L’elettroencefalogramma (EEG) è un esame strumentale non invasivo che permette di indagare la funzionalità del cervello attraverso l’analisi e la registrazione della sua attività elettrica. L'elettroencefalogramma è la registrazione, del tutto sicura e indolore, dell'attività elettrica del cervello e di altre parti dell'encefalo. L'esame con cui si ottiene la rappresentazione grafica dell'attività elettrica cerebrale è chiamato elettroencefalografia (EEG). L'elettroencefalogramma (EEG) è un esame non invasivo che registra l'attività elettrica cerebrale attraverso degli elettrodi posti sulla superficie del cuoio capelluto.
Cos'è l'Elettroencefalogramma?
Per essere ottenuto, l'elettroencefalogramma richiede l'applicazione di piccoli elettrodi sulla testa, collegati a un elettroencefalografo (strumento elettronico sofisticato, capace di creare un tracciato dei segnali encefalici registrati). Durante il test, attraverso l’applicazione di elettrodi al cuoio capelluto, vengono registrati gli impulsi elettrici prodotti dalle cellule cerebrali, che vengono rappresentati da linee ondulate su uno schermo. Gli elettrodi sono elementi che non immettono o trasferiscono elettricità nel corpo, ma rilevano gli impulsi elettrici (associati allo svolgimento dell’attività neuronale a seguito di specifiche azioni).
Gli impulsi elettrici vengono trasmessi a una macchina in grado di tradurli in un tracciato costituito da onde con ampiezza e frequenza definita, che viene poi stampato su carta o trasferito su un supporto elettronico. L’elettroencefalogramma permette di visualizzare la trasposizione grafica dei segnali elettrici cerebrali caratterizzati da frequenze e ampiezze tipiche, in particolare le onde alfa, beta, theta e delta.
L'encefalo invia dei segnali elettrici e ne riceve altri. Ad esempio, può inviare segnali agli arti e ai muscoli, per il loro movimento, mentre può ricevere input dagli organi sensoriali per creare "immagini" del mondo percepito.
Storia dell'Elettroencefalografia
Il primo elettroencefalogramma umano risale al 1924, grazie alle ricerche e agli studi di un fisiologo e psichiatra tedesco di nome Hans Berger (1873-1941). Negli anni successivi, la strumentazione fu perfezionata sempre più e, nel 1953, permise la prima descrizione della fase REM del sonno (Aserinsky e Kleitman). Dagli anni '80 circa, l'elettroencefalografia è divenuta una procedura diagnostica usata assai di frequente e dai risultati più che attendibili.
Quando si esegue un EEG?
I medici fanno ricorso all'elettroencefalografia di fronte alla presenza o al sospetto di malattie neurologiche, capaci di alterare la conduzione dei segnali elettrici all'interno dell'encefalo. L'elettroencefalogramma è in grado di registrare le anomalie dell'attività elettrica che caratterizzano determinate malattie dell'encefalo. Pertanto, i medici ricorrono all'elettroencefalografia quando sospettano o devono monitorare le seguenti patologie:
- Epilessia e attacchi epilettici.
- Tumore al cervello.
- Trauma alla testa.
- Encefalopatie.
- Encefalite.
- Ictus.
- Disturbi del sonno.
- Demenza.
- Morte cerebrale.
- Coma.
Attenzione: l'elettroencefalografia non fornisce alcuna informazione in merito al quoziente intellettivo di un individuo.
Inoltre è indicato in presenza di un sospetto di infiammazione del sistema nervoso e per diagnosticare i disturbi del sonno. È consigliato anche a pazienti con episodi di alterazione dello stato di coscienza, infezioni cerebrali, problemi di memoria, demenze, disturbi cerebrovascolari. È un esame che può presentare carattere di urgenza negli stati acuti di coma.
Altri usi dell'EEG
L'elettroencefalografia può risultare utile anche per:
- Verificare se il coma farmacologico è stato indotto in modo adeguato.
- Monitorare gli effetti dell'amobarbital durante il Wada test.
A cosa serve l'elettroencefalogramma e quali patologie rileva?
L’elettroencefalogramma può essere utilizzato per diagnosticare e monitorare alcune anomalie nell’attività cerebrale causate da disturbi che colpiscono il cervello. L’EEG si utilizza per:
- identificare alterazioni della coscienza o delle funzioni cognitive;
- monitorare infiammazioni del sistema nervoso e come esame di approfondimento in casi di traumi cranici;
- monitorare lo stato cerebrale durante interventi chirurgici al cervello;
- eseguire diagnosi e monitorare le epilessie;
- identificare e localizzare l’attività elettrica di alcuni tipi di tumori cerebrali.
