Ecografia del Secondo Trimestre: Linee Guida e Importanza

L’ecografia morfologica, o ecografia del secondo trimestre, è un esame non invasivo di tipo ostetrico-ginecologico che valuta l’anatomia fetale e l’accrescimento (biometria) del feto.

Questo esame permette l’individuazione di malformazioni fetali maggiori e serve a controllare l’anatomia e il benessere fetale.

La diagnosi prenatale delle malformazioni è una parte integrante e fondamentale della assistenza prenatale moderna.

Tutte le pazienti gravide vengono sottoposte ad un esame ecografico intorno alla 20° settimana che ha soprattutto questa finalità.

Tuttavia, la diagnosi delle anomalie fetali resta, per numerose ragioni, complessa.

Questo corso si propone di affrontare in maniera organica e dettagliata la problematica fornendo indicazioni pratiche sullo stato dell’arte, con particolare riguardo alle linee guida italiane e internazionali.

Finalità e Tempistica dell'Ecografia del Secondo Trimestre

La Società Italiana di Ecografia Ostetrica Ginecologica (SIEOG) ha elaborato le Linee Guida sulle finalità e le indicazione delle ecografie eseguite in questi momenti della gestazione.

In questo ambulatorio si effettuano esami di primo livello secondo le Linee Guida della SIEOG pubblicate da Editeam nel 2021.

Si suggerisce di effettuare tale indagine fra 19 e 21 settimane compiute di età gestazionale.

Tale esame ecografico è consigliato ma non obbligatorio e la persona assistita, dopo essere stata informata dal sanitario curante, potrà decidere se effettuarlo o meno.

Gli scopi per il quale tale accertamento viene proposto ed effettuato sono il controllo della vitalità del feto, dell’anatomia e del suo sviluppo.

L’esame consente inoltre la valutazione della quantità di liquido amniotico e della localizzazione placentare.

Cosa si Valuta Durante l'Ecografia del Secondo Trimestre

Questo esame consente di ottenere la misura di alcune parti del corpo del feto ed i valori di tali misure vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento per valutare se le dimensioni corrispondono a quelle attese per l’epoca di gravidanza.

Nello stesso esame si visualizzano la sede di inserzione placentare, la quantità di liquido amniotico e la struttura dei principali organi e distretti anatomici del feto.

Come si Svolge l'Esame Ecografico

Il Medico, dopo aver applicato una piccola quantità di gel, effettua l’esame appoggiando una sonda sull’addome.

Talora è necessario applicare una certa pressione per ottenere immagini nitide.

A volte l’esame non può essere effettuato in modo esaustivo a causa di una posizione fetale persistentemente sfavorevole o della cattiva visualizzazione di alcuni organi (es. stomaco o vescica vuoti).

In questi casi è necessario ripetere l’ecografia dopo qualche ora o giorno per completare lo studio del feto.

Nel caso in cui venga evidenziato un reperto sospetto il medico esaminatore discuterà il suo significato clinico con la persona assistita.

È possibile che si renda opportuna una valutazione ulteriore presso un centro di riferimento per lo studio delle anomalie del feto (ecografia diagnostica).

Limitazioni dell'Ecografia e Possibili Anomalie Non Rilevabili

A parte rare eccezioni, non esistono anomalie fetali che sono individuabili sempre e con certezza.

Pertanto per i limiti intrinseci della metodica è possibile che alcune anomalie fetali, anche gravi, non vengano identificate in epoca prenatale.

Da Linee guida SIEOG: “Tra le finalità dell’esame ecografico di screening del II trimestre vi è la valutazione dell’anatomia fetale e la possibilità di diagnosticare eventuali malformazioni la cui detection rate prenatale, come riportato nelle Linee Guida alle quali questo manuale fa riferimento, tratta dal registro EUROCAT e riferito ai dati italiani è complessivamente del 32% tra II o III terzo trimestre”.

La possibilità di individuare una anomalia non dipende necessariamente dalla gravità del difetto ma dalle sue dimensioni e dalla più o meno evidente alterazione dell’immagine ecografica che ne risulta.

Inoltre, un gruppo di malformazioni a carico di ciascun distretto anatomico del feto (cosiddette evolutive) può comparire solo in epoca di gravidanza avanzata o addirittura dopo il parto e non essere perciò rilevabile nel corso dell’esame ecografico di screening effettuato nel II trimestre.

L’accuratezza dello studio ecografico nella individuazione delle anomalie fetali può essere limitata dalla sfavorevole posizione del feto in utero, dalla ridotta quantità di liquido amniotico e dalla presenza di altri fattori quali cicatrici addominali, gemellarità, nodi di mioma e scarsa penetrazione degli ultrasuoni attraverso la parete addominale materna (condizione frequente nelle gestanti obese).

Ecografia e Anomalie Genetiche

Non è compito dell’ecografia di screening del II trimestre l’individuazione delle anomalie genetiche (cromosomiche e non).

I cosiddetti soft markers ecografici di cromosomopatia non sono oggetto di ricerca dell’esame ecografico effettuato per screening malformativo nel II trimestre.

Inoltre non tutte le malattie genetiche presentano malformazioni rilevanti ed evidenziabili all’esame ecografico.

Non è obiettivo dell’ecografia del secondo trimestre lo screening delle anomalie cromosomiche (per esempio la sindrome di Down).

Sicurezza dell'Ecografia per il Feto

Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre trent’anni e non sono stati riportati effetti dannosi anche a lungo termine, sul feto.

Specifiche Strutture e Condizioni Valutate

  • Lo studio dell’orecchio non è previsto.
  • La scansione 4-camere permette di individuare il 40-50% delle cardiopatie.
  • La valutazione degli efflussi arteriosi del cuore incrementa la possibilità di diagnosticare le cardiopatie congenite; è necessario sottolineare che tali scansioni non siano semplici da eseguire.
  • Le anomalie ostruttive del tubo digerente non sono sempre suscettibili di diagnosi sia in relazione al grado che al livello dell’ostruzione (le anomalie del colon ed anorettali non sono identificabili; solo il 10% delle atresie esofagee sono diagnosticabili); per alcune di esse la diagnosi è possibile solo nel terzo trimestre.
  • La diagnosi ecografica di ernia diaframmatica è possibile solo dopo l’erniazione di visceri addominali in torace che può verificarsi in qualsiasi momento della gestazione.
  • Possono sussistere difficoltà alla visualizzazione di entrambi i reni nel secondo trimestre. ( La presenza o assenza di uno dei due reni nella rispettiva loggia renale può non essere accertabile con sicurezza.
  • Nel secondo trimestre di gestazione è estremamente difficile ed in molti casi impossibile il riconoscimento della precoce ossificazione delle suture delle ossa craniche (tale gruppo di patologie è noto con il termine di craniosinostosi).
  • Mani e piedi sono controllati in termini di presenza/assenza, senza identificazione delle dita.
  • Visualizzazione di reni e vescica.

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