Colesterolo e trigliceridi sempre sotto controllo con la curcuma. Tra i rimedi naturali che ci aiutano a ridurre i grassi e a ripulire l’organismo spicca la curcuma, ben nota per la sua azione anticolesterolo, antiossidante, antinfiammatoria e depurativa.
Benefici della Curcuma
La curcuma stimola anche la secrezione biliare, favorisce la digestione e l’eliminazione delle tossine, tutti fattori che migliorano la metabolizzazione dei grassi. È anche un toccasana per il fegato: lo protegge dagli eccessi alimentari e ne favorisce la rigenerazione.
Depurare il sangue è ciò che conta per rinnovare il terreno biologico e potenziare il sistema immunitario, preservandoci dal rischio di difficoltà circolatorie e prevenendo ictus, infarto e aterosclerosi, a tutte le età. La regina delle spezie favorisce l’eliminazione dei trigliceridi e del colesterolo “cattivo” (LDL) e l’aumento di quello “buono” (HDL).
Negli ultimi decenni la relazione tra il rischio di malattie cardiovascolari e il consumo di alimenti specifici sta acquisendo sempre più rilevanza. Prima tra tutte quella che da un punto di vista salutare può essere considerata la regina delle spezie, la curcuma.
La Curcuma nella Medicina Ayurvedica
La medicina Ayurvedica, l’antico sistema medico indiano, tratta i disturbi di cuore con preparati a base di curcuma e suggerisce il consumo regolare di curcuma per ridurre il colesterolo.
Circa trent’anni fa gli scienziati osservarono che l’incidenza di malattie croniche nella popolazione indiana era notevolmente più bassa di quella dei paesi occidentali, e la misero in relazione con l’importante consumo quotidiano della spezia, che già avevano notato. Pertanto iniziarono a studiare le capacità curative e di prevenzione della curcuma, che vennero attribuite al principio attivo che la caratterizza: la curcumina, un composto che esplica una potente azione antiossidante e antiinfiammatoria, come dimostrato da migliaia di studi condotti su animali e su esseri umani.
Il Ruolo della Curcumina
Le ricerche moderne hanno ampiamente dimostrato che la curcumina esplica un’azione protettiva sul cuore, collegata alla sua attività antiossidante. Le sostanze ad azione antiossidante, come la curcumina, sono molecole che proteggono le cellule del corpo di danni dei radicali liberi. Per questo oggi si trovano in commercio capsule e compresse a base di curcumina da usare come integratore per differenti problemi di salute collegati allo stress ossidativo e per l’azione “anti-colesterolo”.
La curcumina sembrerebbe agire a livello epatico favorendo l’escrezione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), che trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti periferici, e stimolando il fegato a produrre più bile contribuendo così a eliminare il colesterolo in eccesso.
Come Utilizzare la Curcuma in Cucina
La Curcuma longa è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Zingiberacee, sviluppa un rizoma (la porzione sotterranea del fusto), che viene raccolto una volta all’anno, bollito, seccato e polverizzato. Una volta acquistata una curcuma di buona qualità, è bene prendere l’abitudine di aggiungerla ad ogni piatto, anche se può costituire ancora una novità per il palato occidentale.
Solitamente viene venduta già macinata in quanto il rizoma è molto duro da triturare. Si trova nella maggior parte dei supermercati nel reparto delle spezie, in drogherie specializzate o nei negozi di alimentari indiani. A crudo può avere un sapore più ruvido pertanto gli indiani la sottopongono sempre a cottura, in quanto questa spezia ammorbidisce il sapore quando viene cucinata. Utilizzarla in cucina è davvero semplice, è sufficiente ricordarsi di aggiungere una punta di cucchiaino a persona, durante la cottura di ogni pietanza.
Da non confondere il curry , più saporito, con la curcuma, dal sapore decisamente più delicato. Il curry infatti non è una spezia ma una combinazione di spezie che gli inglesi inventarono nel 1700 includendo tipicamente coriandolo, cumino, fieno greco, pepe nero e l’immancabile curcuma, che gli conferisce la sfumatura gialla.
Curcuma: Proprietà e Benefici
La curcuma esercita effetti antinfiammatori e antiossidanti; inoltre sembra utile sia contro i gas intestinali che come antimicrobico. In cucina se ne usa il rizoma, simile a quello delle zenzero, ma dal colore arancione inteso. La curcuma (Curcuma longa) è una spezia appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale indiana e cinese.
La curcuma è poi una buona fonte di fibre che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, anche se è fonte sia di grassi "buoni" che di grassi "cattivi". La ricerca scientifica ha dimostrato che alla base di molti dei suoi benefici vi è la presenza di curcumina, la molecola che conferisce a questa spezia il suo tipico colore arancione e che dal punto di vista chimico può essere classificata fra i composti polifenolici.
