Differenza tra Glicemia Capillare e Interstiziale: Una Guida Dettagliata

Tecnologie di automonitoraggio della glicemia sempre più ‘amiche’ e a misura delle nuove generazioni stanno rivoluzionando il modo in cui le persone con diabete gestiscono la loro condizione. Glicemie lette passando il cellulare sopra un discreto sensore ‘a moneta’, posizionato sulla parte alta del braccio o premendo il pulsantino di un glucosensore ‘indossato’ sull’addome o ancora leggendole su un ricevitore al quale arrivano ‘notizie’ da un minuscolo glucosensore impiantato sottocute. Un mondo nuovo, con regole tutte da scrivere.

Cos'è la Glicemia e Perché è Importante Monitorarla?

Il glucosio è la principale fonte di energia delle cellule presenti nel nostro organismo e l’unica fonte di energia a breve termine per il cervello e il sistema nervoso. Durante la digestione, i carboidrati assunti con il pasto vengono scomposti in glucosio e altre sostanze nutritive e assorbiti dall’apparato digerente. Da qui, passano nel sangue e circolano in tutto l’organismo.

Normalmente la glicemia aumenta leggermente dopo un pasto e, in risposta a questo fenomeno, il pancreas rilascia nel sangue l’insulina (ormone ipoglicemizzante). La quantità di insulina rilasciata è proporzionale alle dimensioni e al contenuto del pasto. L’insulina contribuisce all’ingresso del glucosio nelle cellule dell’organismo, dove viene convertito in energia. Se questo meccanismo di regolazione che coinvolge l’insulina e il glucosio nel sangue funziona correttamente, la glicemia rimane abbastanza stabile.

“Quanto ho di diabete? Sta andando bene? Posso mangiare un piatto di spaghetti? Posso andare a fare un giro in bicicletta? Perché mi gira la testa?” Sono solo alcune delle mille domande che le persone con diabete si pongono ogni giorno e la cui risposta è legata alla valutazione della glicemia, nelle diverse situazioni di vita che si trovano ad affrontare. Il diabete è la malattia più comune che deriva dallo squilibrio tra livelli di glucosio e livelli di insulina.

Vista la diffusione crescente dei nuovi device di automonitoraggio, un gruppo di esperti della Società Italiana di Diabetologia ha deciso di elaborare un documento di consenso per valorizzare le caratteristiche di queste nuove tecnologie e per identificare un approccio omogeneo all’impiego dei sensori glicemici nella gestione clinica del diabete.

Glicemia Capillare vs. Glicemia Interstiziale

I diabetici che si somministrano l’insulina per controllare i livelli di glucosio nel sangue devono effettuare l’automonitoraggio della glicemia più volte al giorno. Di norma, questo prevede l’impiego di un glucometro che consente la misurazione della glicemia su una goccia di sangue capillare ottenuta tramite un ago pungidito e depositata su uno stick. Sulla base di questa glicemia viene aggiustata la dose di insulina.

Il sensore del glucosio, a differenza del glucometro, non misura il livello dello zucchero nel sangue capillare ma nel fluido interstiziale (ritenuta oggi una misurazione migliore e più attendibile) ovvero nel liquido che si trova tra una cellula e l’altra dell’organismo e che contiene ossigeno e varie sostanze nutritive indispensabili per le cellule, tra cui il glucosio. Il sensore è in grado di convertire i valori di glucosio misurati in un segnale elettrico.

I livelli di glucosio nel liquido interstiziale riflettono i livelli nel sangue, anche se non sono esattamente gli stessi. Soprattutto quando la glicemia subisce variazioni, è necessario un tempo variabile per raggiungere l’equilibrio fra i due compartimenti. Questo “ritardo” rispetto allo stato di equilibrio può variare tra 5 e 20 min; cioè la glicemia che viene letta è in realtà quella presente nel sangue in un momento precedente.

L’ FGC e CGM valutano una glicemia interstiziale, il glucosio diffonde dal vaso all’interstizio . Il sensore misura una corrente elettrica proporzionale alla concentrazione di glucosio interstiziale.

