La cannella è una spezia che si ricava dalla corteccia interna degli alberi del genere Cinnamomum. La storia millenaria della cannella, come riportato da Wikipedia, affonda le sue radici nell’antichità: menzionata già nella Bibbia e impiegata dagli antichi Egizi nelle pratiche di imbalsamazione, questa spezia ha lasciato tracce significative anche nelle civiltà greca e latina. Ne abbiamo traccia sin dai tempi degli antichi egizi quando si usava donarla ai re per il suo pregio e la sua rarità. Oggi la cannella si acquista per pochi soldi in ogni supermercato, ma è rimasta intatta nei millenni la sua fama di “spezia più potente del mondo”.
Una peculiarità della cannella risiede nel suo metodo di estrazione: a differenza di molte altre spezie, non si ricava dal seme o dal frutto, bensì dal fusto e dai ramoscelli della pianta. Questi, una volta privati del sughero esterno e opportunamente lavorati, assumono la caratteristica forma di pergamena color nocciola. Sul mercato è possibile reperire la cannella sia in questa forma originale, da sminuzzare al momento dell’utilizzo, sia in polvere. La cannella si distingue per la sua capacità di suscitare reazioni decise nei consumatori, dividendoli nettamente tra estimatori e detrattori. Questa polarizzazione è attribuibile all’intensità e alla peculiarità del suo aroma e sapore, che raramente lasciano spazio all’indifferenza.
Proprietà e benefici della cannella
Partiamo dalle PROPRIETÀ ANTIOSSIDANTI, cruciali nella lotta ai radicali liberi provocati dall’ossidazione di un corpo che invecchia ed è esposto a fattori esterni di stress. Altro effetto positivo dell’elevata presenza di polifenoli è l’AZIONE ANTINFIAMMATORIA. L’infiammazione è una reazione immunitaria che ci difende da aggressioni come infezioni, virus o traumi. Diventa un problema quando, continuamente sollecitata, l’infiammazione si fa cronica attecchendo anche dove non dovrebbe. Spegnere l’infiammazione è, dunque, un altro fattore chiave di protezione assicurato dalla cannella. La cannella (Cinnamomum spp., Lauraceae) è una spezia ampiamente consumata, sicura che costituisce una fonte nota di polifenoli.
Analizzando la sua particolare composizione troviamo che la cannella è ricca di componenti bioattivi, come la cinnamaldeide, l’eugenolo, l’acido cinnamico, flavonoidi (tra cui la quercetina), polifenoli, fibre e polisaccaridi, ognuno dei quali contribuisce alle molteplici proprietà terapeutiche di cui è dotata. È stato dimostrato che la cannella ricca di polifenoli è una potenziale fonte di antiossidanti e antinfiammatori naturali, esercitando proprietà di scavenging dei radicali liberi e regolando i livelli di IL-1 e IL-6, proteina C-reattiva e TNF-alfa, che possono contribuire a proteggere dallo stress ossidativo e ad agire beneficamente sul diabete. La cannella ha un ruolo chiave anche nella riduzione dell'infiammazione della mucosa intestinale.
Cannella e salute cardiovascolare
Il consumo di cannella incide su alcuni dei principali fattori di RISCHIO DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI come pressione sanguigna, trigliceridi e colesterolo. Da una recente revisione di studi è stata fissata in 120 mg al giorno la dose di cannella che assicura una riduzione del cosiddetto colesterolo “cattivo” (LDL) e un incremento, al contempo, di quello “buono” (HDL). Una riduzione significativa del colesterolo totale (p <0,05) e del colesterolo LDL (p <0,001) è stata rilevata alla fine del follow-up.
Una recente revisione sistematica con metanalisi ha valutato il suo effetto sui livelli di colesterolo e trigliceridi. Sono stati inclusi nella metanalisi tredici studi pubblicati tra il 2003 e il 2015. La dimensione del campione variava da 17 a 137 pazienti, con un totale di 750 soggetti; gli studi erano stati condotti in Cina, Germania, Iran, Paesi Bassi, Pakistan, Svezia, Taiwan, Tailandia, Regno Unito e Stati Uniti. La loro durata variava da sei settimane a quattro mesi; nella maggior parte dei trial i partecipanti avevano assunto capsule a base di polvere di cannella, con un dosaggio giornaliero di cannella da 120 mg a 6 g.