La curcuma stimola la secrezione di succo gastrico e pancreatico, facilitando la digestione. Questa spezia protegge il fegato e la cistifellea. Può alleviare condizioni come gastrite, digestioni pesanti o inappetenza. La curcuma ha proprietà antinfiammatorie utilissime per chi soffre di artrite o dolori articolari.
Studi Clinici sulla Curcumina
L’assunzione di estratti con curcumina hanno talvolta restituito risultati contrastanti relativamente all’azione ipolipemizzante. In questo studio sono stati valutati gli effetti della curcumina sul peso corporeo, sul glucosio e sui profili lipidici in pazienti con sindrome metabolica.
65 pazienti sono stati assegnati random a uno dei due gruppi sperimentali; 33 pazienti hanno assunto curcumina (630 mg tre volte al giorno) e altri 32 il medesimo regime di trattamento ma con capsule placebo. Dopo 12 settimane di trattamento nel gruppo con curcumina il livello delle lipoproteine a elevata densità (C-HDL) è aumentato da 40,96 ± 8,59 e 43,76 ± 2,79 mg/dl (p <0,05) e il livello delle lipoproteine a bassa densità (C-LDL) è diminuito da 120,55 ± 36,81 a 106,51 ± 25,02 mg/dl (p <0,05). Nello studio è stata registrata anche una diminuzione dei trigliceridi di 65 mg/dl.
Gli autori osservano che l’assunzione giornaliera di 1890 mg di curcumina per 12 settimane in pazienti con sindrome metabolica è risultata associata a un effetto ipolipemizzante, non ha però migliorato il peso corporeo e l’omeostasi del glucosio. Il consumo quotidiano di curcumina potrebbe quindi essere una risorsa per modificare i parametri colesterolo-correlati, soprattutto in pazienti con sindrome metabolica.
La curcumina, dunque. Infine, sul capitolo tumori, la curcuma potrebbe avere un qualche effetto positivo dato lo stretto legame del cancro con lo stato infiammatorio alterato e lo stress ossidativo e date le potenziali proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di questa spezia. Si pensa anche che la curcuma possa contribuire a rallentare lo sviluppo tumorale.
Curcuma e Malattie Cardiovascolari
Le malattie cardiovascolari (CVD) sono una delle principali cause di mortalità nel mondo e l’aumento del rischio è dato da età, sesso, ipertensione, dislipidemia, obesità, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica. L’intervento sulla dislipidemia è importante per la prevenzione di questo problema. Le statine hanno mostrato risultati promettenti nel trattamento della dislipidemia, ma sono correlate a diversi effetti avversi, inclusa l’epatotossicità e vi è dunque la necessità di individuare alternative sicure ed efficaci.
Il rizoma di curcuma (Curcuma longa, Zingiberaceae) e la curcumina, un suo componente attivo, si sono dimostrati efficaci su molti dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, compresa la dislipidemia, ma gli studi finora disponibili sono contrastanti.
Una recente metanalisi cinese ha valutato l’efficacia e la sicurezza di curcuma e curcumina nell’abbassare i livelli lipidici in soggetti a rischio di CVD. I dati aggregati di sei studi (n = 218) hanno dimostrato che tutte le formulazioni a base di curcuma testate riducono in modo significativo il colesterolo LDL (P <0,0001). La metanalisi dei dati di sette studi ha mostrato un beneficio del trattamento sperimentale (n = 325) rispetto ai controlli (n = 324) nel ridurre in modo significativo i valori dei trigliceridi (P = 0,007).
La curcuma e la curcumina sembrano ben tollerate e prive di eventi avversi gravi; sono state segnalate soltanto reazioni avverse minori quali dispepsia e vampate di calore. Gli autori concludono che la curcuma e la curcumina hanno un effetto cardioprotettivo, abbassando i livelli sierici di colesterolo LDL e trigliceridi.
Curcuma: Precauzioni e Interazioni Farmacologiche
Sebbene venga utilizzata da secoli e, quindi, sia considerata sicura, la Curcuma può interagire con alcune classi di farmaci, ad esempio quelli ipoglicemizzanti, gli anticoagulanti e con alcuni antibiotici e antitumorali.
La Curcuma ci offre un ottimo esempio di come l’utilizzo massiccio di un integratore possa contribuire alla definizione di norme sul suo utilizzo e a capire come funzioni la vigilanza sui fitoterapici. Un grande ostacolo alla diffusione della Curcuma in ambito medico e allo sfruttamento delle sue proprietà benefiche è rappresentato dalla biodisponiblità.
Per questo motivo gli studiosi si sono impegnati nella ricerca di strumenti che ne aumentino la biodisponibilità, sia associandola a sostanze che ne migliorino l’assorbimento (piperina e olio), sia sperimentando nuove tecniche di veicolazione che la immettano direttamente nel sangue (nanoparticelle e liposomi).
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