Lag Time: Un Fattore Importante

Lag Time è il tempo che impiega il glucosio per trasferirsi dal capillare all’interstizio. Lag time che a seconda degli studi che sono stati effettuati varia da 3, 4, 5 minuti, è il tempo che ci mette appunto il glucosio ad andare dal capillare all’ interstizio quindi è molto importante che quando si effettua la calibrazione su sangue capillare la glicemia sia stabile, così’ il sensore può essere accurato; in quanto se la glicemia nel momento della calibrazione sta aumentando, è in incremento, il sensore leggerà una glicemia più bassa, perché viene data una indicazione al sensore di una glicemia più bassa di quella che in realtà sta velocemente aumentando. Viceversa se la glicemia è in discesa al momento della calibrazione il sensore leggerà una glicemia più alta perché si rifà a quei 4-5 minuti di ritardo.

Monitoraggio Continuo del Glucosio (CGM): Una Panoramica

Da alcuni anni è disponibile la tecnologia del monitoraggio in continuo del glucosio (continuous glucose monitoring, CGM) che si realizza per mezzo di strumenti altamente tecnologici, i cosiddetti ‘sensori glicemici’. Si tratta di device grandi poco più di una moneta e leggermente più spessi, che si fissano alla cute con un adesivo e che, attraverso una cannulina che attraversa la cute, consentono di rilevare continuamente il livello del glucosio nel liquido interstiziale del sottocutaneo.

Attualmente sono disponibili due tipi di sistemi di monitoraggio continuo del glucosio: il CGM in tempo reale (real-time CGM, rtCGM) e il CGM a rilevazione intermittente (intermittently viewed CGM, iCGM), detto anche monitoraggio ‘flash’ del glucosio (flash glucose monitoring, FGM). Entrambi i sistemi forniscono informazioni riguardo ai livelli di glucosio attuali e pregressi, indicano la direzione (la tendenza) verso cui si sta modificando e la velocità di variazione del livello di glucosio, fornendo così informazioni preziose per prevenire pericolosi sbalzi di glicemia nelle ore successive.

Per alcuni di questi sistemi è possibile attivare degli allarmi che scattano in caso di ipoglicemia o iperglicemia. Sono delle novità high tech di grande rilevanza soprattutto per i pazienti con diabete di tipo 1 in trattamento insulinico.

Il dispositivo CGM misura il glucosio interstiziale ogni 5 minuti e lo invia ad un apparecchio ricevente dotato di display o in alcuni casi direttamente ad un telefono cellulare o a un tablet. Il CGM in tempo reale “CGM Real-Time” misura e visualizza automaticamente la glicemia ad intervalli prestabiliti, fornisce informazioni sui livelli di glicemia pregressa, indica le tendenze dei valori glicemici (frecce di tendenza) ed è in grado di predire la glicemia futura. Queste informazioni vengono trasmesse senza necessità di intervento da parte del paziente.

IL CGM a rilevazione intermittente “Flash glucose monitoring” misura e visualizza automaticamente la glicemia ad intervalli prestabiliti, fornisce informazioni sui livelli di glicemia pregressa, indica le tendenze dei valori glicemici (frecce di tendenza) ed è in grado di predire la glicemia futura. Queste informazioni vengono trasmesse ogni volta che l’utilizzatore scansiona il sensore utilizzando il lettore del dispositivo o una applicazione sullo smartphone.

Il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) misura i livelli di glucosio nel liquido interstiziale ogni 5 minuti, per registrare i cambiamenti della glicemia in tempo reale. Fornisce quindi informazioni sui livelli di glicemia attuali e pregressi, è in grado di predire lo stato glicemico futuro e questo consente di valutare la variabilità glicemica in tempo reale.

Vantaggi del Monitoraggio Continuo della Glicemia

  • Riduzione del rischio di ipoglicemia
  • Aumento del tempo nel quale rimangono a target sia la glicemia che l’emoglobina glicata
  • Miglioramento della quotidianità delle persone con diabete, sia dal punto di vista del compenso glicemico, che della loro sicurezza e della comodità d’uso di questi sistemi di monitoraggio
  • Possibilità di controllare la glicemia più volte al giorno, senza dover effettuare la puntura del polpastrello

Un superamento di questi ostacoli arriva dalle nuove tecnologie, dal ‘5G’ del monitoraggio della glicemia.

