Creatinina Alta nel Cane: Cause, Sintomi e Rimedi

L’insufficienza renale cronica è la terza principale causa di morte nel cane anziano. È quindi fondamentale conoscerne i segni precoci per prevenirne l’insorgenza. Oggi ti voglio parlare di una malattia molto subdola e insidiosa, perché difficile da riconoscere.

I sintomi si manifestano in modo ben evidente, solo quando la situazione è già irreversibile, mentre all’inizio potrebbero essere confusi con il diabete. Ecco perché è così importante cercare di prevenirla, effettuando i controlli. Se vuoi conoscere la malattia anche nel gatto, puoi trovare indicazioni qui.

Cosa sono e come funzionano i reni?

Come facciamo di solito nelle nostre guide definitive alla salute dei tuoi pelosi, parto dall’inizio e cerco di spiegarti in modo semplice come funzionano le cose. Il rene è un organo fantastico (pari, nel senso che ce ne sono due) che ha quattro funzioni principali:

  • Escretoria: rimozione dal sangue delle sostanze di rifiuto destinate a costituire l’urina;
  • Endocrina: perché produce diversi ormoni;
  • Regolazione del bilancio idrico e salino dell’organismo e metabolismo della vitamina D;
  • Regolazione della pressione osmotica nel sangue e nei tessuti.

In breve, decide quanta acqua e soluti (sodio, potassio, calcio, fosfati, proteine e altri) devono rimanere all’interno dell’organismo, facendo concentrare più o meno le urine. Questo avviene grazie ai nefroni.

I nefroni sono complesse strutture disseminate all’interno dei reni, composti da piccoli agglomerati di vasi sanguigni, e tubuli che riescono a filtrare i liquidi, e produrre l’urina, convogliarla all’interno di vaschette a forma di imbuto che andranno a finire negli ureteri, che portano poi l’urina in vescica. Il nefrone stesso è composto da diverse parti (glomerulo, tubuli prossimale, ansa di Henle e tubulo distale) con funzioni di filtraggio, regolazione e assorbimento differenti.

Il rene è un organo straordinariamente efficiente tanto che, se un nefrone non funziona perfettamente, perché si danneggia, quello vicina lavora subito di più per compensare e aumenta di dimensione. Ma il superlavoro a lungo andare lo danneggia e così si crea una reazione a catena che coinvolge un numero sempre maggiori di nefroni.

Ed è qui che inizia la malattia. La malattia renale cronica o insufficienza renale si manifesta davvero, solo quando l’organo non è più in grado di compensare la perdita di funzionalità e cioè quando il danno diventa irreversibile e si può solo cercare di dare una soluzione che tamponi la situazione, non riuscendo però più a recuperare l’organo.

Ecco perché è così importante accorgersi prima di questo stadio che c’è qualcosa che non va!! Se lo si fa, si può ancora pensare di curare davvero e non solo contenere i danni.

Insufficienza renale nel cane: in cosa consiste?

Per insufficienza renale si intende una forma clinica che si verifica quando i reni non sono più in grado di mantenere le loro funzioni regolatorie, escretorie ed endocrine. La conseguenza possibile è l’uremia: una sindrome tossica originata da alterazioni sia fisiologiche che metaboliche, derivanti dall’insufficienza renale.

Non tutti i pazienti con insufficienza renale sono uremici. È importante ricordarlo poiché, se nell’insufficienza renale cronica è possibile attuare con successo una terapia medica, nell’uremia l’unico trattamento praticabile è quello sostitutivo dell’emodialisi o del trapianto renale.

L’insufficienza renale può essere:

  • Acuta: con insorgenza improvvisa, potenzialmente mortale o reversibile se si riesce a diagnosticare in tempo e rimuovere la causa.
  • Cronica: quando si instaura e persiste per periodi prolungati (mesi o anni) una perdita di funzionalità progressiva di nefroni, con irreversibilità della lesione.

L’unità funzionale del rene, il nefrone, viene prima distrutto, poi infiltrato di cellule infiammatorie e infine, sostituito da tessuto cicatriziale. Il danno renale diventa quindi cronico e invade progressivamente tutto l’organo.

La malattia potrà essere ad andamento lento e lineare, con aumento regolare dell’azotemia e senza che ci siano sintomi apprezzabili per mesi o per anni grazie ai meccanismi compensatori di cui abbiamo parlato prima, oppure può evolvere per stadi, con un repentino scompenso della funzione renale ed improvvisa crisi uremica.

