Emoglobina Bassa nei Bambini: Cause e Rimedi

L'anemia nei bambini, specialmente quella da carenza di ferro, è una condizione molto frequente. Ma cos’è esattamente e come si manifesta?

Il nostro sangue è costituito da una parte fluida (il plasma) e da una parte cellulare (globuli bianchi, globuli rossi e piastrine). I globuli rossi contengono l’emoglobina (Hb), fondamentale proteina grazie alla quale riescono a raccogliere l’ossigeno che inspiriamo e a trasportarlo in tutti i tessuti del nostro organismo. Una volta arrivato a destinazione, il globulo rosso rilascia l’ossigeno e lega a sé l’anidride carbonica, che verrà in seguito eliminata attraverso l’espirazione. Per svolgere il suo compito, l’emoglobina necessita della presenza del ferro.

L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che lega l’ossigeno molecolare e lo trasporta ai tessuti di tutto l’organismo. L’emoglobina è una proteina globulare costituita da quattro catene polipeptidiche legate a un gruppo eme, un complesso chimico contenente uno ione ferro (Fe2+). L'emoglobina è di colore rosso, ed è lei a dare al sangue il suo colore.

Se negli adulti i valori normali di emoglobina (Hb) sono compresi tra 12 e 15,5 g/dL (grammi per decilitro) per la donna e tra 13,4 e 17,5 g/dL per l’uomo, nei bambini i valori medi variano a seconda dell’età e del sesso.

Un basso livello di emoglobina nel sangue può essere causato da una dieta non varia ed equilibrata, o da un’aumentata richiesta di ferro durante la crescita.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha constatato che l’anemia è molto diffusa a livello globale, colpendo in modo preponderante i bambini e le donne in età riproduttiva. L’anemia è associata a uno scarso sviluppo cognitivo e motorio e alla scarsa capacità lavorativa.

Cause dell'emoglobina bassa nei bambini

L’anemia si può instaurare sia per una riduzione del numero di globuli rossi circolanti, sia per la diminuzione della concentrazione dell’emoglobina nei globuli rossi. Il terzo meccanismo si basa su un’eccessiva distruzione dei globuli rossi: in questo caso si parla di emolisi, che può essere dovuta a cause interne al globulo rosso, come avviene nelle anomalie genetiche della membrana dei globuli rossi (sferocitosi) o nelle anomalie genetiche dell'emoglobina (anemia a cellule falciformi, talassemie); oppure può essere dovuta a cause esterne al globulo rosso, come avviene ad esempio nelle malattie emolitiche autoimmuni, provocate dalla presenza di auto-anticorpi diretti contro il globulo rosso.

Le cause dell'anemia nei bambini possono essere diverse:

  • Anemia carenziale: Dovuta alla carenza di una o più sostanze fondamentali nella produzione dei globuli rossi. A questo sottogruppo appartiene la forma di anemia più frequente in pediatria, cioè da carenza di ferro (anemia sideropenica).
  • Anemia da alterata produzione midollare: Esistono forme di anemia congenite o acquisite dovute a un difetto di produzione dei globuli rossi. Tale situazione si verifica spesso a causa di difetti di funzionamento midollare (Il centro di produzione delle cellule del sangue è proprio il midollo osseo) legati a leucemie e linfomi, oppure causati da danno a carico del midollo da farmaci, sostanze tossiche o forme infettive.
  • Anemia emolitica congenita: Ad esempio la “sferocitosi ereditaria”, condizione per cui, a causa di alterazioni genetiche, i globuli rossi hanno una forma che ne favorisce una più rapida distruzione, oppure il favismo, forma di anemia in cui l’interazione con alcuni alimenti o farmaci causa la distruzione dei globuli rossi.
  • Anemia emolitica acquisita: In questo caso la distruzione dei globuli rossi è dovuta a un’anomala produzione di anticorpi o ad agenti tossici (farmaci) o a infezioni.
  • Talassemia: La struttura dell’emoglobina risulta alterata a causa di mutazioni genetiche. Ne esistono due forme: la “alfa talassemia”, diffusa nel sud-est asiatico, e la “beta-talassemia” (o “anemia mediterranea”), diffusa nel Mediterraneo, soprattutto in alcune zone e regioni del nostro paese (Pianura Padana, Sardegna e Sicilia).

Nel primo anno di vita la carenza di ferro costituisce un problema diffuso, anche nei paesi più progrediti. In particolare, la carenza di ferro viene considerata come la più frequente tra le malattie da carenza alimentare.

