Elettroencefalogramma con Privazione del Sonno: Preparazione e Procedura

L’elettroencefalogramma (EEG) è un esame non invasivo che consente di analizzare, monitorare e registrare l’attività elettrica del cervello, riportandola graficamente e capace di individuare eventuali anomalie. Durante il sonno, il cervello umano svolge diverse attività, ma soprattutto è possibile rilevare eventuali anomalie nella sua attività elettrica che possono essere la causa di alcuni disturbi.

L'Elettroencefalogramma con Sonno (EEG con Sonno) è una procedura diagnostica che combina il monitoraggio delle attività elettriche cerebrali tramite l'elettroencefalogramma (EEG) con la registrazione delle fasi del sonno. L'EEG è una tecnica non invasiva che misura l'attività elettrica del cervello. Gli elettrodi sono posizionati sullo scalpo e registrano i segnali elettrici emessi dalle cellule cerebrali.

L’EEG in privazione di sonno è un esame non invasivo che permette di monitorare e registrare l’attività elettrica cerebrale dopo essere stati privati di sonno la notte precedente l’esame, e di vedere alcune anomalie elettroencefalografiche. L’attività elettrica del cervello registrata dopo la riduzione o la completa abolizione del sonno fisiologico la notte prima dell’esame, permette di aumentare la probabilità che la persona si addormenti durante l’esecuzione dell’elettroencefalogramma (EEG). Il fatto di addormentarsi naturalmente durante l’esame favorisce la registrazione degli impulsi elettrici cerebrali durante le varie fasi della veglia e del sonno. Durante queste fasi è possibile registrare le modificazioni elettroencefalografiche che, soprattutto nel sonno, permettono di evidenziare alcune anomalie associate principalmente all’epilessia.

La principale applicazione dell’EEG dopo privazione di sonno riguarda lo studio di diverse forme di epilessia. Nel caso dei bambini, l’EEG serve a diagnosticare disturbi convulsivi, problemi del sonno o comportamentali, o a valutare l’attività cerebrale post-trauma.

Come funziona l'EEG con privazione del sonno?

L’Elettroencefalogramma in privazione di sonno è un esame diagnostico non invasivo che permette di monitorare l’attività elettrica cerebrale dopo essere stati privati di sonno la notte precedente l’esame. La riduzione o la completa abolizione del sonno fisiologico notturno permette di aumentare la probabilità che il soggetto si addormenti durante l’esecuzione della procedura diagnostica. In tale modo è possibile registrare l’attività elettroencefalografica (EEG) sia durante la veglia che durante le fasi di sonnolenza e sonno persistente. È noto infatti che l’attività EEG si modifica durante i vari stati di vigilanza e soprattutto in sonno possono divenire più evidenti alcune anomalie elettroencefalografiche.

In condizioni fisiologiche, il cervello in veglia ha un’attività elettrica che viene registrata con onde elettriche a un ritmo di 8-13 cicli al secondo (ritmo Alpha). Le frequenze delle onde riscontrate da un EEG sono quelle chiamate alfa (da 8 a 13 cicli al secondo), beta (da 13 a 30 cicli al secondo), teta (da7 a 4 cicli al secondo) e delta caratterizzate da valori inferiori a 4 cicli al secondo). Il ritmo e le frequenze registrate variano nelle diverse fasi delle attività umane; più alte durante la fase di veglia, e più basse durante il riposo o il sonno. L’EEG ha la funzione di monitorare l’andamento delle frequenze, localizzare e classificare le eventuali anomalie causate da possibili disturbi del cervello.

Indicazioni per l'esecuzione dell'EEG

L’EEG si utilizza per:

  • Identificare alterazioni della coscienza o delle funzioni cognitive.
  • Monitorare infiammazioni del sistema nervoso e come esame di approfondimento in casi di traumi cranici.
  • Monitorare lo stato cerebrale durante interventi chirurgici al cervello.
  • Eseguire diagnosi e monitorare le epilessie.
  • Identificare e localizzare l’attività elettrica di alcuni tipi di tumori cerebrali.

L’EEG è uno strumento utile in caso di cancro, perché sia i tumori primitivi del cervello sia eventuali metastasi cerebrali, secondarie a tumori di altri organi, possono provocare epilessia, allucinazioni o disturbi del sonno. Quindi se si rileva una variazione dell’EEG si effettueranno approfondimenti in base allo stato clinico della persona per eseguire la diagnosi. L’EEG potrebbe anche offrire un mezzo di valutazione delle alterazioni cerebrali causate dai trattamenti chemioterapici.

L’EEG, insieme a TAC e RMN, è utilizzato anche nella diagnosi della malattia di Alzheimer e di altri disordini cognitivi.