L’insufficienza renale cronica è una malattia progressiva caratterizzata dalla perdita di funzionalità di più del 75% dei nefroni. [1]

Insufficienza renale cronica quali cani colpisce?

Considerando che i dati epidemiologici presenti (cioè la distribuzione e la frequenza delle malattia) sono relativi solo alla popolazione anglosassone statunitense, ho cercato dati che potessero provenire dal nostro paese. Ho così trovato uno studio che ha preso in considerazione 10 anni di attività clinica dell’Università di Pisa.

Da questo è emerso che in prevalenza la malattia renale cronica colpisce:

  • Cani adulti e anziani;
  • Soprattutto maschi;
  • Di razza Boxer, Pastore Tedesco e Setter e in generale cani di taglia medio-grande;
  • Con una età compresa tra i 6 e gli 11 anni.

Anche i cuccioli possono essere soggetti ad insufficienza renale cronica, soprattutto se sono stati affetti da parassitosi come la Leptospirosi, o per infezioni renali.

Le cause di insufficienza renale cronica nel cane

Le cause possono essere: neoplasie, malattie autoimmuni, malattie protozoarie (leptospirosi, e leishmaniosi), sostanze nefrotossiche (cioè tossiche per i reni) assunte per lunghi periodi, processi infettivi e/o infiammatori (piometra), ostruzione al flusso d’urina (blocco urinario, più frequente nel gatto), calcoli renali, cause congenite (ipoplasia/displasia del rene nel Boxer) ed altre.

Spesso comunque la causa scatenante non è evidenziabile poiché non si riesce a capire a cosa possa essere realmente ricondotto il danno iniziale. Quindi non è tanto importante capire da cosa sia causata la malattia renale (l’insufficienza).

Insufficienza renale cronica nel cane, gli stadi IRIS e i sintomi

L’IRIS (International Renal Interest Society) ha stabilito che i cani che soffrono di insufficienza renale cronica sono soggetti a 4 stadi della malattia che distinguono le fasi di un processo degenerativo continuo con perdita di una quota sempre maggiore di nefroni funzionanti.

Queste fasi si distinguono sia per parametri ematici (quindi valutazioni che vengono fatte attraverso degli esami del sangue), sia attraverso l’evidenza o meno di segni clinici (sintomi). Ovviamente non potranno essere considerati degli step rigidi e fissi, in quanto per passare da uno all’altro il soggetto potrà manifestare uno o più segni.

Quindi prendi con le pinze queste informazioni e non pensare che sia tutto o bianco o nero, in mezzo esistono molte sfumature di grigio! I valori di riferimento che vengono valutati sono essenzialmente due: La creatinina e la azotemia, la proteinuria (presenza di proteine nelle urine) e la pressione arteriosa.

La valutazione della creatinina nel sangue deve essere fatta rigorosamente a digiuno da almeno 12 ore. Questo è ancora più importante nei cani Greyhound dove il metabolismo muscolare è particolarmente accelerato e questo valore potrebbe risultare erroneamente più elevato.

Anche altre razze possono avere valori ematici più alti di creatinina (Dogue de Bordeaux, Rottweiler, Mastiff, Bull Mastiff, Alani, Pastori del Caucaso, Cani da Montagna dei Pirenei, Grandi Bovari Svizzeri, Bovari del Bernese ed altri). In queste razze sarebbe importante avere un valore di riferimento quando il cane è certamente sano, con esame fatto, verso l’anno di età, in modo da poter tenere quel valore come punto di riferimento per il futuro.

Un altro parametro predittivo di malattia è il PU/CU, cioè il rapporto tra le proteine urinarie e la creatinina, chiedila al tuo veterinario!

La valutazione della creatinina quindi è influenzata dalla condizione muscolare. In animali anziani la massa muscolare è certamente ridotta e quindi anche il livello di creatinina potrebbe esserlo, nonostante la funzionalità renale sia insufficiente e questo potrebbe essere fuorviante nella corretta stadiazione e diagnosi. Ecco perché l’IRIS ha proposto di prendere in considerazione anche un altro valore, la SDMA (dimetilarginina simmetrica).

Pare che questo parametro, identifichi precocemente la riduzione della funzionalità renale, senza essere influenzato dalla massa muscolare.

Stadio 1 dell’insufficienza renale cronica: diminuzione della riserva renale.

