Cos'è la Curva Glicemica e Perché è Importante?

La curva glicemica è un esame fondamentale per valutare la risposta dell’organismo all’ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Comunemente utilizzata, permette di valutare come il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio.

Curva Glicemica: Un Test Essenziale

Questo tipo di test permette di valutare in che modo il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio. Il diabete di tipo 2 è una delle emergenze sanitarie dei paesi industrializzati.

È per questo motivo che tutte le associazioni di medici spingono fortemente per intervenire prima che il diabete si manifesti. Questa condizione si verifica in quei pazienti in cui la glicemia a digiuno è compresa tra 100-110 e 125 mg/dL.

Per valori di glicemia a digiuno maggiori o uguali a 126 mg/dL, invece, non si effettua la curva glicemica. Tale valore, infatti, è già indicativo di diabete ed è il medico a stabilire quali indagini effettuare.

Curva Glicemica in Gravidanza

La curva glicemica è prescritta anche alle donne in gravidanza che presentano alterata glicemia a digiuno, obesità o altri fattori di rischio per il diabete. In assenza di fattori di rischio o alterata glicemia a digiuno, l’esame è comunque raccomandato a tutte le donne tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza.

Il diabete gestazionale rappresenta una problematica abbastanza frequente, che si sviluppa a partire dalla 24esima settimana di gestazione. Di norma, quest’aumento è bilanciato dall’aumento di produzione di insulina da parte del pancreas. Se ciò non avviene o è già presente uno stato di resistenza all’insulina, si instaura il diabete mellito gestazionale.

Come Prepararsi all'Esame

Per effettuare la curva glicemica, è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore. Nei giorni precedenti all’esame non è necessario seguire un’alimentazione specifica. La raccomandazione è di seguire il regime alimentare a cui si è abituati, senza esagerazione né restrizioni.

Appena arrivati in laboratorio, viene eseguito un test rapido della glicemia per stabilire se si può procedere all’esame. Per valori uguali o maggiori a 126 mg/dL il test non può essere eseguito. Dopo il primo prelievo, è necessario bere una soluzione contenente 75mg di glucosio disciolti in 300ml di acqua.

Per far sì che l’esito dell’esame sia attendibile, è necessario assumere la soluzione in un tempo non superiore ai 5 minuti. La durata complessiva dell’esame è di 2 ore. Dopo la prima ora e allo scadere della seconda ora, infatti, vengono eseguiti altri due prelievi (utilizzando l’ago cannula lasciato in vena).

Durante l’attesa è necessario rimanere seduti, senza bere e senza mangiare. Il valore a digiuno non dovrebbe superare i 100-110 mg/dL. Se è stata eseguita la curva da carico di glucosio, tuttavia, è perché il valore a digiuno è superiore. L’importante è che questo non sia pari o superiore a 126mg/dL.

Alcuni studi, a differenza delle linee guida attualmente approvate, indicano come di importanza primaria i valori di glicemia rilevati dopo 60 minuti dall’assunzione della soluzione glucosata. Le linee guida ufficialmente approvate ritengono significativo per la diagnosi il valore della glicemia dopo 120 minuti.

Effetti Collaterali e Smaltimento del Glucosio

La curva glicemica non è un test che ha particolari effetti collaterali, se non quelli di un normale prelievo. Una delle preoccupazioni più diffuse è quella di come smaltire il glucosio della curva glicemica. In realtà, i 75g assunti corrispondono a circa la metà dei carboidrati assunti durante una normale giornata.

Il consiglio, eventualmente, è quello di bilanciare l’alimentazione nel resto della giornata ricorrendo ad altri nutrienti che non siano zuccheri. Una sana alimentazione passa anche attraverso il controllo del carico glicemico.

Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG)

L’indice glicemico (IG) è un argomento di cui si parla molto ultimamente, del carico glicemico molto meno. Se ne discute in relazione alla salute, alla linea, a una corretta alimentazione, alle malattie metaboliche come il diabete. In pratica, per stabilire l’IG di un alimento, si misura l’area incrementale della curva glicemica che si genera dopo averne mangiato tanto da introdurre 50 g di carboidrati.