I bambini (2-12 anni) sono altamente vulnerabili e possono andare incontro ad una carenza di ferro (sideropenia) a causa del rapido aumento del volume sanguigno e della massa muscolare durante la crescita e lo sviluppo. Altri fattori che contribuiscono all’aumento del fabbisogno di ferro sono l’aumento di peso e l’attività fisica. Situazioni di carenza di ferro possono comparire anche durante l’adolescenza (12-18 anni), periodo caratterizzato da un fabbisogno di ferro particolarmente elevato dovuto alla rapida crescita. Soprattutto nelle ragazze giovani, questa situazione, insieme all’inizio delle perdite di sangue con i primi cicli mestruali, può rendere instabile l’equilibrio del ferro.

È stato dimostrato che la mancanza di ferro influisce sulla corretta funzione cerebrale, e sullo sviluppo cognitivo.

Nei bambini e negli adolescenti, la quantità di ferro nel sangue dipende principalmente da due fattori: età e sesso. Tra gli indicatori ematochimici più rilevanti troviamo l’emoglobina, proteina maggiormente presente nel sangue che contiene al suo interno il ferro.

Sintomi dell'emoglobina bassa nei bambini

I sintomi dipendono principalmente dalla velocità con cui inizia l’anemia e dalla sua gravità. Nelle forme croniche, che si verificano molto lentamente, o nelle forme lievi, l’anemia può essere poco sintomatica anche per molto tempo. I sintomi sono spesso aspecifici e comprendono una sensazione di stanchezza o di malessere generale, scarso accrescimento di peso e difficoltà di concentrazione nei bambini in età scolare e negli adolescenti.

Generalmente, i bambini con anemia sono meno vivaci del solito e tendono a stancarsi molto in fretta, appaiono irritabili e possono essere soggetti anche a disturbi del sonno. Come già messo in evidenza, si avverte una sensazione di spossatezza e di mancanza di energia nel corso della giornata, principalmente per via della diminuzione dei livelli di emoglobina.

Il pallore della pelle può essere un segno caratteristico, ma spesso è difficile da valutare. Alla visita spesso il pediatra riscontra, oltre al pallore cutaneo, anche tachicardia, può esserci un soffio al cuore e, nelle forme più avanzate, un aumento della frequenza respiratoria (tachipnea).

Nelle forme acute o gravi, invece, i sintomi sono molto più marcati e necessitano una valutazione medica in breve tempo. In questi casi i bambini manifestano stanchezza improvvisa, con affanno, vertigini, tachicardia e ipotensione fino alla perdita di coscienza; possono presentare una colorazione giallastra della pelle o degli occhi (ittero) o un pallore molto spiccato, non solo della pelle ma anche delle mucose, e le urine possono diventare rosse o color coca cola.

Nei casi più seri, si può manifestare l’intenzione di ingerire vernice, terra, sporcizia e altre sostante non alimentari.

Diagnosi di emoglobina bassa

Per capire i valori di emoglobina basta una semplice analisi del sangue, l’emocromo. La diagnosi di anemia si effettua principalmente con una visita medica e un prelievo di sangue, che serve ad eseguire l’esame emocromocitometrico (emocromo), esame che permette di identificare tutte le cellule presenti nel sangue, di contarle e di caratterizzarle in base alla forma, grandezza e densità. Oltre al numero e alle caratteristiche dei globuli rossi, questo esame permette di calcolare anche la quantità di emoglobina presente nel sangue.

Più complessa invece risulta l’identificazione della causa dell’anemia. Per questo è importante un’anamnesi approfondita del bambino, ovvero la sua storia medica e quella della sua famiglia, oltre a una valutazione clinica delle sue condizioni. L’anamnesi e l’esame obiettivo, la visita medica consentono infatti di restringere il campo delle cause e di indirizzare gli esami successivi in base al sospetto diagnostico.

Per esempio, nel sospetto di una mancanza di ferro, si dosa la sideremia e la ferritina nel sangue, per valutare l’entità dei depositi di ferro all’interno del corpo; oppure, nel sospetto di una distruzione acuta dei globuli rossi, si possono ricercare gli anticorpi responsabili di tale distruzione tramite il test di Coombs; o ancora, nel caso di un sospetto di malattia genetica come l’anemia falciforme o l’anemia mediterranea, si esegue un esame del sangue che mette in evidenza le forme patologiche di emoglobina.

Rimedi e trattamento per l'emoglobina bassa nei bambini

Nel caso in cui gli esami di laboratorio abbiano evidenziato una moderata condizione di emoglobina bassa nel bambino sarà il pediatra a valutare la terapia più adatta a riportare i valori nella normalità. Il pediatra cercherà di indagare le cause che hanno determinato un abbassamento dei valori di emoglobina nel sangue e agirà per mitigarle se si tratta di un’anemia sideropenica (anemia da carenza di ferro).