In questa fase, ancora totalmente asintomatica dal punto di vista dei segni clinici, non si rileva altro che un lieve aumento delle urine, a causa di una leggera diminuzione della capacità di concentrazione delle stesse da parte del rene. Ci sono ancora molti nefroni funzionanti e quindi la riserva renale è solo diminuita.

  • Creatinina nel sangue < (inferiore) a 1,4 mg/dl
  • Azotemia non è ancora presente.
  • SDMA > 14 microgr/dl
  • Pressione arteriosa normale < 150
  • Proteinuria: assente

Stadio 2 dell’insufficienza renale cronica: il deficit renale.

Il deficit renale è arrivato fino al 75%. La capacità di concentrazione dell’urina è diminuita ancora e quindi potrebbero esserci:

  • Aumento dell’urina (poliuria);
  • Aumento della sete, per compensare la perdita di liquidi (polidipsia) soprattutto concomitante con situazioni di particolare stress;
  • Disidratazione, dovuta alla incapacità di trattenere liquidi, nonostante ci sia aumento dell’assunzione di acqua;
  • Nicturia (cioè l’incontinenza urinaria durante il sonno).

In questa fase potrebbe iniziare a comparire episodi di:

  • Anoressia
  • Vomito
  • Perdita di peso
  • Iperacidità gastrica, gastrite uremica (con ulcere gastriche e intestinali);
  • Stomatite uremica (ulcere della mucosa orale, sulla lingua, sulle gengive).
  • Creatinina: valore compreso tra 1,4 e 2 mg/dl
  • Azotemia lieve.
  • SDMA: tra 14 microgr/dl e 25
  • Pressione arteriosa: tra 150 e 159
  • Proteinuria: tra 0,2 e 0,5

Stadio 3 dell’insufficienza renale cronica: insufficienza renale

Siamo arrivati al 90% di perdita di nefroni. I sintomi cominciano ad essere presenti in modo più grave. Il rene normale secerne eritropoietina, un ormone che regola la produzione di globuli rossi. La perdita di questa funzione quindi provocherà anche la diminuita immissione in circolo di questa parte cellulare molto importante, con conseguente:

  • Anemia, pallore delle mucose, intolleranza al freddo, affaticamento,
  • Poliuria (più urina), polidipsia (più sete), peggioramento delle condizioni fisiche, disidratazione, vomito, anoressia, alito urinoso, pelo più brutto,
  • Aumento delle dimensioni del rene, valutabile sia alla palpazione che ad un esame ecografico,
  • Aumento della pressione arteriosa (pressione superiore a 170 mm/Hg) con possibili conseguenze anche sulla funzionalità cardiaca. (Ipertrofia ventricolare)

A causa dell’ipertensione ci possono essere anche sintomi a livello oculare. Talvolta si presenta anche secchezza delle mucosa orale e formazione di tartaro esagerata.

  • Creatinina ematica: tra 2,1 a 5 mg/dl
  • Azotemia: moderata
  • SDMA: tra 25 microgr/dl e 45
  • Pressione arteriosa: tra 160 e 179
  • Proteinuria: tra 0,2 e 0,5

Stadio 4 dell’insufficienza renale cronica: sindrome uremica, la fase terminale.

La funzionalità renale in questa fase non c’è più. Azotemia e creatininemia sono molto alte a causa dell’accumulo di cataboliti che rimangono a livello del circolo sanguigno. La proteinuria è superiore allo 0,5 e la pressione arteriosa è superiore a 180.

In quest’ultima fase terminale dell’insufficienza renale del cane oltre ai sintomi già descritti, si possono avere segni di tipo neurologico quali: apatia, sonnolenza, letargia, tremori, barcollamenti, convulsioni.

Si può manifestare una certa tendenza all’emorragia anche per una semplice puntura, a causa di una ridotta funzionalità delle piastrine. Il sanguinamento gengivale è certamente un sintomo di fase terminale dell’insufficienza renale.

I sintomi oculari, legati al costante aumento della pressione arteriosa, in questa fase sono significativi di uremia e possono essere: riduzione del riflesso pupillare, emorragie retiniche, distacco retinico.

