Curva Glicemica Alta: Cause e Rimedi

I livelli di glucosio nel sangue (glicemia) a digiuno sono di norma al minimo la mattina, prima della colazione, ma aumentano sempre dopo i pasti per un paio d'ore circa. Può risultare complesso mantenere i livelli glicemici nei limiti raccomandati dal proprio medico. Infatti, i fattori che fanno variare la glicemia sono molti, e talvolta improvvisi.

Cos'è la Curva Glicemica e Quando Viene Eseguita

La curva glicemica è un test che si esegue per capire se la concentrazione di glucosio nel sangue rientra nell'intervallo di normalità. La curva glicemica è un esame indicato dal medico curante qualora ci sia il fondato sospetto di un'alterazione del metabolismo dei carboidrati. Questo esame permette di valutare la risposta dell’organismo all’ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio.

Per fornire risultati affidabili ai fini dello screening del diabete, il test della curva glicemica deve essere effettuato dopo un digiuno di almeno 8 ore (preferibilmente, anche qualcuna in più, per esempio 10-12 ore) e in una situazione di benessere generale, posto che, come accennato, un eventuale malessere o patologia acuta possono falsare la determinazione della glicemia.

Relativamente all’ultimo aspetto, va ricordato che il periodo della gestazione si associa spesso a condizioni di iperglicemia o ridotta tolleranza ai carboidrati che, talvolta, sfociano in un vero e proprio diabete gestazionale. Per questa ragione, la valutazione della glicemia è sempre inserita nel contesto dei controlli previsti quando una donna resta incinta e durante tutta la gestazione e, se il risultato ottenuto non rientra nell’intervallo di normalità, è sempre seguita dall’esecuzione dell’OGTT (se la glicemia a digiuno riscontrata è compresa tra 100 e 125 mg/dl) oppure dalla valutazione della HbA1c (se il valore di glicemia a digiuno è superiore a 126 mg/dl).

Come si svolge il test della curva glicemica

  1. Appena si arriva in ospedale o presso il laboratorio analisi, mentre si è ancora a stomaco vuoto, si viene sottoposti a un primo prelievo di sangue, che permetterà sia di rivalutare la glicemia basale a digiuno sia di ottenere il valore iniziale di riferimento, in base al quale calcolare la successiva variazione della glicemia.
  2. Se questo primo dato di glicemia a digiuno è inferiore a 126 mg/dl, si procede alla seconda fase del test; qualora risultasse superiore, invece, il personale sanitario può decidere di interrompere l’esame poiché la probabilità che sia presente diabete mellito è molto elevata e per la conferma diagnostica diventa più utile la valutazione di altri parametri, in particolare la percentuale di emoglobina glicata (HbA1c) nel sangue.
  3. La seconda fase dell’esame della curva glicemica prevede l’assunzione di un bicchiere abbondante (300-500 ml) di soluzione contenente 75 g di glucosio. Questo liquido abbastanza viscoso non ha un gusto né una consistenza particolarmente gradevoli e nelle persone più sensibili può causare un po’ di nausea: ciascuno può decidere di assumerlo nel modo che crea meno disagio, ossia in pochi ampi sorsi oppure con un approccio frazionato, con più calma, a patto di impiegare un tempo complessivamente non superiore a 5 minuti.
  4. Nel primo caso, dopo il prelievo di sangue iniziale, ne saranno effettuati altri 4, rispettivamente dopo 30, 60, 90 e 120 minuti. Per ottenere informazioni più complete, al test OGTT viene spesso associato anche il dosaggio dell’insulinemia, corrispondente alla concentrazione di insulina nel sangue, che viene misurata in parallelo dopo tutti i prelievi eseguiti per la valutazione della glicemia.

Interpretazione dei Risultati

L’esito del test della curva glicemica dipende essenzialmente dal valore di glicemia basale a digiuno e da quello riscontrato dopo 120 minuti dall’ingestione dei 75 g di glucosio previsti dal protocollo e può corrispondere a tre diverse condizioni.

Se il primo valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl e il secondo tra 140 e 199 mg/dl si è, invece, in una condizione di intolleranza ai carboidrati o “pre-diabete”, mentre se le glicemie riscontrate sono ancora più alte si è già di fronte a un diabete conclamato, la cui gravità dipenderà non tanto dai valori di glicemia registrati in occasione del test OGTT, ma dalla percentuale di HbA1c misurata con il relativo esame.