La terapia varia a seconda del tipo di anemia. La terapia dell'anemia sideropenica si basa sulla correzione della causa e sulla somministrazione di ferro al fine di normalizzare i valori di emoglobina e ripristinare le riserve di ferro. La somministrazione di sali ferrosi per bocca per almeno 3-6 mesi è il gold-standard. Consente di ottenere un aumento del livello di emoglobina dopo circa 1 mese dall'inizio del trattamento.

Effetti collaterali osservati sono dolori in corrispondenza dello stomaco, nausea, vomito, feci nere come la pece, diarrea o stipsi, che possono comportare una scarsa accettazione della terapia. In casi selezionati, quali stati di malassorbimento cronico o refrattarietà alla terapia orale, il ferro può essere somministrato per via endovenosa.

In alcuni casi i valori bassi di emoglobina sono correlati a una carenza di ferro. Per quel che riguarda i lattanti che vengono alimentati esclusivamente al seno il pediatra potrebbe valutare la somministrazione di un supplemento di ferro per colmare il deficit fino allo svezzamento o comunque finché l’alimentazione non garantirà l’adeguata introduzione di tale nutriente essenziale. Nei lattanti che vengono alimentati con latte artificiale il pediatra potrebbe consigliare formule rinforzate con il ferro. A ogni modo è sconsigliato utilizzare o introdurre il latte vaccino prima dell’anno di età.

È bene ricordare che l’assunzione dell’integrazione di ferro prescritta dal pediatra deve avvenire lontano dai pasti e contestualmente all’assunzione di vitamina C (ad esempio succo di arancia o limone), che ne favorisce l’assorbimento intestinale.

In commercio esistono molti integratori a base di ferro, ma non tutti contengono la stessa fonte di ferro, che a seconda della sua natura chimica può risultare più o meno assorbita dal duodeno.

Alimentazione e prevenzione

Dopo lo svezzamento e durante l’infanzia e l’adolescenza è sempre importante che i genitori promuovano in famiglia una corretta educazione alimentare. Prediligere il consumo di latticini e di latte si rivela deleterio per il necessario apporto di ferro. I cibi ricchi di vitamina C, come frutta e verdura di stagione, hanno invece il merito di favorire il regolare assorbimento di ferro.

Una dieta varia ed equilibrata permette di assumere due tipi di ferro: il ferro eme, presente negli alimenti di origine animale (carne rossa, tacchino, cavallo, tonno, merluzzo, salmone, crostacei e molluschi) e il ferro non eme, presente negli alimenti di origine vegetale (legumi, verdure a foglia verde, cereali integrali, fiocchi d’avena). In caso di carenze di ferro importanti è meglio evitare che i bambini consumino latte e formaggio (alimenti ricchi di calcio) in quantità.

Per ridurre il rischio di anemia nei bambini, cosa mangiare? Un’alimentazione corretta, varia e bilanciata può essere un efficace strumento per prevenire questa condizione. L’anemia nei bambini è più probabile soprattutto nei casi in cui non sia presente una corretta quantità di ferro nella dieta. In particolar modo quando avvengono gli scatti di crescita i globuli rossi richiedono una maggiore quantità di ferro e quello presente non basta. Il ferro è infatti un elemento fondamentale per una crescita e uno sviluppo corretti: serve a rinforzare il sistema immunitario e consente il normale sviluppo cerebrale.

È quindi fondamentale, per una corretta crescita del bambino, adottare un’alimentazione completa, bilanciata ed equilibrata. In particolare, per prevenire l’anemia nei bambini, è utile introdurre nel menu quotidiano alimenti che contengano ferro.

È bene ricordare che dallo svezzamento in avanti una corretta alimentazione sarà indispensabile al bambino per garantire un corretto sviluppo fisico e mentale. Proprio per questo motivo bisogna proporre alimenti che oltre ad essere ricchi di ferro, siano anche effettivamente in grado di rilasciare questa sostanza in modo che possa essere assorbita dall’organismo, magari combinandosi con altri alimenti. Ad esempio il latte o i cereali integrali agiscono come inibitori del ferro e la loro assunzione non deve avvenire in concomitanza con cibi che invece lo contengono come, ad esempio la carne o i legumi.

La prevenzione della carenza di ferro si basa sull'adozione di una corretta alimentazione che preveda l'assunzione di cibi ricchi di ferro, come carne e pesce, verdure a foglia verde, frutta secca, legumi. A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l'assorbimento di ferro.

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