Risonanza Magnetica: Chi la Prescrive e le Indicazioni

Devi fare una risonanza magnetica ma non sai bene cosa aspettarti? Ecco cosa dovresti sapere: rispondiamo alle domande più frequenti su come funziona, a cosa serve, come prepararsi e quanto può costare, permettendoti di affrontare l’esame con più serenità.

Cos’è e a Cosa Serve la Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica (RM o RMN, acronimo per risonanza magnetica nucleare) è una tecnica di imaging non invasiva che consente di ottenere immagini dettagliate dell’interno del corpo umano: attraverso campi magnetici e onde radio è possibile visualizzare organi, tessuti molli, muscoli, articolazioni ed altre strutture, senza radiazioni ionizzanti.

La risonanza magnetica (RM) è uno degli strumenti diagnostici più avanzati in medicina. Utilizzata a partire dai primi anni ’80, permette di visualizzare gli organi interni e lo scheletro. Per lo studio della patologia muscolo-scheletrica e del sistema nervoso (cervello, midollo spinale e nervi periferici).

Nello specifico, la risonanza magnetica è frequentemente impiegata per esaminare:

  • Cervello e midollo spinale, eventuali patologie neurologiche;
  • Colonna vertebrale, ernie o problemi discali;
  • Articolazioni, ad esempio ginocchia, spalle o anche;
  • Organi interni, tra cui fegato, reni, utero e prostata;
  • Vasi sanguigni, attraverso tecniche specifiche (come l’angio-RM).

Chi Prescrive la Risonanza Magnetica?

La RM è un esame con obbligo di prescrizione medica, anche quando viene svolta in regime di solvenza (a pagamento). Può essere prescritta dal medico di medicina generale oppure dallo specialista. Nel caso in cui sia una prestazione in regime di servizio sanitario nazionale è necessario presentare l’impegnativa su ricetta elettronica.

La premessa fondamentale è che per poter sottoporsi a questa tipologia di esami è indispensabile essere in possesso di prescrizione medica, solitamente del medico di base, con indicazione chiara della tipologia di esame necessario, del distretto corporeo interessato e del quesito diagnostico, ovvero del motivo per cui viene richiesto l'esame stesso.

Per svolgere una Risonanza Magnetica è obbligatoria la prescrizione del medico curante o del medico specialista presso cui si è in cura, che indichi le motivazioni dell’esame e la zona del corpo da analizzare. L’impegnativa, invece, è necessaria se si vuole usufruire della convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, pagando il ticket previsto dalla Regione in cui si svolge la RMN.

Quanti Tipi di Risonanza Magnetica Esistono?

Esistono diverse tipologie di risonanza magnetica, che si differenziano in base al macchinario utilizzato o alla modalità di esecuzione dell’esame. Le principali sono:

  • Risonanza magnetica chiusa - la più comune, costituita da un tunnel lungo e stretto dove si genera il campo magnetico; offre immagini di altissima qualità, ma può rappresentare un’esperienza spiacevole per chi soffre di claustrofobia.
  • Risonanza magnetica aperta - pensata per alcune esigenze particolari, il macchinario risulta più spazioso e “aperto” lateralmente, rendendo l’esame meno stressante, anche se la qualità visiva può essere leggermente inferiore. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto - viene somministrata una sostanza (a base di gadolinio) per via endovenosa, evidenziando infiammazioni, vasi sanguigni, tumori o alterazioni non facilmente visibili con una normale risonanza. Quando si tratta di dover eseguire una risonanza magnetica, è indispensabile precisare se la stessa deve essere eseguita con o senza mezzo di contrasto.

Come Funziona la Risonanza Magnetica e Cosa Si Vede?

La risonanza magnetica permette di visualizzare con estrema precisione i tessuti molli del corpo (organi, muscoli, tendini, legamenti e vasi sanguigni); è invece poco indicata per esaminare le ossa, che vengono analizzate meglio con una TAC o una radiografia. Le apparecchiature per risonanza aperte sui lati riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.

Il funzionamento della risonanza magnetica si basa su un principio sofisticato, ma sicuro. Il paziente entra all’interno del tunnel del macchinario (o “gantry”) che genera un potente campo magnetico, provocando una reazione delle molecole di idrogeno presenti nei tessuti. Grazie alle onde radio inviate attraverso il corpo, la macchina è in grado di registrare i segnali inviati dagli atomi di idrogeno e di elaborarli per creare un’immagine dettagliata. La RM sfrutta il comportamento degli atomi di idrogeno presenti nell’acqua dei nostri tessuti, allineandoli con un campo magnetico. Impulsi di onde radio li “disturbano” e, quando tornano all’allineamento originale, emettono segnali convertiti in immagini.

