La RMN o risonanza magnetica nucleare è un esame diagnostico indicato per valutare disturbi di origine diversa, come patologie cardiologiche, neurologiche, ortopediche, traumatologiche e oncologiche. La risonanza magnetica al ginocchio è una metodica di imaging non invasiva che permette di ottenere immagini dettagliate del ginocchio e delle sue componenti interne. Si basa sull’utilizzo di campi statici di induzione magnetica e onde elettromagnetiche a radiofrequenza per generare rappresentazioni precise delle strutture ossee e dei tessuti molli, quali legamenti, tendini e cartilagini, offrendo una visuale completa della regione esaminata.
L’apparecchio si basa sull’applicazione di un campo magnetico ad alta intensità abbinato a onde di radiofrequenza; questo aspetto lo differenzia, per esempio, dalla tac per l’assenza di invasività di radiazioni ionizzanti. Per il resto, si tratta di un esame non invasivo, indolore e che presenta pochissime controindicazioni.
Come si svolge l'esame RM del ginocchio?
Per lo svolgimento di una risonanza magnetica al ginocchio si fa uso di uno scanner cilindrico che permette di ospitare il paziente disteso su un lettino. L’esame ha una durata di poche decine di minuti e prevede, all’inizio della procedura, che il paziente venga fatto sdraiare su un lettino, dopo essersi privato di parte dei propri indumenti e di tutti gli oggetti metallici che porta con sé.
La preparazione alla Risonanza Magnetica al ginocchio è la stessa che si segue in occasione di tutti gli altri tipi di risonanza magnetica. Il paziente, dopo essersi privato di tutti gli oggetti metallici che porta con sé, viene fatto sdraiare sopra un lettino, che scorrerà fino a posizionarsi tra i poli del magnete.
L’esame RM del ginocchio è uno dei più semplici: il paziente viene posizionato in posizione supina, con le gambe rivolte verso l’apparecchiatura, il ginocchio in esame avvolto da una speciale bobina che avrà il compito di captare il segnale delle immagini. Durante la risonanza, è cruciale che il paziente rimanga immobile per evitare sfocature nelle immagini. L’esame è del tutto indolore.
Risonanza magnetica al ginocchio: come vestirsi? Come prepararsi?
Per sottoporsi all’esame è consigliabile un abbigliamento largo e comodo, che può essere sollevato o rimosso con facilità. Si consiglia di indossare il minor numero possibile di oggetti metallici, in modo da non aver problemi durante la svestizione. Il paziente deve prevedere di dover rimanere con calze ed indumenti intimi (verrà poi messo a disposizione un camice monouso).
Se è previsto l’uso di un mezzo di contrasto durante l’esame, è essenziale un digiuno di almeno 6 ore prima della procedura. Per la RM del ginocchio senza mezzo di contrasto non è prevista una particolare preparazione prima dell’arrivo in struttura.
Cosa si vede con la risonanza magnetica del ginocchio?
Con la RMN si possono apprezzare alterazioni strutturali a carico di menischi, tendini, legamenti ed eventuali versamenti di tutte le articolazioni del nostro corpo tra cui il ginocchio. La risonanza magnetica è una tecnica che consente di individuare patologie e disturbi a carico del ginocchio. L’estremo livello di precisione diagnostica assicurato dall’impiego della risonanza magnetica nell’ambito di un processo di screening medico aiuta a fornire un quadro chiaro ed esaustivo della salute di tutti i complessi che compongono l’anatomia del ginocchio.
La risonanza magnetica nucleare sfrutta un principio fisico di base, ovvero la rotazione dei protoni attorno ad un'asse. L'organismo umano è composto da atomi, al cui interno sono presenti delle particelle chiamate protoni che ruotano intorno ad un'asse.
Quando fare la risonanza magnetica al ginocchio?
