Biopsia Prostatica: Sanguinamento, Cause e Rimedi

Trovarsi di fronte a tracce più o meno abbondanti di sangue nello sperma (emospermia) è un evento più comune di quanto si pensi. Fortunatamente, in molti casi il problema è transitorio e non legato a patologie gravi.

Cos'è l'Emospermia?

Si definisce emospermia (o ematospermia) la presenza di sangue nel liquido seminale visibile ad occhio nudo. L'emospermia, la presenza di sangue nel liquido seminale, può verificarsi ad ogni età a partire dalla pubertà. Il sangue nel liquido seminale non è normale, ma la sua comparsa è abbastanza comune e si manifesta con lo sperma tinto di marrone o di rosso. Di solito, l'emospermia non è il segno di una malattia seria.

Il sistema riproduttivo maschile è costituito da molti organi, ghiandole e condotti. Lo sperma è composto dagli spermatozoi provenienti nei testicoli e dal liquido prodotto da vescichette seminali, prostata, vie spermatiche e ghiandole di Cowper (o bulbo-uretrali). I liquidi, chiamati nel loro insieme eiaculato, raggiungono gli spermatozoi mentre lungo una serie di tubuli si dirigono verso l’uretra per essere espulsi attraverso l’eiaculazione. In linea teorica, la sede del sanguinamento può essere in qualunque tratto delle vie spermatiche, dal testicolo al meato uretrale esterno. In pratica, le zone più frequentemente interessate sono rappresentate dalla prostata e dalle vescichette seminali.

Cause dell'Emospermia

Il sangue nel liquido seminale può essere causato da infezioni, infiammazioni, ostruzione o traumi in ogni parte del sistema riproduttivo. Vari fattori possono rompere piccoli vasi sanguigni lungo questo tragitto o quello urinario.

  • Infezioni e infiammazioni: In alcuni casi, soprattutto uomini sotto i 40 anni, è possibile che l’origine sia infettiva. Più frequentemente si tratta di infiammazioni a livello della prostata (“prostatiti”) o delle vescichette seminali (“vesciculiti”). In questi casi possono essere presenti sintomi urinari associati (come fastidi durante la minzione, frequenza e urgenza minzionale, febbre, dolore durante l’eiaculazione).
  • Iatrogene: Casi particolari e ben riconoscibili di emospermia sono rappresentati dalle forme iatrogene (ovvero causate da manovre mediche), come successivamente a biopsia prostatica, brachiterapia o dopo esami endoscopici.
  • Altre cause: Altre possibili cause sono la brachiterapia, un’astinenza sessuale prolungata o rapporti sessuali molto vigorosi, interventi come biopsie alla prostata o una vasectomia, traumi ai testicoli, fragilità dei vasi sanguigni e condizioni come l’emofilia, la trombocitopenia o la tubercolosi. Anche pazienti con voluminosa iperplasia prostatica benigna ("IPB") possono in alcuni casi osservare sangue nel liquido sminale.

E’ molto raro che i tumori del testicolo possano manifestarsi con sangue nel liquido seminale. Raramente, nei soggetti con 40 o più anni, o se il sangue nello sperma è cospicuo o ricorrente, potrebbe essere un campanello di allarme per condizioni come un cancro: in questi casi potrebbe quindi essere necessaria una valutazione più approfondita. L’emospermia secondaria a patologie tumorali è estremamente rara, colpisce solitamente persone anziane e si presenta in modo continuo o recidivante.

Emospermia Primitiva

Emospermia primitiva significa che il sangue nel liquido seminale è l’unico segno. Non è presente sangue nelle urine e la visita medica non rileva nessun altro problema. In questi casi non è semplice capire la sede e la causa del sanguinamento: in soggetti predisposti, il sangue potrebbe derivare da vasi capillari più “delicati” localizzati a livello delle vescichette seminali o della prostata. Nei soggetti di età inferiore ai 40 anni, in assenza di sintomi associati e di fattori di rischio, l’emospermia è quasi sempre un fenomeno circoscritto e autolimitante che non necessita di alcun trattamento.

