Curva Glicemica OGTT: Interpretazione e Importanza Diagnostica

La curva glicemica, o test da carico orale di glucosio (OGTT), è un esame che si esegue per valutare la concentrazione di glucosio nel sangue e verificare se rientra nell'intervallo di normalità. Questo test è indicato dal medico curante qualora ci sia il sospetto di un'alterazione del metabolismo dei carboidrati.

Come si esegue il test OGTT

L'OGTT si effettua presso un laboratorio analisi, generalmente al mattino e a digiuno. Il test da carico orale di glucosio viene eseguito in più fasi.

  1. Dopo un primo prelievo, che serve a determinare la glicemia basale a digiuno (tempo 0'), al paziente viene fatta bere una soluzione contenente 75 grammi di glucosio disciolti in 300-500 ml di acqua.
  2. Successivamente, vengono effettuati prelievi ematici a intervalli di tempo prestabiliti.
  3. Due ore più tardi, il livello di glucosio nel sangue verrà misurato (tempo 120 minuti).

Quando si arriva in ospedale, un infermiere preleva un campione di sangue, pungendo un polpastrello o con l’inserimento di un ago in una vena del braccio.

È importante informare il medico se non ci si sente bene o si stanno assumendo farmaci nei giorni precedenti l’esecuzione del test, perché sono fattori che possono influire sui risultati del test. Nelle otto ore precedenti il giorno del test viene in genere raccomandato di non bere e non mangiare. Talvolta questo digiuno è semplicemente fatto di notte, in modo da poter eseguire l'esame la mattina seguente.

Interpretazione della Curva Glicemica

I risultati del test di tolleranza al glucosio sono riportati in milligrammi per decilitro (mg / dL) o millimoli per litro (mmol / L).

L’interpretazione della curva da carico glicemico, secondo le raccomandazioni delle principali istituzioni scientifiche di riferimento, pone l’accento esclusivamente sui valori di glicemia raggiunti dopo 2 ore, assegnando i seguenti criteri:

  • Valori normali se inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol / L)
  • Intolleranza glicemica (IGT) o prediabete per valori compresi fra 140 e 199 mg/dl (7,8 e 11 mmol / L)

Il diabete mellito viene definito nel caso in cui i valori a digiuno superino i 126 mg/dl e 200 mg/dl per quanto invece riguarda quelli a due ore dall'ingestione di glucosio o di zuccheri.

Nel caso in cui il test della curva glicemica faccia registrare valori di glucosio post-ingestione compresi tra 140 e 200 mg/dl e i livelli a digiuno siano compresi tra 110 e 126 mg/dl, si identifica l'alterazione come "ridotta tolleranza al glucosio". Questa condizione medica è di fondamentale importanza, in quanto, seppur non ancora evoluta in diabete mellito, presenta comunque caratteri di problematicità che vanno opportunamente affrontati. I pazienti sono, infatti, esposti a rischi maggiori per quanto riguarda le patologie di carattere cardiovascolare (nello specifico riguardo la cardiopatia ischemica).

Importanza del test a 1 ora (1-h OGTT)

Negli ultimi 40 anni numerosi studi hanno dimostrato la maggior efficacia della glicemia a 1 ora dopo curva da carico di glucosio (1-h OGTT) nel predire lo sviluppo di diabete tipo 2 (DT2) e delle sue complicanze rispetto ai valori di glicemia a digiuno, HbA1c e glicemia a 2-h OGTT, anche in soggetti con normale tolleranza glucidica (HbA1c <39 mmol/mol o 5,7%, glicemia a digiuno <5,5 mmol/l o 100 mg/dl, glicemia a 2-h OGTT <7,8 mmol/l o 140 mg/dl).

Una soglia glicemica a 1 ora dopo carico di glucosio ≥8,6 mmol/l (155 mg/dl) si è mostrata più efficace nel predire lo sviluppo di diabete tipo 2 rispetto agli attuali standard diagnostici.

In occasione del 55th Annual Meeting dell’EASD, uno studio internazionale che ha coinvolto 12 centri nel mondo con un numero complessivo di 21.641 partecipanti ha dimostrato che è possibile utilizzare il valore 1 ora dopo il test da carico orale di glucosio anche per identificare i soggetti con diabete.

«L’importanza di questo studio - sottolinea Giorgio Sesti - è quello di avere fatto emergere l’utilizzo a scopo diagnostico dei valori della glicemia, ad un’ora dall’assunzione di un carico orale di glucosio (75 grammi) al fine di identificare non solo le persone a rischio di diabete tipo 2 ma anche di coloro che hanno già la malattia conclamata che sarebbero altrimenti ignorate nel tempo con un test ambulatoriale di breve durata, comunemente eseguito e dai costi assai limitati.

Tra l’altro, questo test, mostrando una elevata sensibilità e specificità, potrebbe aiutare a superare le attuali discrepanze dei test diagnostici basati sulla glicemia a digiuno, la misura della emoglobina glicosilata e la misura della glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio.

L’IH (Iperglicemia ad un'ora) precede lo sviluppo di IGT (Intolleranza al Glucosio) e di DT2 (Diabete di Tipo 2), dunque il test a 1 ora consente l’individuazione precoce di soggetti ad alto rischio di sviluppare DT2, permettendo così l’avvio di programmi di prevenzione in soggetti che attualmente sfuggono ai criteri diagnostici di DT2 e prediabete. L’IH ha dimostrato una correlazione con il rischio di sviluppare complicanze micro- e macrovascolari.

Le attuali evidenze scientifiche dimostrano che anche valori aumentati di glicemia a 1 ora dopo curva da carico sono associati ad un aumentato rischio di retinopatia.

Altri fattori che possono influire sul test

Possono interferire con i risultati del test la presenza di malattie quali ipertiroidismo, ipercorticosurrenalismo, acromegalia, sindrome da malassorbimento e gastroenteropatie.

Prevalenza del Diabete e del Prediabete in Italia

I dati più recenti dell’Osservatorio ARNO Diabete, documentano che il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è pari al 6,34%. Quindi la prevalenza complessiva del diabete si attesta ragionevolmente intorno all’8%.

Inoltre, circa 10 milioni di persone hanno una forma di prediabete (alterata glicemia a digiuno e/o ridotta tolleranza glucidica), un pregresso diabete gestazionale o familiarità di primo grado per diabete o obesità o sovrappeso centrale.

La prevalenza e l’incidenza delle complicanze cardio-vascolari (infarto del miocardio, ictus, vasculopatia periferica) risulta aumentata da 2 a 3 volte nelle persone con diabete tipo 2 rispetto alla popolazione non diabetica.

Conclusioni

Un corretto approccio al test permette di identificare i soggetti a maggior rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2. L'alterata tolleranza al glucosio è una condizione da monitorare costantemente, sia per la possibile evoluzione a diabete mellito, sia per il maggior rischio cardiovascolare rispetto alle persone normoglicemiche.

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