integrali, la verdura a foglia verde scuro.
Gli alimenti consigliati sono:
- La carne, rossa o bianca, quando viene assunta in compagnia di frutta ricca di vitamina C o verdura.
- I legumi, soprattutto se vengono messi in ammollo e cotti per eliminare i potenti inibitori dell’assorbimento del ferro contenuti al loro interno.
- Le verdure, ricche di ferro il cui assorbimento è favorito dall’assunzione di vitamina C nello stesso pasto.
Rispetto ai vegetali sono soprattutto gli alimenti di origine animale ad avere quantità di ferro maggiori e più facilmente assimilabili.
Attenzione: così come ci sono sostanze che aiutano l’organismo ad assorbire meglio il ferro, ce ne sono altre che lo ostacolano. Ad esempio, cibi ricchi di calcio (come latte e derivati), tannini (caffè, tè, bevande a base di cola, cioccolato), fitati (inibiscono l’assorbimento di nutrienti). Si capisce dunque che il loro consumo va evitato quando si mangiano cibi che contengono ferro.
I folati si trovano soprattutto nelle verdure, ma la cottura riduce sensibilmente il loro contenuto. In questo caso oppure quando il ferro o la vitamina B12 assunti coi cibi non sono sufficienti, bisogna assumere degli integratori alimentari, rispettivamente di acido folico, ferro o vitamina B12. Sarà il ginecologo a prescriverli, se necessario.
Una buona alimentazione è il modo migliore per prevenire l'anemia in caso di gravidanza o quando si sta cercando di rimanere incinta. Mangiare cibi ad alto contenuto di ferro (come verdure a foglia verde, carne rossa, cereali fortificati, uova e arachidi) può aiutare a garantire il fabbisogno di cui il corpo necessita per funzionare correttamente.
In alcuni casi, il ferro contenuto in questi alimenti non è sufficiente a colmare le esigenze dell’organismo. Potrebbe essere necessario assumere integratori e seguire una terapia mirata indicata dal proprio medico.
Il medico può prescrivere anche vitamine per assicurare che la paziente abbia un apporto sufficiente di acido folico, vitamina B12 ed altri nutrienti. Se sei incinta e anemica, rivolgiti al tuo medico per trovare l’integratore migliore da assumere in gravidanza.
Ferrolat è un integratore di ferro e vitamina C che contiene, inoltre, lattoferrina e acido folico. Se i livelli non sono eccessivamente preoccupanti viene raccomandata una profilassi con basse dosi di ferro in associazione ai folati.
Alimenti da preferire e da evitare in caso di anemia in gravidanza
In caso di anemia in gravidanza non esistono specifici alimenti controindicati, tuttavia alcune sostanze presenti negli alimenti (tannini, fibre, calcio, fosforo, etc.) possono interferire, se assunte in concomitanza e in grandi concentrazioni, con l’assorbimento del ferro. Di seguito una tabella riassuntiva:
| Alimenti da evitare (senza esagerare) | Alimenti da preferire |
|---|---|
| Alcolici e superalcolici, inclusi vino e birra. Durante la gravidanza, è fortemente raccomandata l’astensione totale da qualsiasi bevanda alcolica a causa degli effetti negativi che l’etanolo può avere sul bambino. | Carni rosse e bianche, scelte nei tagli più magri e private del grasso visibile. Le carni sono ricche di ferro nella sua forma più facilmente assimilabile dall’organismo (ferro eme), per esempio 100 g di filetto di manzo adulto o vitellone contengono circa 2 mg di ferro. Inoltre, le carni contengono anche vitamina B12 e altri micronutrienti capaci di aumentare l’assorbimento del ferro non eme. |
| Frattaglie animali (es. fegato). | Pesce, da consumare anch’esso ben cotto. In particolare, acciughe o alici, aringa, baccalà o stoccafisso, cefalo muggine, pagello, pesce gatto, salpa, sarde, scorfano, spigola, trota e tonno sono i pesci più ricchi di ferro eme. |
| Formaggi teneri da latte crudo come la feta, formaggi a crosta fiorita, erborinati e con venature verdi-blu, come gorgonzola, brie, camembert, taleggio, etc., formaggi messicani come il queso fresco per prevenire la listeriosi. | Uova, consumarne 2-4 porzioni a settimana ben cotte. Il tuorlo dell’uovo (100 g) può contenere da 5 a 8 mg di ferro facilmente assimilabile. |
