Se vuoi sapere come leggere uno spermiogramma, sei nel posto giusto! In questo articolo ti spieghiamo come eseguire correttamente questo esame di laboratorio rivolto allo studio del liquido seminale e quali sono i parametri presi in esame.
Cos'è lo spermiogramma?
Lo spermiogramma è l'analisi del liquido seminale per valutare la qualità degli spermatozoi, mediante la verifica della loro forma, del loro numero e della loro motilità.
È l’esame principale per la valutazione della fertilità maschile, o degli eventuali buoni esiti di una vasectomia.
Lo spermiogramma rappresenta uno strumento basilare nella valutazione della fertilità maschile e costituisce la prima indagine diagnostica da effettuare dopo alcuni tentativi falliti per ottenere una gravidanza in modo naturale.
Questo tipo di analisi sebbene sia fondamentale a tale scopo possiede dei limiti: bisogna infatti considerare che viene presa in esame una singola eiaculazione e il numero di spermatozoi potrebbe essere solo occasionalmente inferiore.
Inoltre, si tratta di uno studio in vitro e il comportamento del liquido seminale potrebbe risultare differente rispetto a quello che si verifica nell’apparato riproduttivo femminile.
Inoltre è bene ricordare che le risposte fornite dallo spermiogramma sulla capacità riproduttiva non sono mai definitive, dal momento che si tratta di uno studio in vitro che potrebbe non rispecchiare il comportamento del liquido seminale all’interno dell'apparato riproduttivo femminile.
Come interpretare uno spermiogramma?
Quando una coppia si rivolge a uno specialista in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), il primo passo è ottenere una diagnosi precisa della sua fertilità. In questo momento sono coinvolti i due membri della coppia, per cui gli esami medici della donna hanno la stessa importanza di quelli dell’uomo.
“Lo spermiogramma è uno studio basico di un campione di sperma ottenuto tramite eiaculazione che aiuta a definire il potenziale fertile dell’uomo”, spiega la Dott.ssa Marta Trullenque, specialista della Clinica Eugin.
“Si tratta di un esame che valuta la qualità dello sperma secondo dei valori di riferimento stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Salute nell’anno 2010”, aggiunge.
1. Conferma dei risultati
Per prima cosa, c’è da sapere che i risultati possono variare da un esame a un altro. Per questo motivo, da uno a tre mesi dopo la prima analisi si consiglia di realizzarne una seconda.
L’esame deve sempre essere effettuato in un laboratorio di seminologia affidabile e sottoposto a un continuo controllo di qualità interno ed esterno.
Lo spermiogramma non va interpretato come un esame del sangue con valori di normalità e valori patologici (ad esempio la glicemia o l’emocromo). L’andrologo non vuole sapere se un liquido seminale è normale ma se con quel seme quel paziente può diventare papà, o meglio se la coppia che ha di fronte può avere un figlio.
La componente femminile introduce una molteplicità di variabili che rende estremamente difficile fornire un indice prognostico attendibile.
Un recente studio ha studiato prospetticamente gli spermiogrammi di più di 3000 maschi alla luce dell’ottenimento della gravidanza entro un anno, Gli autori non hanno riscontrato alcuna correlazione tra il tasso di gravidanza spontanea e i singoli parametri seminali (volume, concentrazione, motilità e morfologia), tuttavia attraverso una formula matematica che prendeva in considerazione tutti i parametri sono stati in grado di costruire un monogramma molto utile per porre indicazione all’esecuzione di ulteriori esami o trattamenti oppure per il ricorso diretto a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA).
Il risultato dello spermiogramma potrà indicare che il liquido seminale è normale oppure, al contrario, anormale.
Tuttavia, è opportuno sottolineare che tale definizione non sta a indicare automaticamente fertilità o infertilità, poiché la presenza di un numero qualsiasi di spermatozoi nel liquido seminale può sempre tradursi nella possibilità di concepimento.
È importante ricordare che anche se i risultati non sono pienamente soddisfacenti, ci sono comunque possibilità, sebbene più ridotte, di ottenere una gravidanza.
In termini medici, se i risultati dell’analisi sono positivi, parliamo di normozoospermia.
2. Valori di riferimento
Per l’esame dello spermiogramma vengono presi in considerazione diversi parametri attraverso un’analisi microscopica.
- pH: misura l’acidità o alcalinità del campione e dovrebbe essere uguale o superiore a 7,2.
- Numero totale di spermatozoi: in un campione normale ci sono almeno 39 milioni di spermatozoi.
- Leucociti: un campione considerato normale non dovrebbe contenere più di un milione di leucociti o globuli bianchi per millilitro.
- Aspetto: il colore del liquido seminale è normalmente grigio opalescente.
- Concentrazione degli spermatozoi (densità o conta spermatica) e numero totale di spermatozoi (conteggio spermatico totale): un numero di spermatozoi normali consente una buona probabilità di riuscita della fecondazione da parte degli stessi dell’uovo.
Altre condizioni riscontrabili
- Azoospermia: nel liquido seminale mancano gli spermatozoi.
