Citologia e Istologia: Significato e Differenze

L’esame citologico e l’esame istologico sono due test medici prescritti frequentemente, con lo scopo di indagare l’origine e la natura di eventuali lesioni individuate, ad esempio, dopo un'ecografia mammaria o una mammografia.

Ma è facile confonderli, quindi vediamo di fare chiarezza.

Definizione di Istologia

L'istologia (dal greco ἱστός "tessuto" e -λογία "-logia") è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie.

I tessuti non debbono essere confusi con gli organi, strumenti della funzione: gli organi, come le cellule, hanno una forma che può essere descritta e talora è riconducibile a figure geometriche, e una grandezza che può essere misurata; i tessuti, invece, non sono entità morfologiche e non sono neppure obiettivamente dimostrabili.

L'istologia considera l'intima costituzione dei tessuti da un punto di vista generale, inoltre rintraccia il nesso esistente fra gli attributi morfologici dei tessuti e le manifestazioni funzionali.

Saverio Bichat, con dissezioni minuziose, ma senza avere intrapreso osservazioni microscopiche, acquistò la convinzione dell'esistenza, in tutti gli organi degli animali, di costituenti fondamentali comuni, tenendo conto dei caratteri anatomici grossolani, delle proprietà fisiche e degli attributi fisiologici.

A lui si deve l'introduzione nella scienza della nozione di tessuto ed egli a ragione è ritenuto il fondatore dell'istologia animale, con la sua opera Anatomie générale (Parigi 1801), denominazione più tardi abbandonata e sostituita con quella di "istologia".

Il grande progresso dell'istologia data da quando M. Schleiden e T. Schwann ebbero enunciato la dottrina cellulare, nel 1839; solamente allora si riconobbe che i tessuti sono costituiti sempre senza eccezione dalle individualità elementari della sostanza organizzata, da cellule e da sostanze elaborate dalle cellule.

In complesso l'istologia ha esercitato un'immensa influenza sul progresso della biologia e della medicina.

Parimenti la patologia ha progredito solamente dopo che fu approfondita l'analisi della struttura normale dei tessuti; gli studî sui processi rigenerativi, sui neoplasmi, sull'infiammazione, si fondano in modo quasi esclusivo sull'istologia normale.

Come si esegue l’esame istologico?

L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia.

Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle.

Il materiale sottoposto a esame istologico è costituito da frammenti di tessuti o da organi, o loro parti, asportati attraverso un intervento chirurgico.

L'esame prevede diverse fasi:

  • Inclusione: il campione, precedentemente privato dell'acqua, viene incorporato in un materiale solido ma inerte, come la paraffina liquida, dopo essere stato stabilizzato con formalina.
  • Sezionamento: il materiale biologico viene sezionato in "fette" sottilissime, nell'ordine di micron (μm), per permettere la visione dettagliata della struttura cellulare al microscopio.
  • Colorazione: i tessuti, che sono per natura trasparenti, vengono colorati con coloranti specifici per evidenziarne le strutture.

Biopsia ed esame istologico

Per eseguire un esame istologico serve una minima parte di tessuto da analizzare. La biopsia è il prelievo di quella minima parte di tessuto che serve per fare l’esame istologico.

Esistono diverse tecniche di biopsia:

  • Biopsia punch: si esegue sulla cute tramite piccoli bisturi, per esempio nel caso di nei o macchie sospette della palle.
  • Biopsia con ago aspirato: un ago aspirato che viene introdotto nella zona da prelevare sotto controllo di ecografia, o TAC o raggi X. Si usa normalmente per prelevare dei noduli al seno o per asportare del tessuto dal midollo osseo. Mentre per l’esame citologico si procede con agoaspirato, una tecnica che utilizza un ago molto sottile, per l’analisi istologica si ricorre ad un ago più spesso (biopsia) che preleva una quantità maggiore di materiale.
  • Biopsia di escissione (asportazione): è invece un intervento chirurgico, necessario quando serve prelevare una porzione più consistente per la quale non è possibile usare un’altra tecnica.
  • Biopsia perioperatoria: viene eseguita in sala operatoria mentre si esegue un intervento per capire la natura del tessuto che si sta operando e capire come proseguire. In questo caso si parla di esame istologico estemporaneo.