La quantità di carboidrati effettivamente consumata, questo misura invece il carico glicemico (CG), e per questo è ritenuto un parametro più completo per valutare un alimento, nell’ottica di inserirlo in un regime alimentare. L’indice glicemico, e il conseguente carico glicemico, di un pasto non dipendono però solo dai carboidrati: ci sono altri elementi che incidono sulla velocità di ingresso del glucosio nel sangue.

Come si Calcola l'Indice Glicemico?

Introdotto per la prima volta da D.J. Jenkins dell’Università di Toronto, l’indice glicemico (IG) è una misura della velocità con cui aumenta la glicemia, cioè il livello di glucosio nel sangue, dopo aver mangiato cibi che contengono carboidrati, tra cui, per esempio, frutta, verdura, cereali, latticini e prodotti dolciari.

Cosa vuol dire? Che per calcolare l’indice glicemico di un alimento è necessario mettere in relazione l’impatto sulla glicemia dello stesso con quello utilizzato come punto di riferimento standard, ovvero il glucosio o il pane bianco.

Il processo di calcolo dell'IG include:

  • Area sotto la curva (AUC): I dati raccolti vengono utilizzati per tracciare una curva che rappresenta l’aumento della glicemia nel tempo.
  • Confronto con l’alimento standard: Lo stesso processo viene ripetuto con un alimento di riferimento (glucosio o pane bianco).
  • Variazioni individuali: La risposta glicemica può variare notevolmente da una persona all’altra.
  • Composizione degli alimenti: L’IG di un alimento non è fisso. Può variare in base alla maturazione, al tipo di coltivazione, alla varietà dell’ingrediente principale (ad esempio, tipi diversi di riso) e al trattamento subito (raffinazione, conservazione, etc.).
  • Metodo di preparazione: La cottura e la lavorazione degli alimenti influenzano l’IG. Per esempio, la pasta al dente avrà un IG più basso rispetto a quella ben cotta.
  • Porzioni reali e composizione del pasto: Gli alimenti vengono raramente consumati isolati come negli studi di IG.
  • Condizioni sperimentali: Gli studi che determinano l’IG utilizzano protocolli standardizzati che non rispecchiano sempre le condizioni reali di consumo.

Indice Glicemico: Cosa Misura?

L’indice glicemico di un alimento misura la velocità con cui i carboidrati che esso contiene (zuccheri, amidi, alcune fibre) entrano in circolo, aumentando la concentrazione di glucosio. I carboidrati rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo e per passare nella circolazione sanguigna devono essere trasformati in glucosio. Contribuiscono a questa operazione alcuni enzimi digestivi.

Se i carboidrati sono metabolizzati rapidamente, dopo il pasto si verifica un veloce aumento della glicemia: questo, indicativamente, significa che l’alimento in questione ha un alto indice glicemico. Il pane bianco, le patate o il riso, per esempio, hanno un indice glicemico alto, mentre pasta e prodotti integrali hanno un indice glicemico più basso: fanno cioè aumentare la glicemia in modo più graduale.

Classificazione degli Alimenti in Base all'Indice Glicemico

Come indica la Società italiana di diabetologia, 50 grammi di carboidrati contenuti in una porzione di 100 grammi di fagioli secchi (un alimento a basso indice glicemico) hanno un minor impatto sulla glicemia rispetto allo stesso quantitativo di carboidrati contenuti in una fetta di pane di 90 grammi (un alimento a elevato indice glicemico).

In base all'indice glicemico, gli alimenti sono infatti suddivisi in:

  • Alimenti ad alto indice glicemico, ovvero quelli che hanno un valore IG superiore a 70: anguria, pane bianco, patate, riso bianco bollito, per esempio;
  • Alimenti a medio indice glicemico, ovvero quelli che hanno un valore compreso tra 55 e 70: cous cous, ananas, riso integrale, per esempio;
  • Alimenti a basso indice glicemico, ovvero quelli con valore IG inferiore a 55: legumi e banane, per esempio.

