Oggi la caffeina è la droga psicoattiva più consumata al mondo. Secondo uno studio, ben l’80% della popolazione mondiale consuma quotidianamente un prodotto a base di caffeina.
Cos'è la Caffeina?
La caffeina è uno stimolante naturale del sistema nervoso centrale appartenente alla classe delle metilxantine. Nella sua forma più pura, la caffeina è una polvere bianca amara. In piccole dosi, è nota per aumentare la vigilanza. La caffeina è stata estratta e isolata per la prima volta dal caffè nel 1819.
Effetti della Caffeina sull'Insulina e la Glicemia
Uno degli effetti della caffeina è quello di ridurre la sensibilità all’insulina. Quando la sensibilità all’insulina si riduce, si instaura l’insulino-resistenza. Ciò significa che le cellule non reagiscono all’ormone come un tempo, non assorbono la stessa quantità di zucchero dal sangue dopo aver mangiato o bevuto. La caffeina aumenta i livelli di alcuni ormoni dello stress, come l’epinefrina (o adrenalina). La caffeina blocca anche l’adenosina, che svolge un ruolo importante nella produzione di insulina da parte dell’organismo.
Anche se gli effetti della caffeina sono specifici per ogni individuo, uno studio ha rilevato che bere più di 3 tazze di caffè al giorno può portare a ipoglicemia e iperglicemia. L’ipoglicemia è la carenza di glucosio nel sangue, mentre l’iperglicemia si verifica quando i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti. Anche il momento in cui si assume la caffeina è importante, perché può disturbare il sonno.
Studio dell'Università di Duke
Uno studio condotto presso l’Università di Duke nel North Carolina ha dimostrato che un consumo eccessivo di caffè aumenta la risposta glicemica postprandiale in soggetti con diabete di tipo 2. Allo studio hanno partecipato diabetici di tipo 2 trattati con dieta e antidiabetici orali e abituali consumatori di caffè. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a un monitoraggio continuo della glicemia per un periodo di tre giorni, mediante un sistema di rilevazione basato sull’impiego di un sensore ad ago inserito nel sottocutaneo dell’addome che consente la misurazione automatica della concentrazione interstiziale di glucosio -che riflette fedelmente il valore della glicemia- ogni 5 minuti.
Nel secondo e terzo giorno dell’esperimento sono stati somministrati in successione, sotto forma di capsule, un placebo o una dose di caffeina equivalente a quella abitualmente ingerita dai pazienti. In particolare, la caffeina veniva somministrata alla dose di 250 mg prima della colazione e del pranzo. Il confronto tra il profilo glicemico del giorno in cui veniva somministrata caffeina e quello in cui veniva somministrato il placebo, ha dimostrato che la assunzione di caffeina induceva, rispetto al placebo, un aumento significativo della concentrazione media di glucosio nel corso della giornata con una elevazione più evidente nelle tre ore successive alla ingestione della colazione, del pranzo e della cena.
I risultati così ottenuti confermano quanto era stato osservato in altri studi nei quali era stato dimostrato un incremento della risposta glicemica e insulinemica, dopo un carico orale di carboidrati.
Il meccanismo di azione della caffeina non è chiaro. E’ possibile che la caffeina inibisca direttamente l’utilizzazione di glucosio da parte del tessuto adiposo e muscolare; oppure, la caffeina può influenzare il metabolismo glucidico stimolando la secrezione di adrenalina dotata di un potere contro-insulare e iperglicemizzante.
La dose di caffeina somministrata nello studio (500 mg/die) è quella equivalente a quattro tazze di infuso di caffè, il tipo abitualmente consumato dagli americani, ciascuna delle quali, di circa 100 ml di volume, contiene da 90 a 120 mg di caffeina. Anche il caffè espresso ha un contenuto analogo di caffeina, peraltro variabile da 60 a 120 mg, malgrado il volume ridotto, in rapporto alla diversa modalità di estrazione.