Il ginocchio è una delle articolazioni più complesse del sistema muscoloscheletrico del nostro corpo composto a sua volta da 3 articolazioni:
- femoro-rotulea
- femoro-tibiale mediale
- laterale
È importante rivolgersi a uno specialista, con annessa diagnosi con immagini come la RMN, se in seguito a distorsioni o contusioni, il soggetto presenta i seguenti sintomi:
- non riesce a sopportare il carico sul ginocchio
- si ha un rigonfiamento edematoso importante
- si ha la sensazione che il ginocchio sia instabile
Se il dolore persiste per diverse settimane è consigliabile effettuare una visita accurata per indagare tipo, localizzazione e gravità del dolore. La visita ortopedica consente di capire se il ginocchio articola bene o meno o se c’è un versamento o un difetto posturale. Una volta ipotizzata la causa del dolore, il medico può prescrivere degli esami più specifici per convalidare la diagnosi.
Il ginocchio, insieme alla spalla e la caviglia, è tra le articolazioni più esaminate in Risonanza Magnetica (RM) a causa dell’elevata incidenza di patologie o dolori: è estremamente mobile, spesso sollecitato durante l’attività fisica ed è responsabile della stabilità del corpo durante il carico. Anche se questro distretto è spesso affetto da dolori cronici, le lesioni traumatiche si verificano con elevata frequenza soprattutto nei soggetti giovani.
Lesioni Meniscali
Il menisco è una struttura fondamentale per ammortizzare e funge da ‘’cuscinetto’’ per l’articolazione del ginocchio. I sintomi di una lesione meniscale comportano dolore e limitazione funzionale che si manifestano soprattutto durante la deambulazione e nei gradi estremi di iperestensione o iperflessione. Dopo aver somministrato al soggetto dei test clinici, per aver conferma di un’eventuale lesione, si ricorre alla risonanza magnetica nucleare.
Risonanza magnetica per la lesione del menisco
Nella risonanza, i menischi appaiono con un aspetto triangolare aperto verso il centro del ginocchio. A livello diagnostico si possono evidenziare 6 tipi di lesioni meniscali principali:
- orizzontale
- radiale
- longitudinale
- tipo flap
- a becco di pappagallo
- a manico di secchio
In seguito alla decisione dello specialista, il soggetto, soprattutto se sportivo, è sottoposto a intervento chirurgico poiché il menisco, essendo scarsamente vascolarizzato, non è in grado di cicatrizzare la lesione.
Tra i tipi di intervento abbiamo:
- La meniscectomia selettiva, con l’asportazione in artroscopia solo della porzione di menisco lesionata.
- La sutura meniscale, per esempio nelle lesioni longitudinali che presentano nella zona più vicino alla capsula, che vede il riavvicinamento dei i due lembi.
Ci sono lesioni meniscali che possono essere trattate a livello conservativo, soprattutto se il soggetto non ha richieste funzionali importanti, mentre, se si ricorre all’intervento chirurgico, i due tipi di interventi sopra citati hanno tempi di recupero diversi.
Tempi di recupero
Per quanto riguarda la meniscectomia selettiva il trattamento riabilitativo si aggira intorno al mese di recupero per tornare a effettuare le attività funzionali di vita quotidiana, mentre per la sutura meniscale i tempi di recupero si stimano intorno a 3-4 mesi .
Lesioni legamento crociato anteriore, posteriore, collaterale mediale e laterale
I legamenti del ginocchio sono strutture di tessuto fibroso che hanno il compito di stabilizzare il ginocchio andando a unire l’estremità distale del femore con l’estremità prossimale della tibia. I due legamenti crociati (anteriore e posteriore) sono posti al centro dell’articolazione formando il pivot centrale del ginocchio, mentre i due collaterali sono posti lateralmente e medialmente al ginocchio. Le lesioni del legamento crociato anteriore rappresentano la maggior parte delle lesioni legamentose dell’articolazione del ginocchio, a volte associate a lesioni meniscali o del legamento collaterale mediale.