| Salumi e insaccati crudi per le donne suscettibili alla toxoplasmosi. | Legumi secchi, poiché contengono ottime quantità di ferro seppur nella forma meno assimilabile. Tra i legumi più ricchi di ferro troviamo i fagioli, le lenticchie e i ceci. |
| Caffè, tè, cacao e le erbe che hanno un sapore amaro e un po’ piccante. È bene sottolineare che questi alimenti vanno consumati senza esagerare se si accompagnano ad altri alimenti ricchi di ferro, ma non sono da eliminare dalla dieta della gestante. | Cereali non integrali (pane, pasta, riso, orzo, farro, etc.), in quanto hanno un discreto contenuto di ferro non eme. Per migliorarne l’assorbimento è buona regola associarli ai legumi in un piatto unico (es. pasta e fagioli, pasta e ceci, zuppa di orzo e lenticchie, etc.). |
| Questa raccomandazione è valida soprattutto per latte e derivati come il Grana Padano DOP, in quanto una carenza di calcio in gravidanza può aumentare il rischio di distacco della placenta o parto prematuro (preeclampsia) e demineralizzazione ossea nella madre (non assumendo abbastanza calcio l’organismo della donna lo preleva dallo scheletro, indebolendolo). | Verdure di stagione, importanti per introdurre tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari alla mamma e al suo bambino. Per migliorare l’assorbimento del ferro non eme delle verdure è preferibile scegliere quelle con un buon quantitativo di vitamina C, oltre che condirle con succo di limone, e soprattutto consumarle crude (la vitamina C si deteriora con il calore e la luce): preferire in particolare peperoni, pomodori, broccoli e spinacino. Le verdure a foglia verde sono quelle che contengono più acido folico (agretti, asparagi, bieta, carciofi, cardi, cavoletti di Bruxelles, lattuga, zucchine, cavolo cappuccio, etc.), insieme alle barbabietole rosse e ai funghi. ATTENZIONE: le donne suscettibili alla toxoplasmosi devono mondare accuratamente le verdure, lavarle sotto acqua corrente, lasciarle in ammollo per 30 minuti con bicarbonato o altri prodotti disinfettanti per alimenti e risciacquarle bene prima di consumarle. |
| Frutta fresca, da consumare preferibilmente con la buccia (se commestibile, ben lavata sotto acqua corrente e disinfettata), per il generoso apporto di minerali, vitamine e antiossidanti. | |
| Frutta secca a guscio al naturale, in quanto ricca di ferro non eme e rame che migliora il suo assorbimento. Preferire soprattutto pistacchi, arachidi, nocciole, mandorle e noci. Non esagerare con le quantità, poiché la frutta secca apporta anche tante calorie. | |
| Spezie ed erbe aromatiche, poiché contribuiscono a mantenere elevata l’acidità dell’ambiente gastrico e questo favorisce un miglior assorbimento del ferro. Può essere inoltre raccomandabile, in tal senso, l’uso delle erbe aromatiche che, oltre ad insaporire carne e pesce e ad essere particolarmente ricche di ferro, ci permettono di renderlo maggiormente biodisponibile. |
Emoglobina Bassa in Gravidanza e Trasfusioni
Anche se ormai le sacche di sangue sono super controllate e i rischi sono ridotti al minimo, l’idea della trasfusione di sangue probabilmente mette un po’ di agitazione a chiunque. State però tranquille: viene considerata proprio l’ultima ratio, in particolare in caso di emoglobina davvero molto bassa (7 g/dl).
Durante il parto (sia naturale che cesareo), si perde sempre una certa quantità di sangue. Se si arriva a quel momento con l’emoglobina davvero scarsa potrebbe servire la trasfusione. Per questo motivo gli esami del sangue sono davvero importanti per non trascurare nessun aspetto e per la sicurezza di mamma e bebè.
La trasfusione è indicata per qualsiasi anemia associata a gravi sintomi costituzionali o cardiopolmonari (ad esempio, dispnea, tachicardia, tachipnea).
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