I risultati di questo studio non autorizzano la conclusione che il caffè debba essere vietato ai pazienti diabetici ma indicano semplicemente l’opportunità che non si debba eccedere nel suo uso.
La Caffeina non si Trova Solo nel Caffè
La caffeina, d’altro canto, non è presente solo nel caffè. La caffeina è un alcaloide naturale (1,3,7 trimetilxantina) denominata anche teina perché presente anche nel tè. Una tazza di tè ne contiene dai 20 ai 30 mg, una di cioccolata 10 mg e una lattina di Coca cola, anche leggera, o una Pepsi 40 mg.
Benefici del Caffè e Diabete
Il caffè è un alleato naturale che può aiutare a contrastare il diabete del tipo 2. Grazie alla sua ricca miscela di composti bioattivi, tra cui i polifenoli, sarebbe in grado di influenzare positivamente il metabolismo del glucosio e i processi antiossidanti.
Una quantità in linea con il parere scientifico dell'autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che afferma che 400 mg di caffeina al giorno sia la dose corretta per la maggior parte delle persone. Basti pensare che in Italia sono circa 3,9 milioni le persone che nel 2022 hanno dichiarato di avere il diabete, pari al 6,6% della popolazione. Lo scorso anno è stato registrato un forte aumento dell'incidenza della patologia, con oltre 400mila casi in più rispetto a solo tre anni prima.
La letteratura che sostiene il ruolo di questa bevanda nella riduzione del rischio di sviluppare il diabete è molto vasta e dettagliata. L'Isic, l'Institute for scientific information on Coffee, segnala numerose evidenze scientifiche sul tema, come il fatto che il caffè con caffeina possa proteggere maggiormente le donne rispetto agli uomini dalla possibilità di sviluppare il diabete e che anche il decaffeinato abbia effetti protettivi.
Alternative al Caffè per Diabetici
Quando una persona soffre di diabete, ha uno scompenso insulinico. Le bevande che contengono zucchero possono portare a picchi di zucchero o innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue. Per controllare i valori della glicemia è importante prestare attenzione non solo a quello che si mangia, ma anche a quello che si beve. Altre bevande, invece, potrebbero addirittura aiutare a tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.
La migliore bevanda per la salute generale è l'acqua. Una corretta idratazione supporta la salute fisica e mentale.
- Acqua aromatizzata: Sarà sufficiente aggiungere all'acqua naturale del succo di agrumi, come lime e limone o una spruzzata di succo di mirtillo rosso al 100%, delle foglie di menta o delle fragole. L'infusione dell'acqua con frutti interi come le bacche può aggiungere anche un sapore gradevole.
- Tè alle erbe o infusi: Bollire le foglie di alcune piante, come malva, melissa, camomilla, verbena, in acqua può aggiungere sapore e benefici per la salute. Le tisane o gli infusi sono un altro modo per aromatizzare l'acqua.
- Latte: Il latte può essere una buona opzione per i soggetti diabetici.
I soggetti diabetici dovrebbero bere con moderazione i succhi di frutta, anche se 100% e senza azzuccheri aggiunti, poiché il succo di frutta fornisce lo zucchero dalla frutta ma non necessariamente anche la fibra.
Caffè e Tè: Cosa Dice la Ricerca?
C'è un dibattito sull'assunzione di caffè per le persone con diabete. Nel 2017, altri ricercatori hanno concluso che la maggior parte degli studi sul tema suggeriscono che l'assunzione di caffeina aumenta i livelli di glucosio nel sangue e prolunga il periodo di alti livelli di glucosio nel sangue. D'altro canto, l'alcol tende ad aumentare l'insulina, che può causare a un calo inaspettato della glicemia o ipoglicemia. Non solo, studi a lungo termine hanno evidenziato un legame tra l’abitudine di bere caffè e un minor rischio di sviluppare il prediabete.
