Dilatazione delle Vie Biliari Intraepatiche: Cause ed Ecografia

La dilatazione delle vie biliari intraepatiche è una condizione che può essere rilevata attraverso esami di imaging, in particolare l'ecografia, e può essere causata da diverse patologie. Questo articolo esplora le cause principali di tale dilatazione e il ruolo dell'ecografia nella sua diagnosi.

Eziologia della Dilatazione delle Vie Biliari Intraepatiche

Le cause della dilatazione delle vie biliari intraepatiche sono molteplici e possono essere raggruppate in:

  • Ostruzioni meccaniche: causate da calcoli, neoplasie o stenosi.
  • Colestasi: dovuta a diverse patologie epatiche.
  • Malattie congenite: come la sindrome di Caroli.

Ostruzioni meccaniche

Le ostruzioni meccaniche sono tra le cause più comuni di dilatazione delle vie biliari intraepatiche. Queste ostruzioni possono essere causate da:

  • Litiasi biliare: La presenza di calcoli nel coledoco (coledocolitiasi) o nei dotti intraepatici (epatolitiasi) può bloccare il flusso biliare, causando dilatazione a monte dell'ostruzione.
  • Neoplasie: Tumori come il carcinoma pancreatico o il colangiocarcinoma possono comprimere o infiltrare le vie biliari, impedendo il normale deflusso della bile. In particolare, una neoplasia della testa del pancreas può causare la dilatazione delle vie biliari intra ed extra epatiche e del Wirsung.
  • Stenosi biliari: Restringimenti dei dotti biliari, spesso causati da processi infiammatori cronici o interventi chirurgici pregressi, possono ostacolare il flusso biliare.

Colestasi

La colestasi, ovvero il rallentamento o il blocco del flusso biliare, può portare alla dilatazione delle vie biliari intraepatiche. Le cause di colestasi sono diverse, tra cui:

  • Malattie epatiche croniche: Cirrosi biliare secondaria (7% dei casi) e fibrosi epatica congenita possono causare colestasi cronica e dilatazione delle vie biliari.
  • Effetti collaterali di farmaci: Alcuni farmaci possono indurre colestasi come effetto collaterale.

Malattie Congenite

Alcune malattie congenite possono causare dilatazione delle vie biliari intraepatiche, tra cui:

  • Sindrome di Caroli: È una rara malattia caratterizzata dalla dilatazione segmentaria dei dotti biliari intraepatici, spesso associata a fibrosi epatica congenita. La Malattia di Caroli è rara e si stima che colpisca 1 persona su 1.000.000. La patogenesi della Malattia di Caroli è dovuta a mutazioni genetiche che comportano una perdita della polarità cellulare. Quando il rimodellamento duttale è interrotto durante un periodo precoce dell'embriogenesi del dotto biliare, ne consegue la Malattia di Caroli.

Ruolo dell'Ecografia

L'ecografia è spesso il primo esame di imaging utilizzato nella valutazione di pazienti con sospetta dilatazione delle vie biliari intraepatiche. È una metodica non invasiva, facilmente ripetibile e in grado di fornire informazioni importanti sulla morfologia delle vie biliari e degli organi circostanti. Come abbiamo visto, essendo la natura intrinseca della epatolitiasi spesso poliedrica, l’ecografia è la procedura di imaging prescelta per diagnosi e follow-up vista la alta sensibilità e specificicità e la facile ripetibilità.

Segni Ecografici di Dilatazione delle Vie Biliari Intraepatiche

Durante un'ecografia, i segni che possono suggerire una dilatazione delle vie biliari intraepatiche includono:

  • Dilatazione dei dotti biliari: Visualizzazione di dotti biliari intraepatici di calibro aumentato rispetto alla norma.
  • Presenza di calcoli: Identificazione di calcoli all'interno dei dotti biliari.
  • Anomalie strutturali: Rilevazione di stenosi, masse o altre anomalie che possono ostruire il flusso biliare.