- epilessia
- tumori al cervello
- malattie dell’encefalo (encefalopatie)
- infiammazioni del cervello, come l’encefalite
- disturbi cerebrovascolari, come ictus e ischemia
- lesioni e danni cerebrali da trauma cranico
- cefalea
- disturbi del sonno
- encefalopatie metaboliche causate da intossicazioni da farmaci, sostanze stupefacenti, alcol, o conseguenti ad alterazioni elettrolitiche, malattie endocrinologiche, respiratorie, epatiche e renali.
L’EEG, insieme ad altri accertamenti come la TAC e la risonanza magnetica, può essere utilizzato anche per la diagnosi del morbo di Alzheimer e di altri disturbi cognitivi.
L’elettroencefalogramma può essere prescritto dal neurologo come esame complementare anche in caso di autismo, depressione, ansia e attacchi di panico. È inoltre richiesto per la pratica sportiva agonistica di alcuni sport, come il pugilato.
L’elettroencefalogramma può essere indicato per valutare l’estensione del danno cerebrale nelle persone in coma o per confermarne la morte cerebrale. In quest’ultimo caso l’esito dell’esame è un encefalogramma piatto, che non rileva cioè alcun impulso elettrico.
L’EEG è uno strumento utile in caso di cancro, perché sia i tumori primitivi del cervello sia eventuali metastasi cerebrali, secondarie a tumori di altri organi, possono provocare epilessia, allucinazioni o disturbi del sonno. Quindi se si rileva una variazione dell’EEG si effettueranno approfondimenti in base allo stato clinico della persona per eseguire la diagnosi. L’EEG potrebbe anche offrire un mezzo di valutazione delle alterazioni cerebrali causate dai trattamenti chemioterapici.
Per lo studio di tumori, casi di epilessia o per il recupero dopo una lesione cerebrale ci si può avvalere anche della magnetoencefalografia (MEG), tecnica non invasiva e sicura utile a osservare le variazioni dei campi magnetici generati dalle cellule nervose nel cervello e approfondire le caratteristiche delle frequenze cerebrali risultanti dall’EEG.
Frequenze delle onde cerebrali
Le frequenze delle onde riscontrate da un EEG sono quelle chiamate alfa (da 8 a 13 cicli al secondo), beta (da 13 a 30 cicli al secondo), teta (da7 a 4 cicli al secondo) e delta caratterizzate da valori inferiori a 4 cicli al secondo). Il ritmo e le frequenze registrate variano nelle diverse fasi delle attività umane; più alte durante la fase di veglia, e più basse durante il riposo o il sonno.
Quali tipologie di elettroencefalogramma esistono?
Esistono diversi tipi di elettroencefalogramma:
- EEG di base (o standard): consiste nella registrazione del tracciato in condizioni di veglia.
- EEG dopo privazione di sonno: viene effettuato durante il sonno, nel caso in cui l’EEG di base non risulti sufficiente o in presenza di disturbi del sonno.
- EEG dinamico (Holter): ha lo scopo di registrare l’attività cerebrale in un arco di tempo di uno o più giorni.
- Telemetria video o video-EEG: consiste nella registrazione video del paziente mentre esegue l’EEG per verificare anomalie nel comportamento e nei movimenti durante episodi critici come quelli epilettici.
Che cos'è l'Elettroencefalogramma?
- l’encefalogramma di base (o standard);
- l’elettroencefalogramma in privazione di sonno
- l’EEG dinamico, o elettroencefalogramma Holter
- il Video EEG, o telemetria video
EEG di base (o standard)
EEG base: della durata compresa tra i 20 e i 40 minuti. L’esame si svolge chiedendo al paziente di rimanere fermo e tranquillo, talvolta chiudendo o aprendo gli occhi sotto indicazione del tecnico; viene proposto al paziente uno stimolo luminoso intermittente e viene richiesto di iperventilare mediante un aumento della frequenza respiratoria (viene cioè chiesto di respirare in modo profondo e rapido). L'EEG standard è la forma base di elettroencefalogramma, che dura solitamente da 20 a 30 minuti. Durante l'esame, il paziente si sdraia in una posizione confortevole mentre gli elettrodi registrano l'attività cerebrale.
