L’attività di chirurgia urologica spazia dalla tradizionale chirurgia a cielo aperto alle più innovative tecniche mini-invasive: robotica, endoscopica, laparoscopica.
Chirurgia Robotica
La chirurgia robotica rappresenta la nuova frontiera della chirurgia mini-invasiva. Non è di un intervento chirurgico eseguito da un robot, ma di un intervento laparoscopico mininvasivo eseguito e diretto da chirurghi esperti. L’impiego del robot che consente una visione tridimensionale ad alta definizione utilizzando strumenti miniaturizzati con movimenti fini e delicati consente in sicurezza di eseguire la maggior parte degli interventi urologici oncologici con la massima precisione attraverso 4-5 piccole incisioni sull’addome del paziente. Tutto questo si traduce in un enorme beneficio per il paziente. La chirurgia robotica rappresenta una evoluzione della chirurgia laparoscopica.
Adenomectomia Prostatica Robot Assistita (RASP)
La adenomectomia prostatica con Robot Da Vinci consente di affrontare voluminosi adenomi prostatici (≧ 180 ml) con una preservazione del risultato estetico e cosmetico (assenza di cicatrici chirurgiche), minor tempo di ospedalizzazione e cateterismo vescicale, più precoce reintroduzione alla vita lavorativa, sociale e ripresa dell’attività sessuale.
Pielolitotomia Robot-Assistita
La chirurgia robotica può risultare una valida opzione terapeutica nei casi di voluminosa calcolosi a stampo in relazione alla possibilità di risolvere la problematica tramite un singolo trattamento. La degenza postoperatoria è solitamente di 48-72 ore.
Iperplasia Prostatica Benigna (IPB)
L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) rappresenta una delle malattie urologiche di maggiore incidenza e prevalenza nella popolazione maschile, la cui incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. L’ipertrofia prostatica è il progressivo ingrandimento della prostata nella sua zona centrale per effetto degli ormoni sessuali. Tale ingrandimento inizia a 15/20 anni, a seguito dello sviluppo sessuale. È pertanto “normale”, dopo i 40 anni, che tale ingrandimento inizi a “farsi sentire” con una minzione “meno fluida” rispetto agli anni più giovanili. La qualità di vita minzionale ovviamente col tempo può progressivamente peggiorare per via del progressivo aumento del quadro di ipertrofia prostatica.
Il “problema” della ipertrofia prostatica è quindi l’ostruzione alla via urinaria che si viene a creare. La vescica, che è uno degli organi più innervati e sensibili del nostro organismo, si trova pertanto a dover lavorare ostacolata dal quadro ostruttivo prostatico ed è pertanto “l’organo bersaglio” della ipertrofia prostatica ostruente.
Sintomi dell'Ipertrofia Prostatica
Col tempo, questo “affaticamento” vescicale porta al danneggiamento dell’organo vescica che si esprime con i tipici sintomi comunemente associati alla ipertrofia prostatica come:
- Mitto urinario debole
- Senso di non completo svuotamento vescicale
- Minzioni frequenti (pollachiuria)
- Minzioni notturne (nicturia)
- Allungamento del tempo minzionale
- Sgocciolamento al termine della minzione (dripping)
- Necessità di spingere per completare la minzione
- Urgenze minzionali con minzioni imperiose
- Infezioni delle vie urinarie (cistiti e prostatiti)
- Sanguinamenti (ematuria)
Trattamenti Mini-Invasivi per l'IPB
Di recente l’utilizzo di tecniche mininvasive alle volte eseguibili anche in regime ambulatoriale o di day surgery ha permesso di personalizzare sempre di più il trattamento per il paziente con disturbi minzionali. Questo per offrire agli stessi un trattamento sempre più “sartoriale” ossia modulato sulle caratteristiche cliniche della patologia e del paziente che ne è affetto. A disposizione del paziente l’Ospedale pertanto offre resettori bipolari, laser ad Holmio per l’enucleazione dell’adenoma prostatico, laser verde green light particolarmente indicato nei pazienti con problemi di coagulazione del sangue e che eseguono terapie antiaggreganti o anticoagulanti, trattamenti mininvasivi quali iTind e Rezum (vapore acqueo). Sempre in collaborazione con la radiologia interventistica, vengono eseguiti anche trattamenti mininvasivi di embolizzazione prostatica (PAE) previa attenta valutazione del singolo caso.