Biopsia Prostatica e Sanguinamento

Una biopsia della prostata può causare emospermia in più di un caso su tre. La biopsia prostatica, che dura tra i cinque e i dieci minuti, si svolge ambulatorialmente in anestesia locale e consiste nell’eseguire il prelievo di alcuni frustoli di tessuto prostatico sotto guida ecografica trans rettale e con anestesia locale superficiale ed una più profonda del plesso nervoso periprostatico. Per mezzo di un ago sottile che attraversa il perineo vengono prelevati un numero variabile di campioni - da otto a ventiquattro - secondo le valutazioni cliniche dello specialista.

Come si svolge la biopsia prostatica transperineale?

Durante la biopsia prostatica transperineale il paziente si trova in posizione supina, con le cosce flesse verso il petto e con una mano a sostegno dello scroto. Dopo una preventiva esplorazione rettale, il sondino ecografico viene inserito per via anale, similmente a quanto descritto per l'approccio bioptico transrettale. Il perineo, cioè la zona compresa tra scroto ed ano viene adeguatamente depilato e disinfettato; in tale area viene quindi iniettata una doppia dose di anestetico, la prima negli strati superficiali e la seconda, dopo qualche minuto, in profondità nei tessuti che circondano la prostata.

Analisi dei campioni

I campioni tissutali prelevati durante biopsia prostatica, detti frustoli, vengono successivamente esaminati al microscopio ottico dallo specialista anatomo-patologico, che nel giro di qualche giorno redige il referto istologico dell'esame. L'analisi microscopica permette di distinguere le cellule sane da quelle cancerose e, nell'eventualità, di stabilire la localizzazione ed il grado di anormalità ed aggressività delle stesse. A tale scopo viene utilizzata una scala numerica (punteggio di Gleason) che va da uno+uno (lieve grado di anormalità) a cinque+cinque (massimo grado di anomalia con alta probabilità che il tumore si sviluppi e diffonda rapidamente). In caso di reperti cellulari anomali, ma non necessariamente cancerosi, viene in genere richiesta l'esecuzione di una seconda biopsia (dopo tre/sei mesi) in modo da accertare l'assenza di processi tumorali in corso.

Complicanze emorragiche

Le complicanze emorragiche sono le più frequenti, tanto da manifestarsi fino al 20% dei casi; in genere si tratta di emorragie lievi e transitorie, rese evidenti da tracce di sangue più o meno vistose nelle urine, nelle feci e/o nell'eiaculato; in tal senso non è nemmeno corretto parlare di complicanze, dato che entro certi limiti sono da ritenersi fenomeni normali. Raramente l'emorragia urinaria diviene cospicua, sino al punto da formare grossi e consistenti coaguli che occludono l'uretra impedendo lo svuotamento della vescica, con conseguente incapacità di urinare. Questa eventualità, che richiede un intervento di cateterizzazione e svuotamento vescicale presso il più vicino pronto soccorso, può essere prevenuta bevendo molta acqua dopo l'intervento. Tracce di sangue possono rendersi evidenti anche nelle feci durante l'evacuazione, ma soltanto quando la biopsia della prostata viene eseguita per via transrettale; anche in questo caso, entro certi limiti, si tratta di un evento abbastanza comune e non preoccupante che può continuare per qualche giorno; solo quando il sanguinamento perdura nel tempo, o diviene particolarmente vistoso, si rende necessario un tempestivo intervento medico. Infine, cosa molto importante, dopo una biopsia prostatica il sanguinamento si rende spesso evidente in occasione delle prime eiaculazioni. Lo sperma, di conseguenza, abbandona i classici riflessi biancastri ed opalescenti per assumere tonalità scure, color "caffè latte"; anche in questo caso la situazione torna spontaneamente alla normalità nel giro di qualche settimana. Negli individui sottoposti a biopsia della prostata per via transperineale, inoltre, è comune la formazione di un ematoma nella zona di accesso dell'ago bioptico, localizzata tra lo scroto e l'ano; ancora una volta, se l'ematoma ed il gonfiore dovessero divenire particolarmente consistenti è bene allertare al più presto il proprio medico curante.

Diagnosi

Solitamente l’iter diagnostico comincia dal medico di medicina generale, che effettua una visita e raccoglie informazioni sulla storia familiare e sulle condizioni generali.