La metanalisi ha mostrato che la supplementazione di cannella ha abbassato in modo statisticamente significativo il colesterolo totale (P <0,01) e i trigliceridi (P <0,01), ma non ha avuto un effetto statisticamente significativo sul colesterolo HDL o LDL. L’analisi di meta-regressione ha rilevato che il dosaggio della cannella e i cambiamenti dei parametri lipidici non avevano un’associazione significativa, ma il tempo di supplementazione aveva un’associazione significativamente positiva con il colesterolo totale (P <0,01), il colesterolo LDL (P = 0,05) e i trigliceridi (P <0,01). La conclusione degli autori è che la cannella riduce in modo statisticamente significativo il colesterolo totale e i trigliceridi e che “tale supplementazione può beneficiare i soggetti diabetici e con ridotta tolleranza al glucosio, specialmente con alcune tipologie di dislipidemie”.
Cannella e prevenzione del diabete
Ancora, la cannella gioca in attacco nella PREVENZIONE DEL DIABETE poiché riduce l’insulino-resistenza e, di conseguenza, mantiene bassi i livelli di glucosio nel sangue. L’insulina è un ormone chiave per il metabolismo in quanto regola l’afflusso di glucosio ed energia nel sangue e nelle cellule. Se le quantità eccedono, però, le cellule si “oppongono” all’azione dell’insulina. Tale condizione di “insulino resistenza” - uno dei principali campanelli d’allarme dell’arrivo di diabete o sindrome metabolica - è significativamente ridotta dalla cannella. Del resto, questo è solo uno dei meccanismi attraverso i quali la preziosa spezia vigila sull’afflusso di zuccheri nell’organismo.
È una malattia metabolica caratterizzata da un difetto della secrezione insulinica, che progressivamente può peggiorare nel tempo e determinare una condizione di insulino-resistenza. Alcuni composti bioattivi isolati dalle piante sono in grado di esercitare un'azione antidiabetica abbassando i livelli di glucosio nel sangue. La cannella è una tra le diverse piante in grado di esercitare un effetto positivo sulla gestione del diabete mellito di tipo 2 inducendo un effetto ipoglicemizzante.
Sulla base di studi in vitro e in vivo, la cannella sembra in grado di regolare il metabolismo del glucosio nei tessuti attraverso un effetto insulino-mimetico e un miglioramento dell’attività enzimatica. La cannella sembra agire sulla regolazione del metabolismo del glucosio mediante effetto insulino-simile e il miglioramento dell'attività enzimatica. Tra i vari meccanismi d'azione vi è l'aumento dell'assorbimento di glucosio nel muscolo e nel tessuto adiposo mediante la traslocazione del GLUT-4, della sintesi di glicogeno nel fegato e la riduzione dell'espressione genica di due regolatori della gluconeogenesi ovvero la fosfoenolpiruvato carbossichinasi e glucosio 6-fosfatasi.
In particolare, abbassa i livelli di trigliceridi nel sangue e inibisce la sintesi lipidica, favorendo una diminuzione delle LDL e del colesterolo totale e un aumento del colesterolo HDL. Ne consegue una riduzione dell’adiposità viscerale e della circonferenza addominale. La cannella è in grado di modulare il metabolismo del glucosio attraverso diversi meccanismi. Da un lato inibisce la funzione degli enzimi digestivi coinvolti nella degradazione dei carboidrati, dall’altro aumenta la sensibilità e la secrezione di insulina.
Altri potenziali benefici
Ampia letteratura suggerisce, poi, che la potenza salutare di questa spezia possa varcare NUOVI CONFINI DELLA PREVENZIONE. In studi condotti su animali la cannella ha ridotto alcuni indicatori (marker) della presenza di Alzheimer e Parkinson indicando una possibile efficacia contro il deterioramento delle cellule cerebrali legato a queste malattie. Lo stesso vale per il cancro, in particolare quello al colon le cui cellule hanno risposto all’azione protettiva della cannella in studi condotti in provetta su tessuti umani.
Inoltre insegna presso l’Università N. I ricercatori svedesi della Malmo University Hospital, coordinati dalla dottoressa Joanna Hlebowicz, hanno scoperto che aggiungendo un cucchiaino di cannella al dessert si abbassano i livelli di glucosio nel sangue. La ricerca stata condotta su un gruppo di 14 volontari non diabetici. I risultati, pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition confermano studi precedenti sulle proprietà della cannella di abbassare i livelli glicemici.
