La Food and Drug Administration (FDA), un'agenzia federale degli Stati Uniti che fa parte del Dipartimento della Salute, ha diramato un avviso rivolto al personale sanitario e ai consumatori riguardo ai dispositivi come smartwatch e anelli smart che vengono venduti con la presunta capacità di rilevare i livelli di glucosio senza utilizzare metodi invasivi, come la perforazione della pelle. Inoltre, ne ha sconsigliato l'acquisto e l'utilizzo.
Tali prodotti sono stati presentati ufficialmente (e non) in questi ultimi due anni, dal CES di Las Vegas fino all'IFA di Berlino. Non sono comunque ancora prodotti maturi (o concreti) tali per cui avrebbero già raggiunto il mercato finale, o perlomeno con i marchi più popolari.
Dispositivi non autorizzati in commercio e i rischi
Tuttavia, qualche prodotto è già acquistabile nei grandi e-commerce, anche in Italia, rintracciabile facilmente sui negozi online, da Amazon ad Aliexpress. Allo stato attuale sono pochi i dispositivi che offrono la possibilità di monitorare la glicemia: sono stati realizzati da marchi meno noti e dal costo molto economico.
I motivi per cui ne viene sconsigliato la fruizione sono presto detti: non essendo stati testati e autorizzati, vi è il rischio che non riportino dati concreti, ma approssimativi. Ciò, in particolar modo in caso di diabete, i dispositivi che vengono venduti con l'opzione di monitorare la glicemia, potrebbero causare effetti collaterali dai risvolti anche gravi.
La tecnologia attuale permette di misurare i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) tramite la perforazione della pelle o tramite l'inserimento di un ago che funge da sensore e che comunica continuamente con un apposito dispositivo medico ovvero i CGM (monitoraggio continuo del glucosio).
Monito della FDA
Il monito per i pazienti e operatori sanitari è dunque il medesimo, ovvero utilizzare dispositivi approvati dall'ente statunitense e nel caso del personale sanitario, di incoraggiare ad impiegare solo gli strumenti approvati. Nel caso in cui dovessero esserci ulteriori sviluppi, la Fda lo comunicherà sui propri canali.
Cosa fare se hai già acquistato o utilizzato tali prodotti?
L'importante è non utilizzarli come dispositivi predefiniti, ma utilizzare sempre quelli con cui ci si è interfacciati con il proprio medico di fiducia. I vari dispositivi medici o indossabili che rilevano i parametri, vanno sempre tenuti come valori indicativi e non di attendibilità assoluta.
Cos'è la glicemia e come si determina?
La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è il principale ‘carburante’ delle cellule e proviene dall’alimentazione (zuccheri semplici e complessi) oppure dal fegato che è il ‘magazzino’ dell’organismo.
A digiuno si parla di iperglicemia se il valore supera i 110 mg/dl e di ipoglicemia se il valore è inferiore a 70 mg/dl.
Nel caso della glicemia, però la glicemia calcolata a digiuno non basta. Il diabete vero e proprio è preceduto da un lungo periodo nel quale il pancreas, con sempre maggiore fatica, riesce a tenere sotto controllo la glicemia.
È un test ‘provocativo’ che valuta, misurando la glicemia prima, e diverse volte dopo, come il pancreas risponde a uno stimolo davvero molto forte, un ‘carico’ di 75 grammi di zucchero sciolti nell’acqua bevuti a digiuno.
Altri parametri importanti da monitorare
- Pressione arteriosa: Indica la pressione con la quale il sangue viaggia nelle arterie. Nella persona sovrappeso (e in generale nella popolazione) tende a essere superiore alla norma. Nella persona con rischio cardiovascolare la pressione massima ideale non supera i 135 mm/Hg e la minima gli 80.
- Colesterolo: Aiuta l’organismo a produrre le membrane delle cellule e alcuni ormoni. Esiste in due forme: LDL e HDL. Sopra i 220mg/100ml di colesterolo totale si parla di ipercolesterolemia; se invece il valore è inferiore a 100mg/100ml di ipocolesterolemia, forma molto rara nei paesi avanzati.
- Colesterolo HDL: Una parte del colesterolo è trasportata nel sangue da proteine ad alta densità ‘HDL’ che svolgono un ruolo positivo: aiutano a ‘spazzare’ le arterie ripulendo le ostruzioni aterosclerotiche e riportano nel fegato il colesterolo in eccesso. La quota di HDL sul totale dovrebbe essere più alta possibile e comunque superiore al 50% altrimenti si parla di dislipidemia.
- Trigliceridi: Sono grassi che possono essere prodotti nel fegato (a partire anche dagli zuccheri) oppure introdotti con gli alimenti (olio, burro, insaccati e formaggi). Si parla di ipertrigliceridemia se il valore supera i 170mg/100ml, ma sono desiderabili valori inferiori.
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