Scintigrafia Ossea: Cosa Sapere su Radioattività e Precauzioni

La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che, a differenza della maggior parte degli esami di radiodiagnostica tradizionale, consente di ricavare informazioni su la localizzazione, estensione, forma e soprattutto la funzionalità di diversi distretti e organi, come tiroide, cuore, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni. Fornisce dati importanti per diagnosticare e valutare la progressione di molte malattie, tra cui la stadiazione delle patologie tumorali. È un esame poco invasivo e non doloroso.

La scintigrafia ossea è un esame di medicina nucleare che permette di studiare l’apparato scheletrico e valutarne il metabolismo. Si effettua mediante l'iniezione endovenosa di un radiofarmaco che si distribuisce nelle ossa in proporzione alla loro attività metabolica.

Come si svolge l'esame?

Il farmaco è iniettato in una vena del braccio.

Successivamente bisogna aspettare un tempo variabile a seconda dell'esame. Dopo la somministrazione del farmaco radioattivo è richiesto un certo periodo di attesa, per la distribuzione e l’accumulo dello stesso nell’organismo, variabile in base al tessuto da studiare. Generalmente da 20 minuti fino alle 3 ore. Per la scintigrafia ossea è necessario un periodo di attesa di 3 ore. Alcuni esami come per esempio le scintigrafie con Iodio 131 richiedono che il paziente ritorni dopo alcuni giorni.

Durante l'esecuzione dell'esame la posizione del paziente può essere distesa o seduta. Successivamente alla somministrazione e al periodo di attesa, il paziente viene fatto accomodare su un lettino, in genere sdraiato, mentre la gamma-camera acquisisce le immagini.

Questa apparecchiatura contiene cristalli che generano fotoni, quando colpiti da raggi gamma emessi dal radiofarmaco iniettato. La luce così generata sotto forma di fotoni, viene trasformata in impulsi elettrici che successivamente vengono analizzati da uno specifico server, che è in grado di elaborare e ricostruire un’immagine e una mappa funzionale del distretto studiato.

Preparazione all'esame

All’atto di prenotazione della scintigrafia, si comunicano al paziente le indicazioni da osservare prima del suo svolgimento. Non si tratta comunque di procedure invasive o complicate.

Si può mangiare e bere normalmente; potrebbe essere necessario bere più del solito in modo da liberarsi prima dalle sostanze iniettate. Per eseguire una scintigrafia ossea non serve una preparazione particolare, non occorre essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso.

Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco, che precede di circa tre ore l’esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia alla paziente di assumere liquidi in abbondanza (acqua).

Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.

Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione.

Chi non può fare la scintigrafia?

Bisogna informare il medico, prima della somministrazione del farmaco, della gravidanza in corso o presunta. In caso di gravidanza accertata non si deve eseguire alcuna indagine radiologica, e quindi anche di medicina nucleare, a meno che le informazioni ottenibili non siano ritenute essenziali per la vita della paziente.

È infatti necessario prendere ogni precauzione e discutere con lo specialista della effettiva necessità dell'esame. Inoltre, dal momento che le sostanze radioattive vengono escrete attraverso il latte materno, nelle donne che allattano l’esame non è indicato se non dopo aver interrotto temporaneamente l’allattamento.

A differenza di altri dispositivi di diagnostica per immagini, la gamma-camera è aperta in due lati, può quindi essere generalmente utilizzata anche nei pazienti che soffrono di claustrofobia.

Dopo l'esame: Quanto si è radioattivi?

Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le altre persone, in particolare con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli. Al proprio domicilio non è richiesta alcuna modifica delle normali abitudini di vita e di coabitazione con i familiari.

Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.

Nella maggior parte dei casi la scintigrafia può essere ripetuta anche nella giornata successiva. Infatti, i moderni radiofarmaci non emettono più radiazioni già nell'arco di 24-48 ore.

Ulteriori Informazioni

  • Durata dell'esame: La durata dell’indagine vera e propria è di circa 20 minuti. Il radiofarmaco deve essere iniettato circa tre ore prima dell’esame, per dare tempo al tracciante di accumularsi nello scheletro e di localizzarsi in corrispondenza delle eventuali lesioni.
  • Risultati: Gli esami scintigrafici spesso necessitano di elaborazione delle immagini con software dedicati, per cui la risposta non viene consegnata subito ma dopo qualche giorno.
  • È un esame doloroso?: L’esame non è assolutamente doloroso, l’unico fastidio consiste nella puntura per la somministrazione endovenosa del farmaco.

Dopo l’esame, la maggior parte dei radiofarmaci viene escreto attraverso le urine o le feci. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni fornite dal personale medico o dal tecnico di imaging per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni.

È possibile tornare al lavoro dopo l'esame?

Non è necessario farsi accompagnare e alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare.

Indicazioni utili: Non dimenticare di portare il giorno dell’esame tutta la documentazione clinica.

Il tipo di preparazione richiesto per lo svolgimento dell’esame varia in base al tipo di scintigrafia richiesta.

Tipi di scintigrafia

  • scintigrafia della tiroide - utilizzata per valutare la funzione tiroidea e individuare eventuali noduli o altre anomalie.
  • scintigrafia ossea - utilizzata per diagnosticare fratture, infezioni, metastasi e altre condizioni ossee.
  • scintigrafia renale - utilizzata per valutare la funzione renale, individuare ostruzioni urinarie, anomalie congenite o altre malattie renali.
  • scintigrafia miocardica - utilizzata per valutare la perfusione del sangue al cuore e individuare eventuali problemi cardiaci come l’ischemia o l’infarto del miocardio.
  • scintigrafia della mammella - utilizzata per individuare lesioni sospette al seno e valutare la loro natura.

Durata dei diversi tipi di scintigrafia

  • ossea - può richiedere da 1 a 3 ore.
  • renale - può richiedere circa 1-2 ore.
  • miocardica - può richiedere da 2 a 4 ore.

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