Fattori che Influenzano l'Indice Glicemico

Diversi fattori alimentari sono in grado di influenzare la risposta glicemica: oltre al tipo di zucchero, la presenza o meno di proteine, grassi, fibra o amido. Anche i processi di produzione e l’associazione con altri cibi e ingredienti contribuiscono a modificare l’indice glicemico di un alimento.

Carico Glicemico: Un Parametro Più Completo

Il carico glicemico “corregge” l’indice glicemico rapportandolo alle quantità di carboidrati effettivamente consumati, ed è quindi un parametro maggiormente indicativo degli zuccheri in esso contenuti. Si ottiene moltiplicando l’IG dell’alimento per i grammi dei carboidrati mangiati e dividendo poi per 100.

Come spiega la Società italiana di diabetologia, l’IG tiene conto solo della qualità dei carboidrati (alto, medio, basso IG), mentre la risposta glicemica a un alimento è influenzata anche dalla quantità di carboidrati. Per tale motivo è stato introdotto questo ulteriore indice che meglio esprime l’impatto dei carboidrati sulla glicemia. Si tratta di un parametro utile per spiegare che bisogna fare attenzione alla quantità di ciò che si mangia.

Alterata Tolleranza al Glucosio

Nel caso in cui il test della curva glicemica faccia registrare valori di glucosio post-ingestione compresi tra 140 e 200 mg/dl e i livelli a digiuno siano compresi tra 110 e 126 mg/dl, si identifica l'alterazione come "ridotta tolleranza al glucosio". Questa condizione medica è di fondamentale importanza, in quanto, seppur non ancora evoluta in diabete mellito, presenta comunque caratteri di problematicità che vanno opportunamente affrontati.

I pazienti sono, infatti, esposti a rischi maggiori per quanto riguarda le patologie di carattere cardiovascolare (nello specifico riguardo la cardiopatia ischemica). Il diabete mellito viene definito nel caso in cui i valori a digiuno superino i 126 mg/dl e 200 mg/dl per quanto invece riguarda quelli a due ore dall'ingestione di glucosio o di zuccheri.

Come Gestire la Dieta in Base all'Indice Glicemico

Per gestire la dieta in base all’indice glicemico, il primo passo è imparare a selezionare cibi che abbiano un indice glicemico basso o moderato. Gli alimenti integrali e ricchi di fibre sono generalmente la scelta migliore. Ad esempio, è preferibile puntare su cereali integrali come il farro, l’avena e il riso integrale, rispetto a quelli raffinati come il riso bianco e la pasta tradizionale.

Frutta e verdura fresche (tranne alcune eccezioni, come le patate), legumi, lenticchie e ceci sono ottime opzioni per una dieta a basso IG. Anche i latticini, come il latte e lo yogurt non zuccherato, hanno un valore moderato.

È altrettanto importante limitare il consumo di cibi ultra-processati e ricchi di zuccheri semplici, come dolci, bibite zuccherate e snack confezionati, che hanno un indice glicemico molto alto. Un altro consiglio utile è combinare alimenti ad alto IG con quelli a basso IG, ad esempio aggiungendo verdure ricche di fibre o proteine a un piatto di pasta, in modo da rallentare l’assorbimento dei carboidrati e mitigare i picchi glicemici.

Indice Glicemico e Pazienti Diabetici

Per le persone con diabete o resistenza all’insulina, una dieta basata sull’indice glicemico può essere uno strumento efficace per gestire la glicemia. Poiché il diabete comporta una difficoltà nel regolare i livelli di zucchero nel sangue, scegliere cibi a basso IG aiuta a prevenire i picchi glicemici, riducendo il rischio di complicanze a lungo termine. Inoltre, una dieta simile può migliorare la sensibilità all’insulina, facilitando il controllo del diabete di tipo 2.

Tabella: Esempi di Alimenti e Loro Indice Glicemico

Alimento Indice Glicemico (IG)
Glucosio Puro 100
Pane Bianco 75
Riso Bianco Bollito 73
Cous Cous 65
Riso Integrale 50
Banane 51
Legumi 30

*Nota: I valori possono variare a secondadella preparazione e della varietà dell'alimento.

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