Colesterolo Alto, Trigliceridi Alti e Infezioni: Cause e Collegamenti

Il colesterolo è un tipo di grasso presente nel sangue e in tutto l'organismo. Il nostro corpo produce colesterolo perché è essenziale per il funzionamento dell’organismo.

Solo una piccola parte del colesterolo presente nell’organismo viene introdotta tramite la dieta. Non è noto a tutti che l’85% del colesterolo viene prodotto dall’organismo stesso.

Il colesterolo può aumentare a causa di alcune malattie, di una predisposizione genetica, dell'assunzione di determinati farmaci o di uno stile di vita scorretto, in particolare di un'alimentazione squilibrata.

Ecco alcuni dei ruoli chiave del colesterolo:

  • Il colesterolo è un componente chiave delle membrane cellulari.
  • Il colesterolo è un precursore per la produzione di ormoni steroidei, come il cortisolo, che ha proprietà antinfiammatorie e aiuta a trattare le infiammazioni causate dalle infezioni.
  • Gli ormoni steroidei includono il progesterone, gli estrogeni e il testosterone, che sono correlati alla fertilità e alle caratteristiche sessuali.
  • Il colesterolo è necessario per la sintesi della vitamina D nella pelle sotto l’effetto della luce solare.
  • Il colesterolo viene utilizzato per produrre acidi biliari nel fegato.
  • Gli acidi biliari sono composti essenziali per la digestione e l’assorbimento dei grassi, nonché per l’attivazione degli ormoni tiroidei.
  • Il colesterolo svolge un ruolo centrale nel potenziamento dell’azione del sistema immunitario contro i microrganismi patogeni.
  • In caso di infezione, le cellule immunitarie utilizzano il colesterolo per distruggere i microrganismi patogeni.
  • Il colesterolo e i suoi derivati hanno un’attività antimicrobica diretta.

Cause di Colesterolo Alto

Diverse condizioni mediche possono contribuire all'aumento del colesterolo, tra cui:

  • Ipotiroidismo: una ridotta attività della ghiandola tiroide, che produce quantità inferiori al necessario di ormoni tiroidei.
  • Diabete: una malattia caratterizzata da alcune alterazioni del metabolismo, che fra le altre cose possono portare anche a un accumulo di colesterolo nel sangue.
  • Malattie del fegato: il fegato è un organo chiave per la produzione, regolazione ed eliminazione del colesterolo.
  • Obesità: influisce in maniera negativa sulla sensibilità all'insulina e sul metabolismo dei lipidi, favorendo l'ipercolesterolemia.
  • Sindrome nefrosica: una malattia dei reni dovuta a un'alterazione dei glomeruli renali, la fitta rete di capillari presente nel rene, e caratterizzata da una perdita di proteine con le urine.

Inoltre, alcuni farmaci e uno stile di vita scorretto possono contribuire all'aumento del colesterolo.

Il Ruolo del Microbiota Intestinale

Considerando i molti ruoli e processi nei quali il microbiota è implicato nella nostra salute, potrebbe essere coinvolto anche nella regolazione di questi parametri lipidici offrendo quindi una possibile alternativa terapeutica?

Il microbiota intestinale sembrerebbe quindi in grado di influenzare il profilo lipidico, HDL e trigliceridi in particolare. Elevati livelli plasmatici di TMAO sono stati associati a un incremento del rischio di patologie cardiovascolari.

Nonostante ciò, come sottolineano gli stessi autori, ad oggi sono ancora insufficienti i trial clinici a disposizione per determinare con una certa sicurezza l’esatto ruolo e meccanismi del microbiota nel trattamento delle dislipidemie.

Trigliceridi: Cosa Sono e Perché Sono Importanti

I trigliceridi sono i grassi più semplici e abbondanti presenti nel corpo umano. Essi rappresentano un fondamentale deposito energetico, fornendo a parità di peso più del doppio dell’energia fornita da carboidrati e proteine.

La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue deriva dall’alimentazione, trovandosi in abbondanza in sia grassi animali e vegetali. Tuttavia, qualora si assumano zuccheri e proteine in eccesso, il fegato è in grado di convertire questi macronutrienti in trigliceridi endogeni che possano poi essere depositati come riserva energetica.

Ipertrigliceridemia: Cause e Sintomi

Le ipertrigliceridemie possono dividersi in familiari e non familiari. Le forme familiari di ipertrigliceridemia sono relativamente rare, e derivano da mutazioni genetiche che alterano il metabolismo dei grassi.

Le cause secondarie sono invece responsabili della maggior parte dei casi di ipertrigliceridemia e tra queste la più importante è rappresentata da uno stile di vita sedentario associato ad un eccessivo apporto dietetico di grassi saturi e colesterolo.

Spesso, i trigliceridi alti non mostrano sintomi evidenti, il che rende difficile riconoscere il problema senza esami specifici. Quando i livelli di trigliceridi sono superiori a 200 mg/dL, si consiglia di prendere misure per abbassarli. Trigliceridi e colesterolo alti sono spesso riscontrati insieme e possono causare vari sintomi.

Un altro sintomo comune associato ai trigliceridi alti è la pancia gonfia. I trigliceridi alti possono avere numerosi effetti collaterali sulla salute, inclusi problemi cardiaci, digestivi e articolari. Alcune ricerche suggeriscono che i trigliceridi alti possano essere associati a dolori articolari, in particolare a causa dell'infiammazione.

Quando i livelli di trigliceridi sono troppo elevati, il corpo ha difficoltà ad elaborare il grasso in eccesso, riducendo l'efficienza energetica. I trigliceridi alti possono influire sulla salute generale e sono spesso legati a una sensazione di stanchezza persistente.

Effetti dei Grassi sulla Trigliceridemia

Non tutti i grassi assunti con la dieta hanno gli stessi effetti sull’omeostasi lipidica. In particolare, i grassi saturi, presenti in abbondanza in carni rosse, burro, margarina, formaggi e insaccati, causano l’incremento dei trigliceridi, del colesterolo “cattivo” LDL e la riduzione del colesterolo “buono” HDL.

Rischi Associati all'Ipertrigliceridemia

Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato un’associazione significativa tra elevati livelli di trigliceridi e il rischio di sviluppare depositi (“placche”) di colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni, un processo noto come aterosclerosi.

La formazione, infiammazione e rottura di queste placche provoca gravi malattie cardio-cerebro-vascolari come l’infarto del miocardio, l’arteriopatia periferica e l’ictus ischemico.

Sebbene gli elevati livelli di trigliceridi non causino direttamente l’aterosclerosi, essi favoriscono l’infiammazione dei vasi arteriosi, rendendoli così più suscettibili alle infiltrazioni di colesterolo e alla rottura delle placche aterosclerotiche. Inoltre, i trigliceridi in eccesso, depositandosi nel fegato e nel grasso addominale, determinano la steatosi epatica (il “fegato grasso”) e l’obesità viscerale.

Diagnosi e Trattamento

L’analisi della trigliceridemia è comunemente prescritta dal medico nell’ambito del pannello lipidico completo, assieme al dosaggio del colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL, al fine di determinare il rischio cardiovascolare complessivo del paziente e valutare l’effetto di eventuali trattamenti.

L’esame si effettua su di un campione di sangue prelevato da una vena del braccio. Affinché l’esame sanguigno per la valutazione dei trigliceridi sia attendibile è necessario che il paziente sia a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore. È necessario presentarsi al prelievo dopo un digiuno di almeno 12 ore, seguendo un pasto leggero, poiché un elevato apporto calorico può far aumentare i livelli di trigliceridi.

Il trattamento dell’ipertrigliceridemia richiede anzitutto una scrupolosa valutazione da parte del cardiologo. La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. Il trattamento comprende prima di tutto modifiche delle abitudini di vita quali raggiungere/mantenere il peso forma, svolgere un’attività fisica moderata almeno 3 volte a settimana e adottare un sano ed equilibrato regime dietetico.

Opzioni Farmacologiche

In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio.

Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.

  • Fibrati: rappresentano i farmaci più efficaci per l’ipertrigliceridemia (fino al 50% di riduzione) e determinano anche un aumento del colesterolo HDL (cosiddetto colesterolo “buono”).
  • Statine: sebbene la loro indicazione principale sia ridurre il colesterolo LDL (cosiddetto colesterolo “cattivo”), sono sufficientemente efficaci anche contro l’ipertrigliceridemia. In caso di elevati livelli di trigliceridi e colesterolo LDL rappresentano una soluzione farmacologica ideale.
  • Acidi grassi omega 3: ad alte dosi ( 1-6 g al giorno di acido eicosanpentaenoico-EPA e di acido docosaesaenoico-DHA) possono ridurre i livelli di trigliceridi ed hanno anche proprietà cardioprotettive, antiossidanti, antinfiammatorie.

Gli acidi grassi omega 3 EPA e DHA rappresentano i principi attivi dell’olio di pesce e delle capsule di omega 3. Possono essere utilizzati in aggiunta ad una dieta sana ed equilibrata descritta in precedenza e/o possono essere di ausilio in aggiunta ad altri farmaci nel mantenimento di valori adeguati di trigliceridi.

Colesterolo e Malattie Autoimmuni

Spesso il colesterolo è associato all’insorgenza di malattie cardiovascolari, come infarto, coronaropatie o ictus. Livelli elevati di colesterolo possono essere benefici in determinate circostanze, in particolare nei pazienti affetti da malattie autoimmuni o infiammazioni croniche.

Colesterolo e Alimentazione: Cosa Bisogna Sapere

«Uno dei fattori principali è l’alimentazione: la dieta occidentale infatti è ricca di proteine e grassi di origine animale, e dagli studi effettuati risulta che i valori di colesterolo sono mediamente più alti nei paesi con più alto tenore di vita rispetto alle popolazioni che hanno una dieta in cui prevalgono alimenti di origine vegetale.

L’assunzione di grassi non eccessivamente lavorati è positiva per la salute, poiché hanno proprietà antiossidanti e migliorano i normali processi dell’organismo. L’eliminazione dei grassi vegetali lavorati dalla dieta porta ad un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue. Valutare correttamente il rischio di un individuo è fondamentale, poiché i livelli di colesterolo possono aumentare con una dieta sana.

Prevenzione e Stile di Vita

L’adozione di uno stile di vita e un regime dietetico sani rappresentano il caposaldo della prevenzione e del trattamento dell’ipertrigliceridemia. È molto importante comunque fare una valutazione individuale: il valore dei parametri dei grassi nel sangue da ottenere con il trattamento non è uguale in tutte le persone e cambia in base al rischio cardiovascolare individuale.

Naturalmente va prestata più attenzione per i pazienti che hanno già avuto un infarto del cuore, altre malattie cardiovascolari, un diabete di lunga durata o che abbiano più di un fattore di rischio cardiovascolare tra obesità, fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa e diabete. Solo una effettiva, efficace e persistente riduzione dei valori di colesterolo permette di dare una protezione cardiovascolare adeguata nei soggetti a rischio dal punto di vista cardiovascolare.

A parità di condizioni causali, alcuni individui rispondono meglio di altri ai medesimi trattamenti.

Consigli Pratici

Se i tuoi livelli di trigliceridi sono elevati, è importante agire per abbassarli. Ricorda, se i trigliceridi sono alti, non ignorare i segnali del corpo.

  • Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana.
  • È necessario rivolgersi ad uno specialista che inquadrerà correttamente le alterazioni metaboliche coinvolte, valutando se vi sia una componente familiare e impostando un trattamento specifico.

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