Polimialgia Reumatica: Esami del Sangue e Diagnostica

La polimialgia reumatica (PMR) è una patologia infiammatoria che interessa principalmente i muscoli del collo, delle spalle, della schiena e delle anche. La polimialgia reumatica si manifesta solitamente in soggetti con più di 50 anni e negli anziani, ed è più frequente nelle donne. E’ caratterizzata da dolore e rigidità a carico dei muscoli di collo, spalle, anche e cosce, con importante limitazione nei movimenti.

La polimialgia reumatica è una seria malattia infiammatoria dalle cause sconosciute che colpisce i gruppi muscolari prossimali del collo, del dorso e dei cingoli scapolare e pelvico determinando una notevole rigidità e un’importante limitazione funzionale. Si manifesta con dolore intenso e rigidità muscolare che limitano le attività quotidiane come vestirsi, pettinarsi o alzarsi da una sedia.

Attività quotidiane come sollevare le braccia, vestirsi e pettinarsi, salire le scale, alzarsi da una sedia e portare le borse della spesa possono diventare anche molto difficoltose. I soggetti colpiti incontrano grandi difficoltà anche nell’effettuare le normali azioni quotidiane (alzarsi dal letto, vestirsi ecc.) con notevole penalizzazione della qualità di vita.

La polimialgia reumatica è una patologia relativamente frequente; colpisce circa una persona ogni 1.200; nella gran parte dei casi si tratta di ultrasessantacinquenni; le donne sono colpite in misura doppia. Fra le varie patologie reumatiche è quella più comune nel paziente anziano. La polimialgia reumatica è una malattia relativamente frequente nei soggetti con oltre 50-60 anni (le stime parlano di 1 caso ogni 1000 abitanti di età superiore a 50 anni).

Sintomi della Polimialgia Reumatica

I sintomi della polimialgia reumatica possono insorgere improvvisamente o in modo graduale. Si manifestano dolore intenso e rigidità in collo, spalle, parte superiore e inferiore della schiena e anche. La rigidità e il disagio sono peggiori la mattina e dopo periodi di inattività e sono occasionalmente abbastanza gravi da impedire ai pazienti di alzarsi dal letto o di svolgere attività semplici. Le persone possono sentirsi deboli, anche se i muscoli non sono danneggiati o indeboliti. Il sintomo principale è la rigidità muscolare mattutina, che persiste per almeno 45 minuti.

  • Febbre e sudorazione
  • Affaticamento
  • Perdita di appetito
  • Perdita di peso
  • Depressione

Nelle stesse aree del corpo interessate dalla mialgia, il paziente avverte anche una sensazione di rigidità muscolare. Tale rigidità è percepita soprattutto nelle prime ore successive al risveglio; col tempo (in assenza di cure appropriate) tende a propagarsi in altri distretti del corpo. Alcuni soggetti che soffrono di polimialgia reumatica sviluppano anche i sintomi dell’arterite a cellule giganti, che può portare alla cecità.

Polimialgia Reumatica e Arterite di Horton

Spesso, chi soffre di polimialgia reumatica soffre contemporaneamente anche di arterite di Horton. Quest'ultima è un'infiammazione delle arterie di medio e grosso calibro, specie di quelle che attraversano la zona temporale della testa (in corrispondenza delle tempie). L'arterite di Horton può provocare gravi conseguenze, come la completa cecità.

In aggiunta alla sintomatologia della PMR il malato lamenta intensa cefalea in corrispondenza delle tempie dove le arterie temporali si possono dimostrare tumefatte lungo il loro decorso e talvolta non è avvertibile il polso (la normale pulsazione). In casi più gravi, dove la vasculite determina un ostacolo al flusso arterioso, possono manifestarsi disturbi della vista (raramente fino alla cecità) e dolore alla masticazione.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause della polimialgia reumatica non sono ancora completamente note. Le cause non sono conosciute, anche se talvolta la malattia può essere preceduta da episodi infettivi, potenzialmente scatenanti. L'esatta causa della polimialgia reumatica resta ancora sconosciuta. Secondo l'ipotesi più accreditata, il processo infiammatorio deriva da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Quindi, la presenza di una soltanto delle due componenti non è sufficiente a provocare la malattia.

Come si è anticipato, esistono alcune condizioni che favoriscono l'insorgenza della polimialgia reumatica:

  • Età avanzata. Le persone dai 65-70 anni in su sono i soggetti più colpiti. Può capitare, ma è raro, che si ammalino persone attorno ai 50-55 anni.
  • Sesso femminile. Nelle donne, la polimialgia reumatica è due volte più frequente che negli uomini.
  • Origine scandinava. Si è notata una maggior incidenza della polimialgia reumatica negli individui provenienti dal Nord Europa, in particolare da Svezia, Finlandia e Norvegia.

Diagnosi della Polimialgia Reumatica

La diagnosi di Polimialgia Reumatica deve prevedere l’esclusione della presenza di neoplasie e infezioni. La diagnosi di polimialgia reumatica richiede molta attenzione. La diagnosi di polimialgia reumatica può presentare alcune difficoltà, soprattutto perché la sintomatologia è simile con molte patologie. All’inizio la polimialgia potrebbe essere scambiata con una semplice sindrome post-influenzale, ma i sintomi tenderanno a persistere o a peggiorare in assenza di un corretto trattamento.

