Chi Prescrive la Risonanza Magnetica: Una Guida Completa

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica di imaging utilizzata a partire dai primi anni ’80 che permette di visualizzare gli organi interni e lo scheletro. È particolarmente utile per lo studio della patologia muscolo-scheletrica e del sistema nervoso (cervello, midollo spinale e nervi periferici).

Cos'è la Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica è un esame diagnostico che viene di frequente prescritto per l’identificazione di numerose patologie: infatti permette di conoscere nel dettaglio le condizioni dei nostri organi interni, rivelandone eventuali disfunzioni.

Nel suo percorso, il campo magnetico allinea gli atomi sensibili al suo effetto. Gli spostamenti indotti dal campo magnetico e dalle onde a radiofrequenza usati per eseguire l’esame fanno sì che gli atomi emettano deboli segnali di risonanza, che vengono captati, registrati e trasformati in segnale digitale. L’introduzione dei recenti sviluppi della risonanza ha anche permesso di rendere la diagnostica di alcune patologie meno invasiva.

Chi Prescrive la Risonanza Magnetica?

La RM è un esame con obbligo di prescrizione medica, anche quando viene svolta in regime di solvenza (a pagamento). Può essere prescritta dal medico di medicina generale oppure dallo specialista. Nel caso in cui sia una prestazione in regime di servizio sanitario nazionale è necessario presentare l’impegnativa su ricetta elettronica.

Diritto alla Risonanza Magnetica Urgente

L’eventuale urgenza di una risonanza magnetica viene stabilita in primis dal medico di base oppure dal medico che ha eseguito una visita specialistica e vuole approfondire la sua diagnosi con un esame strumentale. Per poter fare una risonanza magnetica urgente, il medico di base, nel prescrivere l’esame diagnostico, dovrà apporre il bollino verde (la cosiddetta urgenza differibile), che dà diritto ad eseguire la risonanza entro 72 ore dalla richiesta.

A patto, però, che la prenotazione avvenga subito, cioè entro 48 ore dal rilascio dell’impegnativa. E che la prenotazione venga fatta di persona: gli ospedali o le strutture sanitarie non accettano questo tipo di prenotazione on line. Il numero dei bollini verdi a disposizione dei medici curanti non è infinito. I bollini vengono assegnati dai distretti in base al numero dei pazienti che ha ogni medico di famiglia.

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello dell’obbligo di prestazione entro 72 ore dal rilascio dell’impegnativa. Badate bene che si tratta di 72 ore lavorative.

Tempi di Attesa per Fare una Risonanza Magnetica

Tasto particolarmente dolente della sanità italiana è quello dei tempi di attesa per fare un esame diagnostico che non ha bisogno del bollino verde, in questo caso una risonanza magnetica. C’è, però, un limite imposto dalla legge e fissato in 60 giorni.

Che succede, però, se al momento della prenotazione si scopre che l’esame lo si può fare non entro 2 mesi ma dopo 3, 4 o 5 mesi? Quali sono, in questo casi, i diritti di chi deve fare una risonanza magnetica? Se una prestazione sanitaria come una risonanza magnetica non può essere garantita entro i tempi massimi fissati dalla legge, quindi entro 60 giorni per la risonanza , il cittadino ha il diritto ad avere la stessa prestazione da medico privatamente, in intramoenia (cioè all’interno della struttura ospedaliera ma in regime di libera professione) e senza pagare alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket sanitario già versato.

Occorre farne richiesta al direttore generale dell’Azienda sanitaria di appartenenza, in carta semplice, per «prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria».

Esenzione dal Ticket per una Risonanza Magnetica

L’esenzione dal pagamento del ticket sanitario non è vincolata al tipo di visita o di esame da effettuare - in questo caso una risonanza magnetica - ma alla patologia riscontrata nel paziente, oppure al suo reddito. Ad esempio, se viene prescritta una risonanza magnetica per un semplice dolore al ginocchio, è facile che il Servizio sanitario chieda il pagamento del ticket. Ma se quella stessa risonanza viene prescritta ad un paziente a cui è stato trovato un tumore alle ossa, il malato avrà un’esenzione per patologia che gli consente di fare l’esame strumentale senza pagare il ticket.

L’Obbligo del Consenso Informato

Prima di fare una risonanza magnetica, la struttura sanitaria è obbligata a far firmare al paziente il modulo di consenso informato. Allegato al consenso informato c’è il questionario anamnestico, in cui il medico raccoglie una serie di informazioni che il paziente è tenuto a fornire: se soffre di claustrofobia, se ha mai avuto incidenti, se ha dei tatuaggi o dei piercing, se è in stato di gravidanza accertata o presunta, se ha mai avuto reazioni allergiche ai liquidi di contrasto, se ha mai subìto interventi chirurgici, ecc. In base a queste informazioni, il medico autorizza o meno l’esecuzione della risonanza magnetica.

Preparazione all'Esame

Per quanto riguarda l’abbigliamento, generalmente le persone che devono sottoporsi alla risonanza magnetica vengono invitate a spogliarsi per indossare un camice e dei calzari monouso forniti dalla struttura sanitaria.

