Tumore ai Polmoni: L'Importanza della Radiografia e Approfondimenti Diagnostici

In Italia, il tumore maligno del polmone è una delle neoplasie più diffuse, rappresentando la più comune nel sesso maschile e la seconda in quello femminile. Si forma quando alcune cellule si moltiplicano in modo incontrollato, accumulandosi e formando noduli o masse tumorali.

Diagnosi Precoce e Screening

Il tumore polmonare può crescere anche per molti anni senza manifestare sintomi, il che significa che in un'ampia percentuale di soggetti la diagnosi viene posta in fase avanzata della malattia. Per questo motivo, sono stati sperimentati programmi di screening per questa neoplasia, al fine di anticipare la diagnosi il prima possibile e rendere la malattia trattabile ancor prima della comparsa dei sintomi.

Radiografia del Torace: Un Esame di Primo Livello

La radiografia del torace è l'esame di primo livello nel sospetto clinico di neoplasia polmonare. Grazie all'elevato contrasto naturale di densità esistente tra il contenuto aereo del polmone e le strutture solide, anche una piccola "macchia" polmonare può essere individuata.

La radiografia del torace rappresenta il primo passo nell'indagine di un possibile tumore polmonare, grazie alla sua capacità di evidenziare differenze di densità tra il tessuto polmonare e le eventuali formazioni anomale. Anche una piccola anomalia può essere rilevata grazie al contrasto naturale presente nella radiografia, anche se le sue capacità diagnostiche sono inferiori rispetto alla tomografia computerizzata (TC).

È possibile che dei tumori di piccole dimensioni risultino invisibili alla radiografia, nascosti dietro le strutture scheletriche o il diaframma. Se il sospetto di tumore viene confermato dall’RX torace, il paziente sarà indirizzato a un medico specialista.

Cosa si vede con una RX torace?

Grazie alle immagini fornite dalla radiografia del torace, i medici possono esaminare:

  • Polmoni: L’RX-torace consente di diagnosticare varie patologie come infezioni, fibrosi cistica, carcinomi polmonari, enfisema, pneumotorace, e altre.
  • Cuore: È possibile individuare anomalie cardiache come difetti valvolari o tamponamento cardiaco.
  • Vasi sanguigni: Possono essere identificati difetti nei vasi che collegano il cuore ai polmoni o ad altre parti del corpo, e la presenza di depositi di calcio.
  • Fratture ossee.
  • Cambiamenti post-operatori a livello cardiaco o polmonare.
  • Posizionamento di dispositivi come pacemaker, defibrillatori o cateteri cardiaci.

Altri Esami Diagnostici

Oltre alla radiografia del torace, esistono altri esami diagnostici utilizzati per individuare e stadiare il tumore ai polmoni:

  • TC (Tomografia Computerizzata): Questa apparecchiatura è caratterizzata da una maggior sensibilità e specificità rispetto alla radiografia, ciò significa che può vedere ciò che la radiografia non ha visto, è più precisa ed efficace nella valutazione delle dimensioni dei contorni del tumore e dei rapporti con le diverse strutture anatomiche che compongono il torace. Di solito si effettua con l'aggiunta di un "mezzo di contrasto" che viene iniettato in vena che rende più precisa la "lettura dell'esame" da parte del radiologo.
  • PET (Tomografia ad Emissione di Positroni): Con questa metodica le immagini vengono ottenute dopo iniezione endovenosa di una sostanza derivata da uno zucchero marcata con un radioisotopo. Si differenzia dalla TC perché riesce a distinguere le cellule tumorali, caratterizzate da elevato consumo di glucosio, da quelle normali meno avide. Le aree del corpo che contengono cellule tumorali appaiono molto più luminose sull'immagine PET rispetto ai tessuti normali. Di solito si esegue dopo la TC per migliorare ancora di più il bilancio di estensione della malattia.

Diagnosi Istologica e Citologica

Quando le indagini radiologiche pongono il sospetto di una malattia tumorale, si deve procedere con altri accertamenti (il cosiddetto secondo livello diagnostico), che consistono nell’eseguire il prelievo di una piccola porzione del tessuto sospetto cioè diagnosi istologica o, qualora questo non fosse possibile, di alcune delle cellule componenti la massa ovvero diagnosi citologica. L’obiettivo, in entrambi i casi, è quello di analizzare il prelievo al microscopio per giungere a una diagnosi, cioè per capire se quello che vediamo alla TAC è davvero un tumore o una patologia infiammatoria o altro.

La diagnosi citologica o istologica può essere effettuata tramite prelievi sul tumore primitivo, sui linfonodi, se coinvolti, o sulle metastasi a distanza, qualora presenti. Le metodiche diagnostiche per ottenere il tessuto da esaminare sono differenti e la sede da biopsiare si sceglie sulla base di considerazioni di tipo tecnico (cosa dà meno problemi al paziente, quindi in base a quelli che sono gli esami meno invasivi).

Broncoscopia

Se il tumore cresce all’interno delle vie aeree, nei bronchi, cioè i tubi che portano l’aria dall’esterno ai polmoni, il tumore verrà raggiunto entrando nelle vie aeree, mediante uno strumento di guida, il broncoscopio, attraverso una procedura chiamata broncoscopia.

Biopsia

Oltre all’esplorazione dell’albero bronchiale, si potrà raccogliere il liquido e le cellule presenti nelle vie aeree, oppure, tramite l’ausilio di un piccolo spazzolino posto all’estremità del broncoscopio e strisciato sulle pareti bronchiali, si otterrà un campione cellulare. Infine, l’introduzione di una pinza, consentirà di eseguire un prelievo di campioni di tessuto (biopsia).