Tipologie di elettroencefalogramma

Esistono diversi tipi di elettroencefalogramma:

  • EEG di base (o standard): consiste nella registrazione del tracciato in condizioni di veglia. Al paziente viene richiesto di aprire e chiudere gli occhi, di fare alcuni respiri profondi per poter registrare l’attività cerebrale in condizione di iperventilazione e di sottoporsi a stimolazione luminosa intermittente;
  • EEG dopo privazione di sonno: viene effettuato durante il sonno, nel caso in cui l’EEG di base non risulti sufficiente o in presenza di disturbi del sonno. Al paziente viene chiesto di dormire meno del solito la notte precedente all’esame per favorire l’addormentamento durante la sua esecuzione;
  • EEG dinamico (Holter): ha lo scopo di registrare l’attività cerebrale in un arco di tempo di uno o più giorni. Gli elettrodi, che vengono tenuti sulla testa di giorno e di notte, sono collegati a un piccolo registratore EEG portatile;
  • Telemetria video o video-EEG: consiste nella registrazione video del paziente mentre esegue l’EEG per verificare anomalie nel comportamento e nei movimenti durante episodi critici come quelli epilettici. Alla fine dell’esame, un computer combina le informazioni acquisite dal video con quelle derivanti dal tracciato al fine di avere maggiori informazioni sull’attività cerebrale e aiutare nella diagnosi.

Preparazione all'esame EEG con privazione del sonno

Alla prenotazione dell’esame, il paziente riceve le indicazioni che dovranno essere seguite per la corretta esecuzione dell’EEG in privazione di sonno. Infatti, la persona che si deve sottoporre all’esame deve evitare di dormire durante il pomeriggio del giorno prima e il sonno notturno non deve superare le 3 ore, risvegliandosi non oltre le 3 del mattino.

L’esecuzione dell’esame prevede che la persona eviti di dormire per alcune ore nel giorno e notte precedenti l’esame. Cosa vuol dire? Preparazione del paziente: prima dell’esame, al paziente viene spesso chiesto di rimanere sveglio per una notte intera o di dormire molto poco, solitamente non più di 3 ore con una sveglia fissata intorno alle 3 del mattino. Ciò è fatto per indurre uno stato di fatica e sonnolenza che può influenzare le attività cerebrali misurate durante l’EEG.

Per effettuare l’elettroencefalogramma in privazione di sonno invece, si consiglia al paziente di dormire meno la notte precedente l’esame per facilitare l’addormentamento durante la sua esecuzione. Il giorno dell’esame, il paziente può svolgere le proprie attività, assumere le proprie terapie se non espressamente sconsigliate dal medico, ma evitare di svolgere attività eccessivamente faticose.

Per l’applicazione degli elettrodi è bene ricordare di lavare i capelli ma di non applicare schiume, lacca, gel o altri prodotti per capelli, e di vestirsi con abbigliamento comodo, così da favorire l’addormentamento. Per l’elettroencefalogramma standard non occorre alcuna preparazione, ma è bene presentarsi all’esame a stomaco pieno (per evitare l’ipoglicemia) e con i capelli puliti e senza aver applicato gel o cera sui capelli. Se si hanno delle extension, chiedere istruzioni specifiche. Si possono assumere tranquillamente eventuali farmaci prescritti in terapia.

Come si esegue l'EEG con privazione del sonno?

Generalmente l’esame viene eseguito in mattinata o durante le prime ore del pomeriggio. Una ventina di elettrodi, cosparsi con un gel che facilita la conduzione elettrica, vengono posizionati sul cuoio capelluto del paziente attraverso una cuffia elastica in neoprene per coprire e valutare un’ampia superficie del cranio. Per registrazioni prolungate si usano elettrodi fissati allo scalpo con un collante al collodio (soluzione di alcol, etere e derivati della cellulosa, sicura e inodore).

Posizionamento degli elettrodi: durante l’esame, vengono applicati elettrodi sul cuoio capelluto del paziente. Gli elettrodi sono elementi che non immettono o trasferiscono elettricità nel corpo, ma rilevano gli impulsi elettrici (associati allo svolgimento dell’attività neuronale a seguito di specifiche azioni). Gli impulsi elettrici vengono trasmessi a una macchina in grado di tradurli in un tracciato costituito da onde con ampiezza e frequenza definita, che viene poi stampato su carta o trasferito su un supporto elettronico.

