La sindrome del tunnel carpale è molto diffusa, soprattutto tra le donne dopo la quinta decade di vita e tra le persone che, per lavoro, effettuano movimenti ripetitivi. Gli studi neurofisiologici condotti sugli arti superiori, specifici per tunnel carpale, consentono di diagnosticare questa condizione per trattarla e risolverla nel minor tempo possibile.
Cos'è la Sindrome del Tunnel Carpale?
C’è uno spazio nel polso, chiamato tunnel carpale; il tunnel carpale ha un pavimento (le ossa del polso) ed un soffitto, che è formato da un legamento (il legamento palmare trasverso); attraverso il tunnel passano, dall’avambraccio alla mano, il nervo mediano e nove tendini. La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) si presenta quando il nervo soffre perché viene compresso nel suo tratto di passaggio attraverso il tunnel.
La STC si manifesta con dolore e torpore alla mano e alle dita, spesso accompagnate da formicolii e “scossette elettriche” nella zona del pollice, indice, medio e anulare. Il dolore può irradiarsi dal braccio alla spalla e generalmente si manifesta di notte. Quindi, può capitare che vengano erroneamente attribuiti alla cervicale o a problemi circolatori, o ancora che siano causati da sforzi e affaticamento.
I sintomi possono comprendere torpore, formicolio alle prime 3 dita e dolore all’avambraccio e/o al polso o alla mano, per cui sono frequenti l’impaccio nei movimenti fini e la perdita della forza di presa (oggetti che cadono di mano). Trattandosi di una sindrome, i sintomi possono essere molteplici e variegati in fatto di intensità e ordine di esordio.
La ritenzione idrica, durante la gravidanza, può causare tumefazione del tunnel con una sintomatologia che generalmente migliora dopo il parto. La sindrome colpisce soprattutto le donne, per lo più tra i 30 e i 70 anni. I sintomi descritti dal paziente sono la componente più importante per la diagnosi.
Il fattore di rischio principale per questa patologia è l’ereditarietà. Se il paziente ha un tunnel carpale piccolo, è più probabile che sviluppi la sindrome. Non solo, la STC può derivare anche da altre malattie, come il diabete e l’artrite reumatoide o dai cambiamenti ormonali durante la gravidanza.
Diagnosi della Sindrome del Tunnel Carpale
Ora che abbiamo visto come e perché si manifesta la sindrome del tunnel carpale, spieghiamo come si può diagnosticare al fine di iniziare a curarla. In presenza dei sintomi caratteristici elencati sopra, lo specialista imposta l’iter diagnostico effettuando, durante la visita, test clinici come la ricerca del segno di Tinel (percussione sul nervo mediano che, in presenza della sindrome, provoca formicolio) e il test di Phalen (piegando i polsi verso il basso, il paziente avverte un’accentuazione dei sintomi).
L’Elettromiografia (EMG)
L’elettromiografia consiste nello studio neurologico più indicato per diagnosticare la sindrome del tunnel carpale. Il nome dell’esame è proprio “elettromiografia degli arti superiori per tunnel carpale” il che indirizza già verso una possibile diagnosi, aprendo a due soli scenari: un esito positivo, grazie a cui il medico conferma la presenza della compressione del mediano, e une esito negativo, che rende, invece, necessario procedere ad altri approfondimenti.
L’esame ENG/EMG è un esame strumentale effettuato dal neurologo, affiancato dal tecnico di neurofisiologia, che trova la sua indicazione nel processo diagnostico di un ampio spettro di patologie. I dati ricavati dai due esami forniranno informazioni complementari per studiare il sistema nervoso periferico. L’esame viene eseguito previa indicazione medica.
Un esito positivo dell’elettromiografia indica la presenza di anomalie nell’attività elettrica dei muscoli o dei nervi esaminati. Questo risultato può aiutare a confermare una diagnosi specifica e a pianificare un trattamento adeguato.
Come si Svolge l'Elettromiografia
L’esame si articola in due momenti:
- l’elettroneurografia: un test non invasivo che si svolge con l’applicazione sulla cute di elettrodi di registrazione attraverso i quali vengono somministrate stimolazioni elettriche lungo i nervi. la prima parte dell’esame, ovvero l’elettroneurografia viene utilizzata per studiare la conduzione dei principali nervi motori e sensitivi sotto stimolazione. l’Elettroneurografia consiste nello studio dell’attività elettrica dei nervi periferici sotto stimolazione. Si tratta di un test non invasivo che si esegue tramite applicazione di elettrodi sulla cute del paziente in punti specifici.