La seguente tabella riassume i valori di riferimento per la stadiazione IRIS:

Stadio IRIS Creatinina (mg/dL) SDMA (μg/dL) Pressione Arteriosa (mmHg) Proteinuria
Stadio 1 Cane: < 1.4, Gatto: < 1.6 > 14 < 150 Assente
Stadio 2 Cane: 1.4 - 2.0, Gatto: 1.6 - 2.8 14 - 25 150 - 159 0.2 - 0.4 (Cane), 0.2 - 0.4 (Gatto)
Stadio 3 Cane: 2.1 - 5.0, Gatto: 2.9 - 5.0 25 - 45 160 - 179 0.2 - 0.5 (Cane), 0.2 - 0.4 (Gatto)
Stadio 4 > 5.0 > 45 > 180 > 0.5 (Cane), > 0.4 (Gatto)

Diagnosi di malattia renale cronica

La diagnosi di insufficienza si dovrà basare non soltanto sulla sintomatologia, ma anche su tutta una serie di analisi del sangue e delle urine, oltre a indagini ecografiche, al fine di effettuare una prima stadiazione secondo il programma IRIS, per poi poter fare ulteriori valutazioni della salute degli altri organi coinvolti.

Insufficienza renale nel cane: aspettative di vita

I cani con insufficienza renale cronica possono essere trattati con successo terapeutico, solo se la malattia viene identificata il più precocemente possibile e se la causa è eliminabile (ostruzioni, calcoli). In tutte le altre situazioni, non si può pensare di far regredire la malattia, ma tenerla controllata e migliorare la condizione di vita del paziente.

La gravità della sintomatologia sembra essere legata alla velocità di insorgenza dell’uremia, piuttosto che alla sua entità.[2] L’anemia progredisce all’aggravarsi della malattia, a causa di tre fenomeni concomitanti:

  • Per diminuita produzione di globuli rossi;
  • Perdita degli stessi per sanguinamento occulto;
  • Riduzione della vita media dei globuli rossi imputabile all’azione delle tossine uremiche circolanti.

Inoltre la diminuita risposta immunitaria del soggetto con insufficienza renale cronica porta gli animali ad essere più sensibili ad infezioni batteriche e spesso possono portare a morte. Anche la pressione arteriosa è un indice di gravità: quando è alta, la malattia progredisce in fretta, portando il soggetto a morte in tempi più veloci.

Terapia dell’insufficienza renale cronica nel cane

Come puoi immaginare non si può generalizzare e dare un protocollo terapeutico unico per tutti. Non solo perché ogni stadio della malattia può avere coinvolgimento d’organi diverso, ma soprattutto perché ogni soggetto può essere più o meno suscettibile agli effetti collaterali della mala... I reni sono gli organi deputati all’eliminazione di prodotti di scarto contenenti azoto, come urea, creatinina e ammoniaca, derivanti dalle normali attività metaboliche.

e questa sindrome comporta una serie di sintomi. Le sostanze tossiche non smaltite a lungo andare danneggiano anche altri organi ed apparati, come ad esempio l’apparato digerente, il fegato ed il cervello. È molto importante pertanto cercare di prevenire la progressione della patologia, anche perché in medicina veterinaria è molto difficile effettuare la dialisi che viene utilizzata in umana, a causa dell’esiguità dei centri dialisi per cani e gatti, e non è possibile praticare il trapianto di reni che viene in alcuni casi effettuato negli esseri umani.

La prevenzione è quindi l’arma più potente per i cani e gatti affetti da insufficienza renale. In molti casi, purtroppo, non si può risalire alla causa scatenante e, anche se individuata, per alcune patologie non vi è una terapia specifica. Il danno renale però, indipendentemente dalla causa, permane e la parte di rene ancora funzionante è sottoposta a un superlavoro, che a lungo andare danneggia anche la parte di tessuto sano.

La parte ancora sana del rene è colpita quindi da uno stato infiammatorio che danneggia le cellule renali le quali non riescono più a trattenere le proteine durante il processo di filtrazione e pertanto queste proteine, che normalmente verrebbero riassorbite, si rinvengono invece nelle urine.

La guarigione dalla condizione di insufficienza renale è possibile, ma dipende dalle cause scatenanti; in alcune patologie infettive, come ad esempio la Leishmaniosi nel cane, è possibile avere anche una regressione totale, come anche in casi di insufficienza renale acuta causata da un’ostruzione alle vie urinarie, che causa ritenzione urinaria o come nel caso di alcune intossicazioni. La maggior parte delle volte però, come accennato, il danno al tessuto dei reni permane e la loro capacità di funzionamento si riduce, facendo trasformare l’insufficienza renale in una patologia cronica.