Limitazioni dell'Ecografia

Nonostante i suoi vantaggi, l'ecografia presenta alcune limitazioni nella valutazione delle vie biliari intraepatiche. In particolare:

  • Difficoltà nella visualizzazione: L'ecografia può essere limitata dalla presenza di gas intestinale o dall'obesità del paziente.
  • Sensibilità variabile: L'ecografia è meno sensibile nel rilevare tumori ostruenti rispetto alla calcolosi.

Per superare queste limitazioni, possono essere necessari ulteriori esami di imaging, come la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) o l'ecoendoscopia.

Sintomatologia e Diagnosi

La sintomatologia tipica della calcolosi intraepatica è caratterizzata da dolori addominali, febbre e ittero. In parte asintomatica (15%), l’epatolitiasi colpisce principalmente la quarta decade di vita, interessando con uguale frequenza uomini e donne, e può manifestarsi con dolori addominali ricorrenti, seguita a volte da ittero transitorio. Se vi è colonizzazione batterica, la sintomatologia tipica è quella delle colangite con dolore, febbre con brividi e ittero.

Per quanto riguarda le indagini di laboratorio, i parametri alterati sono quelli della fosfatasi alcalina, delle gammaGT e dei valori bilirubinemici. Nei primi giorni, l’attività sierica delle aminotransferasi possono essere aumentate, probabilmente a causa della necrosi epatocitaria conseguente dell'ostruzione acuta e / o dilatazione dei dotti biliari. L’ecografia è il test di imaging iniziale raccomandato nella valutazione dei pazienti che presentano dolore al quadrante superiore destro o ittero. A seconda delle circostanze cliniche, la diagnosi differenziale comprende la coledocolitiasi, la stenosi biliare o il tumore.

Trattamento

La decisione di trattare i pazienti con epatolitiasi asintomatica va valutata per singolo paziente, dato che solo l'11,5% dei pazienti sviluppa sintomi in un intervallo temporale che varia da 9 mesi a 7 anni. I goals terapeutici includono la completa clearance dei calcoli e un adeguato drenaggio delle vie biliari nei segmenti epatici interessati dalla malattia.

Le opzioni terapeutiche includono:

  • Approccio endoscopico: Il trattamento della calcolosi intraepatica attraverso la papilla di Vater è spesso difficoltoso - se non addirittura impossibile - per la presenza di stenosi, di impattamento di calcoli in sede periferica o per possibili marcate angolazioni duttali.
  • Approccio percutaneo: Con lo sviluppo tecnologico delle metodiche di drenaggio biliare transepatico e delle procedure dilatative è attualmente possibile in un solo tempo posizionare cateteri e dilatare i dotti biliari fino a 18 French. La percentuale di successo di questa metodica nella clearing delle vie biliari intraepatiche e la percentuale di recidiva sono comparabili al trattamento chirurgico.
  • Litotripsia extracorporea: Quella con onde d’urto viene anche utilizzata in associazione alle tecniche endoscopiche o alle tecniche radiologiche percutanee nel trattamento della calcolosi intraepatica primitiva con un successo, nella frammentazione dei calcoli, che arriva sino all’80-85%.
  • Approccio chirurgico: Se la malattia è confinata a un solo lobo epatico, l’opzione terapeutica migliore è la rimozione chirurgica dei calcoli con resezione del dotto biliare stenotico e del parenchima epatico circostante danneggiato.

Tabella 1: Cause e elementi patogenetici più frequenti della calcolosi intraepatica

Fattori Descrizione
Stasi biliare Rallentamento del flusso biliare che favorisce la precipitazione dei calcoli.
Stenosi delle vie biliari Restringimenti che ostacolano il deflusso della bile.
Infezioni batteriche Produzione di enzimi che favoriscono la precipitazione del bilirubinato.
Malnutrizione Squilibri nutrizionali che alterano la composizione della bile.
Infestazioni parassitarie Presenza di parassiti nei dotti biliari.

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