Il cuore è una macchina straordinaria, ma anche molto delicata. Il suo corretto funzionamento dipende da un sistema elettrico interno che coordina i battiti, garantendo che il sangue venga pompato in modo efficiente. Quando questo sistema presenta un’anomalia, come nel caso del blocco di branca, può sorgere qualche preoccupazione. Ma cosa significa esattamente avere un blocco di branca?
Che cos’è il blocco di branca?
Il blocco di branca è un disturbo della conduzione elettrica del cuore, che interessa i rami del fascio di His. Questo fascio si divide in due branche principali: la branca destra e la branca sinistra, che trasportano gli impulsi elettrici ai rispettivi ventricoli (destro e sinistro).
La branca destra diffonde i segnali elettrici al ventricolo destro; la branca sinistra veicola i segnali elettrici al ventricolo sinistro: essa si divide in due fasci più piccoli, il fascicolo anteriore sinistro e il fascicolo posteriore sinistro.
Nel blocco di branca destra la progressione dell’impulso è ritardata o bloccata, dunque uno dei due ventricoli si attiva normalmente, mentre l’altro si attiva in ritardo. Spesso la condizione è asintomatica, ovvero priva di sintomi evidenti.
I blocchi di branca possono essere congeniti o acquisiti.
Differenze tra blocco di branca destra e sinistra
Le differenze tra il blocco di branca destra e il blocco di branca sinistra sono rappresentate dalla localizzazione del blocco all’interno del sistema di conduzione del cuore, dai relativi reperti elettrocardiografici e soprattutto nelle implicazioni cliniche. Il blocco di branca destra non è grave di per sé e si può verificare in soggetti apparentemente sani. Il blocco di branca sinistra è tendenzialmente più grave.
Come funziona il sistema di conduzione del cuore?
Affinché la contrazione del cuore avvenga in maniera coordinata, in tutte le sue parti, è necessario che l’impulso elettrico che la determina segua un percorso ben preciso lungo il sistema di conduzione del cuore:
- Nodo senoatriale: zona di tessuto specializzato localizzato nella giunzione tra vena cava superiore e atrio destro. È il normale pacemaker del cuore: le sue cellule sono cioè in grado di generare autonomamente l’impulso elettrico che poi viene trasmesso alle successive stazioni del sistema di conduzione e al miocardio.
- Nodo atrioventricolare: si trova alla base del setto interatriale (lamina di tessuto miocardico che separa le cavità dei due atri), in prossimità della valvola tricuspide.
- Fascio di His (o fascio atrioventricolare): conduce l’impulso elettrico dal nodo atrioventricolare ai ventricoli.
- Branca destra e sinistra: rappresentano le due diramazioni periferiche del fascio di His e si portano ai ventricoli omonimi; la branca sinistra a sua volta si divide in fascicolo anteriore sinistro e fascicolo posteriore sinistro.
Cause del Blocco di Branca Destra
È importante andare anche a ricercare le cause che possono essere responsabili del blocco di branca. Alcuni delle principali cause del blocco di branca destra sono:
- L'infarto del miocardio (o attacco di cuore).
- L'ipertensione arteriosa.
- Alcune anomalie congenite del cuore. Una delle anomalie congenite del cuore più note per causare un blocco di branca destra è il cosiddetto difetto del setto interatriale (o, più semplicemente, difetto interatriale).
- Una miocardite virale o una miocardite batterica. Il termine "miocardite" significa infiammazione del miocardio.
- Una condizione di embolia polmonare.
- La presenza di un'ipertrofia ventricolare destra. È una condizione cardiaca caratterizzata da un ispessimento del miocardio che costituisce il ventricolo destro. Se il ventricolo destro è ipertrofico, il cuore fatica a pompare il sangue verso i polmoni, dove deve fluire per ossigenarsi.
- La presenza di una stenosi aortica. Stenosi aortica indica la presenza di un restringimento o un'ostruzione a livello della valvola aortica del cuore.
- La cardiomiopatia di tipo dilatativo (o cardiomiopatia dilatativa). È una patologia del miocardio, contraddistinta da una dilatazione del ventricolo sinistro del cuore, con conseguente stiramento della sua parete muscolare.
- La malattia di Lenegre (o malattia di Lev). È una condizione morbosa degenerativa, caratterizzata dalla fibrosi e dalla calcificazione degli elementi del sistema di conduzione elettrica del cuore.
- Uno stato di iperkaliemia.
- Un'intossicazione da digossina.
- L'età avanzata.
Inoltre, alcuni blocchi di branca destra sono così complessi nella patofisiologia, che è difficile identificarne le cause scatenanti.
Alcuni fattori di rischio comuni includono l’età avanzata, la pressione alta, il diabete e una predisposizione familiare.
Sintomi del Blocco di Branca Destra
Spesso la condizione è asintomatica, ovvero priva di sintomi evidenti. Molte persone scoprono di avere un blocco di branca in modo casuale, durante un elettrocardiogramma (ECG) di routine, perché nella maggior parte dei casi non provoca sintomi evidenti.
Qualora siano presenti, i sintomi possono variare a seconda della gravità del blocco e della cardiopatia sottostante che l’ha causato.
