Curva Glicemica: A Cosa Serve e Come Si Fa

La curva glicemica è un test clinico che consente di individuare alterazioni del metabolismo degli zuccheri. L’alterata tolleranza al glucosio è un problema da tenere sempre sotto controllo, in quanto potrebbe portare al diabete, ma rappresenta anche un rischio cardiovascolare maggiore rispetto alle persone normoglicemiche.

A Cosa Serve la Curva Glicemica?

La curva glicemica è l’esame che misura la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia), prima e dopo la somministrazione orale di una soluzione standard di glucosio. La curva glicemica è un esame indicato dal medico curante qualora ci sia il fondato sospetto di un'alterazione del metabolismo dei carboidrati. Il test da carico corale di glucosio permette di accertare la presenza di un’alterazione dei livello di glicemia.

Come anticipato, un test molto utile per definire la diagnosi di diabete in presenza di dati equivoci è il cosiddetto test da carico orale di glucosio. La curva glicemica è un test che si esegue per capire se la concentrazione di glucosio nel sangue rientra nell'intervallo di normalità.

L'alterata tolleranza al glucosio è una condizione da monitorare costantemente, sia per la possibile evoluzione a diabete mellito, sia per il maggior rischio cardiovascolare rispetto alle persone normoglicemiche.

Possono interferire con i risultati del test la presenza di malattie quali ipertiroidismo, ipercorticosurrenalismo, acromegalia, sindrome da malassorbimento e gastroenteropatie.

Curva Glicemica e Gravidanza

Relativamente all’ultimo aspetto, va ricordato che il periodo della gestazione si associa spesso a condizioni di iperglicemia o ridotta tolleranza ai carboidrati che, talvolta, sfociano in un vero e proprio diabete gestazionale. Per questa ragione, la valutazione della glicemia è sempre inserita nel contesto dei controlli previsti quando una donna resta incinta e durante tutta la gestazione e, se il risultato ottenuto non rientra nell’intervallo di normalità, è sempre seguita dall’esecuzione dell’OGTT (se la glicemia a digiuno riscontrata è compresa tra 100 e 125 mg/dl) oppure dalla valutazione della HbA1c (se il valore di glicemia a digiuno è superiore a 126 mg/dl). In gravidanza, lo sappiamo, si eseguono diversi esami, alcuni sempre necessari altri no. Alcune riguardano anche l’apparato endocrino.

In particolare, nel secondo trimestre, si presenta una riduzione della risposta insulinica, con conseguente aumento del glucosio circolante nell’organismo. È proprio per questo che in alcuni casi è bene eseguire la curva glicemica in gravidanza.

Come Si Esegue la Curva Glicemica?

La curva glicemica è un esame semplice e non invasivo. Per eseguire gli esami della curva glicemica puoi rivolgerti a un laboratorio di analisi chimico-cliniche. I prelievi possono essere eseguiti in struttura tutti i giorni, dal lunedì al sabato dalle ore 7.30 alle 10.30.

Per fornire risultati affidabili ai fini dello screening del diabete, il test della curva glicemica deve essere effettuato dopo un digiuno di almeno 8 ore (preferibilmente, anche qualcuna in più, per esempio 10-12 ore) e in una situazione di benessere generale, posto che, come accennato, un eventuale malessere o patologia acuta possono falsare la determinazione della glicemia.

Prima di sottoporsi a questo esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8 ore. È possibile bere modiche quantità di acqua. È necessario presentarsi all’appuntamento a digiuno da da almeno 8 ore (è invece consentito bere acqua).

Appena si arriva in ospedale o presso il laboratorio analisi, mentre si è ancora a stomaco vuoto, si viene sottoposti a un primo prelievo di sangue, che permetterà sia di rivalutare la glicemia basale a digiuno sia di ottenere il valore iniziale di riferimento, in base al quale calcolare la successiva variazione della glicemia. Se questo primo dato di glicemia a digiuno è inferiore a 126 mg/dl, si procede alla seconda fase del test; qualora risultasse superiore, invece, il personale sanitario può decidere di interrompere l’esame poiché la probabilità che sia presente diabete mellito è molto elevata e per la conferma diagnostica diventa più utile la valutazione di altri parametri, in particolare la percentuale di emoglobina glicata (HbA1c) nel sangue.