Al paziente viene richiesto di aprire e chiudere gli occhi, di fare alcuni respiri profondi per poter registrare l’attività cerebrale in condizione di iperventilazione e di sottoporsi a stimolazione luminosa intermittente. Il paziente viene fatto accomodare su una poltrona o lettino per favorire il rilassamento e vengono applicati gli elettrodi. Al paziente, in condizione di rilassamento, viene chiesto di aprire e chiudere gli occhi, respirare profondamente o guardare una luce intermittente, per verificare la reattività delle strutture encefaliche.
La registrazione basale include:
- Periodi ad occhi aperti (più brevi) e a occhi chiusi (più lunghi).
- Eventuali stimoli acustici, al fine di valutare la reattività del tracciato
- Iperventilazione o Iperpnea/Hp: per slatentizzare (in conseguenza di un’indotta vasocostrizione arteriosa cerebrale da ipocapnia ed alcalosi) eventuali anomalie intercritiche. Consiste nell’effettuare una respirazione ritmica più rapida e più profonda del normale per 3 o 5 minuti al fine di ottenere un'adeguata attivazione EEG. L’Hp può indurre sintomi fastidiosi tipo formicolii agli arti, vertigini, visione offuscata, etc, che sono però transitori e trascurabili.
- Stimolazione Luminosa intermittente/SLI viene effettuata di routine come prova di attivazione per evidenziare la fotosensibilità del soggetto.
EEG dopo privazione di sonno
Al paziente viene chiesto di dormire meno del solito la notte precedente all’esame per favorire l’addormentamento durante la sua esecuzione. L’elettroencefalogramma in privazione di sonno, che registra l’attività cerebrale dopo che il paziente è rimasto sveglio la notte antecedente al giorno dell’esecuzione dell’esame. Si cerca di favorire l’addormentamento spontaneo nella prima parte dell’esame, mentre la seconda parte della registrazione è eseguita come un EEG standard. La privazione di sonno facilità la comparsa di eventuali anomalie non dimostrabili in condizioni basali ed è utilizzata in presenza di specifici quesiti clinici.
EEG dinamico (Holter)
EEG dinamico (Holter): ha una durata più prolungata con una registrazione che arriva a 24 ore e che permette di monitorare l’attività per un tempo maggiore al fine di aumentare le probabilità di rilevare anomalie poco frequenti. EEG DINAMICA L'EEG dinamica è la registrazione dell'attività encefalica per almeno una giornata intera. È particolarmente utile quando non è ancora chiaro che cosa provochi di preciso le alterazioni cerebrali. Durante l'esame, il paziente può svolgere quasi tutte le normali attività giornaliere, in quanto l'elettroencefalografo è di piccole dimensioni ed è applicabile agli indumenti. Ai fini dell'indagine, non giova sicuramente fare una vita diversa dal solito (N.B: è ovvio che bisogna evitare tutto ciò che potrebbe danneggiare l'apparecchio registratore).
Ha lo scopo di registrare l’attività cerebrale in un arco di tempo di uno o più giorni. L’EEG dinamico, o elettroencefalogramma Holter, che consiste nella registrazione dell’attività cerebrale al di fuori della struttura ospedaliera per un periodo di uno o più giorni, sia durante il sonno sia durante la veglia. Gli elettrodi vengono applicati in ambulatorio e collegati a un piccolo registratore EEG portatile. Nel corso dell’esame è possibile continuare a svolgere la maggior parte delle normali attività quotidiane.
Telemetria video o video-EEG
Consiste nella registrazione video del paziente mentre esegue l’EEG per verificare anomalie nel comportamento e nei movimenti durante episodi critici come quelli epilettici. Alla fine dell’esame, un computer combina le informazioni acquisite dal video con quelle derivanti dal tracciato al fine di avere maggiori informazioni sull’attività cerebrale e aiutare nella diagnosi. VIDEO EEG La video EEG è una EEG dinamica di diversi giorni consecutivi, durante la quale il paziente è anche filmato costantemente nelle sue attività giornaliere. È molto praticata quando l'individuo sotto esame è un bambino e soffre di crisi epilettiche, in quanto i soggetti di giovane età difficilmente sanno riferire al medico che cosa scateni in loro gli attacchi di epilessia (N.B: ciò può capitare pure agli adulti). Inoltre, trova applicazione anche quando le informazioni raccolte con l'EEG tradizionale sono assai scarse. Di solito, l'intera procedura di video EEG si svolge in una stanza d'ospedale, costruita appositamente per filmare ciò che vi accade all'interno.
Un elettroencefalogramma dinamico della durata di uno o più giorni che viene svolto in una struttura ospedaliera con registrazione video. I movimenti del corpo vengono ripresi da una videocamera, mentre l’EEG registra le onde cerebrali. Questa osservazione combinata può contribuire a fornire maggiori informazioni sull’attività cerebrale e può aiutare il medico nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi.
Come si esegue?
Una ventina di elettrodi, cosparsi con un gel che facilita la conduzione elettrica, vengono posizionati sul cuoio capelluto del paziente attraverso una cuffia elastica in neoprene per coprire e valutare un’ampia superficie del cranio. Per registrazioni prolungate si usano elettrodi fissati allo scalpo con un collante al collodio (soluzione di alcol, etere e derivati della cellulosa, sicura e inodore). La registrazione degli impulsi elettrici prodotti dall’attività del cervello avviene mediante degli elettrodi appoggiati sul cuoio capelluto e tenuti fissi da una cuffia elastica.
All’interno degli elettrodi, attraverso una siringa con un ago senza punta, viene iniettata una piccola quantità di gel per assicurare una buona conduzione elettrica. Normalmente gli elettrodi vengono montati secondo uno schema fisso su tutte le parti del cuoio capelluto. L’esame deve essere eseguito in un ambiente silenzioso e tranquillo, in modo da evitare possibili interferenze. Durante l’esecuzione l’operatore chiederà al paziente di rimanere immobile o di svolgere alcune attività, di respirare profondamente o rapidamente, di osservare luci intermittenti ecc.
Ecco che cosa avviene in quest'arco di tempo:
- Un tecnico ospedaliero misura le dimensioni della testa del paziente e vi segna i punti precisi in cui applicare gli elettrodi.
- Lo stesso tecnico mette in comunicazione il paziente con lo strumento di registrazione: prima attacca gli elettrodi nei punti segnati, poi collega i cavi degli elettrodi all'elettroencefalografo.
- A collegamento avvenuto e con il paziente rilassato (N.B: può essere disteso o seduto a seconda dello scopo dell'elettroencefalografia), può iniziare la registrazione.
- Durante la registrazione, l'individuo sotto esame può essere invitato a: chiudere gli occhi, eseguire semplici calcoli matematici, leggere un paragrafo di un libro, guardare una foto, respirare profondamente per qualche minuto e/o guardare una luce assai intensa.
- Al termine della registrazione, il tecnico spegne l'elettroencefalografo e stacca gli elettrodi dalla testa del paziente, il quale può tornare subito a casa.
Elettrodi adesivi o cuffia
Gli elettrodi possono essere applicati alla cute tramite uno speciale adesivo, oppure possono essere incollati a una specie di cuffia.
Preparazione all'Esame
La preparazione all'EEG, sia esso standard o Holter, è cruciale per garantire risultati accurati. Per l’elettroencefalogramma standard non occorre alcuna preparazione, ma è bene presentarsi all’esame a stomaco pieno (per evitare l’ipoglicemia) e con i capelli puliti e senza aver applicato gel o cera sui capelli.
Il giorno prima di eseguire l’esame occorre lavare i capelli e non usare gel o lacche. Si può effettuare la normale colazione/pasto e si devono assumere le consuete terapie, salvo diversa istruzione da parte del medico.
Alcuni casi particolari
Se il paziente è sotto cure farmacologiche, è bene che continui con le normali assunzioni, a meno che il medico curante non lo vieti espressamente. Se è prevista l'analisi dell'attività cerebrale durante il sonno, è probabile che il medico richieda al paziente di non dormire (o dormire meno ore) la sera precedente l'esame. Se è prevista, prima della procedura, una piccola sedazione, il paziente è invitato a farsi assistere da un familiare o da un amico, specie nel momento del rientro a casa.
Preparazione all'EEG
- La sera che precede l'esame, lavarsi accuratamente i capelli e la testa, evitando da quel momento in poi di applicare gel, spray o lozioni per il cuoio capelluto.
- Nel giorno dell'esame, evitare di assumere bevande a base di caffeina, in quanto quest'ultima altera i risultati della procedura.
L'esame è doloroso o provoca altri tipi di disagio?
No, l’elettroencefalogramma non provoca dolore. L’elettroencefalogramma è un esame non invasivo e non provoca alcun fastidio. Può però provocare disagio perché al termine si avranno la testa in disordine e i capelli appiccicosi, per via del gel usato per fissare gli elettrodi.
Basterà portare con sé un pettine per sistemarsi o un cappello per coprire la testa. Durante l’esecuzione l’unico fastidio può essere dato dalla necessità di restare fermi a occhi chiusi, cercando di rilassare tutti i muscoli.
L'esame comporta dei rischi immediati?