Questo perché sia FGM che rtCGM sono in grado di dare informazioni sul profilo glicemico e sul tasso di variazione del glucosio, non ottenibili con l’automonitoraggio tradizionale (96%). C'è anche ampio consenso (97%) sul fatto che l’utilizzo dei sensori si traduce in benefici clinici, visto che, conoscere il livello di glucosio in un determinato momento, permette al paziente di prendere decisioni sulla gestione del diabete, in tempo reale.

Gli esperti concordano ampiamente (99%) sul fatto che sia FGM e rtCGM riducano il rischio di ipoglicemia, aumentando il tempo nel quale rimangono a target sia la glicemia (100%) che l’emoglobina glicata (91%). Si tratta di risultati molto importanti visto che la riduzione degli episodi di ipoglicemia e il controllo metabolico sono aspetti fondamentali della gestione clinica della persona con diabete.

Il monitoraggio continuo della glicemia consente di avere un quadro globale dei livelli di glicemia e soprattutto permette di evitare eccessive escursioni della glicemia, mantenendo sotto controllo i valori glicemici nell’arco delle ventiquattr’ore e per più giorni, in modo da poter ottimizzare la terapia.Nei modelli più recenti si aggiunge il vantaggio che l’erogazione di insulina viene sospesa automaticamente se i livelli di glicemia si abbassano in modo eccessivo, al di sotto della norma.

Considerazioni Importanti nell'Utilizzo dei Sensori

  • Capire che il monitoraggio continuo è una cosa molto molto molto diversa da un glucometro: nel monitoraggio continuo più che il numero assoluto è importante la tendenza (freccia) e la curva.
  • Nell’utilizzo è fondamentale non rincorrere le curve, perché comunque si sarà in ritardo, ma prevederle e agire di anticipo (quando si riesce).
  • Inserire un nuovo sensore quando la glicemia è stabile e si sa che rimarrà stabile, quando non si è appena mangiato e non si ha insulina ultrarapida in circolo (per chi usa micro, nn in prossimità di un bolo).
  • Pulire bene la parte prima di inserire il sensore: lavare e asciugare, passare il disinfettante nella confezione o ancora meglio l’alcool rosa e aspettare che si asciughi.
  • Inserire il sensore in un punto dove c’è molto liquido interstiziale, basta un minimo di ciccetta.
  • È importante che l’inserzione sia perpendicolare e non storta (il filamento deve entrare giù dritto) e che il luogo scelto non abbia una curvatura anche quando ci muoviamo: se lo mettiamo in una zona del braccio con curvatura (da fermi o in movimento) è normale che si stacchi visto che il libre è rigido. Quindi va inserito perpendicolarmente in una zona che è e rimane piatta.
  • Il sensore solitamente si allinea dopo 24 ore.

Accesso e Costi in Italia

Il diabete in Italia ha un costo totale di 20,3 miliardi di euro l’anno, tra costi diretti (46%) e indiretti (54%). All’interno di quelli diretti, la metà (49%) è dovuta alle ospedalizzazioni, il 7% è imputabile ai farmaci anti- diabete, il 17% alle visite ambulatoriali, il 23% ad altri farmaci. Sul totale delle spese inerenti al trattamento della patologia, le spese per i device corrispondono al 4%.

I sensori per il monitoraggio continuo del glucosio sono rimborsati a livello regionale e ogni regione prevede criteri di eleggibilità e processi di accesso differenziati. Grazie al continuo progresso e perfezionamento della tecnologia in questo campo, sono oggi disponibili dei sistemi integrati che abbinano a un microinfusore un sensore del glucosio che controlla costantemente le variazioni dello zucchero a livello sottocutaneo (CGM o Monitoraggio Continuo della Glicemia) ed è in grado di avvertire con un allarme in caso di ipoglicemia o di iperglicemia e anche di sospendere l’erogazione di insulina in caso di glicemia troppo bassa.

Il documento sottolinea tuttavia l’importanza di educare correttamente i pazienti, sia per iniziarli all’uso dei sensoriche per ottimizzarne l’impiego e per interpretare correttamente le informazioni ottenute sul profilo glicemico in modo da prendere i giusti provvedimenti.

leggi anche: