Biopsia Prostatica Fusion: Centri Specializzati in Campania

La diagnosi precoce è fondamentale, soprattutto per i tumori aggressivi e potenzialmente letali. Fortunatamente, è disponibile una nuova tecnologia che può aiutare sia nella rilevazione che nella differenziazione del cancro alla prostata: la biopsia prostatica fusion.

Cos'è la Biopsia Prostatica Fusion?

La Biopsia Fusion rappresenta l’ultima frontiera nella diagnosi del tumore della prostata. È una metodica clinica che permette di eseguire prelievi bioptici seguendo le indicazioni fornite dalla Risonanza Magnetica multiparametrica (RMmp) precedentemente eseguita.

Praticamente consiste nella sovrapposizione dell’immagine ecografica, con quella della risonanza magnetica. Tale operazione permette la chiara identificazione dell’area ritenuta sospetta consentendo così l’esecuzione di prelievi mirati evitando biopsie casuali e inutili.

Come Funziona la Biopsia Fusion?

Si tratta di una particolare indagine diagnostica in cui si integrano le immagini della risonanza magnetica multiparametrica con quelle dell'ecografia, permettendo di avere una maggiore capacità di cogliere il bersaglio di eventuali tumori della prostata.

Un tempo si eseguiva la biopsia prostatica eco-guidata, spesso andando a cercare punti in maniera casuale (a meno che non vi fosse un nodulo ben evidente in ecografia). La risonanza magnetica multiparametrica è superiore agli ultrasuoni nel rivelare dettagli nei tessuti molli, come la prostata.

In questo modo è possibile sovrapporre le aree sospette identificate dalla Risonanza anche se non risultano visibili dall’ecografia e creare una vera e propria mappa delle zone da sottoporre a biopsia all’interno della prostata. Quando la risonanza magnetica e le immagini ad ultrasuono vengono fuse, otteniamo un obiettivo ancora più chiaro per la biopsia.

Quando è Indicata?

È indicata per tutti coloro che hanno una RMmp che identifica almeno una zona bersaglio positiva con una alterazione (definita come PI-Rads 3, 4 o 5) e una precedente biopsia prostatica negativa.

Procedura e Durata

La procedura si compie generalmente in anestesia locale e la durata è inferiore ai 40 minuti. Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo, solitamente fino a minzione spontanea.

Rischi e Precauzioni

Dopo la biopsia il paziente viene tenuto in osservazione per poco tempo, solitamente fino a minzione spontanea.

Le emorragie sono generalmente lievi e transitorie e incidono per un 20% circa: si manifestano con presenza di sangue nello sperma e/o nelle urine e/o sanguinamento rettale. In alcuni casi possono manifestarsi complicanze infettive: prostatite, orchiepididimite, cistite, cistopielite, sepsi.

È importante sospendere per tempo un’eventuale terapia in atto con antiaggreganti (aspirina, ecc.) o anticoagulanti, per ridurre al minimo la possibilità di sanguinamento dopo o durante l’esame.

Prevenzione del Tumore alla Prostata

In Italia, nel 2023, sono stati stimati circa 41.100 nuovi casi di tumore alla prostata. Questo tipo di cancro rappresenta la forma più comune tra gli uomini, costituendo il 19,8% di tutti i tumori maschili e, nell’ultimo decennio, è divenuto, il tumore più frequente nella popolazione maschile dei Paesi occidentali.

Per gli uomini la prevenzione è utile perché, a differenza delle donne che consultano il ginecologo con regolarità, non si recano volentieri dall'urologo per dei controlli. Consigliamo perciò, dai 50 anni in poi, la visita urologica al fine di prevenire le patologie oncologiche (che sono quelle che preoccupano maggiormente) ma anche le patologie come la IPB, che possono essere trattate prima farmacologicamente e poi chirurgicamente.

L’importanza e l’efficacia della prevenzione del carcinoma prostatico è accertata da anni in cui lo screening della popolazione generale con età >50 anni, tramite il dosaggio del PSA, ha dato risultati soddisfacenti in termini di diagnosi precoci e di migliore prognosi del tumore.

Sintomi

Nella prima fase, il cancro alla prostata di solito non mostra sintomi evidenti, ma man mano che la malattia si sviluppa nella regione circostante, possono comparire segni come:

  • Difficoltà ad urinare e riduzione della forza del flusso urinario
  • Sensazione di ostruzione all’eliminazione di urina
  • Necessità di urinare spesso durante la giornata
  • Sensazione di mancato svuotamento della vescica
  • Dolore quando si urina
  • Dolore nella zona perineale

A volte si può osservare sangue nelle urine o nello sperma o problemi di erezione del pene. Nelle fasi più avanzate oltre a determinare disturbi al sistema urinario, può dare disturbi alla sfera sessuale e malessere generalizzato.

Diagnosi

In età adulta/anziana è bene tenere sotto controllo le dimensioni della prostata attraverso degli esami semplici, ovvero l’esplorazione rettale (il medico inserisce il proprio dito fino al retto del paziente per valutare le dimensioni e la consistenza della prostata) e l’esame del PSA (attraverso un prelievo di sangue).

Nei casi in cui questi esami pongano il sospetto di tumore, la diagnosi definitiva viene effettuata attraverso la biopsia. Identificato il tipo di tumore attraverso la biopsia, che determina l'aggressività delle cellule tumorali attraverso il punteggio di Gleason, di solito vengono richiesti altri esami radiologici per completare la stadiazione, ovvero il grado di diffusione del tumore in tutto il corpo.

Possono essere utili l’ecografia, TAC, Risonanza Magnetica, scintigrafia ossea, PET o altri esami a seconda dei sospetti. Altri test genetici possono fornire informazioni sulla prognosi.

Terapie

La terapia, oltre a prendere in considerazione lo stato di salute generale del paziente, varia a seconda dello stadio del tumore, quindi se è limitato all’organo o si è già diffuso in altre parti del corpo, e dei potenziali benefici o effetti collaterali del trattamento.

Per coloro che progrediscono dopo la terapia ormonale, ci sono altre opzioni come la terapia ormonale di seconda linea, chemioterapia con farmaci come docetaxel o cabazitaxel, e inibitori androgenici di nuova generazione come abiraterone acetato ed enzalutamide.

Centri Specializzati in Campania

In Campania, diverse strutture offrono servizi specializzati per la diagnosi e il trattamento delle patologie urologiche, tra cui la biopsia prostatica fusion. Di seguito, alcuni esempi:

  • Villa Tiberia Hospital: Un ambulatorio dedicato alle patologie dell’apparato urologico che propone percorsi di diagnosi e cura altamente specializzati.
  • Urologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli: Dotato di un Complesso Operatorio autonomo e che offre tecniche mininvasive laparoscopiche e/o robotiche.

Urologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli: Un Approfondimento

L’Urologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli ha quasi 70 anni di vita, essendo stata aperta nel 1953. Il reparto è dotato di un Complesso Operatorio autonomo (2 sale) più una terza sala (Servizi) per procedure chirurgiche minori. Al di là di questo, l’Urologia afferisce al complesso operatorio Robotico con quattro sedute settimanali.

L’attività assistenziale viene realizzata su 28 posti-letto. Sono disponibili: un ambulatorio di Urologia generale tutti i giorni, un ambulatorio di Andrologia che fa capo all’U.O.D.

Nell’ambito della Chirurgia Oncologica nell’ultimo decennio ha avuto uno spazio sempre maggiore la chirurgia dei Tumori del rene dove l’intervento conservativo (con risparmio del rene) è diventato il più comune, e viene effettuato quasi sempre con tecniche mininvasive laparoscopiche e/o robotiche.

All’Urologia del Cardarelli la tecnica di enucleazione o enucleoresezione dei tumori del rene viene praticata senza il clampaggio del peduncolo renale, il che comporta il “sicuro” risparmio del parenchima renale sano.

La chirurgia radicale del Tumore Prostatico ormai viene realizzata sempre con l’uso del Robot Da Vinci, benché al Cardarelli sia stata utilizzata la tecnica laparoscopica tradizionale fin dal suo svilupparsi circa 20 anni fa.

La chirurgia robotica è entrata a far parte dei “momenti educazionali” offerti dall’Ospedale, anche in relazione alla possibilità di accedere al Centro di Biotecnologie dove la “Intuitive” azienda americana produttrice del Robot da Vinci ha realizzato l’unico centro europeo che certifica la possibilità di accedere alla chirurgia robotica.

La chirurgia del Tumore uroteliale vescicale o dell’alta via escretrice viene praticata in via endoscopica per le forme non infiltranti e con asportazione radicale (cistoprostatovesciculectomia) che viene praticata con tecnica open, laparoscopica o robotica a seconda dei casi clinici. Laddove è indicato con le stesse tecniche viene praticata la ricostruzione vescicale con l’uso dell’intestino (neo-vescica ortotopica).

L’attività Uro-Oncologica ha portato alla stesura di PDTA sui quattro tumori urologici ed alla costituzione di una Unità Uro-Oncologica accreditata Iso 9001 2015 ormai da molti anni.

Numerosi sono stati negli ultimi anni i corsi di aggiornamento tecnico in sala operatoria, gli inviti in corsi di live surgery, i lavori anche su riviste internazionali, nonché una monografia sulla Pieloplastica mininvasiva pubblicato nel 2019.

Quotidianamente due urologi sono “dedicati” alla risoluzione di questi problemi, potendosi avvalere di un DEA con una diagnostica “in tempo reale” e di servizi attivi ed efficaci (radiologia interventistica, emodialisi), nonché di sale operatorie radiologicamente assistite sempre disponibili (grave traumatologia uro-genitale, anuria ostruttiva, gravi infezioni urinarie da ostruzione, torsione del funicolo spermatico, fratture del pene, ematurie gravi post-chirurgiche, spesso provenienti da altri presidi).

Il trattamento della calcolosi reno-ureterale con tecniche mininvasive è da oltre 20 anni praticato al Cardarelli con “numeri” elevatissimi anche in confronto con i maggiori centri nazionali. Dalla chirurgia della calcolosi ureterale praticata per via retrograda, alla chirurgia percutanea, ed in casi eccezionali alla chirurgia laparoscopica ormai nessun caso più viene affrontato con tecnica “open”.

Ogni anno al Cardarelli vengono effettuati da oltre 20 anni uno o due corsi di tecnica operatoria endourologica con ospiti docenti e discenti provenienti da tutta la nazione.

Un accenno particolare merita l’attività andrologica: al Cardarelli vengono trattate tutte le patologie andrologiche mediche e chirurgiche, anche quelle che richiedono impianti protesici, spesso non disponibili in altri posti a causa dei costi elevati.

Ultima considerazione sulle nostre attività va fatta sull’introduzione dei laser nel trattamento dell’Iperplasia prostatica benigna. Benché si effettui ancora regolarmente la TURP considerata il “gold standard” del trattamento dell’IPB, ormai sono introdotte, con le indicazioni previste dalle linee guida europee, la tecnica con laser ad olmio (HOLEP) e la vaporizzazione con il laser verde.

Del tutto recentemente il Cardarelli ha ospitato il VI Meeting Nazionale sul laser ad Olmio, un evento di notevole valore tecnico-scientifico riservato fino ad oggi ai centri urologici del Nord Italia.

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