In genere le manifestazioni più tipiche di un blocco cardiaco sono i capogiri, le vertigini, l’affanno a svolgere normali mansioni, improvvise perdite di coscienza con caduta a terra. Infatti quando il blocco determina arresti del cuore prolungati o una frequenza cardiaca molto bassa (pochi battiti per minuto), il cuore non riesce a pompare il sangue in circolo in maniera efficiente e a irrorare i muscoli, il cervello e tutti gli organi.
Sincope e presincope sono conseguenze di un rallentamento del ritmo cardiaco, rallentamento che compromette l'irrorazione sanguigna dei vari organi e tessuti del corpo umano, cervello in primis.
A volte, ciò rende più difficoltoso per il cuore pompare il sangue in modo efficiente a tutto l'organismo.
Diagnosi del Blocco di Branca Destra
La diagnosi di blocco di branca si effettua attraverso un elettrocardiogramma (ECG), che evidenzia alterazioni tipiche del tracciato. La diagnosi viene posta dal medico cardiologo attraverso la registrazione e l’osservazione di un elettrocardiogramma. La diagnosi di questa condizione avviene principalmente tramite un ECG, uno strumento fondamentale che ci permette di valutare con precisione il funzionamento elettrico del cuore.
Un ruolo fondamentale ha l’esame Holter ECG che valuta il ritmo cardiaco e sue eventuali anomalie attraverso una registrazione continua di 24-48-72 o anche più ore.
Talvolta i blocchi avvengono improvvisamente e di rado ed allora per individuarli occorre eseguire un ECG Holter, cioè una registrazione elettrocardiografica prolungata per almeno 24 ore.
Se nemmeno tale esame rivela aritmie, ma rimane il sospetto che il blocco ci sia e sia grave, è possibile eseguire uno studio elettrofisiologico. Si tratta di un particolare esame elettrocardiografico eseguito dall’interno del cuore e che consente di valutare con opportuni sistemi la funzionalità dell’”impianto elettrico” cardiaco in ogni sua parte. Per eseguire tale esame occorre fare una piccola anestesia locale a livello dell’inguine dove si introduce un catetere nella vena femorale e lo si fa scorrere fino al cuore. Qui si registra l’attività cardiaca e si può anche stimolare il cuore dal suo interno e in vari punti per studiarne le “reazioni”.
In altri casi, quando il blocco si manifesta con una perdita di coscienza improvvisa (sincope), è possibile impiantare sotto la pelle, nella regione sinistra del torace, un piccolo dispositivo detto loop recorder. Questo dispositivo è in grado di registrare il battito cardiaco per 3-4 anni e registrare possibile cause della sincope come pause da blocco cardiaco o tachicardie con frequenza molto elevata. La procedura richiede una piccola anestesia locale e dura pochi minuti.
Altri esami utili possono essere:
- elettrocardiogramma, tecnica che registra gli impulsi elettrici del cuore attraverso sensori applicati sul petto e in altre aree del corpo.
- ecocardiogramma, indagine basata sull'emissione di onde sonore che fornisce immagini dettagliate della struttura del cuore, mostrando lo spessore e la funzione del muscolo cardiaco e rivelando se le valvole cardiache funzionano normalmente.
Trattamento del Blocco di Branca Destra
Il trattamento dipende dalla causa sottostante: non sempre serve una terapia specifica. Non tutti i blocchi di branca sono motivo di allarme. In molti casi, soprattutto con il blocco di branca destra isolato, non è richiesta alcuna terapia e il paziente può condurre una vita normale.
La maggior parte delle persone con blocco di branca non presenta disturbi. Laddove venga invece individuata la causa che ha determinato l’insorgenza del blocco di branca, si procede al trattamento adeguato della malattia o condizione che l’ha causata.
Quando ad essere soggetti ad aritmia ventricolare sono pazienti sani e il fenomeno aritmico è sporadico, quest’ultimo può risolversi spontaneamente e si può evitare la somministrazione di farmaci.
In caso di emergenza, può essere utilizzato un pacemaker temporaneo, finché non sia possibile impiantarne uno permanente.
Le opzioni terapeutiche includono:
- pacemaker, se il blocco di branca si associa ad altri disturbi della conduzione atrio-ventricolare. Il pacemaker è un dispositivo impiantabile sottocute, nell'area superiore del torace, (pacemaker interno) collegato con due cavi all'interno dell'atrio e del ventricolo destro.
- terapia di resincronizzazione cardiaca, quando il blocco di branca sinistro è presente in pazienti con importante disfunzione della pompa cardiaca con una bassa frazione di eiezione (indice di funzione cardiaca).
Il blocco di branca sinistra, associato a riduzione della frazione di eiezione sinistra, può causare una dissincronia nella attivazione dei 2 ventricoli e all’ interno del muscolo del ventricolo sinistro. In questi casi si ricorre al pacemaker biventricolare, spesso associato al defibrillatore automatico.
Cosa fare in caso di diagnosi di blocco di branca?
È importante non sottovalutarlo e rivolgersi a un cardiologo se compaiono sintomi, se si è affetti da altre malattie cardiache o se l’ECG mostra alterazioni significative. È bene:
- fare una lista dei disturbi (sintomi) comparsi, anche se i blocchi di branca sono quasi sempre un reperto occasionale e non danno sintomi, qualora siano presenti dei disturbi è bene annotarli, compresi quelli che sembrano non collegati al motivo della visita (ad es.
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