L’esame deve essere eseguito in un ambiente silenzioso e tranquillo, in modo da evitare possibili interferenze. Al paziente, in condizione di rilassamento, viene chiesto di aprire e chiudere gli occhi, respirare profondamente o guardare una luce intermittente, per verificare la reattività delle strutture encefaliche. Durante il test il tecnico potrebbe chiedere loro di svolgere alcune attività come respirare, aprire o chiudere gli occhi o osservare una fonte luminosa. Questi esercizi sono utili a stimolare determinate tipologie di attività cerebrali e vederne il cambiamento. È consigliato quindi preparare il bambino e comunicare la procedura in modo da creare un clima di calma per la buona riuscita dell’esame.

Il tecnico di Neurofisiopatologia applica sul capo del paziente gli elettrodi per la registrazione dell’attività elettrica cerebrale. In seguito il soggetto viene fatto sdraiare su di un lettino con l’indicazione di rilassarsi e cercare di addormentarsi. A questo punto inizia l’acquisizione dell’EEG che permette di monitorare le diverse fasi di vigilanza, dalla veglia, all’addormentamento, al sonno più o meno profondo. In alcuni laboratori può avvenire la concomitante registrazione video. Il paziente generalmente viene lasciato dormire per circa 30 minuti.

Ecco le fasi principali della procedura:

  • Registrazione basale: una volta applicati tutti gli elettrodi, verrà registrato un EEG di base per 10 minuti. Durante questo periodo, sarà chiesto al paziente di mettersi comodo e sedere tranquillo in uno stato rilassato.
  • Respirazione profonda: a metà del EEG di base, potrebbe essere richiesto di eseguire un esercizio di respirazione profonda, che rientra nella cosiddetta “procedura di attivazione”.
  • Addormentamento: dopo che l’esercizio di respirazione profonda è completato, la poltrona sarà reclinata e le luci nella stanza saranno spente.
  • Luci lampeggianti: a questo punto potrebbe essere richiesta l’esecuzione di un secondo esercizio, anch’esso parte della summenzionata procedura di attivazione, che consiste nel guardare delle luci lampeggianti e nell’aprire e chiudere gli occhi. Questa è una parte importante del test, perché alcuni tipi di convulsioni e blackout possono essere causati da luci lampeggianti.

Una volta completata la registrazione, i dati dell’EEG vengono analizzati da esperti per identificare eventuali anomalie o cambiamenti nelle attività cerebrali.

Informazioni utili sull'esame

L'esame è doloroso?

No, l’elettroencefalogramma non provoca dolore. Può però provocare disagio perché al termine si avranno la testa in disordine e i capelli appiccicosi, per via del gel usato per fissare gli elettrodi. Basterà portare con sé un pettine per sistemarsi o un cappello per coprire la testa.

Ci sono rischi?

L’elettroencefalogramma è un esame sicuro e indolore, che può essere effettuato a qualunque età e non presenta controindicazioni. Può essere eseguito anche dalle donne in gravidanza. L’EEG è un esame non invasivo e sicuro per pazienti di tutte le età. L’elettroencefalogramma è un esame sicuro. Occasionalmente il gel utilizzato per far aderire gli elettrodi alla testa può provocare leggere irritazioni cutanee. In rari casi, nei pazienti che soffrono di un tipo particolare di epilessia, le luci utilizzate per verificare le reazioni possono scatenare una crisi.

Quanto dura l'esame?

La durata dell’elettroencefalogramma dipende dal tipo di esame. Il tracciato standard dura da 20 a 40 minuti, mentre l’EEG dopo privazione di sonno dura almeno 60 minuti, nel corso dei quali il paziente dovrebbe dormire. L’EEG dinamico (Holter) prevede una registrazione prolungata per uno o più giorni, per aumentare sia le informazioni sull’attività elettrica cerebrale in veglia e sonno notturno, sia le probabilità di registrare una crisi epilettica.

Cosa fare dopo l'esame?

Alla fine dell’elettroencefalogramma standard e da privazione di sonno si può andare a casa senza attendere alcun periodo di osservazione. Dopo l’elettroencefalogramma si possono riprendere subito le proprie attività quotidiane, tenendo presente che i capelli rimangono unti di gel fino al primo shampoo.

Cosa succede se dall'esame risultano delle anomalie?

Dopo aver ottenuto il risultato dell’elettroencefalogramma è opportuno consultare il proprio medico per decidere ulteriori accertamenti ed esami di approfondimento da eseguire.

Posso guidare dopo l'esame?

Non occorre essere accompagnati se si esegue l’EEG di base. Se, invece, si effettua l’EEG in privazione di sonno, potrebbe capitare di sentirsi stanchi al termine dell’esame, per le ore in cui non si è dormito nella notte precedente. In questo caso, è meglio evitare di mettersi alla guida.

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