È bene precisare che la risonanza magnetica non utilizza radiazioni, quindi non espone il paziente agli stessi rischi di una TAC o di una radiografia: questo particolare aspetto la rende adatta anche a soggetti giovani o a chi necessita di controlli frequenti. Diversi studi condotti di recente sono giunti alla conclusione che la risonanza magnetica, per via del proprio funzionamento, non sortisce alcun tipo di danno per la salute del paziente.

Un po’ di fisica… nel suo percorso, il campo magnetico allinea gli atomi sensibili al suo effetto. Gli spostamenti indotti dal campo magnetico e dalle onde a radiofrequenza usati per eseguire l’esame fanno sì che gli atomi emettano deboli segnali di risonanza, che vengono captati, registrati e trasformati in segnale digitale.

Come Prepararsi alla Risonanza Magnetica?

La preparazione per una risonanza magnetica è abbastanza semplice, ma può variare in base alla zona da esaminare e all’eventuale mezzo di contrasto. Tipicamente è consigliato:

  • Seguire le indicazioni del medico, che in alcuni casi potrebbe richiedere il digiuno di alcune ore, soprattutto se è previsto il mezzo di contrasto;
  • Portare la documentazione sanitaria necessaria: eventuale ricetta o prescrizione dell’esame, analisi utili svolte in precedenza, i referti più recenti;
  • Comunicare allergie, patologie o condizioni particolari, in particolare la gravidanza, la presenza di pacemaker, protesi o tatuaggi di ampie dimensioni; Al contempo, è fondamentale segnalare al personale medico la presenza di qualsiasi dispositivo medico impiantato o corpo estraneo metallico, come pacemaker, neurostimolatori, clip chirurgiche, protesi metalliche (anche se compatibili), filtri vascolari o schegge (specialmente nell’occhio).
  • Indossare abiti comodi e senza componenti metalliche: in molti centri viene fornito un camice adeguato per effettuare l’esame in sicurezza. È consigliabile indossare sempre dei capi privi di elementi metallici e comodi, che consentano di muoversi con agilità e senza restrizioni di sorta. evitare di indossare indumenti con ganci automatici, zip o altri accessori metallici come spille e orologi.

Ecco invece cosa non fare prima di una risonanza magnetica:

  • Non indossare oggetti metallici (orologi, gioielli, piercing, fermagli, occhiali e vestiti); Soggetti con protesi metalliche, per evitare che i campi magnetici possano surriscaldarle o provocare il loro spostamento.
  • Evita di applicare cosmetici e creme, in particolare nella zona da esaminare;
  • Non assumere cibi o bevande nelle ore precedenti, se richiesto dal medico.

In caso di dubbi o problemi è sempre bene informare in anticipo il centro medico, così da valutare altre possibili soluzioni (tra cui la sedazione o l’uso di un macchinario aperto).

Quanto Tempo Dura una Risonanza Magnetica?

La durata di una risonanza magnetica, in media, va dai 20 ai 50 minuti, a seconda dell’area da esaminare, dall’uso del mezzo di contrasto e dalla tecnologia utilizzata. L’esame dura dai 20 ai 60 minuti e durante la procedura è fondamentale rimanere immobili. Mediamente 30 minuti, ma può arrivare anche a 40-45.

Durante l’esame il paziente deve rimanere immobile: è possibile percepire dei suoni ritmici abbastanza intensi, che fanno parte del normale funzionamento del macchinario. Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri.

Quali Effetti Collaterali? Ci Sono Rischi per la Salute?

La risonanza magnetica è un esame sicuro, non invasivo e senza radiazioni: come per qualsiasi procedura, però, è utile conoscere i possibili effetti collaterali, seppur molto rari.

Nella risonanza magnetica con mezzo di contrasto, alcune persone possono avvertire:

  • Lievi risposte allergiche, come rossore, prurito o nausea; Lievi: nausea, vomito, rash cutaneo con prurito; possono comparire nell’immediato oppure fino a una settimana dal momento dell’esame. Sono effetti solitamente leggeri che si risolvono anche senza trattamento.
  • Sensazione di calore durante l’iniezione.

Non esistono evidenze di rischi per la salute a lungo termine derivanti dalla risonanza magnetica: normalmente, anche il mezzo di contrasto viene smaltito dai reni in poche ore.

Per Chi è Controindicata la Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica è un esame sicuro per la maggior parte delle persone, ma esistono alcune controindicazioni che il medico deve valutare attentamente. L’esame è generalmente controindicato, o richiede precauzioni particolari, nei pazienti con:

  • Pacemaker o defibrillatori (non compatibili con la risonanza magnetica);
  • Neurostimolatori, protesi metalliche, valvole cardiache artificiali o clip vascolari;
  • Schegge metalliche nel corpo, soprattutto nella zona del viso e degli occhi.