L’esame istologico permette di descrivere colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato; se si tratta di tumore, in tal caso la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.

Definizione di Citologia

La citologia (dal greco κύτος, "kytos" = cellula e -λογία, "-logia") è la disciplina che si propone di rintracciare gli attributi comuni, morfologici e funzionali, delle cellule e delle strutture da queste derivate; attributi che sono compresi sotto il nome di "organizzazione della sostanza vivente".

Originariamente era un capitolo limitato dell'istologia; più tardi la citologia prettamente morfologica e descrittiva s'è trasformata nei metodi, perché oggi cerca d'integrare i risultati dell'osservazione e dell'esperimento; e s'è trasformata pure negli obiettivi perché il suo fine principale è la ricerca del substrato materiale delle funzioni cellulari.

Uno dei precursori della citologia, e dei più grandi, fu un naturalista italiano, Bonaventura Corti il quale, alla fine del '700, studiando al microscopio le cellule vegetali viventi, scoperse che queste sono percorse da correnti di liquido che trascinano particelle sospese.

Dopo che Virchow, Russow, Remak e Sachs ebbero dimostrato che le cellule si riproducono per scissione, Flemming, van Beneden, Strasburger, C. Rabl, illustrarono minutamente l'essenza di queste trasformazioni.

Negli ultimi anni si fece strada fra i citologi la convinzione che questo metodo d'indagine non possa essere svolto ulteriormente se non in misura limitata.

La scoperta del metodo della coltivazione dei tessuti, permettendo un'analisi protratta della struttura delle cellule viventi, ha reso possibile di seguirne le trasformazioni nelle varie fasi della loro vita, in modo molto più completo che non prima.

Che cosa si osserva?

La citologia è la branca della medicina che studia la cellula sotto il profilo morfologico e funzionale. L’esame citologico, invece, si basa sul prelievo di campioni cellulari, non di tessuti, attraverso diverse tecniche.

L’obiettivo, anche in questo caso, è verificare la presenza di una crescita cellulare anomala, ma senza eseguire nessuna biopsia o resezione.

L’esame citologico, invece, si basa sul prelievo di campioni cellulari, non di tessuti, attraverso diverse tecniche.

L’obiettivo, anche in questo caso, è verificare la presenza di una crescita cellulare anomala, ma senza eseguire nessuna biopsia o resezione.

Che cosa si osserva?

  • cellule da liquido biologico, ossia cellule esfoliate spontaneamente in qualsiasi liquido libero in cavità preformate, come versamenti pleurici, peritoneali, nelle urine o in liquidi di accumulo in cavità neoformate, come una cisti;
  • cellule ottenute da agoaspirato, ossia prelevate con un ago sottile sotto aspirazione da un organo o da un tessuto, come la mammella, la tiroide, il fegato, i linfonodi e così via;
  • cellule da spazzolato o brushing, raccolte con manovre di delicata abrasione utilizzando i cosiddetti citobrush. Un esempio di esame citologico eseguito utilizzando questo strumento è il Pap Test.

Differenze Principali

L'esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia, mentre l’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura.

L'esame istologico e l'esame citologico si differenziano principalmente per il tipo di campione analizzato e l'obiettivo diagnostico.

L'esame istologico prevede l'analisi di un frammento di tessuto, permettendo una valutazione dettagliata dell'architettura cellulare e della disposizione delle cellule all'interno del tessuto stesso.

Al contrario, l'esame citologico si basa sullo studio di singole cellule o gruppi di cellule prelevate mediante agoaspirato, scraping o lavaggio di cavità corporee, e si utilizza principalmente per indagini rapide e di screening, come nel caso del Pap-test.

Esami complementari

Oltre all'esame istologico e citologico, possono essere prescritti:

  • Esami del sangue: sia quelli “standard” che per individuare i “biomarcatori” cioè la presenza di una serie di proteine o DNA che indica la presenza di una certa malattia.
  • Test di imaging: tramite i quali si può avere l’immagine del tumore. Si tratta di strumenti dal funzionamento diverso ma che permettono di individuare una massa, stabilirne le dimensioni e che legami ci sono con gli organi e le strutture vicine.

Tempi di risposta

Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.

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