Durante la visita, il medico può porre domande come:

  • Quanto sangue c’è nel liquido seminale?
  • Hai mai notato la stessa cosa in passato?
  • Quando l’hai notato la prima volta?

Gli esami diagnostici possono comprendere:

  • Esplorazione rettale digitale: Esame che l’urologo esegue, dopo aver indossato un guanto lubrificato, inserendo un dito attraverso l’ano per palpare la prostata, valutandone le dimensioni e la consistenza, e riscontrare l’eventuale presenza di noduli sospetti. Può essere fastidioso, ma in generale non è doloroso. Di solito, in presenza di tumore, la prostata risulta indurita e ‘nodosa’, mentre in presenza di iperplasia prostatica benigna è ingrossata, soda e liscia.
  • Test del PSA: Semplice prelievo di sangue che consente di misurare il livello dell'antigene prostatico-specifico (PSA), la proteina secreta dalla prostata che è normalmente presente in minima quantità nel sangue, ma il cui livello tende ad aumentare con l’età, in presenza di infezione urinaria o iperplasia prostatica benigna o di tumore della prostata.
  • Ecografia transrettale (TRUS): Tecnica di diagnostica per immagini che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare le strutture interne di una regione corporea. Si esegue inserendo delicatamente attraverso l’ano una piccola sonda che emette ultrasuoni. Le riflessioni degli ultrasuoni sono convertite in immagini per mezzo di un computer.
  • Biopsia: Consiste nel prelievo di alcuni campioni di cellule dalla prostata che sono poi inviati al laboratorio di anatomia patologica per l’esame istologico al microscopio. La biopsia si effettua, di solito, se dai primi accertamenti vi sia il sospetto di un tumore. Si esegue normalmente durante l’ecografia in anestesia locale attraverso un approccio transrettale o transperineale.
  • Scintigrafia ossea: Tecnica di diagnostica per immagini molto sensibile che serve per rilevare la presenza di cellule tumorali nelle ossa. Si esegue nel reparto di medicina nucleare.
  • Tomografia computerizzata (TC): Tecnica di diagnostica per immagini che permette di rilevare la presenza di un tumore e di metastasi nella maggior parte degli organi del corpo.
  • Risonanza magnetica multiparametrica (MP-RM): La MP-MR della prostata rappresenta una particolare tipologia di esame RM, che prevede l’acquisizione di parametri multipli: la valutazione Morfologica della ghiandola prostatica e delle strutture circostanti (sequenze T2), e la valutazione funzionale mediante la Diffusione (mappa della densità delle cellule prostatiche, che aumenta in caso di neoplasia) e la Perfusione (studio con mezzo di contrasto con una mappa della vascolarizzazione della prostata, che aumenta nelle neoplasie).
  • Tomografia ad emissione di positroni (PET-TC): È una metodica di medicina nucleare che prevede la somministrazione, per via endovenosa, di un piccola quantità di una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che ci permette di ottenere informazioni importanti sull’attività metabolica del tumore in studio.

Trattamento

L’emospermia primitiva non richiede di solito un trattamento. Nella maggior parte dei casi il sangue nello sperma scompare da solo. In casi più rari è necessaria una terapia specifica che solo il medico, dopo un’accurata diagnosi, può stabilire. Le infezioni possono richiedere terapia antibiotica, mentre i traumi o i corpi estranei possono necessitare di interventi chirurgici. In caso di neoplasie, il trattamento può includere chirurgia, radioterapia o chemioterapia.

Nei casi in cui si notasse del sangue nel liquido seminale, anche qualora fosse un evento occasionale, è sempre consigliabile consultare il medico di base, l'andrologo o l'urologo di riferimento per un esame fisico e semplici test perescludere cause come un'infiammazione o un'infezione a trasmissione sessuale.

Il consiglio iniziale è sempre quello di rivolgersi comunque al proprio medico di fiducia. Al contrario, quando l’emospermia si presenta in modo recidivante o continuo e/o colpisce pazienti più anziani e con sintomi associati è sempre importante approfondire la situazione mediante esami diagnostici mirati.

La presenza di sangue nel liquido sminale è un fenomeno che preoccupa notevolmente e incute molta ansia in chi lo vive. Questo sintomo - nella maggioranza dei casi - non è causato da patologie pericolose e tende a scomparireda solo.

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