La seconda fase dell’esame della curva glicemica prevede l’assunzione di un bicchiere abbondante (300-500 ml) di soluzione contenente 75 g di glucosio. Si invita poi il paziente a bere una soluzione glucosata composta da acqua e da 75 grammi di zucchero. Questo liquido abbastanza viscoso non ha un gusto né una consistenza particolarmente gradevoli e nelle persone più sensibili può causare un po’ di nausea: ciascuno può decidere di assumerlo nel modo che crea meno disagio, ossia in pochi ampi sorsi oppure con un approccio frazionato, con più calma, a patto di impiegare un tempo complessivamente non superiore a 5 minuti.

La terza fase del test può essere diversa a seconda che il laboratorio di riferimento esegua la curva glicemica in “5 punti” (metodo utilizzato in passato, ma oggi pressoché abbandonato) o soltanto in “2 punti”, come raccomandato dall’OMS e dall’IDF. Nel primo caso, dopo il prelievo di sangue iniziale, ne saranno effettuati altri 4, rispettivamente dopo 30, 60, 90 e 120 minuti. A prescindere dalla modalità d’esecuzione prevista, durante tutto periodo di attesa tra il primo e l’ultimo esame del sangue si dovrà restare in prossimità della sala prelievi e avere pazienza.

La procedura è semplice ma piuttosto lunga, e consiste di fatto in una serie di prelievi di sangue. Dopo un primo prelievo, eseguito a digiuno, il paziente deve assumere 75 grammi di glucosio disciolto in acqua. Per le ore successive, poi, è invitato a rimanere seduto, senza fumare o mangiare e limitando il più possibile i contatti stressanti (in quanto lo stress emozionale può alterare i risultati). A distanza di 120 minuti dalla somministrazione del glucosio, lo staff medico provvede quindi ad eseguire un nuovo prelievo per misurare la glicemia (ossia la concentrazione di glucosio nel sangue). Per le donne in gravidanza la procedura è identica, ma vengono eseguiti due prelievi a distanza di 60 e 120 minuti.

L’esame non è doloroso, ma i pazienti spaventati da aghi e particolarmente sensibili ai prelievi del sangue possono avvertire una sensazione di disagio.

La preparazione per la curva glicemica in gravidanza inizia dal giorno che precede l’esame perché l’ultimo pasto che viene consumato deve essere equilibrato (occorre evitare eccessi ma anche restrizioni). Il giorno del test, come detto, bisogna presentarsi a digiuno da almeno 8-10 ore.

Curva Glicemica in Gravidanza: Come si Svolge?

Quindi, a cosa serve questo esame? Come si esegue la curva glicemica in gravidanza? Il test viene effettuato sempre nelle ore mattutine e attraverso tre prelievi: a digiuno, dopo un’ora e dopo due ore dall’assunzione di una soluzione composta da acqua e da 75 grammi di glucosio puro. Questa soluzione in qualche caso può dare fastidio alla donna; la dolcezza, ad esempio, può favorire l’insorgenza di sensazioni come la nausea e il vomito.

Interpretazione dei Risultati

L’esito del test della curva glicemica dipende essenzialmente dal valore di glicemia basale a digiuno e da quello riscontrato dopo 120 minuti dall’ingestione dei 75 g di glucosio previsti dal protocollo e può corrispondere a tre diverse condizioni.

Se il primo valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl e il secondo tra 140 e 199 mg/dl si è, invece, in una condizione di intolleranza ai carboidrati o “pre-diabete”, mentre se le glicemie riscontrate sono ancora più alte si è già di fronte a un diabete conclamato, la cui gravità dipenderà non tanto dai valori di glicemia registrati in occasione del test OGTT, ma dalla percentuale di HbA1c misurata con il relativo esame. Va precisato, però, che l’HbA1c (corrispondente alla percentuale di emoglobina legata al glucosio, correlata alla persistenza di valori di glicemia elevati) varia lentamente, nell’arco di circa 2-3 mesi.