In corso di broncoscopia è anche possibile raggiungere due stazioni linfonodali mediastiniche, quelle sottocarenali (sotto la divisione dei tubi dalla trachea) e paratracheali (vicino alla trachea). È quindi un esame che consente di raccogliere il materiale per eseguire una diagnosi di natura, ma anche di valutare il coinvolgimento dei linfonodi mediastinici e, quindi l’estensione di malattia.

Tipi di Tumore al Polmone

I tumori del polmone non sono tutti uguali. Il medico in alcuni casi prescrive un test molecolare che viene effettuato sullo stesso materiale che ha permesso di fare la diagnosi e che consente di individuare il cosiddetto profilo molecolare della malattia. Le mutazioni, una volta individuate, possono diventare un preciso bersaglio sul quale indirizzare terapie mirate.

  • Carcinoma Squamoso: È presente una grande quantità di cheratina nelle cellule di questo tumore che origina dall’epitelio bronchiale (strato cellulare di rivestimento dei bronchi) e che può ostruire un bronco determinando polmonite o invadere la parete bronchiale progredendo nello spazio mediastinico compreso tra cuore, bronchi principali, trachea e grossi vasi (sviluppo classicamente più centrale nel torace), oppure ancora determinare atelettasia polmonare, o sanguinare dando luogo a copiose emorragie bronchiali (emoftoe) o per ultimo escavarsi nelle zone necrotiche dando luogo alla formazione di ascessi (cancro-ascesso).
  • Adenocarcinoma Polmonare: Tumore di origine epiteliale che, in funzione del grado di differenziazione, può presentare strutture ghiandolari o formazioni papillari compatte.
  • Carcinoma Bronchioloalveolare: Spesso considerata una variante dell’adenocarcinoma, può dar luogo a formazioni estese confondibili con una polmonite a carico di un intero lobo polmonare (polmonite lobare), in quanto il risparmio dei bronchi può conservare, alla radiografia del torace, il cosiddetto “broncogramma aereo”, cioè l’immagine della presenza di aria all’interno dei bronchi inglobati dal tessuto tumorale e può talora essere confuso con aree di fibrosi polmonare.
  • Carcinoma Polmonare a Grandi Cellule: È un tumore polmonare maligno che, come l’adenocarcinoma, si localizza prevalentemente ma non esclusivamente nelle regioni periferiche del polmone ma che non trova, da un punto di vista microscopico, la possibilità di rientrare nella descrizione istologica del carcinoma squamoso né in quella dell’adenocarcinoma polmonare.

Sintomi

In presenza di uno o più sintomi è opportuno rivolgersi al medico di famiglia, segnalando se eventualmente la tosse oppure i dolori al petto, o ancora la mancanza di fiato e la raucedine persistono da molti giorni. Lo step successivo è la prescrizione di esami del sangue, esami radiologici e di un prelievo bioptico, cioè la raccolta di materiale biologico: cellule o frammenti di tessuto.

  • Dispnea (difficoltà respiratoria) e sibilo inspiratorio o espiratorio secondari all’ostruzione delle vie aeree principali (trachea e grossi bronchi) nel caso di tumori a sviluppo centrale (sono più frequenti rispetto a quelli che si sviluppano nelle porzioni più periferiche del polmone).
  • Tosse secca, stizzosa e insistente o più produttiva (catarrale).
  • Dolore da invasione di strutture anatomiche e nervose vicine (parete toracica e nervi intercostali) o da coinvolgimento della pleura. Il dolore può interessare anche la spalla e l’arto superiore nel caso di tumori che si sviluppino alla sommità del polmone con tendenza all’invasione delle prime coste e del plesso nervoso brachiale (sindrome di Pancoast).
  • Sintomi psicologici secondaria alla diversa percezione che il paziente può avere della sua malattia.

Stadiazione del Tumore al Polmone

La stadiazione definisce l’estensione del tumore e la sua eventuale diffusione a tessuti e organi vicini o lontani, assegnando uno stadio all’evoluzione della malattia e fornendo una previsione sul possibile decorso, ovvero la prognosi del tumore al polmone. La stadiazione del tumore del polmone si effettua tramite il sistema TNM, un metodo riconosciuto e accettato universalmente dalla comunità scientifica.

Lettera Significato
T Dimensione del tumore (da 1 a 4, T0 se non evidenziabile)
N Diffusione ai linfonodi (da 0 a 3)
M Metastasi a distanza (0 assenti, 1 presenti)

Trattamenti

Il percorso terapeutico per il trattamento del tumore del polmone viene “disegnato” sul singolo caso, in base al tipo e alla stadiazione.

  • Intervento chirurgico: serve a rimuovere il tumore.
  • Chemioterapia: si fonda sull’impiego di farmaci detti antiblastici o citotossici che, con meccanismi d’azione differenti, inibiscono la crescita e la diffusione del tumore e uccidono le cellule malate.
  • Radioterapia: è una cura localizzata e indolore che per uccidere le cellule del tumore utilizza radiazioni ad alta energia. Spesso, ma non sempre, la radioterapia può essere associata ad altri trattamenti, come la chirurgia o la chemioterapia.
  • Immunoterapia: è un approccio tra i più promettenti in oncologia.

Prevenzione

In generale il rischio di ammalarsi (non solo di tumore del polmone) è direttamente proporzionale all’entità complessiva del consumo di tabacco nel tempo. Secondo gli esperti, gli anni passati fumando rappresentano il fattore di rischio principale, e smettere di fumare - a qualsiasi età - può abbattere la probabilità di sviluppare un tumore del polmone con un risultato migliore rispetto a quello ottenuto riducendo soltanto il numero di sigarette fumate.

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