Cannella e Glicemia Alta: Studi e Benefici

La cannella è una spezia ricavata dalla corteccia interna dell’omonimo albero, tanto apprezzata in cucina per le sue proprietà aromatiche e il suo caratteristico sapore esotico. Poiché è particolarmente ricca di antiossidanti, alcune persone la considerano un ottimo rimedio naturale per molti disturbi e patologie dell’organismo.

L’uso della cannella come integratore alimentare ha origini molto antiche nella medicina cinese e in quella tradizionale: ancora oggi ne viene consigliata l’assunzione per combattere disturbi gastrointestinali, infezioni batteriche ma, soprattutto, per regolare la glicemia nelle persone che soffrono di diabete mellito di tipo II.

Proprietà e potenziali benefici della cannella

Si pensa infatti che questa spezia abbia delle proprietà ipoglicemizzanti, che sia in grado di rallentare lo svuotamento gastrico e ridurre l’aumento del glucosio (zucchero del sangue) subito dopo i pasti. Nella medicina tradizionale, è stato usato per migliorare la digestione, per curare le condizioni di nausea, vomito e diarrea e anche come afrodisiaco.

La cannella (Cinnamomum verum syn. C. zeylanicum, Lauraceae) e il peperoncino (Capsicum annuum, Solanaceae) sono alimenti di origine vegetale che vengono considerati come componenti importanti di una alimentazione a supporto della salute cardiometabolica. La ricerca ha dimostrato che la cannella e i suoi composti bioattivi, tra cui l’acido cinnamico e la cinnamaldeide, migliorano il controllo glicemico, l’iperlipidemia e la resistenza all’insulina. Alcuni componenti del peperoncino, come ad esempio la capsaicina e i capsinoidi, possiedono proprietà antiobesità e antidiabetiche.

Tra le sostanze naturali studiate per il controllo della glicemia troviamo anche la cannella. Secondo alcune ricerche, la cannella potrebbe avere azione ipoglicemizzante grazie a un composto attivo noto come cinnamaldeide. Tutte le componenti aromatiche si mantengono al meglio se la cannella viene conservata sotto forma di stecche; si perdono un po’ invece quando la spezia viene macinata e confezionata sotto forma di polvere.

Studi Scientifici sull'Effetto della Cannella

Tuttavia, studi recenti effettuati su un grande numero di persone hanno evidenziato risultati contrastanti circa l’effetto della cannella sui livelli di glicemia rispetto a quanto sembravano indicare studi preliminari del passato. In più, non vi è l’indicazione sulle dosi e sulla durata dell’assunzione affinché l’uso della spezia possa dare dei risultati. Il diabete va quindi trattato con terapie consolidate, secondo le indicazioni del proprio medico.

La cannella abbassa la glicemia? Lo dice uno studio pakistano, che purtroppo non ha trovato conferme in altre ricerche. Poco tempo fa, la stampa quotidiana ha riportato la notizia secondo cui, la cannella, spezia ampiamente usata in pasticceria, possederebbe proprietà ipoglicemizzanti che ne renderebbero consigliabile l’uso nei pazienti con diabete di tipo 2. Per sostenere questa tesi, si fa riferimento a un articolo pubblicato a cura di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di nutrizione umana della Università di Peshawar nel Pakistan (Khan A. e collaboratori: Diabetes Care 2003; 26:3215).

Secondo questi autori, la somministrazione a un gruppo di pazienti diabetici di una dose giornaliera, da 1 a 6 grammi, di cannella della varietà Cinnamomum Cassia, avrebbe prodotto, in confronto con un eguale numero di soggetti trattati con placebo, una riduzione significativa della glicemia, della emoglobina glicata, dei trigliceridi e del colesterolo totale e Ldl. Questo studio era stato preceduto a partire dagli anni ’90 da alcune sperimentazioni animali che, nei roditori, avevano dimostrato la capacità della cannella di aumentare la sensibilità all’insulina e di ridurre la concentrazione di colesterolo. Queste proprietà erano state attribuite a un composto polifenolico presente nella pianta e identificato come polyphenol type A polimer.