Non è indispensabile una preparazione specifica per l’esecuzione della risonanza con mezzo di contrasto. Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.

Effetti Collaterali del Mezzo di Contrasto

Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto.

  • Liev: nausea, vomito, rash cutaneo con prurito; possono comparire nell’immediato oppure fino a una settimana dal momento dell’esame. Sono effetti solitamente leggeri che si risolvono anche senza trattamento.

Durata dell'Esame

Il giorno dell’appuntamento è possibile arrivare nella struttura sanitaria nella quale la procedura verrà effettuata da soli. Mediamente 30 minuti, ma può arrivare anche a 40-45.

Perché la Risonanza Magnetica Fa Rumore?

Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri.

Claustrofobia

Un’altra criticità è legata alla sensazione di claustrofobia scatenata dal fatto di dovere stare all’interno del dispositivo per un intervallo di tempo relativamente lungo, sebbene oggi lo spazio a disposizione sia maggiore rispetto a quello delle vecchie apparecchiature. In casi particolari, il medico propone una leggera sedazione.

Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.

Interpretazione dei Risultati

Le immagini prodotte durante la scansione vengono valutate da un radiologo (un medico specializzato nell'interpretazione nella diagnostica per immagini) ed eventualmente discusse con altri specialisti che lo supportano nell’interpretazione delle immagini nel contesto del quadro clinico del paziente. Alcune strutture consentono di scaricare il referto direttamente dal portale, quando disponibile.

Anche se accompagnata da un referto scritto, è bene non trarre conclusioni sui risultati autonomamente, ma rivolgersi tempestivamente al medico che l’ha prescritta per l’interpretazione delle immagini.

Applicazioni Specifiche della Risonanza Magnetica

Risonanza Magnetica Lombosacrale

La risonanza magnetica lombo-sacrale può essere utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. Viene generalmente prescritta a coloro nei quali si sospettano alterazioni dei dischi intervertebrali (protrusioni o ernie), del tessuto osseo e del midollo spinale.

Molto approssimativamente, per lo studio dell’osso è meglio la TC, mentre per i tessuti molli la RM.

Risonanza Magnetica al Ginocchio

La RM al ginocchio viene impiegata con lo scopo di diagnosticare problemi quali distorsioni, fratture, distorsioni, alterazioni della cartilagine e dei menischi (anche di origine sportiva) o del midollo osseo (come l’osteomielite).

L’ecografia può essere utile per studiare gli strappi muscolari, gli ematomi e le meniscopatie. Per le altre patologie viene generalmente prescritta la RM.

Risonanza Magnetica per Endometriosi

Se il medico sospetta l’endometriosi generalmente richiede inizialmente una valutazione ginecologica con ecografia. In caso il risultato sia negativo ma i sintomi permangano può prescrivere una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto, che rappresenta l’esame gold standard non invasivo per la diagnosi di endometriosi. L’esame eseguito con una tecnica particolare, adeguata alla visualizzazione delle localizzazioni della malattia, da un radiologo esperto nella diagnosi di endometriosi permette di rilevare anche le lesioni iniziali.

Risonanza Magnetica per Sclerosi Multipla

La RM permette al neurologo specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sclerosi multipla di individuare la malattia anche al primo episodio sospetto.

Risonanza Magnetica per Acufene

L’acufene viene studiato con la TC e con la RM, che permette di raccogliere informazioni sulle diverse strutture indagate (orecchio interno, strutture nervose retrococleari, nervo acustico), differenziando strutture liquide da strutture solide ed evidenziando la presenza di eventuali focolai infiammatori.

Risonanza Magnetica con Contrasto all’Addome

La RM all’addome viene utilizzata per studiare fegato, reni, pancreas, milza e vescica. Richiede spesso l’utilizzo del mezzo di contrasto.

Risonanza Magnetica Aperta e Chiusa

La principale differenza risiede nell’uso delle radiazioni ionizzanti, assente nella RM. Vengono, inoltre, usate apparecchiature diverse (sempre aperte nella TC, aperte o chiuse nella RM).

Costi della Risonanza Magnetica

Le possibilità a disposizione per ottenerla sono il pagamento del ticket con il Sistema Sanitario Nazionale, la modalità intramoenia e il rivolgersi a cliniche e strutture private.

  • Ticket con SSN: il costo delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, a cui la risonanza magnetica fa riferimento, è stato fissato dalla normativa ad un massimo di 36,15€, al quale ciascuna regione aggiunge un costo fisso sulla ricetta.
  • Modalità intramoenia: prevede l’erogazione di visite specialistiche ed esami al di fuori degli orari ambulatoriali degli ospedali statali. prevede una tariffa superiore che varia da un minimo di 200€ sino ad un massimo di 1000€ nel caso in cui l’esame richiesto sia particolarmente dettagliato ed esteso.
  • Risonanza magnetica in struttura privata: i costi in questo caso variano notevolmente, in relazione a diversi fattori, prima fra tutti la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale.

Rivolgersi ad una struttura pubblica risulta vantaggioso in termini di costo, ma - nella maggioranza dei casi - le liste d’attesa ti consentiranno di ricevere la prestazione solo dopo mesi dalla richiesta.

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