- Seguirà l’esame elettromiografico per analizzare i potenziali elettrici che si generano dalla contrazione delle fibre muscolari. l’elettromiografia analizza le contrazioni delle fibre muscolari. Per effettuare l’elettromiografia viene inserito nel muscolo da esaminare un elettrodo di registrazione ad ago, sterile, monouso, di piccolo diametro, così da registrare l’attività elettrica a riposo e durante la contrazione muscolare.
Non sempre il medico deciderà di procedere ad entrambe le fasi dell’esame (elettroneurografia ed elettromiografia con elettrodi ad ago) e questo già influisce sulla durata dello stesso che, in genere, comunque, dura dai 30 ai 60 minuti anche a seconda del fatto che sia effettuato ad un solo arto o ad entrambi.
Per effettuare l’elettroneurografia o studio di conduzione nervosa vengono erogati impulsi elettrici a bassa intensità per mezzo di appositi stimolatori. I potenziali vengono registrati grazie a elettrodi adesivi di superficie. Si calcolano, quindi, i diversi parametri ottenuti: latenza, ampiezza, velocità di conduzione e risposte riflesse.
Il paziente, in base al distretto da indagare, viene invitato a sedersi o sdraiarsi sul lettino. La rilevazione dura all’incirca 30 minuti.
Preparazione e Sensazioni Durante l'Esame
L’elettromiografia non è dolorosa ma può essere fastidiosa, specie nel momento in cui vengono immessi gli impulsi elettrici e quando vengono inseriti gli aghi. L’esame può causare un lieve disagio, soprattutto durante l’inserimento degli elettrodi a ago nei muscoli. Tuttavia, il dolore è generalmente tollerabile e di breve durata.
Dire se l’elettromiografia arti superiori fa male è difficile, poiché la percezione del fastidio e del dolore è soggettiva. In alcuni casi lo stimolo elettrico può dare origine a sensazioni spiacevoli, simili a piccole fitte o spasmi. Trattandosi, però, di stimoli di breve durata la sensazione è brevissima e sparisce immediatamente appena interrotti.
L’esame elettromiografico non prevede alcun tipo di preparazione, se non l’accortezza di evitare l’uso di creme corporee nell’imminenza dell’esame. Per fare l’esame di elettromiografia arto superiore è necessario presentarsi con la cute pulita.
Essendo un esame non invasivo, non è necessaria alcuna preparazione e non sono presenti effetti collaterali al di fuori di un lieve fastidio temporaneo.
Non esistono particolari controindicazioni all’esecuzione dell’esame, se non quella assoluta dell’utilizzo dell’ago-elettrodo nei pazienti in trattamento anticoagulante e quella relativa all’utilizzo degli elettrodi con passaggio di corrente nei pazienti portatori di pacemaker o defibrillatori. Per il paziente non ci sono particolari controindicazioni ma è bene riferire al medico l’eventuale assunzioni di anticoagulanti.
Altre Applicazioni dell'Elettromiografia
Lo studio dei nervi tramite elettroneurografia viene utilizzato per la diagnosi di patologie di tipo infiammatorio come le polinevriti, sia idiopatiche che legate a malattie dismetaboliche come il diabete, l’insufficienza renale o successive all’utilizzo di chemioterapici. L’esame elettromiografico con elettroneurografia è, poi, utilizzato nella diagnosi delle neuropatie da compressione come la Sindrome del tunnel carpale, del canale cubitale, del tunnel tarsale.
Un ulteriore campo di applicazione dell’esame elettromiografico è la diagnosi della Sindrome da tetania latente, detta anche spasmofilia.
L’elettromiografia (EMG) è fondamentale per diagnosticare numerose condizioni neurologiche e muscolari. Serve per individuare problematiche come le neuropatie, miopatie, e disturbi della trasmissione neuromuscolare.
Gli atleti sono spesso soggetti a sforzi fisici intensi che possono causare lesioni muscolari e nervose. Gli atleti possono includere l’elettromiografia nel loro programma di prevenzione degli infortuni.
Cosa Fare in Presenza di Sintomi
In presenza di sintomi che possono far sospettare una sindrome del tunnel carpale, occorre prenotare un’elettromiografia agli arti superiori per tunnel carpale.
La diagnosi precoce è molto importante perché, col tempo, il tendine perde di elasticità e può rompersi ma, soprattutto, il nervo mediano può danneggiarsi, con conseguenti deficit sensitivi e motori. Questa tempestività è molto importante perché, come abbiamo visto, eliminare la compressione al più presto evita un danno al nervo mediano.
Se i sintomi persistono è necessario l’intervento chirurgico. Possono essere necessari mesi per recuperare completamente la forza della mano e del polso.
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