Biopsia Uterina Positiva: Interpretazione e Implicazioni

La biopsia uterina è un esame diagnostico cruciale per valutare la salute del collo dell'utero e individuare eventuali anomalie cellulari. Se il Pap test rivela un esito anomalo, viene eseguita la colposcopia per approfondire la situazione tramite un esame più preciso delle cellule.

La conferma diagnostica a un Pap-test positivo circa la presenza di possibili lesioni pre-cancerose o cancerose spetta ad altri esami, primo fra tutti la colposcopia. La colposcopia è un esame ginecologico che analizza il collo dell’utero e le cellule uterine per escludere o individuare il tumore della cervice uterina. Se ti è stata raccomandata una colposcopia, probabilmente avrai eseguito un Pap test con un esito dubbio.

Cos'è l'HPV e il Suo Ruolo

L’HPV (Papillomavirus Umano) è un virus molto comune che infetta le mucose e la cute. La presenza del virus è indispensabile perché si possa sviluppare un tumore del collo dell’utero. L’infezione genitale da HPV si trasmette essenzialmente attraverso i rapporti sessuali ed è molto frequente soprattutto nelle giovani.

Più dell’80% delle donne contrae uno o più tipi di HPV nel corso della propria vita, spesso senza esserne a conoscenza. La maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria, perché spesso il virus viene debellato dal sistema immunitario dell’organismo. Una piccola parte della popolazione non elimina il virus.

Innanzi tutto è necessario chiarire che la positività all’ HPV non significa che si svilupperà un tumore. Occorre valutare una eventuale alterazione cellulare mediante il Pap-Test ( si effettua direttamente sullo stesso campione prelevato).

Pap Test e HPV Test: Screening e Prevenzione

A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, con l’introduzione del Pap test, sono stati organizzati programmi di screening di popolazione che hanno consentito di ridurre fortemente l’incidenza del tumore della cervice uterina e la relativa mortalità, sia in Italia sia negli altri Paesi avanzati. Grazie a ulteriori progressi della ricerca, è stato possibile dimostrare la relazione tra lo sviluppo del tumore del collo dell’utero e l’infezione con alcuni ceppi di Papillomavirus (HPV).

Oggi accanto al Pap test si svolge spesso l’HPV-DNA test, un esame che permette di rilevare la presenza di DNA di ceppi di HPV ad alto-medio rischio prima che le cellule del collo dell’utero presentino eventuali alterazioni riscontrabili con il Pap test stesso.

Per le donne tra i 25 e i 29 anni il test di riferimento rimane il Pap test da effettuarsi ogni tre anni, mentre l’esame per le donne di età compresa tra i 30 e i 65 anni è diventato l’HPV-DNA test (o più semplicemente HPV test), da ripetersi ogni cinque anni. Il Servizio sanitario nazionale, attraverso le Regioni, è impegnato a garantire che l’esame sia offerto alla popolazione, lasciando a ogni regione di differenziare le modalità di somministrazione entro determinati limiti.

Perché è importante aderire allo screening? È stato dimostrato che il tumore del collo dell’utero nel 95% circa dei casi ha come causa l’infezione da Papillomavirus e che circa l’80% delle donne contrae l’infezione nel corso della propria vita.

Nelle donne che si sottopongono regolarmente ai controlli si ha quindi il tempo necessario per rilevare l’infezione e diagnosticare eventuali lesioni precancerose che, se non trattate, potrebbero evolvere verso un tumore invasivo.

Cosa Succede Se il Pap Test è Positivo

Se il Pap-Test risulta normale significa che non è presente alcuna alterazione delle cellule e quindi si consiglia la ripetizione dell’HPV test a distanza di un anno per valutare la scomparsa dell’infezione, e perché in ogni caso il rischio è aumentato. Nei casi in cui anche il Pap-Test risultasse alterato occorre sottoporsi ad accertamenti di 2 livello: la colposcopia.

Se il Pap test risulta positivo, la paziente viene sottoposta a un esame di secondo livello, la colposcopia. Questo consente, mediante uno strumento ottico chiamato colposcopio (molto simile a un binocolo), una visione ingrandita del collo dell’utero e delle eventuali lesioni rilevate con il test di screening.

La colposcopia rappresenta l'esame di screening di secondo livello, eseguito per accertare o meno la presenza della lesione pre-tumorale e determinarne sede e gravità; ma non è tutto: l'esame colposcopico, infatti, consente anche la raccolta mirata di un campione di tessuto cervicale sospetto, da sottoporre successivamente a specifiche analisi microscopiche di laboratorio (vedi biopsia cervicale).

La Colposcopia e la Biopsia

La zona presa in esame viene tamponata con acido acetico al 5% e soluzione iodata per mettere in evidenza eventuali anomalie. La colposcopia può mettere in evidenza la presenza di lesioni pre-neoplastiche o di anomalie nei tessuti che necessitano una biopsia, ovvero un piccolo e preciso prelievo di tessuti.

Tale riscontro rende necessario effettuare una piccola biopsia cervicale delle aree presentanti le alterazioni lesive più significative, in modo da stabilirne il significato e giungere a una diagnosi precisa. Il prelievo avviene senza anestesia, con una tecnica chiamata curettage endocervicale ed è indolore.

La colposcopia con biopsia è un ulteriore analisi rispetto ad una normale colposcopia, con la quale il ginecologo osserva collo dell’utero, vagina e vulva con le adeguate strumentazioni. Il passo successivo sarà effettuare una biopsia cervicale, che darà una diagnosi più precisa.

