Colesterolo Alto Dopo Colecistectomia: Cause e Soluzioni

La calcolosi della colecisti è una condizione caratterizzata dalla presenza di calcoli biliari all'interno della colecisti, un piccolo organo situato sotto il fegato che immagazzina la bile. La "calcolosi della colecisti" è dovuta al depositarsi dei sali che costituiscono la bile, evento che porta alla progressiva formazione di calcoli. Le dimensioni dei calcoli possono variare da pochi millimetri a vari centimetri. Nella colecisti esistono due tipi di calcoli, quelli di colesterolo e quelli di sali biliari.

Quanto è frequente la calcolosi della colecisti?

La calcolosi della colecisti è molto diffusa nella popolazione, interessando il 10-15% della popolazione adulta. In Italia si considera che ne sia affetta 1 persona su 10. Il 20-40% dei pazienti con calcoli della colecisti svilupperà complicanze correlate, di cui la colecistite acuta è la più frequente.

Fino ad alcuni decenni fa, la calcolosi della colecisti era più frequente nel sesso femminile, soprattutto in donne in sovrappeso e che avevano avuto più gravidanze: in tempi recenti si è assistito ad un progressivo aumento dell’incidenza della cistifellea nel sesso maschile, e ciò sembra essere dovuto ai cambiamenti dietetici che sono stati precedentemente citati.

Quali sintomi può causare la colelitiasi?

La sintomatologia è caratterizzata da generici disturbi digestivi che compaiono usualmente dopo i pasti; la classica manifestazione della calcolosi della colecisti è la colica biliare.

La colica biliare si verifica solitamente dopo un pasto abbondante e frequentemente di notte: il paziente avverte un forte dolore sotto l’arcata costale destra, dolore che aumenta progressivamente e che può irradiarsi alla spalla e alla scapola dello stesso lato. Al dolore si può associare nausea e vomito o più generici disturbi dispeptici (bruciori in sede epigastrica e sensazione di acidità).

Come si fa la diagnosi?

In presenza di questi sintomi per poter definire la diagnosi di calcoli della colecisti risulta fondamentale eseguire un’ecografia dell’addome superiore, l’esame diagnostico di prima scelta, più accurato per lo studio della colecisti. Tale esame non presenta rischi legati a radiazioni in quanto si basa sull’impiego di onde ultrasonore e non necessita di una preparazione particolare se non il digiuno da qualche ora.

L’ecografia consente di:

  • evidenziare eventuali polipi della colecisti (adenomiomi);
  • ottenere una valutazione del fegato e del pancreas;
  • evidenziare un’eventuale steatosi epatica e definirne la severità;
  • riconoscere eventuali lesioni focali o noduli, da approfondire successivamente con altri esami di secondo livello.

Calcoli della colecisti, cause e fattori di rischio

Molteplici sono le cause che possono favorire l’insorgenza di calcoli, e spesso le cause sono sconosciute. Le donne hanno doppia probabilità di sviluppare calcoli rispetto agli uomini: le gravidanze, le terapie ormonali e contraccettive aumentano il colesterolo nella bile e pertanto rendono più facile la sua precipitazione.

Altri fattori che possono aumentare i rischi di calcolosi della colecisti sono:

  • dieta ricca di grassi e colesterolo e povera di fibre;
  • diete eseguite senza controllo e rapido calo ponderale;
  • sovrappeso;
  • obesità;
  • diabete.

Complicanze dei calcoli alla colecisti

La colelitiasi può complicarsi con una infiammazione della colecisti, detta colecistite, che si manifesta, oltre che con dolore, con febbre e brividi: di fronte a questa situazione il paziente sovente ricorre al Pronto Soccorso, dove, oltre alla terapia antidolorifica, viene instaurata anche una terapia antibiotica; in alcuni casi si può anche arrivare ad un intervento chirurgico di colecistectomia, eseguito in urgenza.

La presenza inoltre di calcoli millimetrici, la cosiddetta microlitiasi, o in certi casi di “bile densa- fango biliare” è associata a un rischio di migrazione dei calcoli dalla colecisti nella via biliare principale o coledoco, causando in tal modo l’ostruzione della via biliare principale, la colangite, ovvero un quadro infiammatorio-infettivo della via biliare principale e la pancreatite acuta. L’ostruzione della via biliare principale determina la comparsa di ittero cutaneo e alle sclere degli occhi per il deposito dei sali biliari (composti da bilirubina) che conferiscono il classico colore giallo alla cute, alle sclere, alle mucose e all’urina.

L’ostruzione da parte di frammenti di calcoli della papilla di Vater, ovvero dello sbocco della via biliare principale e del dotto pancreatico nel duodeno causa invece la pancreatite acuta, un’infiammazione acuta del pancreas, che nei casi più severi può estendersi ai tessuti attorno al pancreas e all’interno dell’addome e in alcuni casi determinare un quadro di sepsi, ovvero di risposta infiammatoria sistemica che può compromettere la funzione cardio-circolatoria, respiratoria e renale.

Inoltre la presenza di calcoli della colecisti, soprattutto se inveterata e correlata a colecistite cronica, costituisce un fattore di rischio per il carcinoma della colecisti.

Calcoli della colecisti e intervento chirurgico

Il trattamento chirurgico standard della calcolosi della colecisti è rappresentato dalla colecistectomia laparoscopica. L’intervento chirurgico vien eseguito in anestesia generale introducendo una telecamera nell’addome, attraverso una piccola incisione a livello dell’ombelico, e attraverso altre tre piccole incisioni dove vengono inseriti gli strumenti usati per l’intervento chirurgico. La telecamera proietta le immagini su un monitor e tutto l’intervento si svolge guardando il video. L’impiego di nuove tecnologie di immagine come monitor 3D, video e telecamere ad alta risoluzione HD, schermi 4K e l’uso della fluorescenza consentono di rendere ancora più sicuro l’intervento, riconoscendo accuratamente le strutture anatomiche vicine.

L’intervento consiste nell’asportazione completa della colecisti e nella sua estrazione. Tale procedura non implica conseguenze sulle abitudini fisiologiche alimentari e intestinali. L’approccio laparoscopico mini-invasivo per intervento in elezione, programmato, consente un ricovero limitato nel tempo (abitualmente di un giorno) e una ripresa precoce delle proprie attività quotidiane e dell’attività lavorativa.

Cosa succede dopo l'intervento?

Dopo l’intervento, la maggior parte dei pazienti torna a una vita normale in pochi giorni. Nonostante l’assenza della colecisti, il corpo continua a produrre bile in modo efficace. Può essere utile seguire una dieta leggera nelle prime settimane.

Considerata la premessa operata nella parte introduttiva, i pazienti sottoposti a colecistectomia possono seguire una dieta assolutamente normale. Non solo, quelli in cui l'intervento è legato ad episodi ricorrenti di coliche biliari associate a calcolosi, possono addirittura ampliare le proprie scelte alimentari rispetto al periodo pre-operatorio.

Colesterolo alto dopo colecistectomia

Dopo una colecistectomia, alcune persone possono sperimentare un aumento dei livelli di colesterolo. Quanto alla sua cistifellea il discorso è questo probabilmente gliel'hanno tolta proprio perchè aveva già un po' il colesterolo alterato una condizione che può predisporre alla calolosi della cistifellea e che si può manifestare con frequenti coliche eptobiliari. Almeno è così nella maggioranza dei casi.

L'eccesso di colesterolo nella bile fa sì che questa si concentri e possa provocare calcolosi anche nelle vie biliari una volta tolta la colecisti.

Come prevenire la formazione dei calcoli?

Non sempre è possibile, ma uno stile di vita sano può ridurre il rischio: alimentazione equilibrata, attività fisica regolare, mantenimento del peso corporeo e controllo di patologie metaboliche associate.

  • Mangiare in modo sano, fare attività fisica, non ingrassare troppo e perdere peso lentamente (se serve) aiutano a ridurre il rischio.
  • Evitare il fumo.

Litiasi biliare sintomatica

Le coliche biliari recidivano, intervallate da periodi di benessere irregolari, di giorni o mesi. I sintomi spesso non aumentano di gravità o di frequenza, ma neppure scompaiono completamente. I pazienti sintomatici hanno un aumentato rischio di complicanze e devono essere sottoposti a colecistectomia. Dopo l’intervento ci si può aspettare quasi certamente la scomparsa dei sintomi di chiara origine colecistica; anche i sintomi non specifici della dispepsia postprandiale generalmente cessano nei pazienti che hanno avuto coliche. Una colica biliare recidiva, anche a distanza di anni, richiede un’immediata valutazione nel sospetto di una calcolosi del dotto biliare comune (coledocolitiasi).

Terapia

Per i pazienti che rifiutano il trattamento chirurgico o per quelli in cui il trattamento chirurgico è inappropriato, i calcoli della colecisti possono talvolta essere dissolti in vivo somministrando degli acidi biliari per via orale e per molti mesi. L’acido ursodesossicolico, 10 mg/ kg/die, riduce la secrezione biliare di colesterolo e diminuisce la saturazione in colesterolo della bile, causando una graduale dissoluzione dei calcoli contenenti colesterolo nel 30-40% dei pazienti.

Domande frequenti

Tutti i calcoli devono essere operati?

No. Se i calcoli sono asintomatici, spesso si preferisce un approccio conservativo con monitoraggio clinico. Tuttavia, in caso di sintomi o complicanze (come colecistite acuta, pancreatite o colangite), l'intervento chirurgico è indicato.

I calcoli si sciolgono con le medicine?

Nella maggior parte dei casi no. Alcuni farmaci possono aiutare solo in casi particolari, ma in genere non risolvono il problema.

Posso vivere senza colecisti?

Sì, assolutamente. Il corpo si adatta molto bene. La bile continuerà a essere prodotta e potrai digerire normalmente. Nelle prime settimane dopo l’operazione è meglio evitare cibi grassi.

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