Purtroppo, i risultati ottenuti dagli autori pakistani non sono stati confermati in lavori successivi. In una pubblicazione recente, Baker W.L. e collaboratori (Diabetes Care 2008; vol. 31; pag 41) hanno comunicato i risultati di una meta-analisi eseguita su 5 studi, selezionati, per la maggior attendibilità, in una serie di articoli comparsi sulla letteratura internazionale. Sfortunatamente, da questa valutazione è emerso che la somministrazione di cannella non ha prodotto mediamente alcuna variazione né della glicemia a digiuno, né della emoglobina glicata, dei trigliceridi e del colesterolo totale, Ldl e Hdl. La discrepanza di risultati esistente fra i diversi studi può essere verosimilmente spiegata dalla scarsa numerosità dei pazienti studiati o dalla pura casualità. Certamente non vi sono gli estremi per consigliare l’uso sistematico di preparati a base di cannella ai pazienti diabetici.

Diversi studi hanno valutato l’effetto ipoglicemizzante della cannella (Cinnamomum verum J.Presl, sin. C. I risultati di 24 RCT hanno mostrato che la supplementazione di cannella ha determinato una riduzione statisticamente significativa della glicemia a digiuno (p < 0. 001), della valutazione del modello omeostatico (HOMA, Homeostatic Model Assessment) e del controllo glicemico.

Studio recente sull'effetto di cannella e peperoncino

Questo recente articolo ha valutato le risposte metaboliche a digiuno e post-prandiali a pasti ad alto (HC) e normale contenuto di carboidrati (NC), con e senza l’assunzione di cannella e peperoncino in maschi normopeso (NW) e sovrappeso/obesi (OW/OB). Nella prima parte dello studio è stata analizzata la risposta metabolica a breve termine dei partecipanti normopeso e di quelli in sovrappeso o obesi ai pasti HC e NC. Nella seconda parte dello studio, 20 soggetti in sovrappeso o obesi sono stati arruolati in uno studio clinico in doppio cieco controllato con placebo.

Lo studio comprendeva due visite durante le quali i partecipanti hanno consumato un pasto ad elevato tenore di carboidrati - consistente in un panino da 100 g, 50 g di marmellata di frutta e 200 ml di succo di frutta - e una capsula contenente 2 g di cannella e 200 mg di peperoncino macinato oppure una capsula placebo contenente maltodestrina. Le due visite sono state separate da un periodo di washout di una o tre settimane.

Al basale, il gruppo OW/OB aveva un indice di massa corporeo medio (P = 0,0009), un contenuto di grasso corporeo (P = 0,0001) e un rapporto vita-fianchi (P = 0,003) significativamente maggiore rispetto al gruppo NW e anche i livelli di glicemia a digiuno erano più alti. Le analisi metabolomiche, eseguite su campioni di plasma raccolti a digiuno e a 30, 60, 120 e 180 minuti dopo il pasto, hanno mostrato che l’assunzione di cannella e peperoncino ha ridotto i cambiamenti metabolici provocati dal pasto ad elevato tenore di carboidrati nei soggetti sovrappeso o obesi. In base a questi risultati gli autori suggeriscono che queste spezie possono regolare le vie metaboliche alterate da pasti ad elevato tenore di carboidrati in individui sovrappeso o obesi.

Fonte: Hameed A, Adamska-Patruno E, Godzien J, et al. The beneficial effect of cinnamon and red capsicum intake on postprandial changes in plasma metabolites evoked by a high-carbohydrate meal in men with overweight/obesity. Nutrients. October 14, 2022;14(20):4305.

Cannella e prediabete: una nuova ricerca

Secondo una nuova ricerca USA, l’integrazione di pochi grammi di cannella al giorno è risultata efficace - già dopo qualche settimana - per ridurre la glicemia in chi è a rischio di diventare diabetico. Con il termine generico di prediabete si intende una condizione nella quale i tassi di glicemia nel sangue sono più alti di quanto dovrebbero ma non raggiungono quelli del diabete (poi esistono delle terminologie cliniche e diagnostiche più precise che sono l’alterata glicemia a digiuno e la ridotta tolleranza al glucosio).

