La mammografia è un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella perché permette di identificare lesioni in stadi iniziali ed è quindi un’arma importante per intervenire nella diagnosi della malattia. La mammografia bilaterale è un esame radiologico utilizzato per screenare e valutare la salute del tessuto mammario in entrambe le mammelle.
Le mammografie bilaterali sono principalmente utilizzate per la diagnosi precoce del cancro al seno. Lo scopo dello screening mammografico è quello di diagnosticare precocemente il tumore, quando ancora è troppo piccolo per essere notato o percepito dalla donna o dal medico.
Come si Esegue una Mammografia Bilaterale?
La mammografia viene eseguita in regime ambulatoriale e non necessita di alcun tipo di preparazione. Durante l’esame la donna viene invitata a stare in piedi davanti alla macchina che esegue la scansione; uno dei seni viene appoggiato su un piatto di plastica trasparente e viene premuto con decisione, ma senza far male, da un altro piatto che scende dall’alto. Le due superfici di plastica servono per appiattire il seno e tenerlo fermo, per poter produrre una miglior immagine mammografica.
La compressione dura pochi secondi e viene effettuata in due o più proiezioni per lato. La pressione dura per pochi secondi e non fa assolutamente male. I piatti della macchina, infine, vengono ruotati di novanta gradi, per poter analizzare il seno anche da una prospettiva laterale.
Ecco i passaggi principali:
- Preparazione: la paziente deve rimuovere vestiti e gioielli dalla vita in su e indossare un camice.
- Posizionamento: la paziente verrà posizionata in piedi davanti all'unità mammografica.
- Compressione: la mammella viene compressa tra due piastre per appiattirla.
- Scatto dell'immagine: vengono scattate diverse immagini da angolazioni diverse per ogni mammella.
Le immagini vengono poi analizzate da un medico radiologo che valuta la presenza di opacità nodulari, micro-calcificazioni oppure aree di distorsione strutturale. Le immagini mammografiche vengono interpretate da un radiologo, che cercherà segni di anomalie. Con la moderna mammografia digitale, le cosiddette lastre - dove un tempo venivano impresse e poi stampate le immagini - sono sostituite da componenti elettronici che convertono i raggi X in immagini mammografiche trasmesse direttamente su computer per la lettura da parte del radiologo e per la conservazione a lungo termine.
Mammografia Clinica e di Screening
Nella mammografia di screening vengono acquisite due inquadrature: una in direzione testa-piedi e una latero-laterale. La mammografia clinica, invece, può richiedere un numero maggiore di proiezioni, tra cui quelle ingrandite per lo studio e l’approfondimento di particolari. Si esegue la mammografia clinica ogni qualvolta, indipendentemente dall’età, si presentano anomalie della mammella, rilevate dal medico o dalla paziente stessa, allo scopo di valutarne la natura.
Si esegue la mammografia di screening, fondamentale per la diagnosi precoce perché può svelare alterazioni del tessuto mammario diversi anni prima della valutazione clinica, con cadenza biennale in donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, secondo le indicazioni delle linee guida internazionali per la prevenzione del cancro al seno, riprese ed adottate dal Ministero della Salute Italiano. Diverse istituzioni, soprattutto negli Stati Uniti, raccomandano l’inizio dello screening a partire dai 40 anni con cadenza annuale o biennale, ma non vi è accordo sull’utilità di questa procedura.
Preparazione all'Esame
Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. L’esame andrebbe eseguito, preferibilmente, nella prima parte del ciclo mestruale quando minori sono l’addensamento e la tensione della ghiandola mammaria. Inoltre, in questa fase, c’è la certezza che la donna non sia incinta.
Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini. Starete più comode se indosserete un top con gonna o pantaloni, anziché un vestito intero.Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.
Considerazioni Importanti
La mammografia normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame. Non è necessario essere accompagnati, in quanto la mammografia è un semplice esame radiografico che non prevede anestesia né lascia conseguenze che richiedano l’aiuto di un’altra persona.
Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso. Per questo motivo l’intervallo di età e la periodicità con cui viene effettuato lo screening mammografico in donne senza segni o sintomi sono stabiliti in modo che i benefici associati alla possibile diagnosi precoce a livello di popolazione siano superiori ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni.