Bisogna poi aggiungere che i benefici del caffè sembrano essere indipendenti da quanta caffeina contiene. Ciò porta a ipotizzare che anche altre sostanze presenti nel caffè possano aiutare a gestire la glicemia.
Glicemia Deregolata e Caffè: Cosa Bisogna Sapere?
Il paziente con la glicemia deregolata deve sempre prestare attenzione all’assunzione di bevande stimolanti, sia amare che zuccherate, in particolar modo se a base di caffeina. Quest’ultima ha un effetto modulatorio sull’asse ormonale dello stress, favorendo una maggiore liberazione di glucosio nel sangue.
La caffeina è in grado di aumentare il rilascio di cortisolo e di catecolammine, ormoni che vengono secreti normalmente ogni giorno secondo ritmi piuttosto precisi (circadiani), e svolgono molteplici funzioni importanti per la sopravvivenza e regolazione metabolica. Se il soggetto è sotto stress o necessita di energia, il caffè favorisce il rilascio di glucosio.
Ogni assunzione di zucchero, che siano carboidrati semplici o complessi, provoca un incremento della glicemia (in un lasso di tempo prevedibile e fisiologico, ma alterato nei pazienti malati). Se allo zucchero aggiungiamo lo stimolo della caffeina, ovviamente le cose peggiorano.
Dipende molto dallo stato di salute del paziente. Se si tratta di un paziente diabetico grave, con terapia non adeguata, totalmente sedentario, suggerirei di abolirlo. Al migliorare delle condizioni, la risposta ovviamente cambia. Pertanto, limiterai l’assunzione massima ad un paio di caffè al giorno, possibilmente a stomaco pieno e non a prima mattina. Dopo il digiuno notturno il nostro corpo è tendenzialmente già “stressato” e l’aggiunta di un fattore peggiorativo andrebbe evitato.
Il caffè ha anche molti effetti benefici sull’organismo. Innanzitutto, grazie all’acido clorogenico, favorisce il transito intestinale esercitando una funzione lassativa. I tannini del caffè, inoltre, sembrano avere un’azione protettiva sulla mucosa intestinale (se tostato in modo adeguato). Nello sportivo ha un eccellente effetto stimolante, quando ciclizzato per bene (posologia e cadenza precisa): in momenti salienti del percorso atletico può rappresentare un importante supporto. In ultimo, ma non meno importante, il caffè è il contorno perfetto ad un momento di cordiale socialità.
Proprietà Antiossidanti del Caffè
Il caffè è ricco di sostanze antiossidanti, come i polifenoli, la cui assunzione contrasta i radicali liberi, favorisce la detossificazione e la riparazione del DNA, tutti meccanismi che a lungo termine possono ridurre lo stress ossidativo che viene indicato come uno tra i diversi fattori che portano all’insorgenza del diabete mellito di tipo 2. Qualche autore inizia a suggerire, seppur con dati a disposizione ancora scarsi, anche un effetto di modulazione positiva sul microbiota intestinale da parte di fibre prebiotiche del caffè.
Sebbene su questo effetto concordino tutte le Istituzioni di riferimento, compresa la Società Italiana di Diabetologia (SID), per chiarire in modo esaustivo i meccanismi d’azione e le esatte sostanze coinvolte, allo scopo - per esempio - di poter formulare integratori o farmaci utili servono ancora molti studi approfonditi.
Consumo Consigliato di Caffè
Un’altra considerazione importante da fare è l’eventuale consumo e relativa quantità di zucchero usato come dolcificante. Una ripetuta e/o eccessiva assunzione di zucchero durante la giornata non è raccomandabile per chi volesse avere delle abitudini salutari. Quindi anche se l‘Organizzazione Mondiale della Sanità e l’EFSA (European Food Safety Authority) indicano in 3-5 tazzine di caffè al giorno un consumo sicuro che può far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo va prestata attenzione all’introduzione di zucchero. Abituarsi a consumarlo amaro sarebbe la cosa migliore; in pochi giorni, vi accorgerete di assaporare ancora di più l’aroma originario di un buon caffè.