In questi casi quindi la malattia renale si può solo rallentare, ma non eliminare. Alcuni cani e moltissimi gatti riescono a convivere dignitosamente con l’insufficienza renale cronica, soprattutto se si alimentano in modo regolare; vi sono infatti numerosi studi che comparano l’aspettava di vita di animali con insufficienza renale cronica anoressici e di animali che conservano l’appetito e questi ultimi hanno un’aspettativa di vita di gran lunga maggiore. La malattia renale, infatti, se diagnosticata e affrontata con diverse strategie terapeutiche negli stadi IRIS 1 e 2 può essere gestita per intervalli di tempo molto lunghi.

in primo luogo, trattare eventuali cause concomitanti o predisponenti, come malattie infettive, intossicazioni, malattie metaboliche etc. Che sia cronica o acuta nell’IR è necessario offrire ai pazienti che ne sono affetti una dieta bilanciata e appetibile. In pazienti che si trovano nello stadio IRIS 1 e 2 non è sempre necessaria una restrizione della quota di proteine offerte, a patto che non abbiano proteinuria.

Le proteine, infatti, da un lato servono per sostenere il metabolismo di cani e gatti che sono animali carnivori, ma dall’altro la loro digestione comporta una produzione di sostanze che, se accumulate, divengono tossiche. Nei pazienti in stadio IRIS 3 e 4 va invece effettuata una restrizione proteica. In tutti i pazienti vanno offerte proteine di alto valore biologico, ovvero che contengano tutti gli aminoacidi essenziali e che non affatichino il lavoro dei reni. In commercio esistono numerosi mangimi completi specifici per pazienti cani e gatti con IR, e alcune aziende dividono la loro offerta anche in base allo stadio IRIS dell’IR, con diete specifiche indicate per gli stadi iniziali ed altre per quelli più avanzati.

Talvolta però questi mangimi risultano poco appetibili, soprattutto quelli con ridotto contenuto di proteine, e poiché il digiuno è acerrimo nemico di cani e gatti con IR, spesso è bene ricorrere a diete fresche formulate da medici veterinari esperti in nutrizione e dietetica clinica. Le diete fresche hanno numerosi vantaggi, soprattutto sul piano dell’appetibilità, malgrado siano più indaginose nella preparazione. Sia che il nostro amico si alimenti con una dieta commerciale che con una dieta fresca, l’integrazione funzionale nell’IR è fondamentale.

Capitolo a parte riguarda l’assunzione di acqua nei pazienti con IR: il bilancio idrico è infatti fondamentale in quanto gli animali con IR tendono a urinare e bere di più, rischiando disidratazione e alterazioni elettrolitiche pericolose. Gli integratori da somministrare ai nostri amici affetti da IR mirano a ridurre l’assunzione di alcuni metaboliti tossici, che provengono dalla digestione delle proteine, come ad esempio l’azoto, l’ammonica ed il fosforo. Molti di questi sono sostanze chimiche in grado di chelare e annullare l’effetto di questi metaboliti, come ad esempio carbonato di calcio o calcio lattogluconato. Oltre alla riduzione dell’assorbimento di queste sostanze, gli integratori devono ridurre l’acidosi metabolica e lo stato infiammatorio generalizzato e dei reni.

Ultimante la ricerca ha avuto modo di constatare che la supplementazione della dieta con prebiotici e probiotici gioca un ruolo fondamentale nel controllo della patologia renale. I prebiotici sono delle fibre, che fungono da substrato per la crescita dei prebiotici i quali sono invece dei fermenti lattici. Alcuni ceppi di questi ultimi utilizzano per il loro metabolismo azoto e creatinina, formando ammoniaca.

Questa ultima, altamente tossica, viene però degradata ad amminoacidi da altri fermenti lattici, rendendola di fatto innocua. La supplementazione di prebiotici e probiotici inoltre è priva di effetti collaterali e contribuisce a ridurre lo stato infiammatorio intestinale grazie al miglioramento della qualità del microbiota enterico. Anche l’assorbimento e la digestione di numerosi nutrienti è di fatto agevolata quando il pool di batteri che compongono il microbiota intestinale è ricco ed in salute. I motivi per offrire al tuo cane e gatto con IR prebiotici e probiotici sono quindi molteplici e soprattutto, questi preziosi alleati della salute, sono scevri di effetti collaterali ed avversi, migliorando la salute globale del tuo amico a quattro zampe.

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