In genere, la colposcopia non è dolorosa. Se le facessero una biopsia, potrebbe sentire un modesto fastidio, come una puntura, o un lieve dolore.

Interpretazione dei Risultati della Colposcopia con Biopsia

Nel caso in cui i risultati della colposcopia con biopsia siano positivi significa che si è confermata l’esistenza di una lesione benigna o maligna. Se la colposcopia è negativa significa che il collo dell’utero non presenta anomalie oppure presenta solo segni di infiammazione. Sono quindi escluse lesioni cancerose, pre-cancerose o infezioni. Se invece avete effettuato una biopsia e il risultato è stata una colposcopia con biopsia negativa significa che, anche in questo caso, siete sani.

I risultati della biopsia cervicale possono variare e offrire diverse indicazioni. Se la biopsia è "negativa", significa che non sono presenti lesioni. Talvolta si può verificare una discordanza rispetto agli esami precedenti, come il Pap test o la colposcopia. In tali circostanze, è consigliato un controllo successivo per ripetere il Pap test o la colposcopia, secondo le raccomandazioni mediche, per assicurarsi che il collo dell'utero sia effettivamente sano.

In caso di esito “positivo”, la biopsia può rivelare diverse condizioni:

  • Condiloma: Segnala un'infezione virale da Papillomavirus (HPV) presente sul collo dell'utero, che in molti casi tende a regredire spontaneamente.
  • Displasia cervicale (CIN): Rappresenta una lesione a rischio di evoluzione, nel tempo, in carcinoma invasivo a cellule squamose del collo dell'utero.
  • Adenocarcinoma in situ (AIS): Considerato una lesione pre-tumorale, ma può evolvere in un tumore delle cellule ghiandolari del collo dell’utero.
  • Carcinoma invasivo: Condizione in cui la lesione si estende oltre il rivestimento del collo dell'utero.

La tabella seguente riassume le principali condizioni rilevabili tramite biopsia cervicale:

Condizione Descrizione Risvolti Terapeutici
Assenza di alterazioni significative (biopsia cervicale negativa) In disaccordo con quanto evidenziato dagli esami precedenti (Pap-test e colposcopia), significa che il collo dell'utero è sano. Nessuno, ma è importante monitorare la condizione nel tempo.
Displasia lieve o CIN I Associata talvolta a displasia lieve o CIN I, la suddetta infezione regredisce spontaneamente in una percentuale molto alta di casi,senza provocare danni o altre conseguenze. In base a specifici fattori, in primis la gravità dell'infezione, il ginecologo può optare per il controllo periodico della condizione, attraverso Pap-test ed eventualmente un'altra colposcopia (casi meno gravi), oppure per un intervento di chirurgia mini-invasiva (casi più gravi), finalizzato all'eliminazione/asportazione dell'area anomala visualizzata in corso di colposcopia.
Displasia moderata, o CIN II Le alterazioni a questo grado di displasia cervicale riguardano la metà dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali interessate è più che discreto. Rispetto alla displasia lieve, la displasia cervicale moderata tende più frequentemente a persistere o a evolvere in carcinoma Tali circostanze impongono un intervento terapeutico, finalizzato all'asportazione della lesione displastica.
Displasia severa, o carcinoma "in situ" o CIN III Le alterazioni a questo grado di displasia cervicale interessano tutto lo spessore di cellule che riveste il collo dell'utero, membrana basale esclusa; pertanto, il numero di cellule epiteliali coinvolte è elevato.Questo tipo di displasia ha un'alta probabilità di persistere o evolvere in un tumore maligno vero e proprio. La displasia cervicale severa necessità assolutamente di un intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.
Adenocarcinoma cervicale È il tumore delle cellule ghiandolari del collo dell'utero (per la precisione dell'endocervice), a cui si è fatto riferimento poc'anzi. Più l'adenocarcinoma cervicale si è insinuato in profondità (processo di infiltrazione) e più è elevato il rischio di metastasi. In presenza di un adenocarcinoma cervicale, è indispensabile rimuovere il tumore mediante intervento chirurgico.

Cosa Significano le Sigle nel Referto del Pap Test

Dopo aver effettuato il Pap test, il referto può contenere sigle e abbreviazioni che descrivono lo stato delle cellule analizzate. Le sigle riportate nell'esito dei Pap test provengono dalla classificazione internazionale chiamata Bethesda:

  • Pap test negativo: significa che non sono state rilevate anomalie nelle cellule cervicali.
  • ASC-US (Atypical Squamous Cells of Undetermined Significance): indica cellule squamose atipiche di significato incerto.
  • ASC-H (Atypical Squamous Cells - cannot exclude HSIL): presenza di cellule squamose atipiche in cui non si può escludere una lesione di alto grado.
  • LSIL (Low-grade Squamous Intraepithelial Lesion): lesione intraepiteliale squamosa di basso grado, spesso legata a un’infezione da HPV.
  • HSIL (High-grade Squamous Intraepithelial Lesion): lesione intraepiteliale squamosa di alto grado, che indica alterazioni cellulari più rilevanti.
  • AGC (Atypical Glandular Cells): presenza di cellule ghiandolari atipiche, un'anomalia meno comune che può interessare il canale cervicale o l’endometrio.
  • Carcinoma: indicazione rara nel Pap test, che suggerisce la presenza di cellule tumorali.

Se il referto del Pap test evidenzia anomalie, è importante non allarmarsi: nella maggior parte dei casi, le alterazioni sono lievi e transitorie.

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