Il riscontro di una glicemia a digiuno un po’ più elevata del normale, ossia di una concentrazione di zuccheri (glucosio) nel sangue superiore all’intervallo di normalità compreso tra 70 e 99 mg/dl, non significa necessariamente soffrire di diabete mellito o presentare una preoccupante alterazione del metabolismo dei carboidrati. Può trattarsi di un errore commesso inavvertitamente nella preparazione dell’esame (per esempio, il non pieno rispetto del periodo di digiuno richiesto, magari perché si è assunta una bevanda zuccherata o un succo di frutta di troppo) o nell’esecuzione del test da parte del laboratorio (è raro, ma può capitare). Dopo aver escluso queste eventualità e aver verificato il dato con una seconda valutazione della glicemia, se l’innalzamento dei livelli di zuccheri nel sangue è confermato è necessario approfondire la situazione metabolica effettuando altri test in grado di chiarire con quale efficienza l’organismo utilizza il glucosio introdotto con l’alimentazione per produrre energia o tessuto grasso di riserva.

Se la curva glicemica indica una condizione di intolleranza ai carboidrati o di diabete iniziale lieve è indispensabile innanzitutto effettuare, con la collaborazione del medico di famiglia, una seria analisi del proprio stile di vita e individuare opportune correzioni, nell’ottica di migliorare le abitudini alimentari e il livello di attività fisica. Soprattutto nelle persone più giovani (30-50 anni) un corretto stile di vita e una perdita di peso di alcuni o diversi chili (a seconda del sovrappeso iniziale) possono essere addirittura sufficienti a far regredire completamente un diabete mellito non grave, senza dover ricorrere a ulteriori trattamenti, e permettono contemporaneamente di tenere sotto controllo gli altri fattori di rischio per cuore e arterie, ossia principalmente l’ipertensione e l’ipercolesterolemia (che insieme al diabete stesso e al sovrappeso concorrono a determinare la cosiddetta “sindrome metabolica”).

Nel caso in cui il test della curva glicemica faccia registrare valori di glucosio post-ingestione compresi tra 140 e 200 mg/dl e i livelli a digiuno siano compresi tra 110 e 126 mg/dl, si identifica l'alterazione come "ridotta tolleranza al glucosio". Questa condizione medica è di fondamentale importanza, in quanto, seppur non ancora evoluta in diabete mellito, presenta comunque caratteri di problematicità che vanno opportunamente affrontati. I pazienti sono, infatti, esposti a rischi maggiori per quanto riguarda le patologie di carattere cardiovascolare (nello specifico riguardo la cardiopatia ischemica). Il diabete mellito viene definito nel caso in cui i valori a digiuno superino i 126 mg/dl e 200 mg/dl per quanto invece riguarda quelli a due ore dall'ingestione di glucosio o di zuccheri.

Valori di Riferimento

Sono considerati normali i valori di glicemia che, dopo due ore dall’assunzione della soluzione glucosata sono inferiori ai 140 mg/dL. In particolare si considerano normali i valori di glicemia che, dopo due ore risultano inferiori ai 140 mg/dl.

Per le donne in gravidanza, invece, i parametri cambiano: sono considerati normali valori della glicemia basale inferiori ai 92 mg/dL, inferiori ai 180 mg/dL a 1 ora e inferiori ai 153 mg/dL a 2 ore dall’assunzione della soluzione glucosata. Per il diabete gestazionale invece i parametri sono diversi.

Quando Fare la Curva Glicemica in Gravidanza?

Valutati i fattori di rischio e le caratteristiche della singola gravidanza, la decisione di procedere con il test è sempre del professionista, che fornirà alla donna le indicazioni necessarie per eseguirlo. Ma esattamente, quando si fa la curva glicemica in gravidanza? In quali casi specifici? Si deve sempre fare la curva glicemica in gravidanza?

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