Il team di ricercatori, provenienti da università californiane, per la loro sperimentazione di 10 settimane ha reclutato 18 persone con sovrappeso o obesità e tutte con il prediabete. Per le due settimane precedenti all’inizio della somministrazione di cannella, ai volontari è stato chiesto di seguire una dieta a basso contenuto di polifenoli e fibre, e poi di evitare qualsiasi alimento contenente questa spezia. Quindi i volontari sono stati assegnati in maniera casuale a due gruppi: ovvero il gruppo di intervento con la cannella e il gruppo di controllo con il placebo.

Ogni partecipante doveva assumere due capsule al giorno, una a colazione e una cena, per quattro settimane. Ovviamente le capsule assegnate ai due gruppi erano esternamente identiche: con la differenza che una conteneva cannella e l’altra maltodestrina. La dose giornaliera totale di cannella somministrata è stata di quattro grammi.

Sintetizzando un paio di risultati statisticamente rilevanti, rispetto al placebo le concentrazioni di glucosio nelle 24 ore erano più basse quando veniva somministrata la cannella. Inoltre con la cannella si sono prodotti dei picchi di glucosio più bassi rispetto al placebo. Un insieme di dati che ha portato gli autori ha concludere che la cannella, sotto forma di un integratore ampiamente disponibile e a basso costo, può contribuire a un migliore controllo del glucosio se aggiunta alla dieta nelle persone che soffrono di prediabete associato all’obesità.

Spezie e antiossidanti

La cannella e le altre spezie (es. zenzero, zafferano, pepe, curcuma, noce moscata, cumino, etc.) contengono molti antiossidanti, cioè molecole protettive che combattono i radicali liberi. Questi ultimi sono nemici della salute e della bellezza poiché, danneggiando le cellule dell’organismo, peggiorano la funzionalità di organi e sistemi facendoli “invecchiare” precocemente, pelle inclusa.

Oltre alla cannella utilizzata in molte preparazioni dolci, nelle ricette della tradizione italiana si utilizzano spesso le erbe aromatiche (es. basilico, prezzemolo, salvia, peperoncino, aglio, rosmarino, etc.) che, in 100 g di alimento, contengono anch’esse ottime quantità di antiossidanti rispetto ad altri cibi. Per godere a pieno dei benefici che spezie e aromi ci regalano bisognerebbe usarle in abbondanza tutti i giorni. Spezie ed erbe aromatiche sono utili anche per sostituire il sale nelle preparazioni e ridurre così l’apporto di sodio giornaliero, che non dovrebbe superare i 2 g al giorno (un cucchiaino).

Il ruolo della Dieta Mediterranea

La Dieta Mediterranea è unanimemente considerata il modello alimentare ottimale per la gestione e la prevenzione delle malattie metaboliche, incluso il diabete di tipo 2. La dieta mediterranea, secondo gli autori dello studio, è definita come il modello alimentare tradizionale osservato nelle regioni di coltivazione dell’ulivo, quali Creta, Grecia e Italia meridionale. Questo approccio nutrizionale, più che un rigido schema alimentare, si caratterizza per un significativo apporto di grassi, principalmente sotto forma di olio extravergine d’oliva, accompagnato da un elevato consumo di alimenti ricchi di carboidrati a basso indice glicemico come cereali integrali, legumi, frutta secca, frutta e verdura.

Nonostante queste limitazioni, la ricerca offre comunque spunti interessanti, ad esempio per i soggetti diabetici potrebbe essere consigliabile focalizzarsi su cumino nero (distinto dal cumino comune), cannella e zenzero. Anziché concentrarsi esclusivamente sulle spezie menzionate nello studio, sarebbe opportuno variare il più possibile, sfruttando l’ampia gamma di scelta disponibile per beneficiare di una vasta gamma di estratti.

Conclusioni

Rimane il fatto che questa spezia, al pari di altre e di molti vegetali, è ricca di polifenoli e a questi possono essere attribuite proprietà genericamente salutari in virtù del loro acclarato potere anti-ossidante. È abbastanza noto che la cannella possa svolgere un ruolo significativo nella modulazione della glicemia, sia nei pazienti diabetici che in quelli sani.

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