Va precisato, però, che l’HbA1c (corrispondente alla percentuale di emoglobina legata al glucosio, correlata alla persistenza di valori di glicemia elevati) varia lentamente, nell’arco di circa 2-3 mesi.

Valori di riferimento della glicemia

Condizione Glicemia a digiuno (mg/dl) Glicemia dopo 2 ore (mg/dl)
Normale < 100 < 140
Intolleranza ai carboidrati (pre-diabete) 100-125 140-199
Diabete > 126 > 200

Cause dell'Iperglicemia

Iperglicemia è il termine medico per livelli elevati di glucosio nel sangue. La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci.

Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.

  • Diabete di tipo 1: Assente produzione di insulina.
  • Diabete di tipo 2: Ridotta capacità delle cellule di utilizzare l'insulina.
  • Fattori di rischio: Dieta squilibrata, stress, inattività fisica, alcune patologie.

Rimedi e Gestione della Glicemia Alta

Nel diabete lo scopo del trattamento è il mantenimento dei livelli di glicemia il più vicino possibile ai valori normali. In caso di frequenti iperglicemie, è necessario consultare il medico o il personale sanitario addetto alle cure del diabete. Se la curva glicemica indica una condizione di intolleranza ai carboidrati o di diabete iniziale lieve è indispensabile innanzitutto effettuare, con la collaborazione del medico di famiglia, una seria analisi del proprio stile di vita e individuare opportune correzioni, nell’ottica di migliorare le abitudini alimentari e il livello di attività fisica.

Alimentazione: Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale. Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi.

Attività fisica: L’attività fisica è un’altra componente importante del piano di prevenzione e gestione del diabete. Essere il più possibile attivi; l’attività fisica regolare può aiutare ad arrestare la salita della glicemia.

Monitoraggio: Verificare con il medico la necessità di controllare la glicemia. Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia.

Consigli per mantenere la glicemia sotto controllo

  • Seguire una dieta equilibrata, ricca di fibre e povera di zuccheri raffinati.
  • Praticare attività fisica regolarmente.
  • Mantenere un peso adeguato.
  • Bere molta acqua per rimanere idratati.
  • Ridurre lo stress.
  • Monitorare regolarmente la glicemia.

Diabete Gestazionale

Il diabete gestazionale è una condizione piuttosto comune in gravidanza, dovuta ad una intolleranza al glucosio. Si tratta di una condizione correlata al rischio di serie complicanze (sia della gravidanza che del parto) e di conseguenze a lungo termine, per la mamma e per il bambino. Nel nostro Paese, si stima che questa condizione sia associata all’8-10% circa delle gravidanze; l’incidenza può raggiungere il 18% in determinate etnie più predisposte.

Diagnosi e gestione del diabete gestazionale

La diagnosi viene fatta tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza attraverso un esame chiamato test di tolleranza al glucosio (OGTT), anche detto curva del glucosio, curva di carico glicemico o carico di glucosio. Alla mamma viene fatta bere una soluzione zuccherina (acqua in cui sono stati disciolti 75 grammi di glucosio), per poi misurare i livelli di glicemia a distanza di intervalli di tempo prestabiliti nelle ore successive (0 minuti, 60 minuti cioè un’ora, 120 minuti cioè 2 ore).

Se il diabete gestazionale viene confermato, è necessario che la donna effettui controlli specifici della glicemia, da 2 a 4 volte al giorno, con appositi dispositivi medici.

Raccomandazioni per la colazione in caso di diabete gestazionale

La raccomandazione principale è quella di evitare biscotti, torte e merendine per orientarsi verso i sapori salati o neutri. Prova, ad esempio, con una fetta di pane tostato con un filino d’olio d’oliva extra vergine o farcito con una piccola porzione di avocado o accompagnato da qualche mandorla.

Quando fai la spesa, presta attenzione all’etichetta dei prodotti che acquisti e controlla che riportino, ad esempio, la scritta “senza aggiunta di zucchero”.

Importante: Questo articolo è a carattere informativo-divulgativo e non sostituisce ilparere del medico. Consultare sempre un professionista per diagnosi e trattamenti.

leggi anche: