L’ecografia della tiroide è uno strumento fondamentale per la valutazione della ghiandola tiroidea e delle sue implicazioni. Ma prima, partiamo dalle basi: cos’è la tiroide e a cosa serve?
La tiroide è un organo che si trova poco al di sotto della laringe, a livello del collo. Essa è un organo ghiandolare, ossia una struttura deputata a produrre delle sostanze che sono implicate nel modificare il nostro corpo e determinare delle reazioni; tali sostanze sono dette “ormoni”.
Gli Ormoni Tiroidei
La tiroide produce 3 ormoni:
- Triiodotironina (T3)
- Tetraiodotironina (T4)
- Calcitonina
I primi due, T3 e T4, sono implicati nel metabolismo cellulare. La calcitonina invece, assieme agli ormoni prodotti da altre ghiandole, le paratiroidi, regolano il metabolismo del calcio.
T3 e T4 hanno un compito importantissimo: regolano il nostro consumo energetico! Questo significa che in base alle concentrazioni che ne produciamo, essi promuovono un metabolismo elevato o ridotto.
Ovviamente, questo non si riduce solo al fatto che fanno dimagrire o fanno ingrassare, ma anche a quanto si sviluppa la crescita di un individuo, la sua muscolatura, la sua concentrazione, etc.
Inoltre, questi ormoni sono talmente tanto influenti che agiscono praticamente su ogni organo del corpo, determinando effetti diversi in base alle concentrazioni sanguigne e all’età di ognuno di noi.
Ipotiroidismo e Ipertiroidismo
L’ipotiroidismo viene definito come quella condizione in cui vi è una bassa attività degli ormoni tiroidei in circolo. Questo può dipendere da fattori intrinseci alla tiroide oppure estrinseci, come da altri organi.
In tali condizioni, tendenzialmente, il soggetto ipotiroideo avrà sintomi quali sonnolenza, difficoltà di concentrazione e tendenza ad ingrassare nonostante dieta ed attività fisica adeguate. L’ipertiroidismo viene definito invece come quella condizione in cui l’attività ormonale tiroidea risulta incrementata.
Pertanto i soggetti ipertiroidei avranno sintomi quali insonnia, ipertensione, ansia, forte dimagrimento e debolezza muscolare. Tali condizioni sono diagnosticabili grazie alla collaborazione di esami del sangue ed esame ecografico della tiroide, date da endocrinologo e radiologo, al fine di studiare non solo la concentrazione degli ormoni nel sangue, ma anche dimensioni della ghiandola e valutare la presenza di eventuali nodulazioni od altri problemi.
Tiroidite di Hashimoto
La tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune che comporta uno stato di infiammazione perenne della ghiandola tiroidea. Questa condizione si manifesta perlopiù nelle donne e con sintomi che oscillano tra l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, in base alla fase della patologia.
Tendenzialmente essa si diagnostica mediante l’ausilio di esami del sangue e valutazione ecografica, per una più precisa valutazione sul trattamento. La patologia deve essere trattata in seguito dall’endocrinologo, al fine di non incorrere nella Tiroidite cronica di De Quervain, una condizione in cui la tiroide smette quasi del tutto di funzionare.
Noduli Tiroidei: Cosa Sono e Perché si Formano?
I noduli tiroidei sono delle zone della ghiandola che reagiscono ad uno stimolo, che può essere intrinseco (genetico) od estrinseco (esposizione a farmaci, radiazioni, etc.). Tali alterazioni della ghiandola sono sostanzialmente qualcosa di diverso rispetto al resto dell’organo, ma non bisogna fare l’errore di pensare subito che siano tumori maligni!
I noduli tiroidei si dividono in noduli secernenti e non secernenti, rispetto alla loro capacità o meno di produrre ormoni, attività valutabile attraverso un esame chiamato scintigrafia tiroidea; inoltre, essi vengono ulteriormente classificati in base alle loro caratteristiche morfologiche ecografiche, che ne consentono, attraverso le recenti linee guida, un più corretto controllo mediante i TI-RADS.
TI-RADS: Cosa Sono?
La sigla TI-RADS sta per Thyroid Imaging Reporting & Data System, ossia una scala di classificazione per comprendere meglio e con precisione i noduli tiroidei. La classificazione, implementata nella refertazione ecografica della tiroide, va da 1 a 5 e misura, mediante determinate caratteristiche, quanto un nodulo possa dirsi “pericoloso o meno” con gravità crescente.
In base alla classificazione, infatti, i noduli riceveranno un trattamento differente lungo il loro monitoraggio o provvedimento terapeutico-diagnostico, che ne consentirà un loro trattamento quanto più preciso possibile al fine di tutelare la salute del paziente.
Infatti, nel caso di TI-RADS 1, molte volte basterà un semplice monitoraggio dei noduli, mentre nei casi più avanzati, come i TI-RADS 4 e 5, si può addirittura andare verso l’asportazione della ghiandola in alcuni casi.
Gestione Clinica dei Noduli Tiroidei
Nella pratica clinica i Medici di Medicina Generale e gli Specialisti si trovano spesso a valutare pazienti con noduli tiroidei. È utile e importante sapere quali caratteristiche ecografiche possono far classificare un nodulo come “sospetto” e indirizzare il medico a richiedere indagini aggiuntive o stretta sorveglianza.
L’esecuzione accurata dell’ecografia tiroidea, la preparazione dettagliata e l’interpretazione attenta del referto ecografico rappresentano momenti cruciali nella corretta gestione clinica dei pazienti con patologia nodulare tiroidea [1]. Il riscontro di patologie nodulari tiroidee è molto frequente, grazie anche all’estensivo utilizzo delle indagini ecografiche [2,3].
La regione del collo è spesso sottoposta ad ecografia per motivi non sempre correlati alle patologie tiroidee, e tale esame può portare all’attenzione di pazienti e medici uno o più noduli tiroidei fino a quel momento misconosciuti [2,3]. L’ecografia è uno strumento di facile utilizzo e non invasivo che permette di studiare numerose caratteristiche morfologiche dei noduli tiroidei [1]. Pur presentando dei vantaggi in termini di costo, va segnalata una forte componente operatore-dipendente [1].
È importante sottolineare che in più del 90% dei casi i noduli tiroidei sono lesioni benigne e clinicamente non rilevanti. Per la valutazione funzionale di un nodulo vengono dosati l’ormone tireostimolante (TSH) e le quote libere degli ormoni tiroidei (FT3, FT4) e talvolta può essere necessario includere anche il dosaggio della calcitonina, ormone prodotto dalle cellule C parafollicolari della tiroide.
Le lesioni di natura maligna sono invece riscontrate in circa il 10% dei casi ed esami come l’ecografia e l’agoaspirato rappresentano strumenti diagnostici indispensabili per il clinico [2, 3].
Premessa fondamentale per una corretta valutazione ecografica è che nessuna singola caratteristica può essere considerata predittiva di malignità, ma è necessario considerare simultaneamente diversi aspetti ecografici per ottenere un maggiore valore diagnostico.
Analogo presupposto è alla base delle linee guida redatte dall’Associazione Medici Endocrinologi in collaborazione con l’American Association of Clinical Endocrinologists e l’American College of Endocrinology [4].
Classificazione EU-TIRADS
In base alle caratteristiche ecografiche riscontrate, le linee guida della European Thyroid Association [1] permettono di classificare il nodulo secondo cinque differenti categorie EU-TIRADS numerate con numeri crescenti da 1 a 5 e associate a rischio di malignità crescente per carcinoma tiroideo.
L’ipoecogenicità si manifesta con un aspetto “più scuro” del nodulo rispetto al parenchima tiroideo circostante, mentre la marcata ipoecogenicità è riconoscibile per un aspetto più scuro rispetto al tessuto muscolare presente in zona cervicale.
La forma ovale viene definita dalla presenza di un diametro anteroposteriore del nodulo inferiore rispetto al suo diametro trasverso sia in scansione trasversa che in scansione longitudinale.
Il riscontro di caratteristiche di alto rischio è un’indicazione alla valutazione citologica delle lesioni attraverso l’esecuzione dell’agoaspirato [1, 3] secondo i criteri indicati in Tabella 1. I risultati dell’esame istologico guideranno il clinico nelle successive fasi di trattamento e follow-up e solo in casi selezionati, come per esempio nel caso di citologia indeterminata, possono essere richieste indagini di tipo molecolare [3, 5].
Nel casi di gozzo multinodulare, la classificazione EUTIRADS è di particolare aiuto per selezionare i noduli da sottoporre ad agoaspirato; viene consigliato di iniziare l’esame ecografico dalla descrizione dei noduli ad alto rischio, di proseguire con i noduli a rischio intermedio e di completare con i noduli a basso rischio.
Tabella 1. Classificazione EU-TIRADS e indicazioni all’esecuzione dell’agoaspirato
| Categoria EU-TIRADS | Rischio di Malignità | Indicazioni all'Agoaspirato |
|---|---|---|
| EU-TIRADS 1 | Molto basso (<1%) | Nessuna |
| EU-TIRADS 2 | Basso (1-5%) | Nessuna, a meno di crescita significativa |
| EU-TIRADS 3 | Intermedio (5-20%) | Noduli ≥ 15 mm |
| EU-TIRADS 4 | Alto (20-80%) | Noduli ≥ 10 mm |
| EU-TIRADS 5 | Molto alto (>80%) | Noduli ≥ 10 mm |
L’approccio alla patologia nodulare tiroidea dovrebbe essere razionale e standardizzato, utilizzando ecografia e agoaspirato in maniera consapevole e clinicamente utile al fine di identificare i casi meritevoli di ulteriori indagini e trattamenti non conservativi.
- Tecnica: apparecchio ecografico utilizzato, tipo di sonda, caratteristiche del paziente che potrebbero compromettere la corretta esecuzione dell’esame.
- Note anamnestiche: storia di familiarità per neoplasia maligna tiroidea, storia di pregressa irradiazione cervicale o tiroidea, risultato di precedente agoaspirato.
- Risultati: volume tiroideo, ecogenicità e vascolarizzazione della ghiandola, descrizione dei noduli >5mm o altamente sospetti (localizzazione, dimensioni con 3 diametri e/o volume, forma, margini, ecogenicità, struttura, presenza di foci ecogeni, punteggio EU-TIRADS, numero e posizione utilizzando una mappa tiroidea, crescita, estensione retrosternale, deviazione della trachea), studio dei linfonodi (II, III, IV, V, VI livello) e del dotto tireoglosso.
- Conclusioni: conclusioni diagnostiche, confronto con precedenti esami, punteggio EU-TIRADS finale, raccomandazioni.
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