Se necessaria, la risonanza magnetica può essere eseguita in gravidanza, all’interno del primo trimestre: salvo diversa indicazione medica, è bene evitare il mezzo di contrasto (èperò necessario che il medico ginecologo ne motivi la richiesta). Nei bambini l’esame è sicuro, ma può essere necessaria la sedazione per i più piccoli. Un’altra criticità è legata alla sensazione di claustrofobia scatenata dal fatto di dovere stare all’interno del dispositivo per un intervallo di tempo relativamente lungo, sebbene oggi lo spazio a disposizione sia maggiore rispetto a quello delle vecchie apparecchiature. In casi particolari, il medico propone una leggera sedazione. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.

Come Leggere i Risultati della Risonanza Magnetica?

Dopo la risonanza le immagini vengono analizzate da un medico radiologo, che interpreterà l’esame diagnostico: il referto viene poi consegnato al paziente entro qualche giorno, anche se in alcuni centri può essere disponibile in tempi più rapidi. Le immagini prodotte durante la scansione vengono valutate da un radiologo (un medico specializzato nell'interpretazione nella diagnostica per immagini) ed eventualmente discusse con altri specialisti che lo supportano nell’interpretazione delle immagini nel contesto del quadro clinico del paziente. Alcune strutture consentono di scaricare il referto direttamente dal portale, quando disponibile.

Il referto contiene una descrizione tecnica delle immagini rilevate (strutture, eventuali anomalie e misurazioni) con la relativa registrazione, una conclusione diagnostica e altre indicazioni cliniche, utili al medico curante per eventuali approfondimenti.

I risultati sono attendibili: la risonanza magnetica è una delle metodiche più accurate e sensibili, ma è bene ricordare che la valutazione finale spetta al medico curante. Anche se accompagnata da un referto scritto, è bene non trarre conclusioni sui risultati autonomamente, ma rivolgersi tempestivamente al medico che l’ha prescritta per l’interpretazione delle immagini.

Risonanza Magnetica Specifiche: Cosa Vedono?

  • Risonanza magnetica lombosacrale: La risonanza magnetica lombo-sacrale può essere utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. Viene generalmente prescritta a coloro nei quali si sospettano alterazioni dei dischi intervertebrali (protrusioni o ernie), del tessuto osseo e del midollo spinale.
  • Risonanza magnetica al ginocchio: La RM al ginocchio viene impiegata con lo scopo di diagnosticare problemi quali distorsioni, fratture, distorsioni, alterazioni della cartilagine e dei menischi (anche di origine sportiva) o del midollo osseo (come l’osteomielite).
  • Risonanza magnetica per endometriosi: Se il medico sospetta l’endometriosi generalmente richiede inizialmente una valutazione ginecologica con ecografia. In caso il risultato sia negativo ma i sintomi permangano può prescrivere una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto, che rappresenta l’esame gold standard non invasivo per la diagnosi di endometriosi. L’esame eseguito con una tecnica particolare, adeguata alla visualizzazione delle localizzazioni della malattia, da un radiologo esperto nella diagnosi di endometriosi permette di rilevare anche le lesioni iniziali.
  • Risonanza magnetica per sclerosi multipla: La RM permette al neurologo specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sclerosi multipla di individuare la malattia anche al primo episodio sospetto.
  • Risonanza magnetica per acufene: L’acufene viene studiato con la TC e con la RM, che permette di raccogliere informazioni sulle diverse strutture indagate (orecchio interno, strutture nervose retrococleari, nervo acustico), differenziando strutture liquide da strutture solide ed evidenziando la presenza di eventuali focolai infiammatori.
  • Risonanza magnetica con contrasto all’addome: La RM all’addome viene utilizzata per studiare fegato, reni, pancreas, milza e vescica. Richiede spesso l’utilizzo del mezzo di contrasto.
  • Risonanza magnetica con mezzo di contrasto al seno: La RM viene eseguita per studiare un gran numero di tessuti e patologie.

Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto: Informazioni Aggiuntive

Tuttavia, le informazioni senza contrasto non sono sempre abbastanza specifiche per differenziare tessuti o caratterizzare lesioni; ed è qui che interviene il mezzo di contrasto, solitamente a base di gadolinio, che viene iniettato per via endovenosa per alterare temporaneamente il segnale magnetico in alcune aree, rendendo più visibili specifiche strutture, processi patologici o anomalie. La scelta del medico di prescrivere al paziente una risonanza magnetica con contrasto si basa su precise indicazioni cliniche, ad esempio per l'identificazione di processi infiammatori o infettivi: serve per evidenziare aree di attività infiammatoria o lesioni attive in infezioni (es. ascessi) o infiammazioni croniche.

Esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, lineari o macrociclici, a seconda del complesso chelante. Tuttavia, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato l’uso di quelli lineari, in via precauzionale nonostante non vi siano stati segni clinici di tossicità ma solo problemi di stabilità.

Non è indispensabile una preparazione specifica per l’esecuzione della risonanza con mezzo di contrasto. Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.

In fase di prenotazione, stabilito che l’esame deve essere eseguito con somministrazione di mezzo di contrasto, l’operatore richiederà al paziente il valore della creatininemia, che dovrà essere inferiore al valore di 1.2 per poter eseguire l’esame senza precauzioni particolari. In presenza di un valore superiore, l’operatore, su consiglio del Medico radiologo, farà presente al paziente la necessità di sottoporsi ad idratazione con infusione endovenosa di soluzione fisiologica, onde evitare effetti collaterali o reazioni avverse al mezzo di contrasto.

Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto. In passato sono state emesse rarissime segnalazioni di farmacovigilanza relativamente ad una malattia, la fibrosi nefrogenica sistemica, in persone con grave insufficienza renale in seguito all’uso di alcuni mezzi di contrasto con gadolinio.

Vantaggi e Svantaggi del Mezzo di Contrasto

L’impiego del mezzo di contrasto offre un gran numero di vantaggi diagnostici; tuttavia, comporta anche alcune controindicazioni e, seppur raramente, potenziali rischi: compromissione renale, poiché il gadolinio è eliminato dai reni; quindi, in caso di grave insufficienza renale, c’è un rischio molto raro di Fibrosi Sistemica Nefrogenica (FSN).

I vantaggi del mezzo di contrasto sono indubbi, ma spesso la risonanza magnetica senza contrasto è la scelta primaria e sufficiente o, addirittura, preferibile, per una diagnosi accurata. La RM senza contrasto, infatti, fornisce tutte le informazioni necessarie in diverse situazioni, sfruttando le naturali differenze di segnale tra i tessuti. Alcune patologie cerebrali acute, come nel caso di ictus acuto, fondamentale per distinguere ischemia da emorragia.

Differenze tra Risonanza Magnetica, TAC e Raggi X

La TAC, la risonanza magnetica e i raggi X sono tecniche di imaging diagnostico, ma si basano su tecnologie differenti e applicazioni mirate, a seconda del tipo di indagine:

  • I raggi X (RX) sono l’esame più semplice e rapido. Vengono utilizzate radiazioni ionizzanti per ottenere immagini bidimensionali, principalmente delle ossa;
  • La TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) sfrutta anch’essa radiazioni ionizzanti, ma fornisce immagini molto più dettagliate rispetto ai raggi X. È indicata per traumi, lesioni ossee complesse, distretti particolari e in ambito d’urgenza;
  • La risonanza magnetica non impiega radiazioni, ma campi magnetici e onde radio. È la metodica più precisa per visualizzare i tessuti molli, offrendo immagini 3D in altissima risoluzione, ma impiega generalmente più tempo per l’esecuzione.

Molto approssimativamente, per lo studio dell’osso è meglio la TC, mentre per i tessuti molli la RM.

Frequentemente, risonanza magnetica ed RX vengono tra loro confuse. Malgrado per caratteristiche possano apparire non troppo difformi, tra le due esistono tuttavia differenze sostanziali. Si è infatti in presenza di due tecnologie diagnostiche che differiscono non soltanto nelle fasi di esecuzione, ma anche per il genere di informazioni che danno modo di ottenere. Tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento, la radiografia (o RX) rappresenta una tecnica di tipo diagnostico che funziona per via dell’azione dei raggi X. Analogamente alla risonanza magnetica, questo genere di esame viene condotto sia da un medico specializzato in radiologia sia da un tecnico radiologo. Nella sua variante classica, il corpo di colui che vi si sottopone viene esposto alle radiazioni generate da un macchinario. Ciò che ne risulterà sarà un’immagine nella quale emergerà la differente capacità dei tessuti di lasciar penetrare questi raggi.

Messa a punto tra la fine dell’Ottocento ed i primi anni del Novecento, la radiografia (o RX) rappresenta una tecnica di tipo diagnostico che funziona per via dell’azione dei raggi X. Analogamente alla risonanza magnetica, questo genere di esame viene condotto sia da un medico specializzato in radiologia sia da un tecnico radiologo. Nella sua variante classica, il corpo di colui che vi si sottopone viene esposto alle radiazioni generate da un macchinario. Ciò che ne risulterà sarà un’immagine nella quale emergerà la differente capacità dei tessuti di lasciar penetrare questi raggi.

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