La mammografia può essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame. Interventi chirurgici e gravi ferite possono falsare il risultato della mammografia, ricordate quindi di comunicare a chi vi segue se vi siete fatte ridurre il seno, se avete subito un intervento di ricostruzione o avete una protesi.
La mammografia è un esame che non ha particolari controindicazioni. Nelle donne sotto i 40 anni, a causa della densità della ghiandola mammaria, questa indagine può risultare poco leggibile; pertanto, nelle donne più giovani viene generalmente consigliata l’ecografia mammaria. Al contrario, non c’è un limite massimo di età per la mammografia.
La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni.
Anche gli uomini possono sviluppare un carcinoma della mammella. Data la rarità di questa condizione, ai maschi questo esame non è mai proposto come screening di popolazione, ma solo in presenza di sintomi o motivazioni cliniche.
Limiti della Mammografia
Lo screening del tumore della mammella è ormai una pratica consolidata che si è dimostrata efficace nel ridurre la mortalità per questo tumore. Tuttavia, la procedura presenta limiti sia in difetto (falsi negativi), sia in eccesso (falsi positivi e sovradiagnosi).
Si stima che nel 20-30% dei casi (cioè, 5 donne su 1000 che hanno eseguito la mammografia biennalmente nell’arco di 10 anni) la neoplasia non viene evidenziata dall’esame radiografico. La mammografia può evidenziare lesioni sospette per tumore che non vengono confermate dagli esami di approfondimento successivi. Si stima che il 24% delle donne (cioè, quasi 1 su 4 che esegue la mammografia biennalmente in 10 anni) riceva almeno una volta nell’arco dei 10 anni una diagnosi che, con gli esami successivi, si rivelerà un falso allarme.
Non tutti i tumori sono evidenti nella mammografia, a volte possono essere difficili da individuare. Prima della menopausa, il tessuto che costituisce il seno è denso e quindi più difficile da leggere con la mammografia. Non tutte le lesioni neoplastiche vengono però evidenziate tramite la mammografia bilaterale di screening: specie se mascherate dalla maggior densità della mammella, condizione che si ritrova spesso in donne giovani e in donne in età fertile.
Mammografia o Ecografia Mammaria?
La mammella è un organo costituto da tessuto fibro-ghiandolare immerso nel tessuto adiposo. Questa sua conformazione la rende particolarmente adatta ad una indagine radiografica e alla identificazione di alterazioni anche millimetriche del suo tessuto. Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”.
Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante. Per tale motivo, l'ecografia al seno risulta essere l'esame più adatto per il controllo della mammella nelle donne fino ai quarant'anni. L’ecografo utilizza una sonda che emette ultrasuoni. I due sistemi sono pertanto complementari. L’ecografia è un esame complementare alla mammografia (e non sostitutivo).
Tipi di Mammografia
Esistono diverse tipologie di mammografia:
- Mammografia analogica: L’immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche.
- Mammografia digitale: La prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mammella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer.
- Tomosintesi: La differenza sta nella tridimensionalità e nella più alta definizione. La mammella viene infatti scomposta in tanti strati che poi, sovrapposti, ne ricostruiscono la figura nella sua interezza.
Cosa Succede Dopo una Mammografia con Anomalie?
Se la mammografia segnala delle anomalie non allarmatevi. La mammografia è in grado di evidenziare molte patologie che non hanno nulla a che vedere con il cancro. La maggior parte delle donne segnalate per esami o controlli di approfondimento non ha nessun tumore. In caso di anomalie sospette, seguiranno ulteriori accertamenti per confermare o meno la diagnosi. In quest’esame, si usano le onde sonore per elaborare delle immagini del seno, questo esame viene usato più di frequente per le donne più giovani o per quelle in cui il tessuto del seno è più denso.
Ecco alcuni esami che potrebbero essere prescritti:
- Mammografia diagnostica di approfondimento: Il medico potrebbe evidenziare la necessità di una mammografia diagnostica di approfondimento, per ottenere immagini diverse o ingrandite di una determinata zona del seno.
- Ecografia: l’ecografia è un esame complementare alla mammografia (e non sostitutivo).
- Esami specialistici: Il medico può indirizzarvi verso uno specialista, ad esempio un senologo o un chirurgo, per un esame fisico o per altri controlli.
- Biopsia: Nella biopsia viene asportato un piccolo campione di tessuto del seno, la biopsia può essere eseguita con un ago (si parla allora di ago aspirato) o chirurgicamente.
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