Emoglobina Bassa e Problemi Cardiaci: Una Guida Dettagliata

Se vi sentite sempre stanchi, se vedete che i capelli non sono robusti, se una breve corsa vi crea il fiatone, fate un prelievo di sangue per valutare se siete anemici. E ricordate che questo quadro può essere spesso correlato ad un deficit di ferro, fondamentale per la formazione della molecola dell'emoglobina che all'interno dei globuli rossi lega l'ossigeno. In genere si parla di anemia quando i livelli di emoglobina nel sangue sono inferiori a 13 g/dl nel caso dell'uomo o 12 g/dl nel caso della donna.

Cos'è l'Emoglobina e Qual è il Suo Ruolo?

L’emoglobina è una proteina complessa presente nei globuli rossi o eritrociti, responsabile del trasporto di ossigeno dai polmoni ai tessuti periferici e del trasporto di anidride carbonica dai tessuti ai polmoni per l’eliminazione. Questa proteina è fondamentale per il mantenimento dell’omeostasi dell’ossigeno nel corpo, un processo essenziale a garantire che le cellule e i tessuti del corpo umano ricevano la quantità appropriata di ossigeno per svolgere le loro funzioni vitali, e coinvolge una serie di meccanismi fisiologici complessi per mantenere questo equilibrio e per il supporto dei processi metabolici cellulari.

L’emoglobina è composta da quattro subunità proteiche, chiamate globine (catene α (alfa) e catene β (beta)), ciascuna legata a un gruppo eme contenente un atomo di ferro. I gruppi eme sono componenti strutturali dell’emoglobina che contengono un atomo di ferro e sono responsabili della capacità di legare e trasportare l’ossigeno. In particolare, ogni molecola di emoglobina contiene quattro gruppi eme, ciascuno dei quali è legato a un atomo di ferro.

Questo atomo di ferro è in grado di legare reversibilmente una molecola di ossigeno, formando un complesso noto come ossiemoglobina. Sono proprio i gruppi eme a conferire all’emoglobina il suo colore rosso caratteristico.

Anemia: Una Panoramica

L'anemia è una condizione in cui il numero di globuli rossi non è sufficiente a trasportare abbastanza ossigeno da soddisfare i bisogni dei diversi tessuti e organi del corpo. In realtà esistono diverse forme di questo disturbo, ciascuna causata da fattori diversi. Esistono però anche altri modi per definire la malattia, fra cui valori di ematocrito inferiori al 40% nel caso degli uomini o al 37% nel caso delle donne. La riduzione dell'emoglobina può essere un problema temporaneo o cronico.

Cause dell'Anemia

Un basso livello di emoglobina nel sangue può essere causato da diverse condizioni, in particolare dalla anemia, che è infatti caratterizzata da una quantità insufficiente di emoglobina o globuli rossi nel sangue per soddisfare le esigenze del corpo. Ciò può derivare da diverse cause, tra cui le seguenti:

  • Carenze nutrizionali: una delle cause più comuni di emoglobina bassa è la carenza di nutrienti essenziali per la produzione di globuli rossi e di emoglobina stessa, in particolare la carenza di ferro, vitamina B12 o acido folico.
  • Perdita di sangue: l’emoglobina può diminuire a seguito di una perdita eccessiva di sangue, come nel caso di emorragie acute (ad esempio, a causa di un trauma o di un intervento chirurgico) o emorragie croniche (ad esempio, a causa di ulcere gastriche, mestruazioni abbondanti o emorroidi sanguinanti).
  • Malattie croniche: patologie croniche come le malattie renali, le malattie epatiche, il cancro e le malattie infiammatorie croniche possono influenzare la produzione di globuli rossi e di emoglobina. Inoltre, possono aumentare il metabolismo dei globuli rossi, portando a un consumo eccessivo di emoglobina.
  • Malattie del midollo osseo: condizioni che influenzano la produzione di cellule del sangue nel midollo osseo, come la leucemia, il mieloma multiplo o la mielodisplasia, possono causare una diminuzione della produzione di questa importantissima proteina.
  • Disturbi ereditari: alcuni disturbi genetici, come la talassemia o l’anemia falciforme, possono influenzare la produzione o la struttura dell’emoglobina, portando a bassi livelli nel sangue.
  • Gravidanza: durante la gravidanza, il fabbisogno di ferro aumenta per sostenere la crescita del feto, e ciò può portare a una riduzione dei livelli di emoglobina nel sangue, causando un tipo di anemia chiamata anemia da carenza di ferro in gravidanza.