L’elettroencefalogramma è un esame sicuro. In rari casi, nei pazienti che soffrono di un tipo particolare di epilessia, le luci utilizzate per verificare le reazioni possono scatenare una crisi. Occasionalmente il gel utilizzato per far aderire gli elettrodi alla testa può provocare leggere irritazioni cutanee.
L’elettroencefalogramma è considerato un esame sicuro e senza rischi e può essere effettuato anche in gravidanza, nei neonati e nei bambini.
Non vi sono generalmente effetti collaterali, salvo in rari casi, in cui può causare convulsioni in persone con sindromi epilettiche, dovute alla stimolazione visiva con luci lampeggianti o alla respirazione profonda (iperpnea) talvolta richieste durante il test.
L'esame comporta dei rischi a lungo termine? Quanto dura?
La durata dell’elettroencefalogramma dipende dal tipo di esame. Il tracciato standard dura da 20 a 40 minuti, mentre l’EEG dopo privazione di sonno dura almeno 60 minuti, nel corso dei quali il paziente dovrebbe dormire.
L’EEG dinamico (Holter) prevede una registrazione prolungata per uno o più giorni, per aumentare sia le informazioni sull’attività elettrica cerebrale in veglia e sonno notturno, sia le probabilità di registrare una crisi epilettica.
La durata dell’esame varia tra i 20 e i 40 minuti, ma può avere una durata maggiore (tra i 60 e i 180 minuti) se viene eseguito dopo privazione di sonno o durante il sonno.
Alla fine posso andare subito a casa o devo restare in osservazione? Per quanto?
Alla fine dell’elettroencefalogramma standard e da privazione di sonno si può andare a casa senza attendere alcun periodo di osservazione.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze?
Dopo l’elettroencefalogramma si possono riprendere subito le proprie attività quotidiane, tenendo presente che i capelli rimangono unti di gel fino al primo shampoo.
Se dall’esame risultano delle anomalie?
Dopo aver ottenuto il risultato dell’elettroencefalogramma è opportuno consultare il proprio medico per decidere ulteriori accertamenti ed esami di approfondimento da eseguire.
Risultati
La lettura e l'interpretazione dell'elettroencefalogramma spettano a un medico specializzato in neurofisiologia. In genere, i risultati di un'elettroencefalografia sono disponibili nel giro di qualche giorno (massimo una settimana). Al momento del ritiro degli esami, è previsto anche un colloquio tra medico e paziente, durante il quale il primo spiegherà al secondo che cosa è emerso dalla registrazione.
Inoltre, l'incontro medico-paziente rappresenta una buona occasione, per l'individuo esaminato, di togliersi eventuali dubbi in merito alla propria situazione. A tal proposito, è buona norma che il paziente si faccia accompagnare da un amico o un familiare, affinché quest'ultimo gli ricordi tutte le questioni da chiarire e lo aiuti nella raccolta delle informazioni più importanti fornite dal medico curante.
Alcune delle classiche domande da sottoporre al medico, durante il colloquio, sono:
- Sulla base dei risultati emersi, quali sono i prossimi passi?
- Occorre ripetere l'esame a distanza di qualche tempo?
- L'elettroencefalogramma è attendibile o c'è stato qualcosa che può averne alterato l'esito finale?
L’EEG è sicuro per i bambini?
È un esame sicuro che viene effettuato anche sui bambini. Durante il test il tecnico potrebbe chiedere loro di svolgere alcune attività come respirare, aprire o chiudere gli occhi o osservare una fonte luminosa. Questi esercizi sono utili a stimolare determinate tipologie di attività cerebrali e vederne il cambiamento.
È consigliato quindi preparare il bambino e comunicare la procedura in modo da creare un clima di calma per la buona riuscita dell’esame. L’elettroencefalogramma nei bambini viene eseguito generalmente per diagnosticare e monitorare i disturbi convulsivi, ma è indicato anche per rilevare le cause di altri problemi, come i disturbi del sonno o le alterazioni del comportamento, o per valutare l’attività cerebrale dopo un grave trauma cranico.
Come per gli adulti, l’EEG pediatrico non provoca alcun fastidio. Tuttavia, l’applicazione di elettrodi sul cuoio capelluto può essere stressante per i bambini, così come rimanere fermi durante il test.
Neurolab a Terni
Presso il Neurolab, laboratorio di neurologia a Terni, diretto dal Dott. Il team diretto dal Dott. offre una panoramica dettagliata e in tempo reale dell'attività elettrica del cervello, fornendo al Dott. informazioni cruciali per la diagnosi e il trattamento.
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