- Teratozoospermia: la morfologia degli spermatozoi risulta alterata.
- Iperposia: volume eiaculato è in eccesso, potrebbe dipendere da alcune patologie infiammatorie in corso.
3. Parametri aggiuntivi
Lo spermatozoo è composto da 3 tratti ciascuno con funzioni specifiche: la testa, il tratto intermedio e la coda. La testa oltre a possedere l’acrosoma grazie a cui lo spermatozoo può penetrare nell’uovo, contiene il patrimonio genetico (DNA) destinato ad assemblarsi con quello della partner per formare il nuovo individuo (zigote); il tratto intermedio contiene i mitocondri, ossia il motore che permette il movimento del terzo tratto ossia della coda.
Esistono diversi test che hanno lo scopo di valutare l’integrità delle diverse funzioni dello spermatozoo. Il test più in voga attualmente è lo studio della frammentazione del DNA. Alterazioni del DNA spermatico possono giustificare sia una mancata fertilizzazione sia una poliabortività.
La funzionalità del tratto intermedio può essere valutata oggettivamente con lo studio del potenziale di membrana dei mitocondri.
Preparazione e raccolta del campione
Prima della raccolta è necessario osservare un’astinenza eiaculatoria di minimo 2, massimo 7 giorni.
Effettuare la raccolta dopo un periodo di sostanziale benessere fisico: NON devono esserci stati EPISODI FEBBRILI (temperatura corporea > = 37.5°C) e NON devono essere stati assunti ANTIBIOTICI nei 60 giorni precedenti la raccolta in quanto infezioni virali o episodi febbrili possono modificare temporaneamente la qualità del liquido seminale.
Per effettuare una corretta raccolta è necessario attenersi alle seguenti indicazioni:
- provvedere ad un’accurata igiene delle mani e dei genitali prima di procedere alla raccolta;
- raccogliere il liquido seminale direttamente in un contenitore sterile (barattolo), da aprire immediatamente prima dell’uso. Sul contenitore indicare Cognome, Nome, Data di nascita e Ora della raccolta;
- raccogliere per intero il campione seminale (a causa della differente composizione del liquido seminale nelle diverse parti dell’eiaculato, anche una piccola perdita può pregiudicare l’esito dell’analisi).
Al momento della consegna del campione seminale, ricordarsi di segnalare:
- eventuali difficoltà incontrate nella raccolta e/o l’eventuale (anche piccola) perdita iniziale o finale di liquido seminale;
- l’eventuale richiesta di esame colturale.
In caso di raccolta a domicilio il campione dovrà essere consegnato entro al massimo 60 minuti dalla raccolta presso la reception del reparto sito al 5° piano in San Luca (Piazzale Brescia, 20). L’accettazione amministrativa verrà eseguita successivamente alla consegna del campione.
Inoltre durante il trasporto del campione:
- mantenere il contenitore in posizione verticale
- non capovolgerlo per evitare la fuoriuscita e provocare il minor traumatismo cellulare
- evitare brusche variazioni di temperatura (< 20°C, > 37°C): il campione possibilmente dovrà essere mantenuto ad una temperatura corporea tenendolo vicino al proprio corpo durante il trasporto. Non dovrà essere lasciato a temperatura ambiente per un periodo prolungato.
Spermiocoltura
Sul liquido seminale può essere eseguito anche un esame colturale (spermiocoltura) per verificare eventuali infezioni ricercando la presenza di microorganismi fra i quali:
- Haemophilus spp.
- Neisseria gonorrhoeae
- Chlamydia trachomatis
- Mycoplasma hominis, Ureaplasma urealyticum
- Germi opportunisti (Stafilococchi, Streptococchi, Batteri Gram negativi, ecc.);
- Miceti (Candida spp.);
Gli esami (spermiogramma e spermiocoltura) possono talora essere ripetuti a distanza di 7 o 20 giorni (a discrezione del curante).
Il ruolo dell'andrologo
La Legge 40 prevede una “gradualità” dell’accesso alle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e in quest’ottica il legislatore ha previsto la presenza in ogni Centro di PMA la presenza di un Andrologo ( Urologo o Endocrinologo con competenze andrologiche).
Inquadrare correttamente un maschio infertile e trattare le cause responsabili dell’alterazione seminale a dispermia possono evitare in molti casi di ricorrere alla PMA, e nelle situazioni più compromesse permetterebbero di affrontarla con più elevate probabilità di successo.
Con la ICSI è possibile ottenere una gravidanza iniettando un singolo spermatozoo all’interno dell’uovo: un’enorme progresso tecnologico che non ha però sminuito il ruolo dell’andrologo ma ne ha esaltato il ruolo decisionale e le competenze.
Il ginecologo della riproduzione è diventato sempre più esigente e al collega andrologo pone un quesito ben preciso a cui non può sottrarsi: in base ai parametri seminali attuali, quante sono le probabilità di ottenere un miglioramento seminale con l’intervento (medico o chirurgico) indicato e le probabilità di miglioramento garantirebbero tassi di gravidanza spontanea o con IUI maggiori rispetto a quelle ottenibili subito con IVF o ICSI?
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