In generale è più esposto al rischio di anemia chi soffre di carenze vitaminiche (in particolare di vitamina B12, C o di acido folico) o di ferro, di disturbi intestinali (celiachia inclusa), di mestruazioni troppo abbondanti, di malattie croniche come l'insufficienza epatica o renale e chi ha familiari che soffrono dello stesso problema.

Livelli bassi di globuli rossi possono essere associati a problemi nella loro produzione (come nel caso dell'anemia aplastica) o nella loro degradazione (anemie emolitiche), a emorragie, a difetti genetici (come l'anemia falciforme e le talassemie) o ad altre malattie (dall'artrite reumatoide alla leucemia).

Molti tipi di anemia non sono prevenibili con lo stile di vita. L'anemia mediterranea, anche nota come beta-talassemia major o anemia di Cooley, è una malattia del sangue ereditaria molto grave causata da un difetto genetico che provoca la distruzione dei globuli rossi. L'anemia da carenza di ferro è il tipo più comune di anemia. Viene anche chiamata anemia sideropenica (dal latino sìderos = ferro e penìa = povertà) o anemia marziale. L'anemia falciforme è una malattia genetica ed ereditaria del sangue. Il nome si deve alla caratteristica forma a falce o mezzaluna che viene assunta dai globuli rossi che diventano anche rigidi, viscosi e facilmente aggregabili.

Sintomi dell'Emoglobina Bassa

I sintomi generalmente sono la debolezza, affaticamento per sforzi più o meno intensi, fiato corto, sensazione di battito cardiaco veloce talora anche con battito avvertito come irregolare, pallore, mal di testa, sonnolenza. I sintomi più comuni dell’emoglobina bassa, che possono variare di intensità di persona in persona, sono:

  • Affaticamento e debolezza
  • Pallore della pelle e delle mucose
  • Mancanza di respiro
  • Vertigini o sensazione di testa leggera
  • Palpitazioni o tachicardia
  • Mal di testa
  • Dolore al petto
  • Debolezza muscolare
  • Disturbi del sonno

Il Legame tra Emoglobina Bassa e Tumore

La presenza di un basso livello di emoglobina, o di anemia diagnosticata, non è direttamente correlata allo sviluppo di un tumore. Tuttavia, può essere una conseguenza o un sintomo di alcuni tipi di tumori o del trattamento del cancro. Vediamo quale potrebbe essere il legame tra valori bassi di emoglobina e un tumore:

  • Sanguinamento tumorale: in alcuni casi, i tumori possono causare sanguinamento interno o esterno, che può portare a una perdita eccessiva di sangue, con conseguente basso livello di emoglobina e anemia.
  • Malnutrizione: alcuni tipi di cancro e il trattamento del cancro possono portare a una ridotta assunzione di nutrienti essenziali, necessari per la produzione di emoglobina.
  • Chemioterapia e radioterapia: il trattamento del cancro con chemioterapia o radioterapia può influenzare negativamente la produzione di cellule del sangue, incluso l’emoglobina, causando anemia.
  • Tumori del midollo osseo: alcuni tipi di cancro, come la leucemia o il mieloma multiplo, coinvolgono il midollo osseo e possono influenzare la produzione di globuli rossi, portando a un basso livello di emoglobina.

È importante sottolineare che l’anemia in un paziente oncologico può peggiorare la qualità della vita e influenzare la capacità di tollerare il trattamento del cancro. Pertanto, è essenziale monitorare i livelli di emoglobina nei pazienti oncologici e trattare eventuali anemie in modo appropriato per migliorare la loro salute generale e la capacità di rispondere al trattamento.

Emoglobina Alta (Policitemia): Cause, Sintomi e Rischi

Cause dell'Emoglobina Alta

L’emoglobina alta nel sangue, nota anche come policitemia, può essere causata da diverse condizioni, tra cui le più comuni sono le seguenti:

  • Ipossia cronica: l’emoglobina può aumentare come risposta ad una bassa concentrazione di ossigeno nel sangue o a una bassa saturazione di ossigeno nei tessuti, nota come ipossia cronica. Questo può verificarsi, ad esempio, in persone che vivono a elevate altitudini, o a causa di malattie croniche dei polmoni che compromettono lo scambio di gas.
  • Malattie polmonari: alcune patologie polmonari croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la fibrosi cistica o l’apnea ostruttiva del sonno, possono causare ipossia cronica e portare ad un aumento della produzione di emoglobina.
  • Malattie cardiache congenite: alcuni disturbi cardiaci congeniti possono causare un aumento della pressione sanguigna nei polmoni (ipertensione polmonare), che a sua volta può portare a un aumento della produzione di emoglobina.
  • Patologie renali: alcuni disturbi ai reni possono portare ad un aumento della produzione di eritropoietina, un ormone che stimola la produzione di globuli rossi nel midollo osseo, con conseguente aumento della produzione di emoglobina.
  • Malattie del midollo osseo: condizioni come la policitemia vera, un disturbo mieloproliferativo caratterizzato da un’eccessiva produzione di cellule del sangue nel midollo osseo, possono portare ad un aumento dei livelli di emoglobina.
  • Steroidi anabolizzanti: l’uso di steroidi anabolizzanti può aumentare la produzione di globuli rossi nel midollo osseo, portando ad un aumento dei livelli di emoglobina.

Sintomi della Policitemia

L’emoglobina alta può manifestarsi con diversi sintomi e segni, anche se spesso si presenta in modo subdolo e asintomatico. Se presenti, i sintomi più comuni di policitemia sono:

  • Mal di testa, spesso descritto come una sensazione di pressione o pienezza nel cranio.
  • Sensazione di pienezza o pressione nel torace, soprattutto durante l’attività fisica.
  • Prurito generalizzato o localizzato sulla pelle, spesso dopo un bagno caldo o a seguito di sudorazione.
  • Sudorazioni notturne, anche in assenza di temperature elevate o di un ambiente caldo.
  • Sensazione di bruciore alle mani e ai piedi, nota come sindrome di eritromelalgia.
  • Visione offuscata o altri disturbi visivi.
  • Sensazione di stanchezza e mancanza di energia, spesso accompagnata da debolezza generale.
  • Dolore o disagio nel torace, che può essere associato a complicazioni come trombosi venosa profonda o embolia polmonare.
  • Gonfiore delle mani e dei piedi, dovuto alla maggiore viscosità del sangue.
  • Rumore nelle orecchie (acufeni).

Rischi Associati all'Emoglobina Alta

Livelli elevati di emoglobina nel sangue possono tradursi in complicanze più o meno gravi, sicuramente da non sottovalutare, tra cui le seguenti:

  • Aumento della viscosità del sangue: il sangue diventa più spesso, rendendo più difficile il suo fluire attraverso i vasi sanguigni. Questo può aumentare il rischio di coaguli di sangue, trombosi venose profonde e altri problemi di circolazione.
  • Rischio cardiovascolare: un’elevata viscosità del sangue può aumentare il carico di lavoro del cuore e il rischio di malattie cardiovascolari, come ipertensione, infarto miocardico e ictus.
  • Problemi di circolazione: la maggiore viscosità del sangue può compromettere la circolazione sanguigna, causando sintomi come formicolio alle estremità, sensazione di freddo alle mani e ai piedi e pelle pallida o bluastra.
  • Aumento del rischio di trombosi: l’elevata viscosità del sangue può aumentare il rischio di formazione di coaguli di sangue, che possono causare trombosi venose profonde o embolia polmonare.
  • Aumento del rischio di ipertensione polmonare: in alcuni casi, l’emoglobina alta può causare un aumento della pressione sanguigna nei polmoni (ipertensione polmonare), il che può portare a problemi respiratori e cardiaci.
  • Sintomi e complicazioni neurologiche: livelli elevati di emoglobina possono influenzare la circolazione cerebrale e aumentare il rischio di ictus o altri problemi neurologici.
  • Complicazioni renali: l’emoglobina alta può influenzare la circolazione renale e aumentare il rischio di danni ai reni e altre complicazioni renali.

Valori di Riferimento dell'Emoglobina

Per stabilire la presenza o meno di valori alti o bassi di emoglobina nel sangue è necessario sottoporsi ad un semplice prelievo ematico presso un laboratorio specializzato, solitamente con un esame chiamato emocromo completo. I valori di riferimento dell’emoglobina, indicata nel referto con la dicitura “Emoglobina HGB”, possono variare leggermente in base a fattori come l’età, il sesso, la gravidanza e il laboratorio di analisi, ma in linea generale ci si attiene ai seguenti:

  • Uomo adulto: circa 14-18 g/dl
  • Donna adulta: circa 12-16 g/dl

Spesso, quando si parla di questi valori, si utilizzano una formula composta dalla parola “emoglobina” seguita dalla lettera “a” e da un numero, ad esempio “emoglobina a 8”, “emoglobina a 7”, “emoglobina a 6” e così via. Ma cosa vuol dire? Quando ci si deve preoccupare? Ovviamente, sarà il medico a stabilire come procedere, ma quando si parla di emoglobina bassa solitamente ad un valore uguale o inferiore a 8 corrisponde una diagnosi di anemia grave, che va affrontata con una certa urgenza. Com’è facile intuire, quindi, più è basso questo valore, maggiore è il rischio di complicanze.