Sostanze Nocive nel Caffè Eccessivo
Un altro aspetto da considerare riguarda l’assunzione di acrilammide. La tostatura dei chicchi di caffè porta alla formazione di questa sostanza cancerogena. L’OMS nel 2016 ha eliminato il caffè dalla lista dei possibili cancerogeni ma l’assunzione di acrilammide resta e l’EFSA consiglia di ridurne il consumo perché la considera pericolosa per la salute pubblica. Se anche il consumo moderato di caffè di per sé non è sufficiente per apportare una quota di acrilammide rischiosa va ricordato che l’acrilammide si trova in tutti i prodotti contenenti amido posti in cottura oltre i 120° C quindi cibi fritti e soprattutto prodotti da forno.
Quando Evitare il Caffè?
L’ultima considerazione riguarda quei soggetti per i quali il consumo di caffè è sconsigliato, o se ne consiglia un consumo davvero limitato e/o nella versione decaffeinata. Persone con ulcera peptica, dispepsia, gastriti ipersecretive, reflusso gastro-esofageo, ipertensione arteriosa o aritmie cardiache, ipercolesterolemia, ipersensibilità alla caffeina devono continuare a seguire le indicazioni ricevute dal proprio medico o dal nutrizionista.
Studi sul caffè e il rischio di diabete di tipo 2
Già nel 2018, una review aveva analizzato circa 30 studi già pubblicati, per un totale di oltre 12 milioni di persone, e gli autori avevano evidenziato che il consumo abituale di caffè può ridurre il rischio di sviluppare diabete di circa il 30% in soggetti sani. L’associazione non dipende dalla caffeina perché risulta esserci anche con il caffè decaffeinato mentre sembra essere dose-dipendente: il rischio diminuirebbe del 6-7% per tazza al giorno.
La nuova meta-analisi è stata condotta analizzando 26 studi effettuati su popolazioni di persone degli Stati Uniti che consumavano caffè con caffeina, mostrando una riduzione del rischio di sviluppare diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e altre patologie. La riduzione del rischio di diabete di tipo 2 maggiore è stata osservata con il consumo di 3-4 tazzine di caffè al giorno confermando i precedenti studi che avevano mostrano un effetto dose-dipendente.
Da uno studio ancora più recente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutrients emerge che la caffeina, i polifenoli con funzione antiossidante presenti nel caffè, e i componenti del caffè senza caffeina possono contribuire a ridurre la gravità della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) nelle persone in sovrappeso con diabete di tipo 2.
Diabete di Tipo 2 e caffè: Conclusioni
Questi risultati forniscono quindi un ulteriore motivo per ridurre il più possibile il consumo di queste bevande, che contribuiscono in maniera importante all’apporto di zuccheri aggiunti e che non sono dannose solo per chi presenta livelli di glicemia oltre la norma.
Tabella: Contenuto di Caffeina in Diverse Bevande
| Bevanda | Contenuto di Caffeina (approssimativo) |
|---|---|
| Caffè (100 ml) | 90-120 mg |
| Caffè Espresso | 60-120 mg |
| Tè | 20-30 mg |
| Cioccolata | 10 mg |
| Coca Cola/Pepsi | 40 mg |
leggi anche:
- Glucosio e Glicemia: Qual è la Differenza nelle Analisi del Sangue?
- Glicemia: Cosa Significa la Sigla negli Esami del Sangue?
- Analisi del Sangue: Glicemia Bassa, Cosa Significa e Come Intervenire
- Scopri Come Evitare i Picchi Glicemici con Consigli Facili e Efficaci!
- Emoglobina nelle Urine: Scopri Cause, Sintomi e Come Effettuare gli Esami Diagnostici
