La colonscopia è un esame diagnostico fondamentale per la prevenzione secondaria del tumore del colon-retto, il secondo tumore più frequentemente diagnosticato nella popolazione italiana. Permette una visione dettagliata delle pareti interne del colon e, se diagnosticato precocemente, il cancro al colon è curabile al 90%.
Cos'è la Colonscopia?
La colonscopia è un esame diagnostico che permette una visione delle pareti interne del colon. L’esame è effettuato introducendo per via anale una sonda, detta colonscopio, che ha un diametro che può variare da 11 a 13 millimetri. Grazie a una microcamera presente sulla sonda è possibile visualizzare in tempo reale l’interno del colon.
Per avere una visione ottimale è necessario che la persona che deve eseguire l’esame segua per alcuni giorni una specifica dieta e attività che hanno lo scopo di svuotare completamente il colon. Per facilitare l’ingresso della sonda, può essere necessario insufflare l’aria all’interno del colon e questo procedimento può risultare fastidioso.
A seconda del tratto esplorato, è possibile distinguere:
- Rettoscopia: Soltanto il retto è interessato dall'esame.
- Retto-sigmoidoscopia: Si esamina anche il sigma, segmento dell'intestino crasso compreso tra il colon discendente e il retto.
- Colonscopia sinistra: Si risale fino alla flessura colica sinistra, percorrendo anche il colon discendente.
- Pancolonscopia: Tutto il colon è interessato dall'esame.
- Pancolon-ileoscopia: Si tenta, se le condizioni lo permettono, di esplorare l'ileo distale.
Perché Fare la Colonscopia?
Il tumore al colon, o tumore del retto, nel caso in cui interessi anche il retto, consiste nella crescita incontrollata di cellule anomale nel tessuto di rivestimento. La maggior parte dei tumori del colon originano dalla trasformazione di polipi benigni denominati adenomi, che originano dalle cellule presenti nel tessuto ghiandolare della parete colica. Sono strutture simili a dita che si protrudono all’interno della cavità intestinale e sono relativamente comuni nelle persone di età superiore ai 50 anni.
La presenza di polipi di piccole dimensioni non causa nessun disturbo al paziente, per cui è fondamentale la prevenzione, considerata la loro asintomaticità. Il rischio che un adenoma vada incontro ad una trasformazione maligna (adenocarcinoma) è variabile e dipende dal tipo di adenoma. In base alle caratteristiche degli adenomi, varia quindi la terapia o gli esami richiesti.
L’individuazione e rimozione precoce dei polipi, prima della loro trasformazione cancerosa, consente di prevenire lo sviluppo del cancro al colon. La colonscopia oggi è considerata l’indagine regina per la diagnosi delle malattie del colon e dell’ileo terminale. Essa è sempre più richiesta e le liste di attesa si allungano in modo impressionante, nonostante le strutture del SSN aumentino continuamente l’offerta.
A Che Età Fare la Colonscopia?
Le più recenti linee guida internazionali raccomandano la partecipazione ai programmi di screening per il tumore colon-rettale a tutte le persone con età superiore ai 50 anni. E’ consigliato dopo i 50 anni, non necessita di preparazione, cioè non è necessaria nessuna dieta particolare prima dell’esecuzione del test o la sospensione dei farmaci ed è privo di rischi.
È consigliata a partire dai 50 anni perché offre la possibilità di individuare un tumore fin dalle fasi più precoci, ben prima che dia segno della propria presenza, nonché di trovare ed eliminare i polipi. Dopo i 75 la colonscopia dovrà essere eseguita solo se comparissero i segnali di allarme. Fra questi non è inclusa la stipsi, anche se di recente insorgenza ma non accompagnata dai segnali di allarme.
Screening e Fattori di Rischio
Sono previsti tre gradi di sorveglianza per chi ha un fattore di rischio associato al tumore del colon-retto:
Diagnosi di sindrome di Lynch (HNPCC)
È la più comune delle sindromi cancerose ereditarie, definita dai criteri di Amsterdam: di numero (almeno 3 persone della stessa famiglia con la patologia), di familiarità (pazienti uniti da un legame di parentela di I grado, su due generazioni successive), d’età (almeno un tumore diagnosticato prima dei 50 anni). In questo caso è prevista una colonscopia ogni 12-24 mesi e una visita ginecologica annuale per le donne, a partire dai 25 anni.
Parente di I grado con tumore al colon-retto o adenoma avanzato con meno di 60 anni
Oppure almeno due parenti di II grado con diagnosi di tumore al colon-retto (indipendentemente dall’età della diagnosi). È prevista la colonscopia all’età di 40 anni o 10 anni prima dell’età del parente più giovane con tumore, da ripetere ogni 5 anni.
Parente di I grado con tumore al colon-retto con più di 60 anni
Oppure almeno due parenti di II grado con diagnosi di tumore al colon-retto. È prevista colonscopia a 40 anni da ripetere ogni 5 anni.
In caso di poliposi adenomatosa familiare, le persone portatrici della mutazione devono essere seguite con retto-sigmoiscopie dalla pubertà e con colonscopie quando compaiono i polipi. I parenti di I grado dei pazienti con poliposi attenuata vanno sorvegliati con colonscopie a partire dai 18 anni di età, da ripetere ogni 1-2 anni.
Esame delle Feci per la Ricerca del Sangue Occulto
È un esame dello screening gratuito del Servizio Sanitario Nazionale. Si rivolge a uomini e donne fra i 50 e i 70 anni. Con lettera d’invito ricevuta dall’Asl competente, è possibile ritirare il kit necessario per lo svolgimento dell’indagine. L'esame consiste nel prelevare un piccolo campione di feci con la strumentazione presente nel kit e di conservarlo in frigo fino alla riconsegna del kit in farmacia.
È possibile eseguire il test a casa, senza seguire una dieta particolare nei giorni precedenti. In caso di risultato positivo è necessario effettuare degli approfondimenti attraverso la colonscopia.
Per persone a rischio intermedio di età superiore ai 50 anni l’esecuzione del test è raccomandata ogni anno.
Colonscopia Virtuale e Altre Alternative
La colonscopia virtuale, pur essendo meno invasiva della prima non permette di effettuare l’asportazione dei polipi, né la biopsia di eventuali masse. A differenza della colonscopia “classica”, quella virtuale non è invasiva e quindi non richiede l’introduzione di una sonda endoscopica. Consiste in una TC (tomografia computerizzata) a bassa dose di radiazioni che permette di ottenere immagini tridimensionali dell’intestino.
Inoltre, con questo tipo di esame non si possono asportare immediatamente i polipi eventualmente rilevati, né effettuare prelievi utili a una biopsia, operazioni possibili solo con la normale colonscopia.
Preparazione e Cosa Aspettarsi Durante l'Esame
Sì, la preparazione alla colonscopia è fondamentale per la qualità dell’esame. È anche uno degli aspetti più fastidiosi dell’indagine, perché richiede l’assunzione di un lassativo in modo da pulire completamente l’intestino. Al momento della prenotazione, ogni centro consegnerà un foglio con precise istruzioni al riguardo.
Per quanto riguarda l’alimentazione, generalmente le restrizioni riguardano i 2 o 3 giorni prima dell’esame, in cui ci si deve astenere da tutti gli alimenti ricchi di fibre, come frutta, verdura, pasta e cereali integrali. Di solito, dal giorno o dalla sera prima dell’esame occorre attenersi a una dieta totalmente liquida.
Durante l’esecuzione dell’esame, il paziente è sdraiato sul fianco sinistro, con le cosce flesse sul bacino e le ginocchia piegate, in posizione fetale. Per garantire una migliore visualizzazione della mucosa, viene insufflata anidride carbonica attraverso il colonscopio, in modo da distendere le pareti intestinali.
Rischi e Controindicazioni
La colonscopia di per sé è un esame considerato sicuro, ma non è mai possibile escludere del tutto qualche rara complicazione, in particolare la perforazione dell’intestino e la comparsa di emorragie quando si asportano grossi polipi. I casi in cui l’esame è controindicato sono pochi e di solito legati a un malessere improvviso e grave che faccia sospettare condizioni quali una dilatazione del colon su base infiammatoria (chiamata megacolon tossico), oppure una diverticolite acuta o una perforazione intestinale.
La colonscopia è sconsigliata nelle prime settimane successive a un intervento chirurgico all'addome o nel periodo immediatamente successivo a un infarto, perché c’è il rischio che la procedura inneschi delle aritmie.
Prevenzione Primaria
La prevenzione primaria consiste nel praticare attività fisica con regolarità, per contrastare peso in eccesso e sedentarietà, e, sul fronte dell’alimentazione, consiste nel limitare le carni rosse e conservate, nel prediligere vegetali, come frutta e verdura (che contengono antiossidanti che proteggono dalla trasformazione delle cellule), cereali integrali e legumi, anche per il loro contenuto di fibra, e bere molto, almeno un litro e mezzo di acqua fuori dai pasti, per aiutare la regolarità intestinale.
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