Aquabeam
Il sistema AquaBeam è un device robotico progettato per l’ablazione e l’asportazione di tessuto prostatico in soggetti con sintomi a carico delle basse vie urinarie provocati da iperplasia prostatica benigna (IPB). L’Aquabeam consente un’elevata percentuale di conservazione della funzione eiaculatoria. Getto ad acqua: idro-ablazione del tessuto target senza impiego di energia termica.
Considerando dimensioni prostatiche comprese tra 30g e 80g (85% dei casi), in letteratura si osserva un tasso di disfunzione sessuale pari a 0% a tre anni. In prostate di dimensioni comprese tra 80g e 150g, si osserva il 2% di disfunzione eiaculatoria e 1% di disfunzione erettile a due anni.
Rezum
Il Rezum rappresenta un’ulteriore nuova frontiera che sfrutta il vapore acqueo per il trattamento mini-invasivo dell’IPB, il Rezum viene eseguito in regime di day hospital. La procedura dura pochissimi minuti (circa 8 min.) e può essere eseguita con anestesia locoregionale/sedazione, senza necessità di anestesia generale. Nell’arco di qualche settimana l’effetto termico produce una importante riduzione del volume prostatico, con un effetto disostruttivo permanente. L’intervento consente nel 87% dei casi una preservazione dell’eiaculazione anterograda. Efficace riduzione dei sintomi e preservazione della funzione sessuale.
Ablazione Laser Percutanea Transperineale (TPLA)
L’ablazione laser percutanea transperineale (TPLA) può̀ essere considerata una valida alternativa all’intervento chirurgico tradizionale con il vantaggio della minore invasività, assenza di sanguinamento intra e post operatorio, assenza di infezioni post-chirurgiche e preservazione dell’eiaculazione anterograda. Tale procedura viene eseguita ambulatorialmente, in anestesia locale e in regime di day hospital, permettendo di annullare i tempi di degenza e reintrodurre in brevissimi tempi il paziente alla vita sociale e lavorativa.
L’approccio percutaneo transperineale di tale procedura permette di eliminare tutte quelle complicanze che la TURP comporta, rendendo pertanto candidabili anche soggetti con comorbidità ed elevato rischio anestesiologico. L’ablazione laser transperineale della prostata ha riportato un tasso di mantenimento dell’eiaculazione superiore al 90%. Tale dato rende la TPLA ancora più̀ appetibile per i pazienti giovani e sessualmente attivi.
Enucleazione Prostatica
La enucleazione prostatica mediante laser ad olmio / Tullio (HOLEP/ThuLEP) consentono la completa enucleazione attraverso l’impiego di energia laser per via transuretrale di qualsiasi dimensione di adenoma prostatico (≧ 120 ml), consentendo una riduzione del sanguinamento intraoperatorio, degenza post-operatoria, rimozione del catetere vescicale e reintroduzione alla vita lavorativa, sociale, una precoce ripresa dell’attività sessuale.
Tecniche chirurgiche più utilizzate presso il Centro Avanzato di Urotecnologie di Auxologico
- HOLEP: enucleomorcellazione endoscopica con laser ad olmio dell’adenoma prostatico. È la tecnica che e’ in grado di enucleare in modo più efficace, utilizzando le tecnologie laser, l’adenoma prostatico, anche di grandi dimensioni. Attualmente rappresenta il “gold standard” di riferimento per il trattamento della Ipertrofia Prostatica ostruente. Consente inoltre di raccogliere il tessuto prostatico rimosso per l’esecuzione dell’esame istologico - fondamentale in pazienti con valori di PSA elevati anche in assenza di sospetto di neoplasia prostatica;
- Vaporizzazione prostatica con Green Laser. Il “laser verde” consente di vaporizzare l’adenoma prostatico ottenendo un risultato disostruttivo simile a quello della HOLEP. Tra gli svantaggi occorre ricordare una maggiore irritazione della capsula prostatica nel periodo post-operatorio (legato alla maggiore energia necessaria per la vaporizzazione rispetto alla enucleazione). Il grande vantaggio del Green Laser è quello di poter operare anche pazienti in terapia anticoagulante - antiaggregante che per le loro condizioni cardiovascolari non possono sospendere/modificare tali terapie;
- Auquabeam: si tratta di un innovativo sistema robotico per il trattamento della ipertrofia prostatica con obiettivo “ejaculation sparing”. La “rimozione” del tessuto adenomatoso avviene attraverso un potente getto d’acqua che disgrega selettivamente la parte ostruente della prostata, secondo un piano pre-impostato da urologo e computer connesso al sistema robotico, con maggior risparmio delle zone della prostata coinvolte nel meccanismo eiaculatorio. Non consente un adeguato esame istologico del tessuto rimosso e, in caso di prostate di maggiori dimensioni, può esserci un maggior rischio di sanguinamenti post-operatori;
- Rezum: si tratta di una tecnica che sfrutta la corrente generata per radiofrequenza per creare energia termica sotto forma di vapore acqueo che crea una necrosi del tessuto adenomatoso prostatico che, riassorbendosi, riduce il quadro ostruttivo . Trova indicazione soprattutto nei pazienti per con prostata di medio o piccolo volume, che non sono affetti da sintomatologia estremamente grave o con complicanze legate al quadro ostruttivo prostatico. Consente di mantenere una eiaculazione anterograda in una elevata percentuale di pazienti.