Cannella Cassia vs. Cannella di Ceylon
Come detto, la cannella è una spezia disponibile ovunque a poco prezzo. Ma in tal caso si tratterà quasi certamente della varietà CASSIA, più economica e più ricca in cumarina, un composto organico che in alti dosaggi può essere nocivo, soprattutto in caso di terapia con anticoagulanti. Esiste una importante differenza tra la CC e la CZ, riguardo il loro contenuto di cumarina (1,2-benzopirone). Un cucchiaino di polvere di CC potrebbe contenere un quantitativo di cumarina al di sopra della assunzione giornaliera tollerabile raccomandata che è di 0,1 mg/kg di peso corporeo/giorno. Mentre la CZ contiene un quantitativo quasi nullo di cumarina.
È degno di nota che la maggior parte degli studi scientifici, inclusi quelli relativi agli effetti sulla glicemia, si siano focalizzati sulla cannella cassia, la varietà meno pregiata. Sorprendentemente, l’effetto positivo osservato non si riscontra con l’utilizzo della più costosa cannella di Ceylon. Merita tuttavia una certa attenzione un potenziale rischio legato alla cannella cassia, la varietà che sembra esercitare effetti positivi sulla glicemia. La valutazione precisa dei rischi associati alla presenza di cumarina rimane complessa. In considerazione di queste informazioni, si consiglia particolare prudenza soprattutto in presenza di patologie epatiche o predisposizioni specifiche.
La cannella è detta anche cinnamomo, dal nome scientifico delle due specie più comuni in cucina: Cinnamomum zelanicum e Cinnamomum aromaticum, che appartengono alla famiglia delle Lauracee.
Cannella di Ceylon (CZ)
Cinnamomum zeylanicum Nees (Cinnamomum verum J. Presl) nota anche come Cannella di Ceylon o Cannella vera è un membro della famiglia delle Lauraceae, originaria dell'Asia meridionale e sudorientale, coltivata nello Sri Lanka, nelle isole Seychelles, nell'India sudorientale, in Indonesia, nelle Indie occidentali e in Sud America. La droga è rappresentata dalla corteccia del fusto e dei rami privata delle parti più esterne ed essiccata. Presenta un sapore speziato, bruciante e dolciastro ed un odore caratteristico e aromatico. I principali composti identificati nella cannella sono la cinnamaldeide, i polimeri della procianidina di tipo A, l'acido cinnamico e la cumarina.
La CZ avrebbe inoltre anche un effetto nell’abbassare la pressione sistolica. Gli oli essenziali ottenuti dalla corteccia di CZ hanno mostrato attività molto potenti, diminuendo la formazione di 3-nitrotirosina e inibendo la perossidazione lipidica indotta dal perossinitrito. Molto interessante è l’effetto studiato da alcuni ricercatori, nel controllo dell’Alzheimer. Infatti un estratto acquoso di CZ ha inibito l’aggregazione della tau. Gli estratti di CZ hanno anche mostrato forti effetti inibitori sulla osteoclastogenesi. CZ è noto per avere effetti anti-ulcera e anti-gastrici.
In conclusione, sicuramente molti studi hanno mostrato che la CZ possiede proprietà anti-microbiche, antiparassitarie, antiossidanti e anti-radicali liberi. Si ritiene che l’azione antimicrobica derivi principalmente dal potenziale degli oli essenziali idrofobici i quali sono in gradi di interrompere la membrana cellulare batterica.
Conclusioni
Sebbene l’entusiasmo iniziale per le proprietà della cannella possa essere stato moderato dalle informazioni presentate, è essenziale cogliere l’insegnamento più ampio che emerge da questa analisi. La realtà è più complessa: non esiste un singolo rimedio miracoloso capace di annullare gli effetti di uno stile di vita poco salutare. Esiste tuttavia una strategia che, pur non essendo miracolosa, può rivelarsi straordinariamente efficace: uno stile di vita attivo, caratterizzato da costanza, equilibrio e varietà nella dieta. Il vero valore della cannella, in questo contesto, risiede nella sua capacità di arricchire il gusto di alimenti salutari, come un porridge di avena e mela.
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