La colonscopia è una procedura diagnostica fondamentale per lo studio del grosso intestino (colon) e della porzione terminale del piccolo intestino (ileo).
In cosa consiste la colonscopia?
Durante l'esame, il paziente viene posizionato sul fianco sinistro. Il colonscopio, uno strumento flessibile del calibro di circa 1 cm, viene introdotto attraverso l’ano e fatto avanzare lentamente per ispezionare i vari tratti intestinali.
Questi tratti includono:
- Il retto
- Il sigma
- Il colon sinistro o discendente
- La flessura splenica
- Il colon traverso
- La flessura epatica e quindi il cieco
A livello del cieco, si identifica la valvola ileo-ciecale, il punto di passaggio all’ileo o piccolo intestino, che può essere esaminato per un breve tratto.
A causa della conformazione del colon, che è lungo e spesso particolarmente tortuoso, e dell’insufflazione di aria che avviene durante l’esame, la colonscopia risulta un'indagine più complessa per l’endoscopista e fastidiosa per il paziente rispetto alla gastroscopia. Un endoscopista esperto riesce ad esaminare l’intero colon nel 90-95% dei casi, con una durata dell’esame compresa mediamente tra 10 e 30 minuti.
L’insufflazione dell’aria, necessaria per la corretta visione delle pareti intestinali, può causare una sensazione di imminente necessità di evacuazione o dolori addominali. A volte questi disturbi sono più importanti e mal tollerati dal paziente, soprattutto in casi di colon lungo e convoluto o di processi infiammatori a carico del colon stesso o di organi adiacenti.
Quando è indicata la colonscopia?
Dal punto di vista diagnostico, la colonscopia deve essere eseguita nei seguenti casi:
- Stitichezza o diarrea importanti
- Dolori addominali
- Anomalie al clisma opaco a doppio contrasto
- Emorragie digestive
- Sangue occulto positivo nelle feci e/o anemia sideropenica inspiegata
- Malattie infiammatorie dell’intestino
- Valutazione perioperatoria e controllo postoperatorio a distanza in caso di tumori intestinali
- Pazienti con familiarità per tumore del colon
Quale preparazione è necessaria per la colonscopia?
I risultati dell’esame dipendono in gran parte dalla pulizia intestinale, ossia dall’assenza di materiale fecale all’interno dell’intestino.
Eventuali terapie farmacologiche “salvavita” devono essere assunte anche nel giorno della colonscopia. È fondamentale informare il medico su eventuali patologie associate (malattie cardiache, respiratorie, diabete, glaucoma, problemi di coagulazione) e terapie in corso.
Sedazione
In casi particolari (ad esempio, quando precedenti colonscopie siano state interrotte per dolore addominale) può essere consigliabile la sedazione profonda con Propofol (Diprivan®). Questo farmaco viene somministrato per via endovenosa e procura un sonno profondo per la durata dell’esame, con un rapido risveglio e assenza di dolore addominale.
Quali sono i rischi della colonscopia?
Le complicanze, complessivamente considerate, hanno un’incidenza dello 0,3-0,7% con una mortalità dello 0,008-0,02%. Esse possono essere:
- Cardio-respiratorie (0,06-0,07%)
- Emorragiche (0-0,05%)
- Perforative (0,1-0,3%)
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