Calcolosi Renale
La calcolosi urinaria è una patologia determinata dalla precipitazione nelle cavità escretrici di costituenti poco solubili dell’urina con formazione di aggregati cristallini di dimensioni e composizione chimica variabili. La struttura di Urologia si dedica anche alla chirurgia endoscopica della calcolosi dell’alto e basso apparato urinario.
Trattamento Endoscopico della Calcolosi Renale
Il trattamento endoscopico della calcolosi renale viene eseguito con l’ausilio di uno strumento flessibile chiamato ureteronefroscopio. L’estremità di questo strumento, il cui diametro non supera i 4 mm, è flessibile nelle diverse direzioni dello spazio potendo così esplorare nel dettaglio ogni calice renale. Questa tecnica chirurgica rappresenta il gold standard nel trattamento di calcoli renali fino a 2 cm. Si tratta di una procedura puramente endoscopica, in cui non è necessario eseguire alcun accesso chirurgico tradizionale o laparoscopico. La degenza media è circa 12-24 ore e l’intervento viene generalmente eseguito in anestesia generale. Nei casi di calcolosi complesse e di grandi dimensioni viene posizionato un tutore ureterale (stent JJ) che viene rimosso ambulatorialmente dopo 7-14 gg.
ULT (Ureterolitotrissia laser)
L’ureterorenoscopia semirigida è una procedura endourologica che viene utilizzata esclusivamente nel trattamento della calcolosi ureterale. Lo strumento consente la risalita lungo il decorso dell’uretere fino all’incluso litiasico e, grazie all’utilizzo di una fibra laser di 300 micron di diametro, di polverizzarlo. La procedura viene eseguita in anestesia generale e la degenza media è di 12-24 ore. Nei casi di calcolosi complesse e di grandi dimensioni viene posizionato un tutore ureterale (stent doppio J) che viene rimosso ambulatorialmente dopo 7-14 gg.
PCNL (Nefrolitotrissia Percutanea)
Le indicazioni della nefrolitotrissia percutanea (PCNL) sono rappresentate dalla calcolosi renale a stampo, dalla calcolosi renale di dimensioni >2 cm (soprattutto se localizzata a livello del gruppo caliceale inferiore) e nel trattamento di calcoli renali di cistina. La litotrissia percutanea si esegue in anestesia generale.
La Mini-Perc rappresenta una evoluzione della tecnica di litotrissia percutanea, che prevede l’accesso di strumenti, in questo caso miniaturizzati (14-20 Fr) direttamente nel rene. L’intervento prevede l’esecuzione di un accesso nefrostomico, la dilatazione del tragitto e l’introduzione del nefroscopio nella via escretrice: viene visualizzato il calcolo, si procede alla sua frantumazione e vengono rimossi i residui. Al termine della procedura viene posizionata nella via escretrice una nefrostomia per il drenaggio delle urine ed eventualmente un tutore ureterale (stent JJ) da rimuovere dopo 14-21 giorni. In alcuni casi si può posizionare una sonda nefrostomica in preparazione dell’accesso chirurgico in anestesia locale prima di eseguire l’intervento di nefrolitotrissia.
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