Anemia e Problemi Cardiaci: Una Connessione Importante

Soggetti con malattie di cuore, in particolare pazienti che abbiano avuto pregressi infarti miocardici o una nota malattia aterosclerotica coronarica, devono periodicamente controllare l’emoglobina per almeno due motivi. Innanzitutto il primo buon motivo è per verificare che non vi siano perdite croniche dovute all’assunzione di cardioaspirina. Al di là della coronaropatia, la carenza marziale, ovvero di ferro, è un nuovo target terapeutico nel paziente con scompenso cardiaco cronico a frazione di eiezione depressa. Pertanto il profilo marziale va periodicamente monitorato per valutare la necessità di eventuale supplementazione che, in relazione alle conoscenze attuali, deve avvenire per via endovenosa sotto forma di ferro carbossimaltosio.

Basti pensare che altre ricerche hanno dimostrato ad esempio che in chi soffre di scompenso cardiaco la carenza di ferro è risultata collegata a esiti peggiori, inclusi ricoveri e morte.

Uno studio del Centro Cardiologico Monzino, pubblicato sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology, rivela come il “deficit funzionale” di ferro sia un fattore prognostico per lo scompenso cardiaco che contribuisce a prevedere l’evoluzione della malattia e permette di curarla meglio. È noto che anemia e deficit di ferro sono fattori di rischio per ospedalizzazione e mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco.

Studio REALITY e Trasfusioni di Sangue

Limitare le trasfusioni di sangue nei pazienti con anemia e infarto del miocardio a quelli con livelli di emoglobina molto bassi consente di risparmiare sangue senza alcun impatto negativo sui risultati clinici. Ad affermarlo è lo studio REALITY, presentato al congresso virtuale dell’European Society of Cardiology. L’anemia colpisce circa il 5-10% dei pazienti con infarto miocardico e i farmaci anti-piastrinici e anticoagulanti usati per il trattamento aumentano il rischio di sanguinamento, che a sua volta aumenta il rischio di anemia e di mortalità.

Lo studio REALITY è il più grande studio randomizzato che confronta una strategia restrittiva con una a strategia liberale nell’effettuare una trasfusione di sangue a nei pazienti anemici con infarto del miocardio. Nella strategia restrittiva, la trasfusione è stata sospesa a meno che l’emoglobina non scendesse a 8 g/L. Nella strategia liberale, invece, la trasfusione veniva somministrata non appena l’emoglobina era pari o inferiore a 10 g/dL. La strategia restrittiva è risultata non inferiore alla strategia liberale nella prevenzione di eventi cardiaci avversi maggiori a 30 giorni.

Diagnosi e Trattamento

Una volta eseguito l’emocromo e visionato come alla base dei suddetti sintomi ci sia una anemia, occorre definirne le cause al fine di capire quali siano le terapie più indicate. Di fatto si tratta di dare alla parola “anemia” un cognome. Questo “cognome” che caratterizza sostanzialmente il meccanismo fisiopatologico alla base spesso è riconducibile ad uno dei seguenti: anemia sideropenica, sideroblastica, mediterranea, da carenza di vitamina B12, emolitica, falciforme, ecc.

Una volta fatta la diagnosi di anemia all’emocromo, il nostro medico di base ci visiterà e valuterà tramite domande precise quali sono gli elementi della nostra storia (anamnesi) che orientino nella definizione della anemia. Fondamentale per etichettare in modo corretto l’anemia il dosaggio del ferro nel sangue.

La quantità di ferro all’interno di un adulto sano è di circa 5-6 g, di cui il 60% è incorporato nell’emoglobina, il 10% nella mioglobina muscolare e la restante quota all’interno degli epatociti e dei macrofagi. La perdita quotidiana di ferro è di 10-20 mg e di conseguenza una dieta equilibrata comporta l’assunzione giornaliera della medesima quantità.

Ricordiamo inoltre che in presenza di deficit funzionale di ferro esistono già dei farmaci mirati, come il Ferrocarbossimaltosio, somministrabili per via endovenosa. Una diagnosi appropriata può quindi salvare la vita di molti pazienti e migliorarne la qualità.

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