Risonanza magnetica per la lesione del legamento crociato
In caso di interessamento distrattivo del legamento crociato anteriore, una delle indagini diagnostiche è proprio la RMN. Per quantificare il danno, e avere maggior informazioni, si deve attendere qualche giorno dal trauma per discriminare la quota effettiva di legamento lesionato, in fase acuta è difficile distinguere il numero di fibre lesionate da quelle rimaste integre.
A livello di immagine si nota, nel caso in cui ci sia una lesione totale del legamento, una mancata continuità del legamento stesso oppure un assottigliamento per un’eventuale lesione parziale.
Tempi di recupero
I tempi di recupero variano in base alla scelta di sottoporsi a un intervento chirurgico o meno. Qualora si intervenga chirurgicamente, il recupero si stima intorno ai 3 mesi per tornare a effettuare attività di vita quotidiane, per il ritorno allo sport intorno ai 7-8 mesi. L’opzione conservativa prevede un percorso riabilitavo più breve, però, con prestazione atletiche più limitate poiché la stabilità sarà data del tutto dal sistema muscolare in assenza della struttura legamentosa (soprattutto negli sport di contatto o sport dove i cambi di direzione sono frequenti).
Tendinopatia
La tendinopatia è un’infiammazione del tendine, struttura fibrosa presente in tutte le articolazioni del nostro corpo che unisce i muscoli alle strutture articolari attraverso un tendine d’origine e uno d’inserzione. Nel ginocchio il tendine più colpito da patologia infiammatoria è il tendine rotuleo. Negli atleti, questo tendine è particolarmente stressato da salti e atterraggi ripetuti, come la corsa su superfici dure, andando a creare così un sovraccarico funzionale. Il sintomo principale di questa patologia è il dolore nella regione anteriore del ginocchio a livello del tendine, rigidità e ispessimento del tendine, versamento.
Risonanza Magnetica Aperta
La risonanza magnetica aperta è particolarmente adatta per persone affette da claustrofobia e soggette ad attacchi di panico che non tollerano la permanenza in ambienti chiusi e ristretti. Presso Villa Lucia Hospital l’indagine viene eseguita con una Risonanza Magnetica Aperta che garantisce il massimo comfort a tutti i pazienti. Il centro dispone di macchinari per la risonanza magnetica aperta di ultima generazione, in grado di fornire immagini dettagliate di ogni struttura anatomica.
Controindicazioni
La Risonanza Magnetica non è fattibile in alcuni casi, come:
- presenza di pacemaker
- protesi con metalli non compatibili con la risonanza magnetica
- donne in gravidanza nei primi due mesi
- soggetti con eccessivo rigonfiamento edematoso, poiché potrebbe alterare l’attendibilità dell’immagine ottenuta
Inoltre, è necessario prestare particolare attenzione nei pazienti con pacemaker o defibrillatore interno, perché la risonanza potrebbe interferire con questi dispositivi e bloccarne il funzionamento. Come per tutte le altre indagini RM, il paziente può accedere alla sala RM ed essere sottoposto all’esame solo se compatibile allo stesso. L’operatore effettuerà infatti un questionario preliminare per verificare l’assenza di protesi, strumenti od oggetti metallici elettronici o ferromagnetici all’interno del corpo del paziente.
Quanto tempo ci vuole a fare la risonanza magnetica al ginocchio?
La durata di una risonanza magnetica al ginocchio è generalmente di 20-30 minuti. Al termine dell’esame, il paziente può riprendere le sue normali attività quotidiane.
Chi prescrive la risonanza magnetica al ginocchio? Quanto costa una RMN ginocchio?
Il costo di una risonanza magnetica al ginocchio può variare a seconda che si svolga in convenzione con il Servizio sanitario nazionale o in regime privato e, in quest’ultimo caso, in base alla struttura di riferimento. Per avere informazioni sulle disponibilità e i costi delle prestazioni è possibile contattare il 3442581648 (Numero PosteMobile Italiano) o usare il form di contatto.
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