Il medico formula la diagnosi di polimialgia reumatica sulla base dei sintomi e degli esiti dell’esame obiettivo. In alcuni casi, se dovessero permanere dei dubbi, può essere utile attuare la cosiddetta diagnosi differenziale, tramite la quale si escludono le patologie con sintomi simili. E’ bene quindi, nel sospetto diagnostico di PMR procedere ad una accurata anamnesi (non sottovalutare sintomi d’organo) e ad un altrettanto accurata visita internistica.

Esami del Sangue

Esegue inoltre altri esami, in particolare del sangue, per distinguere la polimialgia reumatica da altri disturbi. Se c'è il sospetto di una polimialgia reumatica, il test di sedimentazione degli eritrociti, effettuato sul sangue del paziente, può fornire informazioni significative. Questo si basa sulla valutazione della velocità con cui i globuli rossi sedimentano sul fondo della provetta che li contiene. Più veloce è questo movimento (VES elevata), più probabile è la presenza di un'infiammazione in corso. Un altro parametro sanguigno, rilevabile durante uno stato infiammatorio, è l'alta presenza di una proteina particolare, prodotta dal fegato, nota col nome di proteina C-reattiva.

In tutti i pazienti con polimialgia reumatica è tipico il riscontro agli esami del sangue di uno stato infiammatorio (VES e PCR elevate). Entrambi i test, sia quello della sedimentazione sia quello della proteina C-reattiva, sono rapidi e non invasivi.

  • Velocità di eritrosedimentazione (VES), livelli di proteina C-reattiva o entrambi: nei soggetti che soffrono di polimialgia reumatica, i risultati dei due test mostrano livelli molto alti, che indicano un’infiammazione attiva.
  • Emocromo completo: questo esame viene effettuato per controllare l’anemia.
  • Ormone tireostimolante (TSH): questo esame viene effettuato per escludere l’ipotiroidismo, che può causare debolezza e, a volte, dolore ai muscoli delle spalle e delle anche.
  • Creatinchinasi: questo esame viene effettuato per controllare la lesione al tessuto muscolare (miopatia), che può causare debolezza e dolore ai muscoli delle spalle e delle anche. Se il livello di creatinchinasi nel sangue è elevato, è probabile che sia presente una lesione muscolare. Nei soggetti che soffrono di polimialgia reumatica, il danno muscolare è assente, quindi il livello di creatinchinasi è normale.
  • Esame del fattore reumatoide e degli anticorpi anti-peptide ciclico citrullinato: questi anticorpi sono presenti fino all’80% dei soggetti che soffrono di artrite reumatoide, ma non in coloro che soffrono di polimialgia reumatica.

Test Strumentali

I test strumentali sono particolarmente utili, perché forniscono delle immagini approfondite dei tessuti interni (muscoli, articolazioni, ossa ecc) e chiariscono la causa precisa della mialgia (qualora permangano dei dubbi). Infatti, se c'è un'infiammazione, questa viene riconosciuta, così come un'eventuale altra causa scatenante la sensazione dolorosa. La diagnostica strumentale consiste in: risonanza magnetica nucleare (RMN) ed ecografia. La risonanza magnetica nucleare fornisce delle immagini relative alle strutture ossee e articolari di un individuo.

Trattamento della Polimialgia Reumatica

La polimialgia reumatica è molto sensibile alla terapia con cortisone, che va comunque impostata da medici esperti; per evitare ricadute della malattia è necessario monitorare attentamente gli esami ematochimici ed il quadro clinico. Il trattamento della polimialgia reumatica si basa sulla somministrazione di farmaci corticosteroidei; tipicamente, la risposta alla terapia è molto buona e rapida con remissione dei sintomi nell’arco di pochi giorni.

Nella maggior parte dei casi già dopo pochi giorni/settimane il paziente presenta una pressoché completa scomparsa della sintomatologia dolorosa. Solitamente, nei soggetti affetti da polimialgia reumatica, si ottiene un miglioramento notevole con una bassa dose di prednisone, un corticosteroide. Se i soggetti soffrono anche di arterite a cellule giganti, viene prescritta una dose più forte per ridurre il rischio di cecità. Quando i sintomi regrediscono, la dose viene gradualmente ridotta fino alla dose minima efficace.

Molti soggetti possono sospendere il prednisone dopo circa 2 anni. La terapia viene proseguita per alcuni mesi e progressivamente ridotta fino alla sospensione completa. Al momento attuale, l’unica terapia che ha mostrato una notevole efficacia nella cura della polimialgia reumatica è il trattamento con i corticosteroidi (cortisone) che di solito vengono assunti per alcuni mesi; tuttavia una cospicua percentuale di pazienti necessita della terapia per lunghi periodi di tempo (a volte con periodi di interruzione), anche di anni, poiché la malattia può andare incontro a riacutizzazioni.

Nei pazienti che a causa della presenza di altre malattie o di effetti collaterali o di inefficacia non possono fare uso di cortisone, possono essere utilizzati dei farmaci immunosoppressori, come il metotrexate. In alcuni casi la polimialgia può associarsi o essere complicata da un’infiammazione dei vasi sanguigni più frequentemente di quelli localizzati in corrispondenza delle tempie (arterie temporali) dando un quadro clinico definito come “arterite temporale”.

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